Leggi elettorali e gente che non sa leggere o capire.

Lunedì della scorsa settimana ho pubblicato un pezzo dedicato alla proposta di Napolitano di cambiare di nuovo la legge elettorale, in cui criticavo questa uscita dell’ex Capo dello Stato.

Il pezzo è stato ripreso e commentato da diversi altri siti (come spesso accade) e, fra i commenti ne sono comparsi, qua e là, alcuni che mi accusavano di incoerenza ed incompetenza per essere diventato un sostenitore dell’Italicum dopo aver precedentemente sostenuto un sistema elettorale diverso.

Dunque, qualora ce ne fosse bisogno, chiariamo questo punto. Io ero e resto un convinto proporzionalista, penso che l’ortopedia elettorale sia solo un trucco indecente delle classi dominanti per conservare il potere. Inoltre pensavo e penso che l’Italicum fosse una legge tecnicamente sgangherata ed incostituzionale e resto di questa idea. Lungi da me l’idea di difendere questo aborto.

Noto, però che l’intervento che si prospetta sia ulteriormente (ul-te-rior-men-te: capisce la parola?) peggiorativo, perché, seguendo la solita logica di modellare le leggi elettorali sulla convenienza immediata della maggioranza, introduce altri elementi di debolezza, a cominciare dall’eventuale abolizione del doppio turno. Badate: non sono un sostenitore né del turno semplice né del doppio turno, perché sono contrario ad ogni sistema maggioritario. Ma non posso fare a meno di notare che, dopo la sentenza Corte Cost. del 3 dicembre 2013, che dichiarava incostituzionale il “Porcellum” perché c’era troppa sproporzione fra il risultato e l’entità del premio (nel caso specifico il 29% di risultato ed il 54% di premio) che stravolge ogni criterio di rappresentanza. Allora si ricorse al trucchetto (a mio avviso inutile perché non sana affatto la ragione dell’incostituzionalità, in quanto quel che conta è il risultato del primo turno) del doppio turno, dove per forza uno dei due deve prendere almeno il 50,1% ed il premio appare molto più contenuto. Ripeto: trucco furbastro che non risolve, ma almeno dà un alibi ad una Corte Costituzionale che volesse a tutti i costi aiutare Renzi. Abolendolo, si torna alla situazione di prima e diventa molto più arduo sostenere che questo sistema elettorale sia diverso dal precedente. Tutto qui. Dopo di che io auspico che la Corte bocci questo sgorbio e si possa votare con un sistema proporzionale. Tutto qui.

Quando uno scrive fa sempre affidamento sulla intelligenza dei lettori, il che però è una presunzione che non va bene per tutti. Ho pensato di essere stato io ad esprimermi male, ma vedo che la maggioranza dei lettori ha capito perfettamente, dunque il problema è proprio di quelli che non sanno leggere o non capiscono.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (6)

  • Non saprei proprio dire qual’è il miglior sistema elettorale: proporzionale? maggioritario? semi-proporzionale? ecc. Ad esempio. ho trovato interessante la proposta di una persona (mi spiace, non ricordo il nome), che in un’altro post ha descritto i vantaggi del sistema in uso in Irlandese e in Australia, sistema che non conoscevo e che mi piacerebbe approfondire.
    Di una cosa sola sono certo: qualsiasi sia il sistema scelto, nell’immediato qualcuno ne sarà avvantaggiato e, per conseguenza, altri avranno da lamentarsene.
    Perciò, l’unica regola che auspico e che sosterrei a spada tratta sarebbe quella, se esistesse, che un sistema elettorale una volta adottato non possa essere modificato e resti in uso per un tempo congruo, almeno 10 anni.
    Per quanto riguarda Napolitano, sbaglierò ma non gli darei più tutta questa importanza: grazie a Dio adesso non è più il nostro PdR, è un semplice (si fa per dire) senatore e come tale va considerato e trattato. Ergo può dire e fare tutto quello che può dire e fare un qualsiasi altro senatore: quindi anche proporre leggi in contrasto con la Costituzione. Proposte che, si spera, non saranno prese in considerazione.

        • Il terzo comma dell’art. 72 fu in definitiva una buona soluzione orientativamente propoporzionale, che rinviava al futuro una diversa legge elettorale diversa dal proporzionale fino allora usato con legge ordinaria, da rimettere ai rapporti di forza e perciò da non inserire nella Costituzione.

          • Diedero un diverso gradimento dell’esistente, ma pur sempre gradimento, con retrointenzioni diverse per il futuro. Fu un punto di convergenza.

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