Il nonno della Boschi, Licio Gelli, la Banca Etruria e la P2.

Recentemente, mi è capitato per caso di rimettere mani negli atti della Commissione Parlamentare di inchiesta sulla P2 e, mentre cercavo altro, mi è capitato di leggere (Doc.XXIII n 2-ter/13  Vol XIII pp. 234 e segg) il verbale stenografico della seduta del 22 novembre 1983 dedicata all’audizione del generale Siro Rossetti del Sid e membro della Loggia P2 (in questo verbale indicato sempre come Rosseti, ma in altre parti della documentazione come Rossetti che ci sembra la versione più corretta).

Ad un certo punto della seduta si sviluppa un contraddittorio fra il Presidente, che, contesta a Rossetti una data di affiliazione risalente al giugno 1970 e lo stesso generale che, in un memoriale, sosteneva di aver conosciuto Gelli solo nel 1971 (la questione dei pochi mesi di distanza ha senso ove si tenga presente che il golpe Borghese avvenne nel dicembre 1970).

Il Presidente, Tina Anselmi, dice:

<< PRESIDENTE. Nello stesso memoriale, lei riferisce che conobbe Gelli agli inizi del 1971, presentatole da Francesco Boschi; da dati in possesso di questa Commissione, risulta che Gelli era certamente già attivo nella P2 alla data del 28 novembre 1966 e che lei vi era entrato alla data dell’8 giugno 1970. >>

ROSSETTI. << Adesso, se 1970 o 1971, mi può sfuggire; certo, io ho conosciuto Gelli soltanto quando sono entrato nella P2, dopo questo contatto, su invito di Salvini, al quale ere stato presentato da Francesco Boschi. Può darsi che sia stato nel 1970.>>

Dunque, Francesco Boschi che, salvo un improbabile omonimia, dovrebbe essere il nonno dell’attuale ministro, era persona molto introdotta ai massimi vertici della massoneria, al punto di frequentarne i due massimi esponenti: il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani ed il Maestro Venerabile della più importante loggia. Questo ovviamente non è in sé un reato, ma la circostanza diventa curiosa dove si consideri che, nel suo discorso autodifensivo davanti alla Camera, il ministro Maria Elena Boschi ha sostenuto di appartenere ad una famiglia di origini contadine di cui Ella sarebbe la prima ad aver conseguito una laurea.

Laurea a parte, incuriosisce questa insolita frequentazione, dato che non si sa di contadini introdotti in ambienti massonici così altolocati, ma forse il ministro intendeva parlare di possidenti terrieri, che, però, sono altra cosa. Il contatto peraltro, potrebbe spiegarsi anche in altro modo, ad esempio con una amicizia occasionale o un qualche vincolo parentale, se, poco dopo, nella stessa audizione non si leggesse un altro piccolo passo.

Rossetti aveva detto di essere rimasto ben impressionato, in un primo momento, del gruppo umano della P2, perché molto coeso nella sua aspirazione a migliorare l’Italia, al di là delle personali appartenenze partitiche ed ideologiche. Richiesto dall’on Bellocchio (Pci) di fare alcuni esempi, citava Francesco Boschi e l’onorevole Luigi Mariotti.

Dunque, Boschi sarebbe stato organico alla Loggia, anche se il suo nome non risulta nel suo piè di lista. E la cosa incuriosisce ancor di più, perché, come si sa, l’elenco completo degli affiliati non è stato mai ricostruito, dunque sarebbe uno dei nomi restati coperti. Ed anche questo è fonte di interrogativi che andrebbero chiariti. Non risulta, peraltro, che il signor Francesco Boschi abbia mai smentito il generale Rossetti.

C’è poi un altro punto di contatto fra Gelli, la P2 e la famiglia Boschi: la Banca dell’Etruria. Leggendo l’elenco della P2 troviamo due membri del consiglio di amministrazione dell’Etruria (Mario Lebole e Renato Pellizzer) ed il suo direttore generale Giovanni Cresti. Una curiosità: nell’asset della Banca fa bella figura di sé anche la collezione privata (oltre 10.000 pezzi fra monete, libri antichi, mobili di pregio, tele ecc.) lasciata in donazione da un importante antiquario aretino, Ivan Bruschi, anche lui iscritto alla P2. Non solo: è proprio presso la banca Etruria che la P2 aprirà il suo conto “primavera” sul quale affluivano le quote associative, per cui occorreva essere ben sicuri che non ci fossero fughe di notizie che avrebbero svelato i nomi degli iscritti.

E proprio presso questa banca Pierluigi Boschi, padre di Elena, avrà una brillante carriera che lo porterà sino alla vicepresidenza, così come è presso questa banca che lavorerà anche Francesco, suo figlio e fratello del ministro.

Certo, Arezzo è una città piccola dove tutti si conoscono, così come (eventuali) colpe di padri e di nonni non ricadono su figli e nipoti, però, non sarebbe il caso di capirci qualcosa di più, magari in un nuovo confronto parlamentare?

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (20)

  • un argomento in piu’ che avvalora la necessita’ di un repulisti in stile purga di Stalin. So che non e’ politicamente corretto nominare Stalin in questi termini, ma io sono peggio di un fascista e “me ne frego”

  • Se Licio Gelli è stato fascista, allora un altro maledetto toscano, il noto “mostro di Firenze” Piero Pacciani è stato partigiano. “Unicuique suum”. Chiedo allo storico Giannuli, che cosa ha avuto in comune il lestofante massone Licio Gelli, con le migliaia di fascisti della RSI trucidati dai partigiani?

    • doppiogiochisti ce ne sono sempre e Gelli lo fu. questo non escplude che le sue convinzioni fossero di quella marca anche se poi, opportunisticamente, fece il salto della quaglia. Io però nel pezzo non tocco il tema, mi pare

    • Delle migliaia di patrioti partigiani trucidati dai repubblichini e lasciati per giorni nelle piazze come monito non ne parla vero? Do you remember Piazzale Loreto 1944? Non è un caso se il mascellone fu esibito proprio lì un anno dopo. Maffei, ci faccia un favore, i suoi commenti squalificano questo blog, si limiti a leggerlo.

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    Tenerone Dolcissimo

    Sul confronto parlamentare ci andrei cauto. Tu stesso hai messo in guardia dai pericoli di una eventuale commissione di inchiesta.
    Quanto all’incompletezza degli elenchi -oramai assodata- non penso che sia dovuta al caso, che avrebbe fatto sì che tizio vi apparisse e caio no. Ho l’impressione che a monte ci sia un ben precisa scelta e che sia stata effettuata secondo criteri standard.
    In ogncaso un approfondimento su questo argomento sarebbe gradito (ma gari se qui non vi fosse spazio si potrebbe pensare ad un pamphlet)
    Saluti

  • Giannuli, questi sono argomenti puerili, se comincia a lanciarsi su questa china allora dovremmo raccontare dello sbandierato fascismo dei genitori di Dibba e Dimaio del M5S. Lasciamo perdere, gli argomenti per dire che il Re (cioè i gruppi di potere legati al PD e al renzismo) è nudo, sono altri e più solidi.

    • ammetto una (improbabile) omonimia, ma ci sono una serie di imndizi (il fratello della boschi che si chiama francesco, la comune frequentazione della banca etruria, il periodo dei contatti ecc) che vanno in questo senso, per il resto vedremo se ci sono precisazioni

  • Nel mezzo del cammin di nostra vita
    mi ritrovai cosi di boschi oscuri
    ché la diritta via era smarrita.
    Ahi quanto a dir qual è cosa dura
    esta donna selvaggia e aspra e forte
    che nel pensier rinova la paura!
    Tant’è tamarro che poco è più morte;

  • Certo che lei è sfortunato, le è capitato il caso “dell’improbabile omonimia”, che poi tanto improbabile non è visto che Boschi da quelle parti è cognome piuttosto diffuso

  • Giannulli,Giannulli,ad essere più realista del Re di Sant Ilario si rischiano (e a volte si fanno) figure di m….Puoi consolarti,alla bufala ha abboccato,come prevedibile,il FQ,che in fatto di cantonate sta raggiungendo livelli alti…
    Complimenti!!!

  • Questa storia è ben ricostruita da Aldo Giannulli;solo che non si può rendere attendibile perchè il Comune di Arezzo copre le risultanze delle persone,adottando dei criteri ormai consunti e obsoleti che sono colpevoli di non trasparenza;e ,quindi,giannulli può apparire veritiero rispetto ad una ricerca storiografica per il caso Boschi.Soltanto col m5s si può sapere la verità di tutte le persone(oneste e disoneste),in quanto il loro principio cardine è la onestà che accompagnata dalla coerenza e conoscenza critica costruttiva,si pùò scoprire la verità.Insomma per me il ministro attuale boschi si deve dimettere per il conflitto di interessi tra padre e figlia;ma la sacrosanta dolcezza della maria elena boschi(insignita di bugie paternali) colpisce i cuori della maggioranza parlamentare e, approfittando della medesima maggioranza dei voti in parlamento,riescono a farci credere che ella è una bianca neve,al di sopra di ogni sospetto, con i suoi nanerottoli(ministri e parlamentari) che pur sapendo che ella è, in conflitto d’interesse la salvano con un’alzata di mano indegna e perspicace a nascondere la verità assoluta che chiarisce in modo inequivocabile che èlla è buona dentro ma cattiva fuori,non avrebbedovuto salvare la banca etruria,ma avrebbe divuto salvare tante anime che col sudore del risparmio sono stati truffati dalla banca etruria il cui discorso storico ci riporta agli anni teribile del golpe borghese.Insomma cari italiani svegliamoci da persone che con menzogne incredibili,affascinanti per coloro che non sanno leggere,vogliono restaurare la dittatura,ma guarda caso simile a quella vecchia,ingrata e distruttrice qule quella di MUSSOLINI.Cari elettori(ringrazio bernulli per la sua inchiesta sulla famiglia BOSCHI)svegliamoci e facciamo vincere il m5s che ci toglie da queste persone che vogliono solo sottometterci prima con le buone parole,poi con la violenza facendo fallire le banche e uccidendo le persone che con sacrificio fanno economia,e con altrettanto sacrificio risparmiamo per il benessere sociale.BOSCHI,se hai un cuore ti devi dimettere,mentre se hai del brecciolino(nel cuore) non ti dimetterai e permetti così agli italiani di essere tutti disonesti,incapaci di governare,e di avvicinarsi solo a persone perseguitate dal denaro improprio utile per rovinare gli italiani onesti e non.

  • Il dibattito sugli alberi genealogici dei Boschi non dovrebbe far dimenticare il nòcciolo del problema: perchè si è colpita la banca di cui era vice-presidente il padre di una figura chiave dell’esecutivo?
    A certi livelli è difficile pensare a coincidenze; resta da capire il messaggio che la cupola finanziaria transnazionale ha voluto mandare a Renzino: semplice avviso di proseguire più decisamente con le riforme neoliberiste “ammazza Italia” o segnale di “game over” per il suo governo, giudicato troppo morbido e inconcludente?
    Nelle prossime settimane sapremo.

  • Dunque quel Francesco BOSCHI che lei fa disinvoltamente passare come nonno di Maria Elena Boschi senza fare un minimo di ricerca non ha nulla a che vedere con la famiglia BOSCHI. Anche il Fatto ha dovuto riconoscere un così grossolano errore.Siate decenti.

  • Dal momento che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli e mi sembra giusto secondo Costituzione Come mai in Italia via il codice Antimafia che per il sospetto derivante dalla presunzione si applicano misure cautelari preventive e gli imprenditori chiudendo le aziende tutto ciò grazie al fatto che secondo il codice Antimafia si possono addebitare anche incontri casuali e parentele di qualsiasi grado di perché come fai ad essere costituzionale questo codice?

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