La Didattica e la Geopolitica

Nel contesto di una visione della storia volta a sottolineare soprattutto la dinamica conflittuale in qualità di docente ho tratto spunto da una ampia e dettagliata relazione di Mirko Mussetti-analista di Limes-relativa alla geopolitica del 500 e del 600 (relazione illustrata ad una mia classe) per coinvolgere due studentesse –Berrechid Yasmin e Ahmad Mehek-in un riflessione –sotto forma di relazione- sul ruolo della geopolitica come strumento ermeneutico in grado di esplicare proprio la dinamica polemologica della storia.

Ahmad Mehek ha opportunamente sottolineato come la Geopolitica, significhi analizzare i conflitti di potere in spazi determinati. Con le rivoluzionarie scoperte di Colombo iniziò un vero e proprio periodo di conquista territoriale che ebbe come protagoniste le nazioni che si affacciano sull’oceano Atlantico (Portogallo, Spagna, Francia, Paesi Bassi e Inghilterra), a discapito però delle popolazioni indigene. Inizialmente le scoperte vennero contese tra Spagna e Portogallo e per evitare conflitti militari si firmò un trattato di pace (Il Trattato di Tordesillas), approvato dal Papa in persona, che con la linea coincidente al meridiano 46° 37’ O (370 leghe ad ovest delle Isole di Capo Verde) chiamata anche linea di amicizia, divideva il mondo extraeuropeo in due parti: est appartenete al Portogallo mentre ovest alla Spagna, anche se la spartizione venne completata con il trattato di Saragozza.

Per riuscire a bilanciare le importazioni (di stoffa, spezie…) i portoghesi dovettero effettuare una vera e propria corsa ai metalli preziosi, dove inaspettatamente più che l’oro o altre pietre di valore fu remunerativo l’argento, che aveva una richiesta elevata sul mercato cinese. Alle nazioni Europee escluse dal trattato, nel frattempo non rimase altro che ricorrere alla pirateria. Infatti i governi incaricavano veri e propri corsari per derubare navi provenienti in Europa, fino a quando, Francia, Inghilterra e Paesi Bassi denunciarono il trattato firmato precedentemente acquisendo anche essi il diritto sulle terre ancora inesplorate .Opportunamente Ahmad Mehek sottolinea come l’espansione avvenne sfruttando le vie fluviali del continente, tramite gli scali portuali della costa atlantica. Perciò da non sottovalutare è il controllo sul “potere marittimo”.

Infatti, il controllo delle vie navigabili ,era essenziale per le grandi nazioni coloniali europee, non solo per gli evidenti aspetti commerciali e logistici correlati ad una efficiente penetrazione dei mercati di sbocco (es. Cina) o l’accaparramento di materie prime (es. Africa e Americhe), ma anche in termini di proiezione della potenza militare. Un concetto elaborato dall’ammiraglio americano Alfred Thayer Mahan, secondo il quale alla base dell’espansione geoeconomica occidentale sta la politica militare adottata dalle nazioni europee. Secondo il “Clausewitz del mare”, è tramite il controllo di pochi ma fondamentali key points (Gibilterra, Suez, Città del Capo, Aden, Hormuz, Malacca; all’epoca il canale artificiale di Panama non esisteva) che una nazione può divenire padrona dei Sette Mari.
Passiamo adesso alla riflessione fatta da Berrechid Yasmin.

Secondo Yasmin la Geopolitica fa parte della Geostoria, disciplina che studia le civiltà umane nella loro espansione geografica e nei loro rapporti con il territorio. La Geopolitica interpreta sia gli avvenimenti storici sia quelli contemporanei alla luce delle tre motivazioni che in tutti i tempi e in tutti i luoghi spingono i popoli e i loro governi all’azione:
-La ricerca di più risorse, sia attraverso la conquista, sia attraverso lo scambio, sia attraverso l’adozione di tecnologie nuove.
-La ricerca di confini facilmente difendibili per mettere in sicurezza persone e beni.
-L’amore per il gruppo a cui apparteniamo e per tutto ciò che ci appartiene o a cui sentiamo di appartenere: famiglia, tribù, territorio, cultura o nazione.

Queste tre forti motivazioni, sono condizionate dalla geografia del territorio su cui ogni popolo vive, perché le risorse cui si vuole avere libero accesso sono quelle del proprio territorio e dei territori conquistati. In realtà, come illustrato da Mussetti, la Geopolitica se approfondita si fa decisamente più complessa. Inanzitutto, sorge spontanea la domanda: se le motivazioni che spingono i popoli all’azione sono legate alla geografia, come mai ci sono tante variazioni nelle storie dei popoli?

Periodi di crescità e di decadenza, alleanze mutevoli, alternanze di guerre e di pace? La risposta della Geopolitica è che la tecnologia cambia la Geografia, cioè cambia il nostro utilizzo dell’ambiente geografico.Allo scopo di illustrare tutto ciò ,Yasmin analizza il Trattato di Tordesillas.I trattati sottoscritti all’epoca delle grandi scoperte, ovvero il 1500, condizionarono la visione del mondo e la geopolitica di Spagna e Portogallo sino alla fine dell’Ottocento, ma saranno e rimarranno un punto di riferimento fondamentale anche per la geopolitica contemporanea.

Il Trattato di Tordesillas, infatti, sarà di fondamentale importanza per lo sviluppo economico e per l’espansionismo di Portogallo e Spagna. Era innegabile che darsi battaglia per quelle che era una quantità enorme di terre che le due potenze avrebbero potuto liberamente “condividere”, non solo avrebbe portato ad un esorbitante spreco di denaro e uomini, ma avrebbe deteriorato entrambe le economie.

Un altro aspetto sottolineato da Yasmin è il seguente:l’argento avrebbe contribuito a sancire una forte alleanza commerciale con la Cina, alla quale venivano spedite tonnellate di dobloni intagliati.Tuttavia,l’eccessiva prestazione di lavoro imposta agli indigeni e le malattie quali, vaiolo, morbillo e varicella avevano rapidamente decimato la manodopera servile delle Americhe. Per questo, i colonizzatori ispanici si trovarono costretti ad importare manodopera servile nera, attuando scambio proficuo a livello economico tra Americhe e Africa di cotone, zucchero, tabacco e minerali.Ebbene,conclude opportunamente Yasmin,questo ingente scambio fra continenti, non è nient’altro che la prima guerra economica mondiale della storia che coinvolgeva tutti i continenti abitati: Europa, Asia, Africa e Americhe.

Giuseppe Gagliano


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (11)

  • ACME NEWS
    ieri, duecentesimo anniversario della battaglia di Gallipoli, ignoti esponenti del G.R.I. (Geopolitical Research Institut) sono penetrati nottetempo nel sacello di un uomo politico di Predappio, di cui le Autorità non hanno reso noto il nome.
    Approfittando delle tenebre, ne hanno imbrattato la tomba con scritte inneggianti all’estremismo geopolitico anglosassone, come Suez, Gibuti, Gibilterra-Marocco.
    Sul posto si è recata la polizia scientifica che ha rinvenuto un farneticante volantino di rivendicazione unto di lambrusco, ritenuto autentico, a firma della “Pattuglia per la conquista di Malta o morte”.
    Gli inquirenti indagano negli ambienti del Geopolitical Incorrect, che ruota intorno alla “Taverna dei due caporali geniali” di via 8 settembre.
    Unanime la condanna da parte dello schieramento politico.

  • Didattica politica.
    Parigi, Arco di Trionfo. 8 maggio, 74° anniversario della vittoria sulla Germania di Donitz, dopo 11 mesi dal D-Day in Normandia.
    Il Presidente francese Macron, europeista e nazionalista secondo convenienza, ha festeggiato in pompa magna la giornata della Vittoria.
    Orbene, il super europeista che bisogno ha di celebrare la vittoria sul più stretto alleato di oggi?
    E il nazionalista lo sa che senza lo sbarco degli americani + alleati il tanto celebrato De Gaulle sarebbe rimasto oltre La Manica ?
    La Resistenza francese ebbe numeri più piccoli di quella italiana e non vinse neppure una battaglia. In Italia, tra i contributi collettivi, ci fu pure quello delle Forze Armate.
    Allora perché due trattamenti così diversi tra Francia e Italia?
    Parrebbe che la guerra l’abbia scatenata Mussolini.
    Ieri l’Italia era osteggiata per la presenza dei comunisti tra le fila della Resistenza. Il Muro è crollato da un pezzo, ma l’acrimonia e il disprezzo verso l’Italia non diminuisce.
    Liberali, fascisti, comunisti, democristi, badogliani, berlusconiani, leghisti solo categorie foglie di fico, dietro cui si cela l’attacco all’Italia, indipendente da chiunque sia al governo.

  • La pedagogia del silenzio opportunista e la geopolitica d’aggressione.
    «Avete contato quante proposte di riforma ho fatto io? E non ho ricevuto alcuna risposta dalla Francia». «I populisti non si combattono con gli slogan e con gli attacchi personali, ma con i fatti». Il populismo avanzante «non è solo colpa dell’Europa, ma è dovuta anche alle politiche nazionali che non si sono dimostrate all’altezza»
    J. P. Junker sulla Stampa, in riferimento all’attivismo di Macron per ridisegnare gli equilibri nelle Istituzioni europee.
    Il tardivo Junker è stato un bell’addormentato nella migliore delle ipotesi.

  • La didattica dell’anti pedagogia geopolitica.
    I ladri di Pisa di giorno litigano, di notte rubano insieme.
    Giove manda un paio di navi da guerra nel Mar Cinese Meridionale per affermare la libertà di navigazione nello Stretto di Taiwan, ma i cinesi circondano i francesi che accompagnano fuori dall’area. Ora il padre degli dei vuole mandare colà l’unica propria portaerei.
    Nel frattempo Xi, nel tour europeo ha concluso affari con Giove per 10 volte quelli conclusi con l’Italia.
    Xi per ritorsione non ha invitato la marina del Divino alle celebrazioni del settantesimo anniversario della nascita della flotta cinese.
    Se queste non sono prese in giro, non so come altro chiamarle.
    L’unico risultato concreto è quello di avere la marina militare cinese nel Mediterraneo.
    Che geni di alleati, si fa per dire !!

  • La didattica delle menzogne e la geopolitica.
    Angela Merkel si è felicitata per l’importante ruolo dell’iniziativa Belt and Road nello sviluppo del porto di Amburgo …
    Ricordate gli insulti rivolti all’Italia quando ha firmato il memorandum con la Cina ?
    Ora quei personaggi non hanno nulla da osservare nel caso della Germania e in primis Macron ?

  • La didattica politica speciale per elettori minori al tempo della geopolitica ordinaria degli altri presuntuosi normali.
    Vota il partito + Trippa bianca e liscia. Per essere felice vota + trippa.
    Se acquisti 10 scatole di trippa nera fetente, ne riceverai in omaggio uno di Trippa bianca e liscia.
    Per avere + Trippa bianca liscia al governo, compra più trippa nera fetente.
    Vota + Trippa bianca e liscia.
    (commento fuori onda del leader di + Trippa: “tanto se si strippano, intrippano o ingrippano, che ce frega a noi. Mica ce la mangiamo noi ? A noi il filetto ! A loro ….)

  • La pedagogia degli inganni.
    Il pd di Renzi dovrebbe essere in teoria un partito socialista.
    Macron dovrebbe essere un iper liberista, tanto da candidare madam Boninò alla presidenza della Commissione e da aderire all’Alde.
    Ora PD e En Marce, ovvero Macron e Renzi, si alleano.
    A me sembra una presa in giro.
    L’ennesima.

  • Didattica&Geopolitica
    Perchè con la specie di alleati che abbiamo e abbiamo avuto non possiamo permetterci il lusso di avere nessun nemico, ovvero perchè prendiamo schiaffi e ceffoni da tutti, ovvero quando è avvenuto il cambio di paradigma tra maggiorità e minorità internazionale, con tutte le conseguenze politiche interne, overo dove si annida il tarlo politico ?

  • La didattica e la geopolitica al tempo degli dei.
    Non c’è più religione ne rispetto.
    Il padre degli dei non può essere preso in giro da un baffo libico, che baffo di lui si fa, addirittura flirtando alle sue spalle con egiziani, cinesi, yankees, arabi vari, russi, turchi, e chissà quanti altri.
    Nella guerra libica dei due baffi a Giove non è rimasto che passare dalla parte del baffo ex nemico, per farsene un baffo dell’ex amico.
    Un dio così è meglio perderlo che incontrarlo: fesso chi firma accordi con quella specie di banderuola: fesso chi firma accordi con quella specie di banderuola.
    Che se ne torni nell’Olimpo o vaghi per i Campi Elisi !

  • ” .. non siamo d’accordo e non possiamo andare oltre i nostri disaccordi. Abbiamo conosciuto in passato che può portare al peggio. O all’impotenza o alla guerra.” (Macron verso Merkel)
    Askanews, 15 maggio 2019, 20:23
    Si commentata da solo.

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