Lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena. Qualche proposta: ad esempio il carcere a vita per alcuni reati finanziari

Una campagna elettorale diversa 5

Per certi versi, lo scandalo del Monte dei paschi cade come il formaggio sui maccheroni, perché mette a nudo una serie di questioni di cui proprio non si fa cenno in questa sordida campagna elettorale. E partiamo proprio da una questione che mi è stata posta: si tratta del solito scandalo “ad orologeria” che in questo caso cerca di impedire la vittoria elettorale del Pd? Risposta:  “Ma certo! Che altro volete che sia?””. Che il Mps navigasse fra i guai di titoli obbligazionari basati sul nulla era cosa che si sapeva già da un bel po’, e già da maggio dell’anno scorso, i senatori Pancho Pardi ed Elio Lannutti dell’Italia dei Valori avevano chiesto il suo commissariamento. Che la crisi esploda in modo irreparabile proprio ora, a 30 giorni dal voto non sembra davvero una coincidenza casuale.

E si capisce anche che Alessandro Profumo, che di suo non è certo ostile al Pd, per salvarsi, abbia anticipato i tempi di qualcosa che stava per arrivare. Ora lui può prendere le distanze dalla gestione del passato e presentarsi come la persona corretta che svela le magagne dei predecessori. Questo, però, non significa che il Pd sia una vittima innocente. E cerchiamo di capire perché.

La gente si è fatta l’idea che il Mps sia “la banca del Pd” come se il Pd possedesse direttamente il pacchetto azionario di maggioranza e nominasse gli amministratori della banca. Le cose non stanno così o, per lo meno, non stanno in modo così semplice. Il Mps  ha come suo cuore una fondazione che è espressione del Comune di Siena e che fu istituita nel 1995, per separare la proprietà pubblica dalla gestione della banca. Come è noto, Siena ha da sempre amministrazioni locali rosse, nelle quali il Pci-Pd ha tutto in mano (negli anni migliori, il Pci da solo prendeva fra il 55 ed il 60% dei voti in città). Dunque, chi ha responsabilità  indiretta di controllo e nomina degli amministratori è il Pd locale, per il tramite degli enti locali e della Fondazione che li esprime.

Peraltro, il Mps è il terzo gruppo italiano avendo assorbito Antonveneta, pertanto a Siena  si è costituito un complesso centro di potere che associa il locale Pd ad una delle massonerie più importanti d’Italia ed anche a rilevanti pezzi di Opus Dei. Un gruppo di pressione che ha una sua autonomia dal Pd nazionale ed agisce come un gruppo di pressione a sé stante. Questo, però, non assolve il gruppo dirigente nazionale, perché bisogna tenere presente il ruolo del Mps come spina dorsale finanziaria del sistema organizzativo del Pci-Pd che va dagli enti locali tosco emiliani alla Lega delle Cooperative, all’Unipol ed allo stesso partito, tutti beneficiari della cornucopia senese. E l’ormai celebre “Allora siamo padroni di una banca? Facci sognare” detto da Fassino all’allora Ad dell’Unipol Giovanni Consorte, esprime abbastanza bene quale sia il complicato intreccio politico-finanziario che lega il Mps al Pd nazionale.

Certo, il Pd nazionale non ha il potere di disporre nomine e linee del Mps, ma non può essere ignaro di quel che succede a Siena. Insomma, a dirla in due parole molto semplici, conta troppo poco per decidere, ma abbastanza per sputtanarsi. E scusate il tono esplicito, ma il conflitto di interessi non c’è solo per Berlusconi che è insieme capo partito e padrone di Mediaset. Qui il problema è quello di tracciare un confine molto netto fra politica e finanza: i partiti facciano i partiti e le banche facciano le banche (pubbliche o private che siano). Anche perché, poi va a finire che non è il partito che dice alla banca quel che deve fare (che sarebbe sbagliato) ma la banca a dare la linea politica al partito (che è ancora più sbagliato).

Ed allora, la prima cosa di cui discutere è come realizzare questa separazione: l’espediente delle Fondazioni non ha risolto un accidenti, come il caso senese dimostra. E non servono reazioni scomposte come quella di Bersani che sbraita: “Li sbraniamoooo!!!”, anzi la cosa fa un po’ pena ed è anche contro producente.

Entriamo nel merito delle cose da fare e non caviamocela con la proposta di commissariamento, che può andar bene, ma, alla fine, risolve poco, perché non si tratta del solo Mps ma di una melma che avvolge tutto il sistema bancario internazionale.

Ed allora veniamo ai punti davvero decisivi:

a- Rapporto politica-finanza: garantire la separazione netta fra potere politico e finanza, il che non significa necessariamente che la finanza debba esse sempre e solo privata (anzi, sarebbe auspicabile un ritorno della finanza pubblica), ma separare nettamente gli interessi e non creare “centri di potere misto”. A questo proposito occorrerà studiare adeguate misure per le nomine dei responsabili, per garantire l’indipendenza del loro operato dal potere politico, ma anche per garantire forme di controllo efficace del loro operato;

b- Tornare alla separazione fra banche di raccolta e banche d’affari: l’inizio della serie ininterrotta di scandali bancari degli ultimi 10 anni (dal caso Enron a Parmalat, dalla Lehman Brothers a Dexia) in un modo o nell’altro è sempre riconducibile all’infausta decisione degli anni novanta di cancellare la separazione fra banche d’affari e banche di raccolta. Che ne dite se riconsideriamo questa norma che, tecnicamente, possiamo definire solo con una parola: criminogena;

c- Derivati: quello che ha fatto il gruppo dirigente del Mps è stata la stessa cosa che hanno fatto tutte le banche del mondo negli ultimi anni: nascondere i propri imbrogli nel tritacarne dei derivati che sono alla base del crack del 2007-8 e che sono ripresi in piena forma, superando il volume pre-crisi. Credo che sia arrivato il momento di dire che non esistono derivati tossici e derivati non tossici, ma che i derivati, per definizione sono titoli tossici da mettere fuori legge. Non sarebbe il caso di iniziare una campagna internazionale in questo senso? Quantomeno si possono prendere decisioni limitative a livello nazionale;

d- Pene per i reati finanziari: che ne dite di inserire nella campagna elettorale la proposta di ripensare completamente i reati finanziari comminando pene dai 20 anni all’ergastolo in base alla gravità del fatto? Possibilmente con l’applicazione, ad essi, del 41 bis. O pensate che i reati finanziari siano meno pericolosi di quelli di terrorismo e mafia?

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (27)

  • Anche a me, che non ho nessuna simpatia per il Pd, pare una manovra ad orologeria molto chiara.
    Però anche maldestra, perché eroderà consensi al Pd non certo a favore di Monti (come si propone chi l’ha orchestrata) ma delle forze che gli sono ostili, il Movimento 5 Stelle, Ingroia e, in qualche misura, il PdL e la Lega.
    Il problema di certi poteri è che sono troppo avidi e non si accontentano di avere un tramite comunque molto fedele come il Pd (Bersani sta facendo di tutto per far capire che è pronto a fare la ruota di scorta di Monti), ma vogliono governare direttamente e in questo modo rischiano l’autogol.

  • Va benissimo (per il direttore dei lavori) che il voto che esce dal PD vada verso Grillo e Ingroia: questo contribuisce a rendere più probabile un Senato frammentato e dunque un nuovo governo di “salute pubblica” – grandi coalizioni, salvatori della patria… quel che volete, cioè comunque un governo servo di poteri altri.

  • secondo lei è tossico anche un derivato fatto da un coltivatore che assicura la propria semina da una possibile calamità naturale? se sì mi spiega perchè?

  • @Aldo:
    Prima due curiosità su un paio di frasi del post:(1) “Anche perché, poi va a finire che non è il partito che dice alla banca quel che deve fare (che sarebbe sbagliato) ma la banca a dare la linea politica al partito (che è ancora più sbagliato).” a me, in Italia, questo sembra controfattuale. Per carità, è sempre un rischio che va tenuto da conto, ma mi sembra che il sistema delle fondazioni agisca chiaramente nel senso opposto e per una volta non ha molto senso prendersela con la finanza brutta e cattiva. Non mi trovi d’accordo nemmeno sul punto derivati nella misura in cui se ne parla come se fossero uno strumento del demonio da mettere fuori legge, nè quando auspichi un ritorno alla finanza pubblica. Ma non voglio aprire discussioni infinite su questo, dico quindi brevemente la mia sul problema banche-fondazioni in Italia.
    Credo che la prima cosa da fare sia piuttosto semplice: imporre per legge che il patrimonio delle fondazioni di origine bancaria sia totalmente diversificato, che queste non abbiano posizioni di controllo su nessuna azienda, che si tratti di una banca o di altro, e che non prendano parte in alcun modo alla gestione delle partecipate. Questo è bene sia per il funzionamento del sistema bancario (sarebbe ora che a dirigere le banche italiane vengano messe persone che abbiano competenze nel settore) che per quello delle fondazioni stesse, che con un portafoglio sicuro e ben diversificato eviterebbero di dilapidare il proprio patrimonio quando la banca che gestiscono va male e potrebbero dedicarsi a fare quello che dovrebbe essere il loro compito di enti di utilità sociale. Oltretutto le banche italiane potrebbero finalmente essere ricapitalizzate, senza che le fondazioni lo impediscano per paura di perderne il controllo, e ricominciare a fare credito a chi lo merita.

    • cato Tommaso, in breve: che la politica che comanda le banche è stata cosa vera sino allametà anni novanta, dopo direi che il capitale finanziario ha preso il sopravvento. La vicenda Mps mi pare dimostri proprio la subalternità del gtruppo dirigente del partito all’egemonia di un gruppo di pressione finanziario come il Msps
      I derivgati? Mai detto che sono uno strumento del demonio. Più sr,plicemente sono una truffa

  • Come dice Maurizio, l’intento non è certo regalare qualche numero a Monti, ma produrre una situazione di ingovernabilità.
    Quindi serve recuperare astensionisti e inviare voti verso Ingroia, Grillo, Berlusconi.

    Piacciano o non piacciano, Pd e antenati hanno potuto governare realmente una volta sola a livello nazionale, e lo sbaglio non si ripeterà.
    Hanno lavorato per l’Italia in Europa e puntano ad un’Europa più coesa: questo chiaramente non piace a chi non vuole autorità di controllo esterne.

  • ma per favore. il pci-pd negli ultimi vent’anni ha avuto a disposizione (facendo grazia degli abominevoli governi Amato I e Ciampi I, tecnicamente non pci/pds ma con la stragrande maggioranza degli esponenti -ministri- che poi sarebbero confluiti nell/ulivo/unione/pd):
    il governo dini (si quello del ribaltone) nella XII legislatura
    tutta la XIII legislatura
    tutta la XV legislatura

  • Mussari non mi sembra espressione del “capitale finanziario”, è passato dall’essere presidente della fondazione (nomina assolutamente politica) ad essere presidente della banca. Laureato in giurisprudenza, splendida la sua frase prima di lasciare la banca: «Questo non è il mio lavoro, e non voglio confonderlo con la professione: tornerò a fare l’avvocato, che poi è quello che so fare». Amicone di Amato (giurista costituzionalista e politico) e Bassanini (anche lui docente di diritto costituzionale e politico) che hanno entrambi spinto, insieme a Luigi Berlinguer (politico e giurista pure lui) affinchè diventasse presidente della fondazione. E come nel caso MPS molte banche italiane sono state o sono ancora dirette da persone che banchieri non sono, che le gestiscono secondo una logica che non è quella di perseguire gli interessi economici degli azionisti e che si trovano a giocare con derivati e strumenti complessi senza nemmeno avere gli strumenti tecnici per farlo. Il capitale finanziario ha preso il sopravvento?

  • sono d’accordo su molte cose, ma il punto a mi lascia perplesso: se togliamo la politica è logico che si facciano entrare i privati e il “mercato”, dato che credo poco ai “tecnici” senza bandiera e credo ancora di meno all’amor patrio. credo un poco di più nella trasparenza e nei controlli a cui dovrebbero essere sottoposti i manager che stanno in posizioni che dovrebbero garantire l’interesse nazionale.
    mah per il resto penso che bersani si stesse riferendo alla serie di querele che il pd sta intentando al giornale e a libero, cosa peraltro comprensibile. comuqnue non voglio esprimere pareri razzisti nei confronti dei senesi, ma credo che, riguardo alla vicenda mps, sia molto più responsabile la configurazione sociale e culturale senese (che è piena di aspetti retrivi) che la dirigenza nazionale del pd, che sembra che dalla vicenda mps non abbia guadagnato un centesimo, ma abbia solo perso voti.

  • caro aldo, sono d’accordissimo con le tue proposte, pur sapendo, come credo che anche tu ben sappia, che, in questa fase storica, sono assolutamente irrealizzabili, sia a livello nazionale che internazionale. i politici sono impiegati del capitale, ovunque il capitale agisce, per cui le leggi, soprattutto in materia economimia-finanza-lavoro, devono, ripeto: devono, garantire accumulazione di plusvalore, ruolo di guida controllo e comando sociale del capitale e via discorrendo. quando la politica non riesce più a controllare la situazione, secondo i desideri del capitale, per propria incapacità, viene sostituita con altri impiegati, in tutti gli altri casi i politici passano in seconda linea ed intervengono polizia e servizi segreti, fiancheggiati dalla magistratura, e, estrema ratio, l’esercito, e nello stesso tempo le bande nazi-fasciste provvedono al disordine necessario. in europa se ne vedono gìà i primi segni. che fare? si chiedeva ulianov. non siamo al 1917, siamo al 1905, per cui continuare con l’informazione, la propaganda, si, la propaganda, l’organizzazione e la ricerca dell’unità. che la sinistra sia divisa deriva, secondo me, unicamente dal fatto che la politica offre una possibilità unica a miserabili d’ogni colore e genere di diventare ricchi, si ricchi, e quindi salire nella scala sociale, alla faccia di comunismo socialismo solidarietà unità ecc. ecc.. anche su questo ulianov ha scritto il suo pensiero. perdonami lo sfogo, ma non ho scritto questo mio commento per te, conosci meglio di me la situazione e i problemi che comporta, ma scrivo per gli innumerevoli compagne/i amiche amici proletari/e che ti seguono e che devono capire che è ormai tempo di muoversi per far saltare il banco, costi quel che costi.
    franco valdes piccolo proletario di provincia

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    Pierfrancesco ciancia

    Come scrissi in tempi non sospetti su queste pagine, il caso MPS non è il solo in italia, anche Intesa è controllata dalla fondazione cassa di risparmio di torino presieduta da Chiamparino, è abbastanza nazionale Chiamparino? Se non bastasse c’è Unicredit che era controllata dalla fondazione cassa di risparmio di Torino, Fassino, il quale però in un paio d’anni è riuscito a passare dal 5,8% al 2,5. Ora mi sembra riduttivo parlare di Un controllo del Partito sulla banca, e non parlerei neanche però genericamente della “finanza”, C’è un gruppo di potere che fa capo a persone specifiche che sono politici e uomini delle istituzioni ma anche peronaggi che svolgono un ruolo fondamentale nell’ambiente finanziario italiano, Giuliano amato, luciano violante, massimo d’alema,giuseppe guzzetti, giorgio napolitano, nicola mancino, piero fassino, vincenzo visco,enrico letta, alessandro profumo… E molti altri. Queste perone lasciano le loro tracce su tutta la storia delle fondazioni bancarie e del Partito democratico, creando una struttara da una parte politica e dall’altra economica che si può sintetizzare con una sola parola “Potere”, sono interessati ad acquisirlo e a mantenerlo e qui si fermano i loro scopi, non hanno ideali o ideologie. Per questo ritengo che il partito democratico sia il piu grande pericolo per lo stato di diritto in Italia anche piu di quanto non lo sia già stato berlusconi.

  • “…a Siena si è costituito un complesso centro di potere che associa il locale Pd ad una delle massonerie più importanti d’Italia ed anche a rilevanti pezzi di Opus Dei”.
    Caro Aldo, questa è una delle descrizioni più indovinate della situazione nella mia città che abbia letto fino ad oggi. Quando definivo il PD senese come il “più berlusconiano d’Italia” c’era chi si scandalizzava, invece era una semplificazione che non rendeva a sufficienza il senso del ‘groviglio’ esistente. In pochi hanno ricordato che a presiedere Antonveneta MPS tempo fa ha messo un uomo del PdL, segno che lo snodo di potere che passava di qui era tale da far convergere interessi e Logge le più diverse.
    Questo scandalo riuscirà però a portare alla luce tutte le “magagne” (chiamiamole così) perpetrate da certi esponenti di questo groviglio? Bhe, ancora non mi è chiaro. Com’è noto, infatti, certi livelli di solito restano intatti nonostante tutto. Già la convocazione di Gotti Tedeschi è una vera anomalia…

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    Pierfrancesco ciancia

    Effettivamente potremmo dire che è lo stesso livello di pericolo per lo stato di diritto, visto anche che come dice Roberto gli interessi del Pdl erano piu che convergenti e che la struttura aveva legami strettissimi, economici, Berlusconi utilizza monte dei paschi per moltissime operazioni, tra le piu sporche, e anche familiari, il suo numero due è Gianni Letta Zio del sopracitato Enrico.

  • @ ciancia
    sembra che ci sia tutta la teoria del gombloddo di marca renato farina. fassino non è la causa, ma la conseguenza di un sistema politico progettato da criminali per cui non ci sono mezzi di controllo sulla trasparenza economica. tremonti non ha controllato, infatti, e il pd per quale motivo e con quali poteri avrebbe dovuto istituire sistemi di controllo delle sue sedi locali? tanto gli elettori italiani sono in buona parte dei semianalfabeti a cui della trasparenza politica non gliene è mai fregato un fico secco, dato che hanno votato quello che ha depenalizzato il falso in bilancio.
    e qual’è la loro proposta per risolvere tutti i mali del mondo? arrestare fassino senza uno stralcio di prova a suo carico, e sostituire i partiti con il salotto buono del’economia italiana, casomai con i figli di geronzi o similia. tanto così vuole il “mercato”. d’altra parte è logico: per ridurre il potere della finanza, la cosa migliore è fare vincere quelli che vogliono ridurre i lacci e lacciuoli che impediscono alla finanza di raggiungere il nostro deretano. coraggio, forse con la commissione mitrokin tu e il compagno renato farina riuscirete a fare arrestare pure prodi

  • Rguardo al punto D , dott. Giannuli, vede, il problema è sempre lo stesso.
    L’Italia è il paese piu corrotto d’Europa, ma al di là dei soliti slogan in TV, nessuno fà nulla per fare delle serie leggi anti-corruzione e un contrasto vero a mafia e riciclaggio, l’opinione pubblica non si mobilita, e gli italiani sono un popolo dalla memoria corta.
    E finchè Al Capone continua a controllare il 70 % dei palinsesti televisivi c’è poco da fare. O vince, o pareggia, impedendo agli avversari di fare leggi anti-corruzione (lui andrebbe in galera),
    Vorrei suggerirvi di dare un occhiata a questo sito e dirmi se conoscete un paese occidentale con un simile bollettino di guerra
    http://www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com/legislatura-2008-2013.php

  • ma che dici stefano, il buon berlusconi è buono, come dicono i fan di grillo e ingroia. tutte le colpe sono del pd, che è legato alcomplotto catto-pluto-masso-giudaico di matrice rettiliana, non certo di berlusconi, che secondo gli esaltati in questione parla agli animali come san francesco

  • Egregio Professore, e’ stato un piacere incontrarla a Parigi. Mi consenta un mio breve commento sullo scandalo MPS. Questo istituto bancario come altri istituti ha soprattutto il difetto di essere gestito da incompetenti che scaldano le loro sedie solo perche’ membri di reti occulte pertanto incapaci di capire cosa combinano furbastri catapultati da banche anglosassoni molto addentro al funzionamento dei nuovi strumenti finanziari OTC. I derivati non sono il problema, ci sono anche i CDS, gli ABS i dark pools ecc…..il problema sono le filiali nei paradisi fiscali e regolamentari di banche che godono della garanzia pubblica sui depositi dei loro clienti. Smettiamo noi di depositare i nostri soldi in questi istituti, le assicuro che si comincerebbe a vedere una soluzione ( certo pagheremmo qualcosa di piu’ sui prestiti ma ne vale la pena ). Cordiali saluti.

  • Credo che sulla proposta di equiparare le pene per i reati finanziari a quelli per terrorismo o per mafia sia il primo passo da cui iniziare. Piercamillo Davigo raccontò, credo da Santoro tempo fa, l’esempio americano delle carceri per i colletti bianchi: bene incominciamo dai derivati e proseguiamo per una riforma istituzionale che dia vigore ad un nuovo corso.

  • Sono contro il carcere a vita per qualsiasi tipo di reato. Quindi anche per questi. Continuo a pensare che l’ergastolo, oltre che incostituzionale, sia ingiusto,inutile e costoso.

    Detto questo, mi sembra sinceramente che gli obiettivi dell’operazione Mps siano almeno due: il primo è impedidre al Pd e alla sua coalizione di “stravincere”,cioè di avere maggioranza al senato e alla camera.

    La seconda, e secondo me più interessante, è quella di minacciare Draghi. Lui doveva sorvegliare, lui ha dato il via libera all’acquisto di Antonveneta.

    Se è così il mandante sono i nostri creditori.

  • il “facci sognare” mi sembra di ricordare che fosse di D’Alema, non di Fassino.
    Però non ho capito, quell'”abbiamo una banca” era riferito a un insieme di scalate che avrebbe portato Antonveneta a Fiorani. Poi, Antonveneta è finita a MPS: l’ombra del PD stava dietro a una scalata e a una scalata opposta?
    (potrei ricordare male io, sia chiaro)

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