Macron, l’attivismo del Presidente fanfarone

Nel corso delle ultime settimane, il Presidente francese Emmanuel Macron ha fatto parlare notevolmente di sé per il crescente attivismo dimostrato nelle questioni internazionali: il leader di Parigi ha dato sfoggio di un dinamismo notevole e cercato di espandere la proiezione della politica estera francese sulla scia delle sue iniziative personali.


Macron ha cercato di approfittare dell’impasse a cui è stata costretta la Germania nel momento in cui Angela Merkel era focalizzata sui colloqui per il rinnovo della Große Koalition per ergersi a portavoce dell’Europa: ha rintuzzato gli attacchi di Trump all’accordo 5+1 con l’Iran, ricevuto a Parigi Recep Tayyip Erdogan e discusso del naufragio del processo di integrazione della Turchia nell’Unione Europea, viaggiato in Cina per incontrare Xi Jinping e coltivare, parlando in nome di Bruxelles, i rapporti commerciali tra Parigi e Pechino e il futuro rapporto tra la Belt and Road Initiative e la Francia.

Macron sfrutta il ruolo primario conferitogli dalla Costituzione francese nel promuovere le posizioni internazionali del Paese e, al tempo stesso, dimostra di aver bene presente un fattore fondamentale dei meccanismi politici transalpini: i cittadini francesi, infatti, chiedono ai loro leader di coltivare un’immagine “mondiale” della nazione, e in questo sicuramente l’ex Ministro dell’Economia di Hollande si è dimostrato più abile rispetto a Marine Le Pen, che basava la sua visione del mondo sull’incontro tra una postura isolazionista e un vago recupero della Francophonie.

In ogni caso, la geopolitica à la Macron risulta più prodotto di forma che di sostanza: la Francia, in ottica Brexit, sarà sì destinata a essere l’unica nazione dell’Unione Europea dotata di armi nucleari e di un seggio al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ma l’amministrazione Macron non ha sino ad ora inquadrato l’attivismo del Presidente in una strategia compiuta capace di rafforzare il peso strategico di Parigi nel mondo. Di coltivare, in ultima istanza, un interesse nazionale coerente sfruttando la coordinazione tra potere politico e influenza degli apparati che in Francia risulta generalmente vantaggiosa rispetto al caso italiano.

Non serve a nulla porsi come rappresentanti dell’alternativa europea agli occhi dell’Iran se poi a ciò si aggiunge un tour del Golfo Persico (http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-11-18/macron-grande-mediatore-libano-e-sauditi-105456.shtml?uuid=AENCqGED) finalizzato a rafforzare l’export militare francese verso le locali petromonarchie rivali di Teheran; o predicare di fronte a Erdogan la carenza di democrazia in Turchia poco dopo aver siglato accordi per forniture missilistiche al suo esercito. Macron esporta la sua ricorrente tracotanza anche nel piano delle relazioni internazionali e mira a essere protagonista, onnipresente e influente al di là delle reali potenzialità e delle razionali mire strategiche della Francia. Docce gelate come quella inflitta a Macron da Bashar al-Assad, che gli ha rinfacciato il sostegno francese ai jihadisti combattuti dal legittimo governo siriano e rifiutato la mediazione francese nel conflitto civile, non sembrano scalfire un leader che sin dal suo insediamento ha preferito l’apparenza mediatica alla concretezza, la retorica alla razionalità.

Macron come Presidente appare simile a Pirgopolinice, il “soldato fanfarone” protagonista del Miles gloriosus di Plauto, esagerato nelle sue vanterie e nelle sue dichiarazioni (emblematico il Make our Planet great again con cui Macron ha indirizzato un ridicolo appello alla lotta al cambiamento climatico), incapace della più basilare obiettività nella valutazione delle proprie azioni. O, sotto certi punti di vista, al nostrano Berlusconi di inizio millennio, in quanto eccessivamente focalizzato nel considerare le relazioni interpersonali tra i leader come una garanzia per la stabilità e l’approfondimento dei rapporti tra Paesi. In ogni caso, Emmanuel Macron appare votato, sul lungo periodo, a dover pagare il fio per la sua politica estera senza strategia, dato che sul lungo termine la Francia potrebbe ritrovarsi spiazzata sugli scenari internazionali.

Andrea Muratore

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Andrea Muratore

Andrea Muratore

Andrea Muratore, classe 1994, è studente magistrale di Economics and Political Science all’Università degli Studi di Milano; collabora con “Gli Occhi della Guerra” e con il sito di Aldo Giannuli.

Comments (25)

  • Il falso storico Asterix non è molto diverso dallo spaccone Jean Paul Belmondo.
    Ma perchè i francesi non hanno votato direttamente come presidente la Vecchia, per dirla alla Sordi ?
    Poveri cinesi, saranno costretti a sorbirsi i puzzolenti formaggi francesi …
    Sia ben chiaro che su questo sito è vietato prendere in giro Napomacron !
    Dopotutto fa solo turismo politico

  • Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo.

  • Bel ritratto di Micron. Che condivido, tranne una cosa, che «i cittadini francesi, infatti, chiedono ai loro leader di coltivare un’immagine “mondiale” della nazione»: non è più così. L’immagine mondiale della nazione è richiesta dalle élites francesi globalizzate di cui Micron è espressione. Le richieste dei “citoyens” sono l’opposto.

  • ACME NEWS
    Il Granducato di Enasarko Zy ha è in rivolta, perchè quel gran dritto di Emanuel non paga i contributi alla casa pensione come piazzista internazionale.
    Quando all’Eliseo è arrivata la cartella esattoriale, la Vecchia ha esclamato: “E ora come facciamo a comprare il pane ?”.
    Il dritto ha prontamente risposto: “Niente paura, Xi è un amico”.

  • Perchè non si dice chiaro e tondo che la politica estera di Macron è velleitaria?
    Solo perchè al posto del verde nella sua bandiera c’è il blu?

  • Non so se questa è Europa.
    Io non mi sono accorto di aver dato mandato a Macron a rappresentarmi come europeo nel mondo. Non mi pare di aver votato Asterix/Micron alle presidenziali francesi e comunque non lo avrei votato, se ne avessi avuto diritto.
    Tusk, Junker e Mogherini, se ci siete battete un colpo.

    • Non so se questa è Europa.
      Io non mi sono accorto di aver dato mandato a Macron a rappresentarmi come europeo nel mondo (Gaz)
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      Frase significativa rende l’idea perfettamente : ………: attenti a non farci colonizzare dall’asse Franco/Tedesco…(il progetto c’è ). Non è Europa intesa come la “Vera Europa”….l’UE è la negazione della Vera Europa : infatti la sta disintegrando per creare uno “sgorbio” geopolitico a uso e consumo della Germania e della eventuale sua stampella: l’illusa Francia di Macron.

  • Macron è un fenomeno mediatico creato a tavolino e finanziato dal padronato transalpino onde impedire una vittoria del popolo francese, cioè della Le Pen. E’ il Renzi francese, cioè un Renzi formato grandeur; come Renzi, in politica interna ha da offrire solo eurismo e neoliberismo, cioè smantellamento sistematico dei diritti e del benessere.

    Viene allora naturale ai professionisti della comunicazione che gestiscono la vita politica del burattino impomatato, ammaestrati dalla miseranda fine del suo predecessore italiano, di alzare i toni in politica estera per passare sotto silenzio i bigi orizzonti del cortile di casa. Toni ai quali il pubblico francese è ben più ricettivo di quello italiano.

    Naturalmente è tutta fuffa. L’élite globalista vuole dissolvere quel poco che rimane della nazione francese nel porcile mondialista; nulla le interessa meno di una politica imperiale o di grandeur, che la Francia non avrebbe comunque i mezzi per portare avanti.

    • Macron è un fenomeno mediatico creato a tavolino e finanziato dal padronato transalpino onde impedire una vittoria del popolo francese, cioè della Le Pen. (Lorenzo )

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      Ma il “loro ” problema è solo rimandato con un “artifizio”…tutti gli economisti (in primis il Bagnai ) dicono che in questo momento ha i fondamentali economici in condizioni ben peggiori delle nostre (anche se apparentemente potrebbe non sembrare..perché la Francia è —per altre ragioni..cioè potenza nucleare, conta di più geopolitamente rispetto a noi etc etc e quindi appare comunque più forte —…”di fatto” ..in questo momento i suoi fondamentali economici sono in condizioni peggiori dei nostri (chi segue l’economia lo sa ..) ..ed hanno una situazione sociale esplosiva. Il problema è stato messo da parte con un abile artifizio …ma appunto è “stato messo da parte” non eliminato: rispunterà tutto fuori , e dopo la illusione/delusione Macron (ovvia e scontata), potrebbe essere più travolgente…(non so chi lo cavalcherà..se la Le Pen o altri…ma il malessere c’è e l’economia francese è messa malino ..inutile che si illudano a “far i tedeschi”…son due economie diverse e il “sistema euro ” rende sempre e comunque la Francia in posizione di debolezza strutturale rispetto alla Germania: cioè cosi stando le cose..la Germania ha tutti gli strumenti per seviziare e non permettere un rapporto dominante “alla pari” ai Francesi. Macron vuol fare il “grendeur” e i francesi hanno messo da parte il malessere anti UE /euro…illudendosi forse di riuscire con Macron ad ristabilire un equilibrio e una posizione dominante in Europa , ma Macron e la Francia hanno i piedi d’argilla. Almeno questa è la mia impressione. E’ lui stesso che l’altro giorno sconsolato ha pubblicamente e “stranamente” ammesso che se adesso i Francesi dovessero votare in un referendum voterebbero per uscire dall’UE e dall’Euro. Lo ha detto addirittura lui . La sconfitta di Le Pen (da ricordare che metà dell’elettorato francese non è andato a votare ) ha solo rimandato il problema. Quando riesploderà non so chi cavalcherà il tutto se ancora Le Pen o altri (non so Melanchon o altri..non so , non seguo e non so..) ma non è finita…..tanto le contraddizione patologiche e croniche del sistema UE/euro sono insanabili…e quindi bisogna pazientare…e aspettare.

    • Lei dice “un Renzi formato grandeur”: e dice bene. Voglio addirittura spezzare una lancia a favore di Renzi, nel confronto con Macron, in quanto nonostante la carenza di capacità strategiche e politiche, perlomeno ha dimostrato di essere capace, per la prima fase della sua carriera, di padroneggiare capacità comunicative che a Macrono sono state “fornite” nel percorso di creazione del suo personaggio. Per il resto concordo con la sua analisi: apparenza, prima ancora che sostanza. Macron è assolutamente velleitario.

      • I potentati francesi hanno visto che a un certo punto il fiorentino ha fatto di testa sua e hanno selezionato un candidato che non presenta rischi del genere.

  • Se MicromacronCromagnon facesse solo ridere sarebbe già un danno, ma il bello, ritenendo che gli altri sono brutti, vorrà esportare la (sua) bellezza agganciata alle bombe, per distruggere i brutti.

  • Non so quanto la cosa sia stata capita, ma Macron è il Monti francese. È la stessa operazione, la stessa cioè anche di quella che mise in Grecia Papademos al posto di Papandreu, reo di avere profferito la parola “referendum” ai tempi del primo intervento della Troika (“un governo coloniale”, secondo la definizione del viceré Mario Monti).
    Questa associazione stanno cominciando a farla anche molti francesi.

  • La vicenda Stx (non potevate scegliervi un altro nome meno sfigato?) insegna come quelli altri si muovono e quali siano i loro retropensieri circa i costi della grandeur da scaricare sugli altri.
    Non bastava la lezione? Ora ci si mettono con il polo della moda tra Lutezia, Milano e Firenze.
    Ci vuole tanto a capire che si tratta di dirottare i compratori?
    Perchè Macron non mette in comune i settori in cui la Francia è all’avanguardia?

  • Tempistiche di approvazione dei commenti. E già la seconda volta che per vedere approvati i commenti passano giorni. Per poi vederli approvati con la data effettiva di invio. A cosa serve? Che utilità ha per la discussione? Inoltre invece vengono approvati commenti di nessuna utilità e battute… (non me ne voglia Gaz ma si potrebbe anche trattenere da postare commenti che non vogliono dire nulla o nn sono chiari) Vorrei cortesemente capire la ragione considerato che le tempistiche in tempo reale si pubblicazione hanno un senso altre modalità paiono francamente disincentivare quanto apparentemente incentivano.

    • @Silvia
      I commenti come Gaz quasi mai superano le dieci righe e mi sembrano essere chiarissimi, netti e duri … al punto da essere stato attenzionato, come ho scritto …
      E’ per caso poco chiaro il mio pensiero sulle classi politiche europee, incluse quella francese, di cui Asterix/Micoron è il campione?
      I dispacci della ACME NEWS, agenzia che mal esegue, vanno riferiti alla stessa 🙂 se poi non si hanno orecchie per sentirli e occhi per leggerli è un problema tuo.
      Non è necessario essere grevi. Ci sono altri modi non autolesionistici per esprimere più o meno gli stessi concetti.

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