Italicum: cari amici 5stelle non facciamo pasticci.

Ci sono state reazioni molto negative del M5s alla proposta di revisione dell’Italicum che tendono a chiudere il discorso prima di iniziare. Posso capire: le modifiche affacciate sono tutte in funzione anti-M5s: abolire il doppio turno che, come si è visto, determina regolarmente il sorpasso del Pd che arriva primo nella prima tornata ma poi perde il ballottaggio con M5s, reintrodurre le coalizioni, che svantaggiano il M5s unico partito che (a mio avviso sbagliando) rifiuta ogni coalizione e aumentare gli spazi delle preferenze ed anche questa è una novità fastidiosa per il M5s che ha preferenze bassissime, mentre gli altri potrebbero drenare più voti con una competizione più aperta.

Posso capire l’irritazione di chi dice: “adesso che vi siete accorti che l’Italicum premia noi e non voi che l’avete fatto, volete cambiare le regole. Siete dei bari”. Ed è giusto definirli bari, Però, poi, non si può  aderire alla stessa logica: “adesso che abbiamo scoperto che l’Italicum ci fa vincere, ci piace e vogliamo mantenerlo e non  apriamo più il discorso”. Sono convinto che non è questo il senso della posizione attuale del M5s, ma c’è il pericolo che venga percepita così.

Immagino che i parlamentari del M5s siano d’accordo con me nel dire che, se un sistema elettorale è una ignobile porcheria perché fa vincere quello che lo ha imposto, resta la stessa porcheria anche de fa vincere te. Anche perché, quello che ti aiuta oggi, ti sfavorirà domani.

Infatti, in questioni come le leggi costituzionali o elettorali non è ammesso nessun tatticismo ed occorre mantenere ferme le pregiudiziali di principio. Il M5s si è pronunciato con una consultazione on line durata quasi due mesi, per un sistema elettorale proporzionale e con preferenze. Punto. E da questo non si può recedere, per di più senza una nuova consultazione (a proposito, è da diversi mesi che non ne vedo neanche una). Ricordiamoci sempre che l’onestà intellettuale e la prima e più importante forma di onestà. Vero?

Pertanto, i truffatori di regime vogliono aggiustarsi il piatto come gli conviene? Certamente, anche se, a mio parere, sbaglieranno ancora una volta (d’altra parte, se i tuoi consiglieri si chiamano D’Alimonte e Ceccanti, questi sono i risultati), non si può chiudere il discorso così. Rivedere l’Italicum è opportuno e forse necessario nel caso di una pronuncia della Corte Costituzionale sfavorevole all’Italicum. Quindi il discorso va aperto e non certo per fare le riforme che vogliono i revenant del grande centro, ma per modificare la legge in senso proporzionale.  Anche perché, c’è un problema: se dovesse vincere il No nel Referendum,  si determinerebbe una situazione assurdo con una legge che sacrifica gravemente la rappresentanza senza assicurare la governabilità (posto che la questione della governabilità sia davvero così centrale).

Infatti, resterebbe in piedi l’ordinamento bicamerale precedente, per cui la Camera sarebbe eletta con un sistema maggioritario a doppio turno e su base nazionale ed il Senato maggioritario a un turno ma su base regionale. E’ quasi certo che nessuno riuscirebbe ad avere la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Stando ai sondaggi ed alle tendenze attuali, il M5s vincerebbe alla Camera grazie al doppio turno, ma realisticamente perderebbe al Senato, dato che, ancora il Pd è il partito di maggioranza relativa e, dunque, è realistico che vinca nella maggior parte delle regioni. A quel punto, si determinerebbe una crisi senza precedenti: il M5s non sarebbe in grado di governare per mancanza di voti al Senato, Ma alla Camera sarebbe in grado di impedire qualsiasi altra maggioranza. Potrebbe esserci un governo di minoranza sorretto dall’astensione del Pd al Senato, ma la cosa appare poco probabile. Bisognerebbe rifare la legge elettorale prima ti tornare a votare, ma in una situazione in cui non sarebbe affatto garantita  l’intesa su un nuovo modello.

Allora non è più semplice e logico risparmiare al paese  questa assurda avventura e risolvere la questione prima? A meno che il Si alla riforma costituzionale non vinca, ma allora il M5s si prepara a passare nel campo del Si, cosa che io non credo possibile, dato che si tratterebbe di un suicidio. E ciò sia perché la maggioranza degli attuali elettori del M5s gli girerebbero le spalle, sia perché una vittoria del Si preparerebbe solo una vittoria del Pd alle politiche e non certo una del M5s.

Insomma, se sei contro la riforma costituzionale devi essere anche contro l’Italicum. Una via d’uscita? Abrogare l’Italicum e ripristinare il modello della Corte Costituzionale (proporzionale con clausole di sbarramento ed una preferenza) rimandando la questione alla prossima legislatura che, a differenza di quella attuale, sarebbe eletta con un sistema costituzionalmente corretto. Non vi pare?

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (23)

  • “Una via d’uscita? Abrogare l’Italicum e ripristinare il modello della Corte Costituzionale (proporzionale con clausole di sbarramento ed una preferenza)”

    Ma questa non è il senso della mia proposta di pochi giorni fa che lei ha stroncato così categoricamente??

    • ma veramente lei parlava dello spacchettamento del referendim ed io dicevo che quella proposta non sta in piedi. qui io parlo dell’italicum

      • Questo molto prima.
        Mi riferisco alla post di pochi giorni fa dove illustravo un sistema proporzionale con livelli di sbarramento plurimi (2,50 – 5 – 10 e 15%) ed un premio di governabilità, che lei ha apoditticamente liquidato, in modo per me del tutto incomprensibile, quale peggiore del porcellum.
        Per quanto riguarda lo spacchettamento del Referendum mi pare che, leggendo le ultime cronache, stiano invece cercando di mettergli i piedi e le calze per farlo camminare….

        • si ricordo e le dissi che era un sistema altamente disrappresentativo che non c’entra con il consultellum, e allora?

          • Allora continuo a non capire come possa essere considerato “altamente disrappresentativo” visto che la differenza per avere una qualche rappresentanza alla Camera varierebbe solo dello 0,50%.
            Ma non mi aspetto e non chiedo che mi venga spiegato.

          • conosci la formula di laakso e tagepera? Se la aplici capisci perchè è più disrappresentativo del porcellum

  • “conosci la formula di laakso e tagepera? Se la applichi capisci perchè è più disrappresentativo del porcellum”

    Non sono così geniale come lei da poterne calcolarne il risultato a priori senza sapere quanti partiti si presenteranno alle elezioni (il fatto di andare singoli o raggruppati in una unica lista è mero calcolo di convenienza in base al sistema in vigore), il numero di voti che otterranno ed il conseguente numero di seggi che verrà attribuito.

      • Quando tu simuli (cioè fingi) puoi pervenire al risultato che più ti fa comodo se parti dalle situazioni che più ti convengono, e perfino dimostrare magari che la luna illumina più del sole se parti dal plenilunio e dall’eclissi totale…
        Non è questo di certo un criterio sano di valutazione.
        Voglio sperare che le lezioni che tieni all’università non siano strutturate su questi parametri….

        • voglio sperare che tu legga qualche libro di scienza della politica ed eviti di dire le sciocchezze appera pubblicate

        • @Brugial Le leggi elettorali, per nulla neutrali o fungibili, hanno implicazioni matematiche che le rendono idiosincratiche ai giuristi abituati a misurarsi con le concettuologie più eteree, a meno di non farne oggetto di studio specialistico …
          Aretha Franklin va riascoltata.

  • Professore, forse non le è ancora chiaro, nonostante tutto, che il M5S è figlio del sistema vigente e come tale si comporterà, in barba ai tanti simpatizzanti e iscritti che vogliono un cambiamento reale e si impegnano ogni giorno per ottenerlo.
    Dopo anni che si è tentato di portare “a sinistra” il PD, si tenta di portare “a sinistra” il M5S, è uno sbaglio che molti compagni continuano a fare, invece di riflettere su proposte concrete e sistemiche e tentare di acquisire consenso (tra la popolazione) su quelle.

    Altrimenti possiamo pure illuderci che il M5S possa servire allo scopo e perdere altri anni e battaglie ideologiche e arrendiamoci pure di fronte al pensiero unico e alle sue false divisioni come “onesti e ladri”. L’occasione fa l’uomo ladro e come può notare anche lei c’è già qualcuno che all’occasione vorrebbe rubarci la democrazia, esattamente come sta facendo qualcun altro (che ne ha già l’occasione).
    E allora diciamolo ancora una volta: le ideologie esistono e sono la cartina tornasole dei comportamenti politici e chi lo nega vuole solo togliere al popolo il controllo dell’operato politico.

    Un abbraccio

  • “il Senato maggioritario a un turno ma su base regionale”. Il Consultellum al Senato e’ proporzionale, seppur a base regionale e con soglie di sbarramento alte (8% per i partiti non coalizzati, 3% per i partiti coalizzati e 20% per le coalizioni). O no?

  • “ma tu sai cosa è una simulazione e come si fa?”

    E’ un esercizio di lana caprina che serve il più delle volte a giustificare le prebende, se non la stessa esistenza, dei cosiddetti esperti della materia.
    Un esempio pratico
    Poniamo che alle ultime elezioni la Lega prende il 12% e Fratelli d’Italia il 5%.
    Tra le varie “simulazioni” che gli esperti vengono a proporti supponiamo che ci sia anche il sistema turco, quello che prevede lo sbarramento al 10%
    L’esperto allora ti spiega che in questo caso FdI resta fuori, mentre passa la Lega che con il suo 12% prenderebbe X seggi, cioè Y in più o meno rispetto al sistema attuale perchè bla bla bla.
    Poi l’esperto ti dice che però in questo caso Lega e FdI potrebbero presentare una lista comune che prenderebbe in totale il 17% dei voti con X seggi, cioè tot in più rispetto ad adesso ecc ecc
    Queste sono però delle emerite sciocchezze perchè l’esperto non può sapere quanti elettori delle due forze politiche sarebbero ugualmente disposti a votare una lista unitaria, quanto pertanto sarebbe in risultato ecc ecc
    Morale: le simulazioni valgono il tempo che trovano ed il più delle volte servono solo a tirare acqua al mulino di chi ha interesse a farle,
    Anche perchè, come puoi toccare con mano nel caso dell’Italicum, quel che oggi va bene ad uno e male all’altro, tra un mese potrebbe sortire effetti completamente opposti.
    Bye

    • vedo che non ci siamo. Solo che rispondere analiticamente richiederebbe un tempo che non ho adesso che devo finire un libro. Co scroverò un pezzo appena dinisco quello che sto facendo

  • A parte le osservazioni di Franco Ragusa(toninellum su riforme.net) e di Piotr Zygulski (pentasiderum su termometropolitico.it), ho l’impressione si sia scritto troppo poco sulla proposta di legge elettorale del M5S per la quale i divisori, la ripartizione circoscrizionale e le soglie naturali “variabili” sono state supplite per delega “attuativa” del risultato “da completare” fornito da consultazioni di democrazia diretta che hanno incontrato più elogi che spiegazioni.

    Mi chiedo quanto sia “eguale” un voto dato in circoscrizioni con soglie differenti e quali costituzionalisti sostengano tale proposta.

    La “media del 5%” è abbastanza peculiare e certamente rende difficili i calcoli.
    Dove sono enumerati il numero di seggi per le circoscrizioni delle tabelle A dell’A.C. 2352?

    PS: Il “diritto di tribuna” risulta un dispositivo retorico a disposizione di chi voglia aggirare la rappresentatività. Per quale motivo le leggi di bilancio devono essere decise da assemblee la cui composizione sia viziata da distorsioni? A che serve il diritto di tribuna quando le pregiudiziali/sospensive si votano a maggioranza?

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