Maduro o Guaidò? Come scegliere fra peste e colera, ma ormai la guerra civile è alle porte.

Come era prevedibile e previsto, la crisi venezuelana è arrivata al punto di precipitazione e siamo ad un passo da una sanguinosissima guerra civile.

Le responsabilità maggiori sono senza dubbio quelle di Maduro: quando uno dei massimi produttori mondiali di petrolio è alla fame, ma quella vera, dove non si mangia, dove la mortalità infantile è cresciuta in 5 anni del 30%, dove non si trovano medicinali e un salario mensile basta a comprare 2 chili di farina, non ci sono dubbi di sorta: la responsabilità è del governo che ha fatto una politica economica da dementi.

All’inizio c’è l’errore storico di Chavez: aver dimensionato un welfare sostenibile solo con il barile di petrolio a 90-100 dollari. Non venne speso nulla dei profitti sia per rinnovare ed aggiornare gli impianti e meno ancora per avviare altre produzioni che potessero compensare il ribasso del petrolio esportazione pressoché unica del paese salvo modestissime entrate garantite da Rum e cioccolata.

Pochissimo tempo dopo venne il prevedibile crollo del prezzo del petrolio che, già a quota 65 costringeva ad emettere sempre nuove quote di debito pubblico ed il debito costa.

Altro errore storico di Chavez fu la sottovalutazione di fenomeni come la corruzione ed il contrabbando che minavano il paese. Ma furono errori che probabilmente lui, persona fondamentalmente onesta e di fede democratica, avrebbe cercato di correggere, facendo leva sul suo carisma e non certo mandando l’esercito in piazza a sparare sulla gente.

Ma la prosecuzione su questa strada, dopo la sua morte, fu un crimine e le scelte economiche di Maduro (a cominciare dal delirante accordo sottoscritto con le banche americane per il rinnovo dei titoli di debito che ha svenduto le esportazioni petrolifere ed a proseguire con la demenziale politica monetaria che ha superato di slancio il precedente di Weimar) hanno peggiorato drammaticamente la situazione.

Maduro è un incapace privo del benché minimo carisma, di nessuna tempra morale ed interessato solo al mantenimento del potere, per il quale non ha esitato a far sparare sul suo popolo. Di fatto, man mano, la base vera del suo potere sono stati esercito e polizia, entrambi corrottissimi ed in stretti rapporti d’affari con il contrabbando.

Questo non vuol dire che il regime non abbia un suo consenso: ci sono i beneficiati, poi i seguaci ideologicamente fedeli al chavismo ed incapaci di vedere i guasti del governo ed il sostanziale tradimento dell’eredità di Chavez e poi, ovviamente la mala vita, i contrabbandieri ed i corrotti del partito e dell’amministrazione. E su questa base, e con una buona dose di brogli, Maduro è riuscito a mantenersi al potere non arretrando neppure di fronte al colpo di stato segnato dalla cosiddetta riforma costituzionale che ha abbattuto la costituzione bolivariana voluta da Chaves.

Maduro è indifendibile perché è un piccolo dittatorello latino americano, un incapace alla testa di una banda di corrotti e di delinquenti che, al bisogno, sono pronti a fare da squadristi.

Dunque nessun rimpianto per una sua augurabile caduta. Il guaio è che l’alternativa è rappresentato da questo giovanotto di belle speranze che è Guaidò.

Del personaggio sappiamo poco e l’aspetto e l’eloquio ce lo presentano come il fratello meno intelligente di Macron che, a sua volta, è il fratello meno intelligente di Renzi, ma, detto questo, non ci vuole molto a capire che è la marionetta dietro cui ci sono gli Usa. Washington ha sempre riservato uno speciale odio al Venezuela sin dai tempi di Chavez, ora aspira a due cose: la caduta dell’ultima roccaforte di sinistra del continente meridionale (salvo Uruguay e Bolivia) e alla privatizzazione dei pozzi petroliferi del paese (e indovinate chi acquisterebbe…). Quindi Guaidò non è affatto una alternativa desiderabile.

Occorrerebbe un governo di transizione affidato né a Guaidò né, tantomeno, a Maduro capace di raffreddare il clima, consentire la riorganizzazione del sistema politico del paese con una sinistra non madurista ed una destra nazionale non serva degli Usa, per far fronte alle urgenze alimentari e sanitarie del paese con un adeguato piano di aiuti internazionali e poi andare a votare entro un anno o un anno e mezzo. E magari la mediazione potrebbe essere svolta dalla Chiesa che, sin qui, è il soggetto che si è comportato con maggior equilibrio nel paese. Beninteso: Maduro dovrebbe andare il esilio e farsi dimenticare.

Ma, se questa potrebbe essere la soluzione più auspicabile, non è il caso di farsi illusioni e, di fatto, le alternative più probabili sono due: il passaggio dei militari armi e bagagli dalla parte di Guaidò (i corrotti non sono difficili da convincere se gli si garantisce di poter continuare nei loro traffici) oppure una guerra civile fra le milizie maduriste e l’esercito da una parte e le milizie dell’opposizione debitamente armate, magari con l’appoggio di una forza multinazionale di “interposizione” fatta da brasiliani, colombiani e altri sudamericani.

Ed, in questo caso, chiunque vinca dobbiamo sapere che seguirà uno spaventoso bagno di sangue. Poco male se questo significasse la fucilazione di Maduro e dei suoi gerarchi (che il tiranno sia fucilato è cosa piuttosto comune e, tutto sommato positiva); il guaio è che il massacro si estenderebbe alla base dei perdenti, di qualunque schieramento si tratti. E’ triste dirlo, ma temo che le speranze di una soluzione diversa siano ridotte al lumicino.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (20)

  • “Del personaggio sappiamo poco e l’aspetto e l’eloquio ce lo presentano come il fratello meno intelligente di Macron che, a sua volta, è il fratello meno intelligente di Renzi, ma, detto questo, non ci vuole molto a capire che è la marionetta dietro cui ci sono gli Usa. Washington ha sempre riservato uno speciale odio al Venezuela sin dai tempi di Chavez, ora aspira a due cose: la caduta dell’ultima roccaforte di sinistra del continente meridionale (salvo Uruguay e Bolivia) e alla privatizzazione dei pozzi petroliferi del paese (e indovinate chi acquisterebbe…). Quindi Guaidò non è affatto una alternativa desiderabile.”
    <>, avrebbe detto il grande Fantozzi……….

      • Al confine con la Colombia…? L’ho sentita da poco. Sono stati visti in incognito presso la Guajira cercando delle location per la prossima stagione di Gomorra. Sembravano raggianti e indossavano liquiliqui (abito nazionale) bianco pulito come polvere d’angelo…

  • per fortuna con l’Azerbaijan è stato più facile scegliere da che parte stare… anzi non si è posto neanche il problema di dover scegliere qualche cosa… non se n’è proprio parlato della situazione interna di quella repubblica.

  • “…seguirà uno spaventoso bagno di sangue. Poco male se questo significasse la fucilazione di Maduro e dei suoi gerarchi…”
    Mi ha deluso profondamente con quest’articolo professore..

  • ACME NEWS
    Hans Muller, direttore dello zoo di Berlino, su imbeccata di Frau Merkel, ha offerto a Micio Macio Miaoduro, titolare dell’omonima ditta dura, un posto nel reparto felini, insieme al caracal, al giaguaro e al puma, con tanto di vitto, alloggio, imbiancatura e stiratura.
    Dapprima Miaoduro ha tentennato, ma quando gli hanno riferito che la Frau è l’amica intelligente di Macron, ci ha ripensato. Ha così convocato la cricca dei suoi accoliti ed in un perfetto napoletano li ha rassicurati: ” … chi mo fa fa? Che me fotte a me ? Ka sto bene al sole. In Gemmania sta a neve. Mo’ itevinne, ite a sparà.”
    A sua volta Miaoduro, che sarà pure un dittatore, ma fesso non è, ha offerto a Macron il posto di direttore al sol equatoriale del Venezuela in un eccitante gerontoiatrico femminile. Bribrì ha intercettato la proposta e, pur di non farla pervenire nelle giuste mani, l’ha ingoiata.
    Negli ambienti della Farnesina si vocifera intanto a mezza bocca di una possibile missione congiunta della Boldrini e della Raggi per convincere Micio Macio a schiodarsi dalla poltrona presidenziale. Potrebbe essergli offerto un posto in una municipalizzata. Dopo tutto ha iniziato come autista.

  • … e per fortuna che in Angola hanno cambiato il presidente, altrimenti si sarebbe andati tranquillamente ad incontrare quello precedente senza mettersi problema alcuno.

  • E’ una tragedia. Il tentativo di fare una poltica a favore dei ceti meno abbienti e’ diventata un disastro. Mi soffermerei su questo, piuttosto che sul tentativo degli USA di mettere sotto controllo il Venezuela: chi se ne stupisce?

    E ragionare sulla capacita’ dei ceti dirigenti locali che prima di Chavez se ne infischiavano della miseria e della anonimita’ di milioni di persone sconosciute anche all’anagrafe. Qualche anno fa, alla morte di Chavez, quella parte politica che ora sostiene Guaido’ sosteneva tesi moderate cercando di spostare consenso; penso che era il frutto di una riflessione, anche da parte degli USA in epoca Obama, dei motivi che avevano condotto allo chavismo.

    Chi vorrebbe che si attuassero politche a favore dei piu’ deboli, dovrebbe studiare quello che e’ successo in Brasile, in Argentina e, appunto, in Venezuela. Dimenticavo: studiare anche il caso Italiano, Francese, Inglese, Ungherese, Polacco, Statunitense.

    Su Maduro: un paio di anni fa il Vaticano si offri’ come mediatore e Maduro fece finta di essere d’accordo, salvo poi ritirarsi dai colloqui. Ora chiede aiuto al Papa: ma con che coraggio?

    Bergoglio si dice disponibile se lo chiedesse anche Guaido’: forse e’ veramente l’unica possibilita’. Ma se se’ cosi’, siamo ridotti maluccio circa l’attuale capacita’ degli organismi diplomatici internazionali.

  • Professor Giannuli, anzitutto bentornato. Su quanto sta succedendo in Venezuela, io le posso dire che che tal Guaidò è un massone, il che basterebbe da solo a spiegare il tutto. Se poi si aggiunge che è stato subito riconosciuto da Washington, e che Trump è pronto ad inviare i marines a suo sostegno, allora il quadro è completo, fermo restando le colpe di Maduro.

  • Scusate un attimo! In questa analisi mancano due punti fondamentali:
    – L’embargo internazionale ha messo in ginocchio il paese. Dare tutta la colpa a Maduro e alla sua incapacità, è superficiale…Un embargo crudele (perchè comprende pure medicinali e beni di prima necessità). Inoltre mi volete spiegare come sia possibile rinnovare la tecnologia estrattiva venezuelana se con l’embargo è impossibile comprare qualsiasi cosa. Vi rendete conto che l’UK ha RUBATO un paio di miliardi di dollari in oro, contro ogni diritto internazionale???.
    – Sono ormai decenni che gli USA cercano di destabilizzare il Venezuela…quando una Nazione si trova l’Impero Americano contro….beh…c’è da aggiungere altro?
    Questa crisi è stata pazientemente costruita e voluta (ma dico, le guerre in Iraq non hanno insegnato niente sulla “natura” dei statunitensi?).
    Maduro è un incapace, un inetto, un idiota. Ma a qualcuno non è venuto in mente che forse, se Maduro è ancora al potere, è anche grazie all’emabargo in questione?
    Povero Sud America, mi pare che siano tornati i tempi dei governi fascisti alla Pinochet (in Brasile manca solo la svastica sulla bandiera).

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