La strategia comunicativa di Berlusconi

Berlusconi è un Grande! Detesto dirlo, mi brucia lo stomaco e mi fanno male le dita mentre batto sulla tastiera che preferirei ingoiare, piuttosto che ammettere una cosa del genere, ma sono costretto a dichiararmi sconfitto ed ammettere che l’orrendo Cavaliere è un genio della comunicazione e tutti gli altri (Bersani, Monti ecc.), messi uno in collo all’altro, non gli arrivano al ginocchio.  Semplicemente, nessuno ha capito la sua strategia comunicativa e tutti la assecondano. Partiamo chiedendoci cosa vuol fare Berlusconi: il sogno proibito sarebbe vincere alla Camera (dopo di che lo vedremmo con ogni probabilità al Quirinale, con Monti a Palazzo Chigi), ma, nonostante tutto, credo che anche lui non ritenga la cosa probabile. Più concretamente, punta a rendere ingovernabile il Senato, impedendo la maggioranza Pd-Sel e rendendo Monti non determinante.

A quel punto, come abbiamo detto in altro articolo, potrebbe imporre l’alternativa: unità nazionale Pd-Pdl o nuove elezioni (che lo vedrebbero in ottima posizione). Il risultato minimo è quello di impedire che Monti lo sostituisca alla guida della destra e dimostrare che è ancora lui uno dei protagonisti del sistema. E mi pare che, almeno questo risultato lo ha già raggiunto facendo un miracolo rispetto alle condizioni di partenza.

Per ottenere almeno il risultato intermedio lui ha scelto (giustamente) di non disperdersi, ma di concentrarsi sull’“elettorato di faglia”: quegli elettori di destra che lo hanno abbandonato fra il 2011 ed il 2012, rifugiandosi  nell’astensione e che oggi non sanno se astenersi ancora, votare Monti o tornare all’ovile del Cavaliere. Realisticamente si tratta di una fascia di elettorato valutabile fra il 22 ed il 25% (basta calcolare i voti persi da Pdl e Lega in questi due anni). Se riesce a portarsi a casa un po’ più della metà di questa fetta, raggiunge il risultato massimo, mentre, per il risultato medio gli basta riprendersi un terzo, purché opportunamente concentrato nelle regioni in bilico. Ed una parte di questo 7-8%, stando ai sondaggi, lo ha già ripreso. Quindi, ricordiamoci sempre che non sta parlando all’intero elettorato, ma a quella determinata fascia, che deve convincere, in primo luogo, che non è vero che siamo alla fine del ciclo berlusconiano, ma che lui è sempre in piedi ed è sempre il mattatore.

Poi deve persuadere quegli elettori che solo lui è l’alternativa alla sinistra ed all’orrendo governo delle tasse presieduto da Monti, facendo dimenticate i suoi peccatucci più recenti (bunga bunga, sottovalutazione della crisi, ossessione giudiziaria, leggi ad personam…). Quindi, deve azzerare la propaganda avversaria attirando gli altri sul suo terreno

La base della sua strategia comunicativa è tenere banco, costringendo tutti gli altri a ballare al ritmo della sua musica, con il risultato di assicurare i suoi e gli incerti sul fatto che è tornato protagonista. Gran colpo quello della serata da Santoro, ma “buona” anche l’uscita su Mussolini: che Berlusconi sia davvero un nostalgico o voglia solo sembrar tale non ha alcuna importanza e non rileva neppure la piccolissima frazione di elettori fascisti che possono essere stati conquistati da questa sua esternazione. Dal punto di vista elettorale quella uscita non sposta 1 elettore su mille né da una parte né dall’altra: chi pensa che il fascismo abbia fatto cose buone già votava per lui e chi pensa che sia stato un regime infame non voterebbe mai per lui. Quanto agli indifferenti, continuano a restare tali. Dunque, nessuno si sposta. Il fine è un altro: tenere l’apertura di giornali e telegiornali per qualche giorno e l’operazione è riuscita pienamente, grazie all’imbecillità di tutti quelli che, anziché far cadere nel vuoto quella boutade, si sono precipitati a condannare, indignarsi, stracciarsi le vesti: tutta pubblicità per il Cavaliere.

All’“elettorato di faglia” che vuol conquistare, il giudizio storico sul fascismo interessa quanto una rassegna sulla cultura swahili. A questi lui deve far sapere in primo luogo che è tornato competitivo e poi toccare un tasto ben più sensibile: la tasca.

Ed ecco la proposta sull’Imu: dal punto di vista comunicativo è semplicemente un colpo di genio l’immagine del contribuente che va alla posta e riceve i soldi versati. Semplice, diretto, efficace. “Ma si tratta della solita proposta da imbonitore da fiera, i soldi non ci sono, il giorno dopo lo spread schizzerebbe ad 800…”: tutti argomenti di nessuna efficacia. Il ragionier Monti lo sfida ad un confronto televisivo: figuriamoci, il Cavaliere ne farebbe un boccone e ci berrebbe su una tisana!

Certo, sappiamo che la storia dell’accordo con la Svizzera, per coprire le spese di rimborso dell’Imu, non è una cosa seria e vale esattamente quanto la proposta di Ingroia di trovare i soldi (sempre per abolire l’Imu) con il sequestro dei beni di mafia: sciocchezze aleatorie in tutti due i casi. Ma ragioniamoci su: è davvero impossibile? Mica vero: se abolisco l’Imu ed addirittura la rimborso, ma dopo alzo le accise sulla benzina, mi invento un’altra tassa su quel che vi pare, taglio i fondi agli enti locali scaricando su di loro l’imposizione di nuove tasse, taglio i fondi alla sanità o alla scuola ecc ecc posso benissimo rimborsare l’Imu e metterci sopra pure gli interessi. Tanto poi mi riprendo tutto.

Il punto chiave non è se l’entrata per lo Stato si chiama Imu o Cik e Ciak, ma quale deve essere il gettito complessivo e da dove lo prendiamo, quindi la strategia fiscale complessiva. Lui aggira questo ostacolo (anche perché, figuriamoci se pensa ad una tassazione fortemente progressiva sul reddito!) abbagliando con una “proposta ad effetto”, rispetto alla quale, mettersi a fare i conti sul come e perché non si può, serve come un pigiama ad un cammello. Di fronte ad un attacco mediatico del genere, mettersi a fare l’amministratore di condominio che spiega perché per quella riparazione abbiamo speso il doppio di due anni fa, è come mandare i lancieri di Montebello contro i tanks.

Inoltre, Berlusconi ottiene così di far dimenticare di aver votato anche lui l’Imu, scaricando tutta l’impopolarità di questa che è stata una delle misure più odiose ed antisociali del governo Monti, su centristi e Pd che, così, dimostrano di voler continuare imperterriti su quella linea. Li ha tirati in una trappola e loro ci sono caduti. A nessuno è venuto in mente di controproporre misure altrettanto comprensibili, che spostino una parte del carico fiscale sui ceti più abbienti. Monti non lo fa perché è un classico “sicario della finanza”; Bersani perché è succubo dei mercati; Vendola ed Ingroia perché non distinguono fra un bond ed un asso di coppe.

Giustamente il Cavaliere ne fa strame: questi hanno poche idee, ben confuse e la comunicativa di una triglia bollita.
Ma, mi direte voi, è facile fare certe sparate, perché lui è un truffatore. D’accordo: è un truffatore e allora? Vi sembra più onesto Monti, che ora dice di non sapere niente del redditometro e dell’Imu decisioni del governo precedente e che promette -anche lui- riduzioni di tasse? O vi sembra meno imbroglione Bersani, che accenna a misteriosi correttivi per lo sviluppo e l’equità sociale che sono solo fumo? E Ingroia che si inventa la storia dei patrimoni di Mafia e parla di una patrimoniale che neanche lui sa cosa sia, vi sembra meno populista? Di Grillo non dico perché tanto ne spara tre al giorno e senza preoccuparsi della coerenza fra quella delle dieci del mattino e quella delle sei della sera.

Direi che, in vario grado, ci provano tutti a fare gli imbonitori da fiera, solo che il Cavaliere è molto più bravo degli altri (a parte il solo Grillo che gli sta dietro abbastanza bene). Nonostante tutto non credo che Berlusconi vincerà alla Camera, anche perché mancano meno di tre settimane al voto e lui è ancora sotto di almeno 5-6 punti. Ma, se ci fosse un altro mese di campagna elettorale, non scommetterei un centesimo sulla vittoria di Bersani.

Aldo Giannuli

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Comments (30)

  • bene; se è così bravo che vinca le elezioni allora!
    perché se non le vince dimostra solo di essere un fanfarone; e non solo lui, ma anche chi ne esalta le sue qualità.

    saluti

    alberto

    • caro alberto non mi pare che abbia capito molto di quello che ho scritto, visto che dico che probabilmente le elezuoni non le vincerà, ma con un minimo di onestà intellettuale e per quanto l’uomo possa esserci odioso, come si fa a non riconoscere che sul piano della comunicazione gli altri se li mangia?

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    Federico Piemontese

    Al contrario dei tanti, che accecati dall’odio verso il Caimano non riescono a focalizzare il fatto che L’Unto sia un genio della comunicazione ,caro Prof Giannulli ,lei lo dice chiaramente e in modo inequivocabile.Ma le volevo chiedere siamo sicuri che Vendola veramente rinuncerebbe ad una poltrona da ministro se il perno Bersani aprirà a Monti?Nella nostra Puglia la Mercegaglia e Niki non sono ottimi amici di inceneritori rigassificatori e affini vari?

    • A Federico: voglio sperare di no.
      Non so se Nichi farà questa ulteriore sciocchezza, ma non credo. Però conoscendolo so che non è una poltrona da ministro la cosa che lo sedurrebbe di più. Se lo conosco penso che resterà a fare il governatore della regione e dopo andrà al Parlamento Europeo

  • caro aldo,
    la ringrazio di non essersi eccessivamente arrabbiato per la mia provocazione e me ne scuso, dettata più da rancore verso l’innominabile piuttosto che da serie considerazioni politiche; tuttavia il fatto che anche lei abbia scritto che non vincerà le “elezuoni” rimarca, questi sì, un fatto politico: l’innominabile non è effettivamente un drago della tattica comunicativa altrimenti potrebbe vincere le elezioni a mano bassa come ha fatto in altri tempi.
    i suoi “avversari” agiscono di conseguenza: lasciano il cane ad abbaiare sapendo che non uscirà dal recinto perché l’asse bersani-monti-vendola-fini-casini sarà un recinto a cavalli di frisia impenetrabile.
    questa si invece che è tattica: isolare il ceffo, fingere di litigare e incassare l’alleanza e governare alla faccia delle presunte diversità; insomma una riproposizione “penta o quadripartitica” in chiave moderna per arginare il man-dingo arcoriano.

    invece io, isolando il man-dingo, i ceffi neo-consociativi, e i finti rivoluzionari civili preferisco propendere per una saggia soluzione entomologica.

    cari saluti

    alberto

  • Analisi interessante e, a mio avviso, corretta. Vorrei solo far presente e aggiungere che il comunicatore diventa “grande comunicatore”, “the master of communication” anche grazie alla Qualità degli ascoltatori. A voler essere precisi, tali promesse o slogan proposti a qualsiasi altro tipo di ascoltatore – che ne so, americano? Tedesco? O senza spostarsi un italiano attento? – non smuoverebbero nemmeno un granello di sabbia. Sarebbero parole inutili, pescate a caso e buttate al vento. Il contesto, non solo gli avversari politici, fanno di lui il “piccolo-grande” comunicatore.

    Saluti a tutti.
    Giuseppe

  • bah non mi ha mai convinto la tesi di berlusconi grande comunicatore. Su 5 elezioni a cui ha partecipato ne ha vinte 3 e perse 2. Di quelle vinte solo l’ultima con un buon margine, le altre sempre di pochi voti e tutto questo con un formidabile apparato d’informazione dalla sua parte (e con confindustria e la chiesa). Un bravo comunicatore, con il popo’ di potenza che ha avuto lui, avrebbe sotterrato ogni avversario per anni. Ultimamente mi sembra invecchiato, lento, poco televisivo, ripetitivo.
    Ha presa su un elettorato che ha di fatto formato socialmente in 30 anni di tv. In poche parole: non parla come l’uomo della strada, e’ l’uomo della strada che e’ formato da come parla lui. Il fatto che detti l’agenda agli altri e’ per diversi motivi: il controllo di un buon numero di canali d’informazione, che gli permette di essere permanentemente presente sui media. L’incapacita’ delgi avversari. Il fatto che per molti media il frame “berlusconi” continua ad essere, o cosi’ credono, un buon veicolo di ascolto.
    Staremo a vedere come andra’ stavolta

    • caro marcolfo, i dati duri dicono che Berlusconi ha vinto nel 1994 con 8.8 punto di scarto, nel 2001 con 2,42 e nel 2008 con 8,27 mentre il centro sinistra ha vinto nel 1996 con l’1,07 (mettendo nel conto anche Rifondazione con cui c’era un accordo di desistenza) e nel 2006 con lo 0,07% dunque Berlusconi ha vinto tutte le volte con uno scarto superiore a quello conseguito dal centro sinistra nella sua migliore occasione (1996).
      Dunque non si può dire che ha vinto solo una con buon margine: almeno due e comunque sempre meglio degli stentatissimi risultati del centro sinistra che nel 2006 ha sostanzialmente pareggiato.
      Dopo di che la domanda vera è: è Berlusconi eccezionalmente bravo o sono quelli del centro sinistra eccezionalmente bestie?
      Fai tu

  • Che silvio fosse un grande comunicatore lo sapevamo bene. Il problema è che il suo contraddittore semplicemente ha fatto una campagna elettorale orrenda. Prendiamo (per quello che valgono) i sondaggi: lo scarto tra il centrosinistra e il centrodestra dopo le primarie del pd era di circa 15 punti. Il pdl viaggiava a media del 10-12%. Del recupero sugli elettori del centrodestra delusi hai detto già bene tu, ovviamente silvio non ha recuperato nemmeno mezzo voto di elettori del centrosinistra o potenziali tali, tanto è vero che il consenso del pd non è mai oscillato significativamente nemmeno dopo lo scandalo mps (sempre tra il 33 e il 30% stando ai sondaggi e l’erosione è avvenuta verso monti o verso grillo). Sottolineerei anche che se il pd parlò di sconfitta 5 anni fa (ok il voto utile, ma veltroni prese il 34%), dopo 5 anni di governi pietosi e una crisi spaventosa tra i piedi, il pd perderà ancora voti. Ergo il pd è arretrato,sono gli altri che hanno dilapidato voti, non è certamente il pd che è avanzato. Bersani aveva la strada spianata, con in campo due destre (una tecnocratica/europeista e una populista e radicale) sarebbe bastato buttare li due o tre proposte radicali (una patrimoniale sulle rendite finanziarie e sui redditi superiori ai 500.000 euro, una tassa sui beni di lusso, una riforma del lavoro decente che rendesse più facile l’accesso al lavoro dei giovani, l’abolizione della riforma fornero, un piano di accordi internazionali per la valorizzazione delle basi logistiche del mediterraneo, una forte spinta agli investimenti in green economy, un rilancio del turismo). Proposte vere, moderne e anticonformiste. E invece sempre questa stramaledetta paura di inseguire l’elettorato con la puzza sotto il naso. Bersani che è laureato in filosofia dimentica che l’assemblea della pallacorda, in rappresentanza della maggioranza del popolo,in un mese fece a brandelli l’oligarchia francese e pose le basi per il mondo moderno. Poi se il compito del pd è quello di perdere le elezioni volontariamente allora è bene dirlo subito, in modo che il popolo sovrano abbia di che scegliere il modo migliore per passare una domenica di febbraio al lago o dai parenti in Umbria. Ciao

  • Questo spettacolo dura da venti anni. Sono venti anni che gli “antiberlusconiani” come cani di Pavlov continuano a reagire nello stesso identico modo sbagliato alle mosse di Berlusconi. Chi inaugurò il riflesso condizionato fu Occhetto, con la sua replica demenziale alla promessa del milione di posti di lavoro: una smargiassata, diceva, perché contro la disoccupazione non c’è niente da fare, dato che dipende da una crisi internazionale. Un colpo magistrale sotto tutti i profili.
    Berlusconi provoca ridendo sotto i baffi, ben sapendo che nella foga di smentirlo gli zelanti antiberlusconiani finiranno per dire cumuli di fregnacce.
    Lui grida: “la luna è tonda!”. E loro: “no, è quadra!”.
    E lui: “vedete quanto sono stupidi? Dicono che la luna è quadra solo per contraddirmi”.
    La vera domanda da farsi non è come mai Berlusconi una volta sì e una no abbia vinto. E’ come mai non abbia vinto sempre. Forse è questa la prova dell’esistenza della divina provvidenza.

  • Effettivamente sono saltati un po’ di commenti (compresi un paio dei miei) postati tra la sera del 6 e la mattina del 7: prima li ho letti, anche quelli non miei, e poi non li ho visti piu’.

    E’ successo altre volte. Se non c’e’ la mano del moderatore (per motivi vari) sarebbe il caso di capire dove e’ il problema.

    Ai fini della discussione sull’argomento mi preme suggerire la lettura di un articolo di D’Alimonte (CON UN’AFFLUENZA ALTA BERLUSCONI PUO’ CERCARE LA RIMONTA ALLA CAMERA; Sole24Ore, 03.02.2013) quindi ri-posto il suggerimento ed il link:

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=1RMV5Z

    • Caruto & c: posso assicurarvi che non c’è nessuna censura state tranquilli. SOlo che non capisco cosa è successo: quello che mi sembra più probabile è che nella valanga di spam che ci arriuva deve essere successo qualche pasticcio, scusate

  • Sono bestie gli altri, non è un caso che non abbiano mai votato una serie legge sul conflitto di interessi con la quale il cainano se le sarebbe giocate a tressette le sue qualità da imbonitore venditore di pentole di terza mano.

  • Comunque che Grillo ne spari quasi come il berlusca non sono affatto d’accordo; Grillo ha un programma ben preciso che secondo me è buono anche se è più adatto ad elezioni locali come le comunali e le regionali.
    Manca di un qualcosa a livello strategico su un tema come la politica internazionale anche se va detto che è l’unico col suo Movimento ad opporsi seriamente a quella schifezza del Muos; inoltre ha più volte ribadito che gli americani con le loro basi sul nostro territorio dovrebbero sloggiare visto che siamo loro grati per averci liberato dal fascismo 70 anni fa ma ora appunto son passati 70 anni.
    Sfido lei professore a trovare simili affermazioni coraggiose da parte di Vendola o dello stesso Ingroia di cui nutro stima ( del secondo non del primo vanesio come un pavone).

    • massimo: nessun problema a riconoscere che nè Vendola nè Ingroia mostrano coraggio o , comunque, dicono qualcosa. Ma, insomma, non mi pare che siano dei parametri particolarmente rilevanti con cui confrontarsi

  • ma perchè bersani sta sbagliando tutto: anzichè rinfacciare a monti e berlusconi la loro reciproca collaborazione nello scorso governo e sottolineare il fatto che si erano distinti e che le loro idee sono altre, si stanno abbracciando con monti in modo che le mazzate che tira berlusconi colpiscano entrambi. e infatti i due stanno risultando discretamente bastonati. d’altra parte se si considera che vendola con monti non ci governa (sarebbe un governo che durerebbe due settimane, e converrebbe a tutti non tentarci neanche) e che data l’uscita di sel i senatori pd+monti non basteranno, sarebbe a quel punto necessaria un’entrata del pdl al governo col pd e monti. e spero che la cosa non sorprenda nessuno. d’altra parte se si parla di un governo che sostituisce bertinotti con vendola e mastella con fini, si sta parlando di una cosa tanto instabile che è impossibile anche in quel caso non implicare ciò che succederebbe dopo: ovvero il governo di larga coalizione. oppure le elezioni anticipate, ovviamente…
    e quindi parlano tutti di inciucio tra bersani e monti, casomai mettendoci vendola che non c’entrerà una sega, e si scordano del tassello che ha finora permesso l’esistenza del governo monti: il pdl. e vorrei vedere, se bersani si mette ad attaccare berlusconi sostenendo che lui vuole governare insieme al pd come ha fatto l’anno scorso, cosa gli risponderebbe il banana…
    insomma non sono nemmeno capaci di rigirare una frittata, oltre che di fare dei ragionamenti astratti

  • Il mio commento è sparito, forse era troppo lungo? Cerco di riassumerlo: non è che i votanti di Berlusconi credano davvero che tutto sarà realizzato, quel che conta è la sintonia con l’umore anti-Stato e anti-tasse e l’uso di un nazionalismo strumentale che solletica certe fasce dell’elettorato. Nel 2008 il “nemico” era la Francia per la vicenda Alitalia; nel 2013 il bersaglio si è spostato sulla Germania. Questo mix di vittimismo nazionale e di nuove promesse fiscali è valso qualcosa come 9-10 punti di recupero in due mesi per il PDL. Piaccia o no.

  • Ottimo, neanche a dirlo.
    Condivido l’analisi, e infatti ho scritto qualcosa di simile. Ma non la condivido per intero.
    Infatti, autocitandomi: “Ieri, lui, ha preso voti, nel momento in cui ha parlato, ma altri, e di più ancora, ad ogni commento e ad ogni titolo di giornale e telegiornale”.
    Tu Aldo dici “[…] e non rileva neppure la piccolissima frazione di elettori fascisti che possono essere stati conquistati da questa sua esternazione. Dal punto di vista elettorale quella uscita non sposta 1 elettore su mille né da una parte né dall’altra: chi pensa che il fascismo abbia fatto cose buone già votava per lui e chi pensa che sia stato un regime infame non voterebbe mai per lui. Quanto agli indifferenti, continuano a restare tali”.
    Qui credo che tu sia stato un troppo drastico: con l’uscita sul fascismo, anche al netto del polverone, qualche voto l’ha preso eccome (quantificare poi è esercizio estremo). Quello che sembri ignorare è che, punto primo, non esistono solo fascisti e antifascisti ma una vasta zona intermedia popolata di gente che non si farebbe mai definire secondo le due categorie, e che legittimamente può dare un giudizio storico “originale” senza per questo farcisi ascrivere.
    E che, punto secondo, questa condizione di “indipendenza ideologica”, può sentirsi -e si sente- offesa da questo tipo di categorizzazioni e di dibattiti novecenteschi: con la possibile conseguenza di arrivare a gesti estremi di reazione, come spostare il proprio voto su uno sbandato come quello lì.
    Se sbaglio ti prego di correggermi, ma mi sembra che tu parta dall’assioma che chi dice che “il fascismo ha fatto anche cose buone” sia fascista.

  • Completamente d’accordo. Il berluska ha dietro un combinat di menti comunicative da paura. Grillo è parimenti, ma non ha le TV, ma è da paura sul web (tra i 18 e 24 enni è il primo partito) se avesse le TV sarebbe superiore al berluska. Resta il mistero: perchè da 30anni i centrosinistrati siano così incapaci di comunicare e fare slogan che impongano temi? 1) sono dei radical chic, il contrario di gramsci, dall’alto delle loro supposte professionalità e competenze (D’Alema è l’icona di questo atteggiamento)schifano il popolo, e, conseguentemente, non sanno “sentirelo” e comunicarci con tecniche moderne:chiamano infatti berluska e grillo populisti 2) non hanno idee che sfondano. In sintesi, sono dei perdenti.
    Solo un ricambio generazionale potrà cambiare la situazione.

  • Su un punto non sono d’accordo…i soldi per l’Imu ci sarebbero, anzi, ne avanzeremmo anche per fare molte altre cose: si potrebbero finalmente recuperare gli ormai famosi 98 miliardi di euro dai concessionari delle slot machine fino ad oggi mai riscossi.
    Vorrei anche sottolineare un’altra cosa che credo sia il punto fondamentale da porre come questione per i tempi futuri: deve innanzitutto cambiare il MODO di fare informazione nel nostro paese. I giornalisti purtroppo si buttano a capofitto sull’agenda dettata dalla politica invece di fare analisi serie e dettagliate sulla situazione che stiamo vivendo (proprio come per fortuna fa lei sul suo blog e per questo la ringrazio!).

  • L’analisi mi sembra condivisibile anche se più che quella di “grandissimo comunicatore” mi sembra più calzante per Berlusconi la definizione di “più grande venditore di pentole di tutti i tempi” (che ha una maggiore connotazione negativa, che il soggetto merita pienamente), capace di rifilare qualsiasi bufala; la definizione di “grande comunicatore” potrebbe suggerire l’idea di qualcosa di culturale e di una qualche competenza o idea, degna di essere definita tale, che si intende comunicare (a cui però il personaggio è totalmente refrattario, essendo abituato a straparlare, con atteggiamento palesemente falso e costruito ed allo stesso tempo arrogante e saccente, di argomenti, che in realtà ignora totalmente).
    Per quanto riguarda la leadership del PD c’è sicuramente una totale incapacità di comunicazione, ma temo che il deficit ancora più grave riguardi la mancanza di contenuti presentabili e di strategia.
    Bersani, una volta scelta l’alleanza con Monti e quindi di proseguire una politica – di destra – al servizio dei mercati, non ha proprio nulla da proporre per ottenere il consenso di quei cittadini, che vorrebbero finalmente una vera inversione di rotta.
    La totale incapacità di Bersani di comunicare agli elettori una idea semplice e chiara su che cosa ci si deve aspettare dal prossimo governo e quindi di comunicare agli elettori quale è il progetto su cui si chiedono i voti è drammaticamente evidente.
    A fronte di tale vuoto assoluto, di chi biascica solo mezze frasi più o meno inconprensibili, dall’altra parte si contrappone il pirotecnico e clownistico attivismo di chi promette l’inverosimile e tutte le più fantasiose meraviglie per ottenere voti.
    Perchè non si ridicolizza Berlusconi per tutte le bestialità che dice quando parla di Costituzione, riforme, impresa (altro che autoproclamarsi il miglior imprenditore della storia del nostro Paese), questioni sociali, servizi pubblici, conti pubblici, ripresa, opere pubbliche ed investimenti ecc. ecc., dimostrando inequivocabilmente di non avere alcuna reale conoscenza degli argomenti, di cui tratta ?
    Forse solo perchè per poterlo fare si dovrebbe avere una migliore conoscenza di tali argomenti.
    Così invece di contrapporre a tale spettacolo clownistico un programma serio, preciso e chiaro, che dia ai cittadini la speranza del cambiamento e dell’uscita dalla crisi (senza promettere tasse a ripetizione), si da prova della propria totale inadeguatezza alla guida del partito, alla gestione della campagna elettorale ed a maggior ragione alla guida del Paese.
    Quanto poi alla strategia ed alle competenze dell’aspirante “Premier” (per usare un odiosissimo termine “importato” molto di moda), meglio stendere un velo pietoso.
    Basti un esempio: il PD ha raggiunto, secondo i sondaggi, il massimo dei consensi durante le primarie, mentre ha cominciato a calare quando le liste sono state formate secondo le scelte del segretario (che ha privilegiato i propri candidati a quelli scelti dai partecipanti alle primarie) e quando è risultata sempre più evidente la totale mancanza di proposte politiche durante la campagna elettorale; la circostanza appare significativa.
    Che insegnamento trae invece da ciò il geniale aspirante “premier” (troppo impegnato a discutere della formazione del futuro governo, per poter condurre una campagna elettorale anche solo decente) ?
    Che la colpa sarebbe tutta delle altre liste di sinistra che osano presentarsi, in quanto se lo si lasciasse “correre” da solo (ooviamente senza avversari e concorrenti) forse riuscirebbe a vincere anche lui (sic !).
    Bersani è proprio certo che basti sventolare la minaccia del ritorno di Jack lo squartatore per ottenere consensi ?
    Insomma crede che basti copiare le metodologie del più grande venditore di pentole senza averne le capacità per riuscire a rifilare ai cittadini qualunque bufala ?
    Nei promessi sposi don Abbondio dice che se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare.
    Parafrasando il Manzoni si potrebbe quindi dire che se uno la capacità e le competenze necessarie per essere un leader vincente non ce le ha e men che meno ha quelle necessarie per guidare un paese, non se le può dare, d’altronde ci sono tante attività differenti a cui ci si può dedicare.

  • hehehe, finalmente qualcuno che ha scoperto le carte! Una coalizione PD-PDL (con un nuovo “legante” montiano) permetterebbe il vantaggio non secondario di una sua maggiore influenza in politica interna (assecondata da una incrementata confusione rappresentativa che renderebbe difficile la distinzione di responsabilità)scevra da insistenze europee (a quel punto non più in grado di calcare la classica bipartizione “buoni-cattivi”)…

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    folle....ma comunicativo

    sono d’accordo con Aldo Giannul, Berlusconi è un “folle” … ma fa sorridere a tutti forse per la follia ma per la sua comunicatività. Lui sa parlare, in fatto di comunicazione non ha rivali, politici si intende, almeno quando parla lui dice cavolate ma le dice, gli altri leader politici parlano parlano ma non dicono i loro programmi in maniera concreta. Definire scemo uno così … ce ne vuole! Allora perchè tutti invece di fare programmi, combattono il “berlusconiscmo”? Berlusconi sa chi ha davanti, e psicologicamente li distrugge. Il comunicatore attacca per vincere e non essere attaccato, e ogniqualvolta viene attaccato rinforza i propri ranghi.

  • Caro Prof.
    mi costa assai, e vorrei non doverlo nemmeno pensare…, ammettere che l’analisi e il giudizio da lei espressi sul cavaliere “nero” corrispondono al vero. Mi rode, quanto mi rode..
    Ma non è questo il punto. Quello che continuo a domandarmi è come sia possibile che una larga fetta di italiani riesca ancora a farsi accecare dalle BALLE (e menzogne) di quest’uomo dopo quasi 20 anni..
    Va bene l’abilità comunicativa, la capacità persuasiva – da imbonitore -, ecc. ecc., ma a tutto c’è un limite o no?
    Ogni volta rimango sempre più interdetto..

    Un cordiale saluto

    Eugenio Chiesa (un suo studente di GLO del I trimestre)

  • Per la prima volta per quell’elettorato di Faglia che non vuole Monti-Bersani-Vendola c’è un competitore che è Grillo e quindi per Silvio il gioco sarà più difficile.Staremo a vedere ma ad oggi(16/2)il movimento5stelle sembra ben avviato a battere il Pdl come seconda forza politica nazionale.Domani c’è Grillo in rv su sky e poi venerdì la mifestazione a Roma. 😉

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