La strategia di Grillo

Nelle settimane immediatamente successive al voto, Grillo ha avuto l’occasione straordinaria di far ballare il sistema politico al suono della sua musica. Bersani era pronto ad accettare (quasi) tutte le condizioni che gli avesse posto: legge anticorruzione, riforma Rai, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, reddito di cittadinanza, legge sul conflitto d’interesse. E con ogni probabilità, in un quadro di intesa, avrebbe anche accettato di concordare il nome del nuovo Presidente. Se Grillo gli avesse chiesto di fare la danza del ventre, Bersani ci si sarebbe messo il tutù. E non gli si chiedeva di entrare al governo o in maggioranza, ma semplicemente di astenersi (uscire dall’aula) al Senato.

Insomma avrebbe dovuto sostenere Bersani, ma come la corda sostiene l’impiccato: alla minima uscita sgradita avrebbe potuto ritirare la fiducia e far cadere il governo. Insomma, aveva la possibilità di ottenere risultati senza precedenti ed a costo zero. Non lo ha fatto: perché?

Alcuni hanno pensato ad oscuri complotti internazionali, altri ad una eccessiva rigidità ideologica. Personalmente credo che la spiegazione sia diversa e risieda nell’analisi che lui fa della situazione e che, a tratti, manifesta nelle sue interviste.

Grillo è convinto di tre cose:

a. che la crisi finanziaria internazionale stia per portare a breve l’Italia al crollo (la sua previsione è che già a novembre il governo non sarà in grado di pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici);

b. di conseguenza, che la crisi del sistema dei partiti sia sul punto di precipitare fragorosamente;

c. che, quindi, la scelta che si impone è fra l’affermazione del suo movimento politico e quella di una soluzione autoritaria come un regime militare (anche nel recente comizio a Corato, in Puglia, ha sostenuto che il M5s è quello che trattiene la gente dal fare barricate);

Ovviamente, tutto ciò presuppone che il M5s possegga sia la linea politica adatta che la formula organizzativa idonea ad esprimere la nuova classe dirigente di cui il paese ha bisogno.

E questo spiega la grande facilità con cui parlamentari e consiglieri regionali sono espulsi al minimo cenno di dissenso: a Grillo non interessa avere 10 o 20 parlamentari in più o in meno, perché è convinto che ciò sia irrilevante, mentre, in vista dell’imminente scontro frontale, quello che conta è  che il suo movimento sia compatto, di una compattezza militare che non ammette la discussione di quelli che, a tutti gli effetti, sono ordini.

Vale la pena di verificare quanto sia fondata questa analisi partendo dall’andamento della crisi. Sicuramente l’analisi di Grillo sulla crisi parte da dati di fatto su cui si può concordate:

a- più o meno a giugno avrà fine la tregua dei mercati finanziari verso l’Italia (come ha detto Soros  13.5.13) e lo spread riprenderà a salire a salti, probabilmente sino a tutto l’autunno;

b- a luglio si inizierà a constatare che il gettito fiscale sarà inferiore all’anno scorso e non solo per la probabile sospensione della rata Imu, ma anche e soprattutto per l’effetto della recessione causata proprio dai rincari fiscali decisi da Monti fra fine 2011 e primi 2012. Con il risultato di un ulteriore disavanzo e di una crescita sensibile del peso del debito sul bilancio statale e sul Pil (facile prevedere che sfonderemo a passo di bersagliere il 130% avviandoci al 140% sul Pil) e questo non farà che rilanciare lo spread;

c- Dopo la pausa estiva è plausibile che una fetta di aziende non riapriranno i battenti o chiederanno la Cassa Integrazione.

Dunque, che l’autunno che viene si prospetta molto scuro è cosa non solo possibile ma largamente probabile. E su questo non possiamo che concordare, constatando come questo governo di cialtroni non stia dicendo nulla ai cittadini e si rivelerà tragicamente inadeguato al momento più difficile.

Poi, però, molto dipenderà da quali saranno i numeri: un conto è se la flessione degli introiti dello Stato sarà del 3% e tutt’altro conto è se dovesse essere del 20%. Così come, un conto è se le aziende che chiudono sono il 5% e c’è una richiesta di cassa integrazione per 30.000 unità e ben altra situazione è se a chiudere i battenti sono il 15% delle aziende ed i nuovi cassintegrati sono 400.000. Allo stato delle conoscenze è lecito aspettarsi dati piuttosto severi, ma non immediatamente pre-crollo. Vedremo.

Ma va detto anche che ci sono anche elementi in controtendenza che vanno considerati:

a- abbiamo appena assistito ad una erogazione a pioggia di denaro a bassissimo tasso di interesse e, se anche è vero che (come era prevedibile) solo pochi spiccioli stanno andando ad investimenti industriali e consumi, però è anche vero che le banche hanno denaro fresco da investire in titoli di Stato anche se a sostanziosi interessi.

b- Draghi ha appena finito di dire che è pronto a nuove operazioni di quantitative easing  nel caso fossero necessarie, per cui ci sono ancora generosi margini per operazioni finanziarie che consentano operazioni di bailout, interventi di ammortamento della Bce, ecc.

c- A settembre, finalmente, finirà la campagna elettorale tedesca ed è ragionevole che la Germania diventi meno rigorista (già oggi la Merkel parla di fine austerità)

C’è poi da considerare il possibile effetto della svendita dei beni pubblici. Intendiamoci, sono convinto che una offerta così concentrata nel tempo, porterà ad una svendita rovinosa e che questa classe politica di gaglioffi (Pd incluso, sia chiaro) ne approfitterà per far concludere lucrosi affari agli amici ed agli amici degli amici (esattamente come accadde con la smobilitazione delle Ppss negli anni Novanta, cosa sulla quale non si è mai voluta fare una commissione parlamentare di inchiesta). Dunque, in definitiva, la vendita avrà effetti molto limitati sulla possibilità di compensare il debito e segnerà un impoverimento secco dello Stato. Però un flusso di denaro fresco, per quanto limitato, verrà e, nel breve periodo, la cosa avrà un effetto calmierante.

Dunque, salvo che i dati su fisco e disoccupazione siano irrimediabilmente catastrofici, non mi sembra che la situazione, per quanto molto seria, sia destinata a tracollare nel giro di pochi mesi.

Anche qui occorre intendersi: lo scenario prospettato da Grillo di un crack di vaste proporzioni con effetti devastanti non è affatto irrealistico ed, anzi, è uno degli scenari possibili verso cui ci stiamo allegramente incamminando grazie all’ostinazione dei poteri politici e finanziari, di non rimettere in discussione nulla di un sistema che evidentemente sta producendo implacabilmente la sua crisi. Dunque, su un periodo medio o medio lungo mi aspetto esattamente la possibilità (possibilità non è certezza, sia chiaro) di scenari drammatici e non solo per l’Italia, ma non è la stessa cosa se questo accade fra sei mesi, fra tre anni o fra cinque anni. Le traiettorie dei processi storici sono determinate anche dal momento in cui si incrociano le varie tendenze in atto. Ad esempio, in tre anni, potremmo trovarci di fronte ad una soluzione autoritaria preparata con grande meticolosità e che sia ben più raffinata di un governo in divisa, oppure la crisi potrebbe aver travolto prima gli Usa o il Giappone o chissà che altro ancora.

E’ tipico dei movimenti di protesta e/o rivoluzionari un certo iper ottimismo che induce a sopravvalutare le proprie capacità di successo e sottovalutare costantemente le capacità di reazione dell’avversario e l’intervento di terzi. Anche noi sessantottini (lo dico autocriticamente, anche se già dall’epoca non ero esattamente fra i più ottimisti) pensammo che la base di consenso dell’avversario si stesse rapidamente sfaldando, che lo stesso Pci avrebbe rapidamente perso la sua base perché non stava capendo che eravamo nella fase pre rivoluzionaria che sognavamo. Appunto: sognavamo, come hanno poi dimostrato i fatti successivi. E potremmo fare anche molti altri esempi anche molto più importanti storicamente. Ad esempio (si parva licet….) anche Lenin e Trotskij sognarono un rapido dilagare della rivoluzione socialista in tutta Europa nel giro di pochi anni. Poi le cose, mi pare, andarono molto diversamente: la socialdemocrazia non perse la sua presa maggioritaria sulla classe operaia, i ceti medi si radicalizzarono a destra, le “spallate” rivoluzionarie in Germania, Italia, Ungheria ecc si risolsero in sconfitte disastrose, la borghesia seppe riconquistare la capacità di comando e l’esito finale non fu la rivoluzione socialista ma ben altro. E già nel 1923 il progetto di rivoluzione mondiale di Lenin era bello e liquidato.

Né andò molto diversamente ai giacobini francesi; ma, tornando alle dimensioni storicamente tanto più modeste del nostro presente, mi pare che Grillo sottovaluti grandemente la capacità di tenuta del blocco avversario. E’ la stessa illusione di Occupy Wall Street per la quale noi siamo il 99% e loro l’1%, Sarebbe bello ma non è così: un sistema di potere ha sempre la capacità di coagulare intorno a se settori consistenti di società, forse non maggioritari, ma sicuramente rilevanti. Ci sono interessi comuni a discesa, poi motivi ideologico-culturali, poi ancora timori del nuovo, pigrizie intellettuali ecc. Mettetela come volete, ma anche la classe politica peggiore al colmo del suo disastro, ha sempre con sé almeno un quinto o un quarto della società: nonostante il disastro di una guerra perduta, di un ventennio di fascismo, della prova di viltà offerta con la fuga a Pescara, la monarchia ebbe per sé il 45% degli italiani nel referendum del 1946. Certo, perse, ma poco meno della metà degli italiani era ancora disposta a difenderla oltre ogni limite di ragionevolezza. Ricordiamolo sempre. Qui, poi, i partiti, per quanto in crisi, possono ancora far leva sulla loro reciproca opposizione, per cui ci sono quelli che votano Pd in odio a Berlusconi e quelli che votano Berlusconi in odio al Pd.

Volete spiegarmi come è che il Pdl è in piena ripresa? Magari i sondaggi sono sbagliati (e non ci meraviglierebbe) ma tutti sentiamo nell’aria il ritorno di fiamma del tifo per Silvio, almeno per ora, anche grazie alle performances da circo equestre offerte dal Pd.

Dunque, andiamoci piano a vendere la pelle dell’orso prima che sia morto.

Infine: il M5s ha oggi una occasione d’oro di espandersi a causa del governo di super inciucio appena formato, ma non è detto che le cose vadano in questo modo. Ad esempio il M5s sta rivelando numerose fragilità in buona parte dovute al carattere assai composito del suo corpo militante ed, ancor più, del suo seguito elettorale. Si avvertono già i segni di una certa decantazione del grande miscuglio del 26 febbraio e non è detto che il M5s sarà in grado di cogliere l’occasione  che gli si prospetta. E nemmeno che l’eventuale crescita vada oltre certi limiti ancora sotto maggioritari.

In definitiva, Grillo punta su una strategia dei tempi brevi, mentre io penso che è più probabile che si debba misurare con uno scontro di lunga durata. In ogni caso, vediamo cosa succederà domenica prossima a Roma, Brescia, ecc. E’ un test che può cambiare molte cose.

Aldo Giannuli

aldo giannuli, beppe grillo, bersani, lenin, mercati finanziari, movimento cinque stelle, pd, pdl, speculazione, strategia rivoluzionaria, uscire dalla crisi


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Comments (32)

  • Avatar

    GIovanni Paolucci

    “Bersani era pronto ad accettare (quasi) tutte le condizioni che gli avesse posto: legge anticorruzione, riforma Rai, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, reddito di cittadinanza, legge sul conflitto d’interesse.”

    Glielo ha detto Bersani? In questo sistema oligarchico la sinistra non aspettava certo il M2S per fare le leggi di cui parla, le avrebbe già fatte ma non le farà mai perchè hanno entrambi le mani mani sporche.

  • mi sembra che giri le frittate in maniera professionale, mi chiedo solo quanta sia la gente che possa credere alle balle che racconti in questo dossier fantomatico e ridicolo ,il film che racconti è totalmente opposto, ti consiglio di cambiare fornitore ,quella robaccia …. buttala !!!

  • la gente non ne puo’ più, e credo che una svolta al paese la darà, non saranno le votazioni comunali a determinare chi sarà il prossimo governo, poiché, lo sappiamo tutti, che i voti locali sono diversi da quelli nazionali.
    poi se avranno una ulteriore capacità, questi politici, di far Berlusconi senatore a vita, allora certo che tutto cambierà, lo stesso non avrà più interesse a tirare la corda, tanto i suoi problemi saranno risolti

  • Avatar

    Corrado Ballarini

    Se la lotta partigiana prima di cominciare avesse dovuto attendere di essere territorialmente e militarmente organizzata avremmo ancora i nazisti e i fascisti in casa. I movimenti crescono per aggregazione e quando raggiungono la massa critica si vede il cambiamento che c’è sotto.
    Per quanto riguarda il sessantotto, sarebbe ora di ammettere che l’analisi di P. P. Pasolini era molto lucida e che gli “ideologi” di allora fecero soltanto un grandissimo favore al Capitale demolendo gli ultimi capisaldi della civiltà contadina che si opponevano al trionfo dell’idea che l’individualismo narcisistico e senza confini fosse compatibile con l’idea di società egualitaria.

  • Anch’io se permetti contesto la frase “Bersani era pronto ad accettare (quasi) tutte le condizioni che gli avesse posto: legge anticorruzione, riforma Rai, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, reddito di cittadinanza, legge sul conflitto d’interesse”. Come hanno detto alcuni elementi del PD, non era questa l’idea, né quella di fare un governo con M5S.
    Per il resto concordo in toto.

  • A parte che Bersani era tutt’altro che aperto a Grillo e mi pare di averlo letto proprio nelle righe di precedenti articoli su questo blog, come già dissi sempre su queste pagine Grillo non è autoritario.
    Considerate il buon Favia che prima di essere cacciato dal M5S tuonava contro i corrotti attaccati “al potericchio”, cosa che ha cercato proprio di fare quando il suo secondo mandato stava per scadere, infatti una volta cacciato ha cercato prontamente di riciclarsi con Ingroia. Lui è il paradigma di quanti nel MoVimento si sono buttati alla ricerca di un trampolino di lancio per tuffarsi nella piscina aurea della politica: ben consapevoli dell’impossibilità (o della grande difficoltà) di sfondare nei partiti tradizionali, hanno fiutato la rande occasione oferta da Grillo e hanno cercato di coglierla al volo.
    Adesso consideriamo invece i personaggi come lo studente universitario, karateka e vegano convinto che in America ti ficchino i chip nel cervello per controllarti a distanza (presa dalla trama del film “The manchurian candidate”) e spettatore di video quali “Zeitgeist” di non so come si chiama, mi pare Joe Jackson o roba del genere… oppure consideriamo Mastrangeli…
    Credo sia quanto mai patente il motivo che induce Grillo a tanta prudenza ed attenzione nel controllare il comportamento dei suoi eletti.

  • Avatar

    Maurizio Melandri

    Comincio ad essere stanco di sentir parlare sempre di Grillo.
    Si sono spesi fiumi d’inchiostro nel parlare di Grillo e dei 5s, io stesso ho discusso a lungo, ho partecipato a giornate di studio. Ora basta.
    Ha ottenuto molto e bisogna tenerne conto, vero, ha congelato 8 milioni di voti ed è stato un ottimo aiuto per chi gestisce la baracca, altrettanto vero, continua a parlare del dito invece che della luna, verissimo.
    Perché invece non ci preoccupiamo di cercare di iniziare percorsi che ci portino fuori da questo disastro?
    Perché lasciare soli chi cerca di trovare vie d’uscita da sinistra alla situazione?
    Come scherzo mi sono iscritto al Panda Comunista Italiano di Vauro, ma sembra che siamo veramente pochi a parlare ancora di conflitto. Qualcosa, incredibile ma vero, si muove anche in Rifondazione (e non parlo dei vari Piobbichi, Grasso o Ferrero), se non si cerca di fare massa critica lasceremo la gestione ai “Poteri Forti”; è questo che vogliamo?

  • Credo che Grillo stia scherzando col fuoco.
    Anche a voler prendere per buona la sua previsione di crollo economico per gli ultimi mesi del 2013 bisognerebbe domandarsi cosa farebbe il M5S una volta giunto al potere.
    Gestire una crisi devastante come quella che viene preconizzata richiede grandi capacità in campo politico, economico e finanziario ed a spanne non vedo nessuno, nel movimento, che le abbia.
    Non credo – poi – che la BCE si possa permettere il lusso di veder fallire l’Italia.
    Con qualche operazione di ingegneria finanziaria il nostro paese verrà mantenuto a galla.
    Probabilmente dovremo aspettarci nuovi tagli
    alle retribuzioni dei dipendenti pubblici e dei pensionati, come è accaduto in Grecia.
    Ma certamente l’indebolimento dell’euro che seguirà a questa fase economica ci permetterà
    di essere ancora più competitivi sul fronte produttivo e delle esportazioni. Avete notato che da alcuni mesi la bilancia commerciale è in attivo?
    Nel 2014 andremo al voto per le europee e, probabilmente, anche per le politiche e Grillo potrebbe trovare nelle urne qualche sorpresa poco piacevole.
    Infine un appello a tutti i partecipanti a questo dibattito:cerchiamo di evitare commenti offensivi e di rispettare le altrui opinioni anche se divergono dalle nostre

  • Caro professore leggo sempre volentieri le sue analisi fluide e godibili, ma spesso non le condivido in parte o in toto.

    Lo stesso questa volta. Condivido la tesi di fondo: Grillo, ma preferirei per rispetto di parlamentari e attivisti preparati e consapevoli (che lei non vede) dire il M5S, pronostica un’ulteriore acuirsi della crisi economica italiana ed europea e per questo ha deciso di rifiutare categoricamente l’accordo col Pd. Giusto nella sostanza, ma la forma in questo caso è decisiva.

    Il punto è proprio che lei non vede o per superficialità di informazione o per altro, le risorse umane e scientifiche che il M5S sta organizzando attraverso parlamentari, attivisti, assistenti, esperti (a questo proposito stia attento ai prossimi sviluppi di una promettentissima commissione Economia di parlamentari 5 stelle ed esperti, in rampa di lancio).

    Non vedendo tutto ciò, continuando a pensare che il M5S sia una semplice accozzaglia senza prospettive né basi territoriali, la sua giusta analisi di fondo è viziata da molti errori di contorno, di non indifferente importanza.

    Grillo, o meglio la stragrande maggioranza di parlamentari 5 stelle, hanno rifiutato con decisione l’alleanza col Pd per un motivo: il Pd è il maggior responsabile delle politiche economiche recessive che stanno affogando l’Europa con una restaurazione dall’alto ai danni di diritti sociali consolidati nell’età dell’oro (1945-1970, conclusa in Italia con lo Statuto dei Lavoratori. Lei questo non lo dice (perché forse non lo pensa). Non è mera strategia di consenso come lei fa intendere. C’è una chiara convinzione ideologica in questa scelta che lei non sottolinea (e questo per me è il grande limite della sua analisi): non ci facciamo aggirare con vuote promesse da chi ci chiede i voti per governare le stesse politiche di austerità (stavolta mascherate da spruzzi di crescita), ma intendiamo arrivare alla frontale contrapposizione tra chi da anni massacra i diritti e chi da qualche anno sta costruendosi dal basso per conservarli e ampliarli.

    Il M5S in Parlamento non è ancora una formazione perfetta. Si sta facendo le ossa in pochi mesi e i miglioramenti sono evidenti (è sufficiente ascoltare qualche intervento parlamentare o analizzare le prime proposte di legge se proprio non si vuole partecipare sul territorio e ascoltare i parlamentari quando nei fine settimana partecipano e informano provincia per provincia). Allearsi col Pd non significava affatto, come lei dice, comandare a piacimento Bersani, ma solo frenare le potenzialità di un movimento che vuole essere altro, sin da subito. Togliere l’appoggio parlamentare ad un ipotetico governo Bersani nelle condizioni di informazione televisiva e cartacea italiane avrebbe significato condannare il M5S agli improperi di milioni di italiani teleguidati in un solo grido: “Irresponsabili!”. E questo, qualunque cosa il suddetto governo Bersani avrebbe portato avanti, compresa una nuova dose di mortale austerità.

  • Anche a me pare un po’ forzato sostenere che Grillo avrebbe potuto far fare a Bersani tutto ciò che voleva, anche se è evidente che non era questa la tesi del post.
    Il punto è quante probabilità ci sono che si realizzino le catastrofiche previsioni di Grillo sull’acutizzarsi della crisi italiana entro novembre.

    ma al di là di questo catastrofismo più o meno giustificato dalla realtà dei fatti (e dalle tendenze in corso, che potrebbero cambiare, come suggeriscono i dati in controtendenza citati) l’analisi grillina delle cause della crisi rimane validissima.

    L’aggravarsi della crisi negli ultimi due anni è tutta legata alle scelte di politica economica del governo Monti e al disegno politico di chi lo ha messo lì e sostenuto a spada tratta.

    Tutto nasce dal demenziale ragionamento politico (non solo di Napolitano ma della dirigenza pd) che sta dietro a tutta l’operazione Monti – operazione che (giova ricordarlo) si è rivelata un fallimento TOTALE sul piano economico oltre che su quello politico interno

    Non si dvede come Grillo il M5S avrebbero potuto venire a compromessi con questa banda di idioti che si atteggiano a fini strateghi per piegarsi meglio ai voleri di qualche impero che li foraggia.

  • l’analisi mi sembra valida e interessante. comunque, anche senza arrivare a parlare di complotti, basta la semplice volontà di fare determinati investimenti finanziari per speculare su una situazione economica disastrosa. in tal modo, anche se non c’è il golpe, ci sono gli estremi per delle operazioni vantaggiose.
    d’altra parte la debolezza degli argomenti dei contestatori diventa evidente dalla stessa costruzione grammaticale:
    “Anche a me pare un po’ forzato sostenere che Grillo avrebbe potuto far fare a Bersani tutto ciò che voleva”
    oppure
    “A parte che Bersani era tutt’altro che aperto a Grillo”
    ecco, il punto è che grillo un governo con bersani non lo voleva fare proprio, mentre le constatazioni su bersani sono tutte incentrate sul fatto che non era abbastanza genuflesso. d’altra parte è difficile che gli accordi non vengano stretti per la scarsa abilità a strisciare di uno dei due contraenti, a meno che l’altro contraente non li voglia stringere del tutto.
    anche se sicuramente il punto più basso è quello di simone garrilli, che dice che se i 5stele avessero fatto cadere un governo bersani sarebbero stati trattati da irresponsabili. e invece, visto che si son rivelati utili quanto dei fermacarte ai fini di realizzare il loro stesso programma, indifferenti al ritorno di fiamma di berlusconi, come li dovremmo chiamare? salvatori della patria?
    comunque anche secondo me bisognerebbe dedicarsi ad altro. i 5 stelle oramai sono vecchi come il cucco, non sono in grado di dare risposte, e stanno rivelando dei difetti comunicativi enormi, senza contare che ormai ci siamo abituati a sta cosiddetta rivoluzione grillina: non è cambiato un cazzo, e questo fatto sta venendo metabolizzato da un numero sempre più grande di persone.
    pensiamo invece ai ai centri sociali e soprattutto ai teatri occupati, dai quali possono rilasciarsi energie nuove per la ricostituzione di un blocco sociale di sinistra

  • Io penso che molto semplicemente Grillo voglia governare dall’opposizione illudendosi di ricalcare in qualche modo le orme del PCI. Peccato che quello scenario era determinato dall’alternanza bloccata e non da una scelta strategica. Ma si è creata una subcultura molto diffusa che si rifà al PCI e alla necessità che nel paese ci sia un’opposizione. Molti che hanno votato il M5S dicevano questo: che finalmente in Italia ci sarà un’opposizione. Dimenticandosi che il PCI pur costretto all’opposizione aveva una cultura di governo. Poi il 24-25 febbraio Grillo ha preso molti più voti di quanto si aspettasse e sta cercando, paradossalmente, di perderne un po’ per strada per poter rimanere all’opposizione. Grillo insomma non è lucido e la sua strategia è molto molto discutibile, e perdente. Non ci metterà niente il sistema a cucinarlo per bene. La sua occasione l’ha persa per sempre.

  • Il fatto che Bersani (e – come verrebbe da chiedersi a maggior ragione -TUTTO il PD!?) fosse disposto ad andare al governo col M5S adottando con sollecitudine e deferenza buona parte del programma del movimento mi pare quantomeno discutibile. Semmai è più probabile che Grillo abbia evitato un trappolone, magari con un pizzico di fortuna (ma io credo più che altro per motivi di istinto: come è noto, ogni comico eccellente possiede una straordinaria capacità di squadrare le persone con poche occhiate per poter stabilire, necessariamente in pochi istanti, quel contatto col pubblico essenziale allo sviluppo della comicità).

    Se non altro Bersani, ammesso che fosse in buona fede, non rappresentava la volontà politica del partito (come, difatti, è emerso con chiarezza successivamente con l’episodio dell’affondamento inhouse di Prodi).

  • Come sempre, apprezzo i ragionamenti del professor Giannuli.
    Ma sento di sottoscrivere i commenti di Simone Garilli, perché del lavoro che stanno facendo i parlamentari 5S sono positivamente stupito anch’io; anche per quanto riguarda la scelta di non dare la fiducia credo sia stata una scelta in buona parte prudenziale.

  • Caro Aldo,
    come avrai constatato anche tu, i commentatori generalmente si guardano bene dal tentare di dare una loro analisi del M5S, e finiscono, sia i seguaci che gli oppositori, in questo assolutamente uguali, a esternare le loro opinioni politiche. Forse è in parte inevitabile, ma non posso evitare di considerare incomprensibili le critiche a ciò che Grillo ha fatto da aprte di chi lo odia, lo considera il peggio della politica italiana. Dovrebbe essere ovvio per tutti che chi si ritiene un fiero oppositore di Grillo, non ha motivi per criticarne l’efficacia della linea politica, anzi, da oppositore, dovrebbe gioirne, se la politica di Grillo fallisce, per costui dovrebbe rappresentare una fortuna.

    Così, non scrivo per unirmi al coro quasi da stadio a cui mi pare di assistere leggendo i commenti, ma vorrei piuttosto farti una proposta: perchè non scrivi un post su Vendola e SEL di tenore analogo?
    Capisco che Grillo ha ricevuto un consenso ben più consistente, ma sarebbe comunque interessante valutare quali fossero gli obiettivi che Vendola si poneva, in che modo i risultati elettorali abbiano corrisposto ai suoi obiettivi, e come questi si rapportino al decorso post-elettorale fino alla situazione presente.
    Chissà, forse potremmo scoprire che se Grillo ha commesso errori, Vendola ha proprio sbagliato tutto, ma non anticipiamo…

  • @ cucinotta:
    se consideri incomprensibili le critiche a grillo, evidentemente sei a un grado più elevato del tifoso: solo gli appartenenti ad una setta e/o confraternita religiosa fanno discorsi del genere. per il resto le differenze tra vendola e grillo non vanno considerate sugli errori fatti, dato che ogni uomo può sbagliare, ma sulla volontà di concludere qualcosa. e infatti vendola voleva archiviare berlusconi, mentre secondo la mente di grillo in italia dovrebbero sciogliersi tutti i partiti di sinistra in modo che rimanga solo lui e berlusconi (e chissà chi è quello che starà al governo, se berlusconi o il suo ex dipendente). e questa è indubbiamente un’idea balorda che non farà molta strada.
    ma il punto è proprio questo: i fan di grillo continuano a porre i loro giudizi su una base carismatica: parlano sempre dell’eccezionalità della persona e mai delle idee, preferendo concentrarsi su una realpolitik da manuale cencelli basata su antipatie e simpatie, mai sulla ferma volontà di realizzare programmi.

    e la scusa dei 101 traditori non basta: i 101 non sarebbero contati una cippa in caso di alleanza pd 5stelle, e al massimo se ne sarebbero potuti uscire dal partito con la coda tra le gambe. mentre invece se ne è uscito quello che voleva trattare con grillo e sono subentrati quelli che volevano governare con berlusconi. questi sono i fatti: qualsiasi siano le interpretazioni, il risultato delle elezioni ha riportato l’italia a 20 anni fa, solo che ci sono meno soldi, e qualche fesso sta pure pensando che è arrivato il messia, mentre invece al massimo è arrivato l’arrotino col megafono.

  • Giandavide, come ti ho già detto in altre occasioni, non mi piace interloquire con te perchè apparentemente non capisci ciò che la gente scrive e ti lanci in attacchi degni di ben migliore causa (tra l’altro espressi spesso offendendo l’interlocutore).

    Nel presente contesto, non ho detto che non capisco le critiche a Grillo, questo è quello che tu hai capito, ma se avessi letto con maggiore attenzione, ti saresti forse accorto che ho detto che non capisco perchè coloro che si considerano suoi avversari politici, sembrano strapparsi i capelli per i suoi errori: in tutta evidenza, dovrebbero invece mettersi a ballare dalla gioia!

    In quanto a scegliere tra Vendola e Grillo, ti confesso che proprio non m’interessa, e non capisco perchè pensi che criticando l’uno, assolvo l’altro.

  • credo che grillo nelle prossime elezioni,per gli errori compiuti sino ad ora, perdere una diecina di punti percentuali,anche,e perche i padroni come lui,sono facilmente ricattabili,o eliminabili,e altro è eliminarne,due tre,che non milioni, perche da come si comporta,abbiamo capito,che lui,ricco e benestante, com è, è solo una piccola rotellina,del solito e rodato complesso ingranaggio transnazionale,tendente a tritare i poveri disgraziati!

  • è inutile girarci attorno: io non ho niente contro grillo in quanto persona, e se avesse contribuito almeno un minimo a cambiare le cose lo avrei anche sostenuto. quindi non provo gioia a vedere grillo che fa cazzate peggiorando la situazione del paese, perchè a me interessa delle sorti dell’italia, non delle cazzate di grillo.
    e non è che ci voglia il nobel per capire sta cosa. posso capire che siamo un paese di allentatori e maestrini, ma mettere la pagella ai politici non serve a una cippa. l’argomento trattato da aldo è più interessant: cosa ha concluso finora il movimento 5 stelle?, e soprattutto: dove sta andando il suddetto movimento?

  • Concordo. Alcune sottolineature.
    1) Se è vero che Bersani era pronto a fare lo zerbino di Grillo, non lo si è capito. Il popolo ha capito che Grillo non voleva governare e basta.
    2) Gli italioti sono storicamente governativi (franza o spagna purchè se magna). Sicchè questo governo inciucione ha il suo zoccolo duro di appoggio popolare tra gli elettori PD e PDL. Che si risoverà in voti per Berluska a svantaggio del PD. Andrà poco a vantaggio di Grillo. Per me Grillo ha fatto il pieno.
    3) Grillo ha fatto l’errore strategico di non far eleggere Prodi che avrebbe segnato una parabola politica diversa. Della vittoria morale di aver votato Rodotà e fatto fare figura di merda al PD,il potere se ne fotte, perchè il potere logora chi non ce l’ha (il gobbo buonanima docet): la casta ha per ora vinto in difensiva alla grande. La politica opera sul fattibile, non sull’etico (Macchiavelli)
    4) Sul territorio M5* organizza banchetti su temi locali, ma nulla elabora su temi nazionali al di là di slogan, che comunque sono dettati dall’alto (ottimo marketing!) e mai nascono dal basso. Deficit di organizzazione e di democrazia sono il tallone di achille. Così non può governare.Sarebbe una dittatura di Grillo e Casaleggio. Il personale politico si deve ancora formare.
    5) Gli italioti non sono rivoluzionari ma conservatori (baffetto docet). Sicchè ci vuole un approccio gradualista riformista per cerchie concentriche di alleanze. I rivoluzionari spaventano e vengono asciugati elettoralmente nel tempo. Meglio un approccio di lungo periodo.
    6) Se salta l’Italia, salta l’intero sistema finanziario globale, con recessione conseguente: siamo il terzo debitore mondiale, nel G8, pienamente immersi nella globalizzazione. Sicchè nessuno ha interesse a farci saltare. Ma si può arrivare al limite per giustificare le famose riforme. Inoltre via via tra chi conta aumentano i dubbi sulla tenuta dell’euro e quindi della EU: o si cambia o potrebbe cadere l’EU.
    Ad es. interessante articolo qui
    http://www.bloomberg.com/news/2013-05-14/save-europe-split-the-euro.html
    7) I sistemi complessi in cui viviamo non vengono schiantati da forze esterne, ma si autosmatellano per salvarsi e trovare un nuovo equilibrio (il famoso gattopardo).

    In definitiva: Grillo sta giocando a poker, ha fatto all in, ma non siamo ancora allo show down.

  • Grillo,a mi modo di vedere le cose,sta cavalcando un’onda creata dagli stessi politici,cioè,il nulla e il continuo defilarsi dalle responsabilità…..comunque sia per la prima volta è stata sottoposta la questione del signoraggio bancario al sig.Letta.per la prima volta ci si chiede se sia opportuno restare in Europa in questa situazione….anche perchè qualsiasi deficiente se avesse saputo dei trattati firmati dal Mortadella ed il suo compare se li sarebbero mangiati,invece tutto è passato in sordina e questi sono i risultati….
    Mi spiace ma i vecchi politi non sono più credibili.erano anni che non andavo a votare,perchè stufo da questa classe dirigente!

  • Avatar

    alessandro smerilli

    Grillo è un povero diavolo ignorante, corto di intelligenza, ubriacato da facili successi demagogici. Come dice Sofri una specie di impostore. Somiglia a Lenin quanto il Pugačëv puškiniano allo zar. Amedeo Nazzari,quello di “chi non beve con me péste lo colga” non si è mai sognato di immedesimarsi nel ruolo del ribelle caucasico che pure aveva magistralmente interpretato ne “la figlia del capitano” di Camerini. Il comico Grillo sì, anche se forse avrebbe preferito immedesimarsi in Esther Williams. Ma l’acqua si sta raffreddando e si comincia a percepire che in compagnia del suo capo di stato maggiore Casaleggio e dei suoi aiutanti di campo Crimi e quell’altra di cui ora non ricordo il nome non andrà lontano. Non andò lontano nemmeno il re quando si imbarcò non a Pescara come spesso si dice erroneamente, ma a Ortona dal cui porto imperituramente (si fa per dire, è una copia perché l’originale è stata trafugato) testimonia questa lapide:
    « Da questo porto
    la notte del 9 settembre 1943
    l’ultimo Re d’Italia fuggì
    con la Corte e con Badoglio
    consegnando la martoriata patria
    alla tedesca rabbia.
    Ortona Repubblicana
    dalle sue macerie e dalle sue ferite
    grida eterna maledizione
    alla monarchia dei tradimenti
    del fascismo e della rovina d’Italia
    anelando giustizia
    dal Popolo e dalla Storia
    nel nome santo di Repubblica.
    9-9-1945 »
    Aveva trascorso l’ultima notte da re d’Italia nel castello ducale di Crecchio, a qualche chilometro nell’interno, attualmente sede di un interessante museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale che espone anche interessanti reperti etruschi. Da visitare.

  • D’accordo con l’analisi e con alcuni dei punti sollevati da @cinico senese. Per quel poco che ho capito, penso anch’io che i tempi siano medio-lunghi: per quanto ci lamentiamo della condizione italiana, grecia e spagna hanno dati macroeconomici ben peggiori e dai risparmi italiani c’è ancora tanto da erodere prima di arrivare al livello di questi nostri vicini. Quindi, se ci sarà uno shock, penso sia più probabile che avvenga prima altrove che in Italia.

    Non sono molto d’accordo sulla questione di Prodi (@cinico senese), lo smacco sul voto di Rodotà non è solo utile alla logica di delegittimare i partiti e in primo luogo il PD, ma anche in considerazione del fatto che c’è un certo zoccolo duro di grillini “anti-euro” (come dimostra la proposta più votata in assoluto sul loro forum, cfr anche http://www.laprimaveradellascienza.it/archivio-storico-delle-dichiarazioni-di-grillo-sullunione-europea/) e l’elezione di Prodi avrebbe potuto creare ulteriori fratture interne.

    Riguardo al braccio di ferro PD-Grillo per la formazione del governo, la mia impressione è che entrambi non volessero, perchè l’uno avrebbe spaccato (ancor più) il proprio partito, l’altro oltre a perdere parte della “base”, avrebbe rischiato di perdere il controllo sui suoi parlamentari, una volta che fosse stato consegnato nelle loro mani il potere di decidere su cose che non sono mai “bianco o nero”. Basta vedere che casino hanno combinato con la storia degli indennizzi, ovvero quando l’atteggiamento manicheo sulla gestione dei soldi si è scontrato con una realtà che non si lascia semplificare dagli slogan.

    Se si voleva mettere davvero in difficoltà – e alla prova – il M5S avrebbero dovuto dargli un mandato esplorativo, ma figurati se uno come Napolitano si azzardava.

    Comunque l’immobilismo sta erodendo M5S, e si è visto a queste regionali.. alla gente serve una “narrazione” politica, se il racconto si ferma la gente si annoia e cambia. Così il racconto più avvincente finisce sempre per essere quello berlusconiano

  • al di la dell’essere d’accordo o meno un dato è indiscutibile…averne di analisi di questo tipo!! perchè il convento italiano quello che passa è al livello degli articoli di battista sul corriere.
    personalmente sono abbastanza d’accordo su tante cose scritte…con alcune precisazioni.
    – bersani secondo me bleffava nel cercare grillo, mai e poi mai avrebbero fatto qualsiasi patto era solo una trappola. pd e pdl sono inscindibili perchè ricattabili a vicenda e quindi hanno sempre e solo avuto un obiettivo comune, far fuori m5s e poi gestirsi il resto fra loro
    – l’italia è certamente incapace di riprendersi da sola. tutte le industrie strategiche sono state annientate, non stampiamo moneta militarmente contiamo zero. siamo grandi debitori e quindi nessuno vuole restare con il “cerino” italia in mano e questa è la nostra sola salvezza.ma il futuro a breve-medio termine è devastante
    – pd e pdl hanno uno zoccolo duro ampio dato da :
    chi negli anni ha accumulato denaro evadendo e ora gode nella crisi con la propria liquidità
    chi ha un posto pubblico e altrettanto gode di grandi privilegi
    chi ha una buona pensione avuta grazie agli sciagurati sistemi passati
    chi in qualche modo vive sui rami della partitocrazia e vede arrivare sempre linfa vitale
    questo zoccolo duro salta solo se lo stato diventa insolvente
    – il problema grave è sicuramente sovranazionale ed è legato al sistema capitalistico è sulla soglia di un crollo devastante. mi colpì un commento letto qui dentro che rivelava come crollò il comunismo: crollò perchè la gente non potendo protestare si lasciò morire. vedo tremende analogie con le persone che si danno fuoco si buttano dalle finestre. alla fine anche nel capitalismo la gente comincia a lasciarsi morire
    – tutte vere secondo me le cose su grillo sulla sua visione, strategia ed eventuali errori. ma grillo, non bisogna dimenticarlo, non cerca solo il potere ma si fa portatore di un cambiamento non solo politico ma nel sistema economico/politico/sociale mondiale.è quasi più un san giovanni battista che non un politico. in questa ottica si spiegano tanti suoi comportamenti

  • Avatar

    alessandro smerilli

    aldo : ti ho fatto uno scherzo, ho citato un liberale che nel referendum del 1946 votò per la monarchia:
    « … Il re, dopo Mussolini, rimane il vero ed il maggiore rappresentante del fascismo. Pretendere che l’Italia conservi il presente re è come pretendere che un redivivo resti abbracciato con un cadavere. Lui doveva andare via come atto di sensibilità morale. Il re si è congiunto corpo ed anima al fascismo ed ha assunto una responsabilità maggiore di Mussolini. Mussolini era un povero diavolo ignorante, corto di intelligenza, ubriacato da facili successi demagogici, laddove il re era stato accuratamente educato ed aveva governato un’Italia libera e civile. Il re sta tentando di ricostituire in Italia, nel Regno del Sud, un regime fascistico per proteggere la dinastia. (Benedetto Croce)»
    Comunque se anche Vittorio Emanuele III avesse abdicato per tempo e la monarchia vinto il referendum a quest’ora ad aggirarsi per le stanze del Quirinale ci sarebbe Vittorio Emanuele IV, con un fucile da caccia grossa. Le piazze antistanti sarebbero deserte.

  • smerilli…vittorio emanuele iv chi sarebbe? il puttaniere padre di quello che balla sotto le stelle?
    non cadiamo nel ridicolo…i savoia sono stati la peggior dinastia europea…assassini succhiasangue. vedi bava beccaris, assassino savoiardo tuttora nella tomba porta al petto le medaglie savoiarde sporche del sangue dei cittadini milanesi.

  • Il pd voleva fare un governo con il m5s??????
    ahahahahahahaahah
    ma se hanno addirittura silurato Prodi pur di riuscire nell’intento che si erano prefissi fin da subito: il governissimo con il Nano testa d’asfalto….
    professore………

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.