Perché Berlusconi non fa cadere subito il governo Letta? Il gioco del cerino

Torneremo a breve sul tema dello Ius soli, per ora poniamoci un problema più urgente: Berlusconi ha interesse a far durare il governo Letta e questa legislatura? E’ evidente che no. In primo luogo perché ha bisogno di un intervento legislativo che lo salvi dall’interdizione dai pubblici uffici, prima che la Cassazione possa decidere di confermare la sentenza d’appello. E mi sembra piuttosto difficile che il Pd possa aderire a questa richiesta, a meno che non  abbia proprio deciso di sciogliersi. Con nuove elezioni potrebbe avere quella maggioranza che gli permetterebbe di ottenere  quel che gli serve. E, calcolando i tempi tecnici, fra tempi per elezioni, insediamento del nuovo Parlamento, formazione del nuovo governo, preparazione ed iter della nuova legge (magari una amnistia o una anticipazione dei tempi di prescrizione…) ci vuole un annetto pieno e questo significa votare ad ottobre-novembre 2013, perché a partire dalla tarda primavera 2014 si entra in “area di rischio” dove ogni giorno è utile per mettere il Cavaliere fuori combattimento.

Anche una successiva amnistia, a quel punto, sarebbe costituzionalmente molto discutibile e bisognerebbe vedere anche cosa ne pensa il Capo dello Stato.

In secondo luogo, tutti i sondaggi (per quel che li si possa prendere sul serio dopo la figuraccia di febbraio) danno oggi il Pdl ed alleati avanti di 10 punti sul centro sinistra, mentre anche Grillo è dato in flessione, sia pure di poco.

Dunque vincente pieno con il Porcellum, salvo qualche dubbio per il Senato. Ma non è detto che questo “stato di grazia” duri indefinitamente: se il governo Letta dovesse mantenere questo peso fiscale, l’elettorato si rivolterebbe contro tutti i suoi componenti e sostenitori, Pdl incluso.

C’è poi un terzo motivo specifico: è evidente che il Cavaliere non abbia interesse ad una revisione del Porcellum che, comunque gli darebbe una maggioranza assoluta alla Camera (cosa non garantita da altri sistemi elettorali) però non può dire apertamente che ne vuole la conferma, perché questo è uno dei presupposti dell’alleanza di governo. Può prendere tempo (e lo sta facendo), ma il giochetto non può andare avanti indefinitamente. Mentre un repentino scioglimento delle Camere renderebbe la cosa automatica togliendo di mezzo la questione della legge elettorale.

Ancora: a giugno 2014 ci sono le Europee dove si vota con il proporzionale e lo scenario potrebbe diventare meno favorevole al Pdl anche per l’emergere di nuovi soggetti politici (ad esempio una nuova Alleanza Nazionale fatta da Larussa, Storace e qualche altro pezzetto) o per la ripresa di quanti sono stati schiacciati dal “voto utile” (Scelta Civica, Fid, Lega…).

Infine, c’è una ragione più generale: a settembre farà 77 anni e, quando si è sotto gli ottanta, ogni giorno può rappresentare un pericolo, anche solo per il declinare delle forze. Immaginarsi se possa accettare la prospettiva di andare a votare fra  tre anni, quando ne avrà ottanta suonati.
Dunque, non c’è dubbio che il Cavaliere abbia interesse a “far saltare il banco” entro luglio-agosto, al più tardi nei primi di settembre. E, sin qui, a differenza di quei molluschi dei suoi avversari (Fini, Casini, Bersani…) ha sempre dimostrato di essere tempista e di non lasciarsi mai sfuggire l’occasione.

Allora salterà tutto in poche settimane? Non è così semplice, perché ci sono alcune cose che possono mettersi per traverso.

In primo luogo vediamo cosa succede nelle elezioni amministrative dell’ultima domenica di Maggio, che sono state molto sottovalutate, sinora. Votano circa 700 comuni fra cui Roma, Catania, Messina, Brescia, Siracusa, Vicenza, Ancona, Barletta, Pisa, Treviso, Lodi, Imperia, Viterbo, Avellino oltre che centri minori, alcuni dei quali decisamente popolosi come Cinisello Balsamo o Molfetta per diversi milioni di elettori, dunque un test ben più rappresentativo di quello friulano di un mese fa. Si capisce subito che non sarebbe affatto la stessa cosa se i risultati confermassero o smentissero i sondaggi.

In secondo luogo, è ovvio che il Cavaliere ha interesse a far saltare il banco, ma a fare in modo che sembri che a farlo siano stati quelli del Pd. E qui la sua indubbia capacità comunicativa non dovrebbe incontrare ostacoli insormontabili, data anche la ben nota balbuzie comunicativa del Pd.

I guai più seri vengono da un altro aspetto della questione: il rischio che il governo salti, ma la legislatura resti in piedi. Immaginiamo che, dopo la crisi di governo, Grillo decida di cambiare atteggiamento e dare al Pd quell’appoggio, sin qui negato, al Senato e consenta la formazione di un governo a tempo, anche solo per fare la legge sul conflitto di interessi e sulla sua ineleggibilità (al Senato i 123 seggi della sinistra + i 54 del M5s darebbe quota 177, anche senza Sc, molto più del richiesto). Magari non per un governo Pd ma per una nuova edizione di tecnici pensata solo per fare l’operazione “ammazza Cavaliere”. Nel frattempo, per giunta, potrebbe arrivare la temuta pronuncia della Cassazione.

Sarebbe la sua Caporetto: si ritroverebbe fuori gioco in men che non si dica, le elezioni potrebbero slittare anche nell’autunno 2014, quando i trend elettorali potrebbero essere diversi da quelli attuali, ma, soprattutto, quando ci sarebbe da vedere se un centro destra senza Berlusconi candidato sia in grado di prendere i voti necessari.

Ma il Cavaliere può sempre sperare nel fatto che Grillo, per non smentirsi, mantenga il suo atteggiamento di chiusura totale.

Qui però, potrebbe aprirsi un altro rischio: che dal M5s si stacchi una costola di una quindicina di senatori che diano vita ad un nuovo gruppo parlamentare alleato al Pd ed a Sc per l’operazione Ammazza Cavaliere. E questo potrebbe essere favorito dalle insofferenze verso gli eccessi autoritari di Grillo (a proposito: Crimi dice che Grillo si comporta come un buon padre che tiene lontani i suoi figli dai rischi corruttivi del denaro, ma, insomma, che degli ultra quarantenni abbiano bisogno di un papà che li guidi fa un po’ ridere) o per dissensi politici o, anche solo per paura di non tornare in Parlamento ecc. potrebbero cedere alle sirene di un fronte Pd-Sc. Per evitare questi rischi, il Cavaliere ha bisogno di due condizioni: assicurarsi che Sc non partecipi all’operazione ed acquisire  una ventina di senatori fra M5s e Pd, con cui fare una nuova edizione del “Responsabili”. Solo che qui si tratterebbe non di far durare la legislatura, ma al contrario, di farla saltare, insomma questa volta un gruppo “Irresponsabili” da riportare poi in Parlamento nelle capaci falangi berlusconiane. Operazione non semplice, sia perché non è detto che Sc scelga questo lato della barricata, sia perché il numero di senatori da trovare non è piccolo. Tuttavia, qualche Calearo, qualche Razzi, qualche Scilipoti si trova sempre e, poi, il Cavaliere ha una certa esperienza in materia.

Dunque, una operazione non semplice ma possibile che, però, chiede i suoi tempi e, questa volta, il tempo non gioca dalla parte del Cavaliere.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (31)

  • Grillo non credo farà marcia indietro dopo aver fatto tutto il chiasso che ha fatto sulla coerenza col programma elettorale e non sottovalutate il fatto che “la medicina ha fatto miracoli con Berlusconi”… mi pare a dirlo fu Bossi riguardo all’uso di farmaci contro l’impotenza del kaimano. Dopo tutto Andreotti è durato 94 anni e B. è curato da specialisti formidabili. Volete che anche il B. non faccia un analogo patto col diavolo???

  • Morisse subito di fatto sarebbe una sconfitta per il sistema (una delle tante): un delinquente che è entrato in politica per loschi scopi personali e che il sistema non è riuscito a restituire a sè stesso e alle patrie galere. Dal momento che il berlusconismo non morirà mai politicamente sarebbe più educativo se intervenisse una condanna passata in giudicato ad espellerlo dalla vita politica del Paese e a ridarci la speranza che forse in Italia la legge sia davvero uguale per tutti.

  • Mirko, non mi pare che il prof Giannuli abbia ipotizzato una retromarcia di Grillo, ma una defezione di alcuni eletti del M5S che potrebbero scegliere di allearsi con P.D. e Sc(ma il SEL che accidenti fa?). Ho votato M5s anche se, come ebbi a scrivere, in tempi non sospetti, in questo blog, l’ingombro di Grillo &C. mi è sempre andato stretto (non solo per questioni anagrafiche). Se il sopraccitato fondatore del Movimento, riuscirà a essere come tutti i buoni padri (anche quelli un tantino “padroni”) permettendo alla sua creatura di svincolarsi e non appartenergli più – pensiamo a Freud con la psicoanalisi, a Darwin con l’evoluzionismo, a Marx con la dottrina marxista – credo che il M5s rappresenterà una svolta nel concetto di politica e non solo. In caso contrario, per me, rischia non solo di “spaccarsi”, ma di dissolversi in mille rivoli (sinistra docet).
    Per quanto riguarda Berlusconi … è in pover uomo sotto stress, perseguitato dai giudici, minacciato dai comunisti, insidiato dalle donne, vilipeso dai giornalisti, depredato dalla moglie, rinnegato da coloro a cui ha fatto del bene … Speriamo in un infartino o un ictus!!

  • Il M5S potrebbe anche appoggiare dall’esterno un governo PD-SEL in cambio di un voto a favore della non eleggibilità di Berlusconi e di alcune
    leggi ad hoc cui tiene ( finanziamento partiti, legge elettorale, reddito di cittadinanza ).
    Un appoggio “a tempo” per giungere al 2014 e
    per poter votare sia per il parlamento italiano che per quello europeo.
    Questa, secondo me, è l’ipotesi più sensata.
    Ma saranno altrettanto sensati i tre soggetti politici in discorso?

  • E se Napolitano si dimettesse come ha minacciato in caso di crisi di questo governo? Il cav. rischierebbe di vedere un ricompattamento intorno a Rodotà presidente?

  • L’opzione PD+M5S per un governo ammazza cavaliere mi sembra fantascienza pura. Il PD non solo soffre dell’egemonia culturale berlsuconiana, ma ne è completamente succube. A parte una decina di parlamentari non vedo che possa essere interessato in una tale operazione.

  • perfettamente d’accordo, anche se io ci aggiungerei anche i parlamentari pdl: siamo proprio sicuri che tutti voteranno la sfiduicia? anche quagliarella e gente come lui che non ha la minima possibilità di fare strada nel pdl e preferisce guardare a monti?
    le spiegazioni come quella di francesco sylos labini qua sopra dimostrano una totale mancanza della comprensione della natura unmana:perchè gli eletti pd dovrebbero volere fare cadere un governo tra loro e i 5 stelle? per tornare alle urne e dire ai loro: “abbiamo votato berlusconi?”. e in cambio rinunciano a stipendi, poltrone, privilegi e vitalizi? la compravendita dei parlamentari può essere fatta da berlusconi per singoli numeri, dato che se chiedi a una persona di riunciare a badilate di privilegi, devi garantirglieli di tasca tua, e così è stato per alcuni deputati del geniale dipietro.
    maquesti grillos sono come i protagonisti stupidi dei protagonisti di agatha cristie: per loro una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono due coincidenze e così via. quindi è una coincidenza che grillo abbia detto di preferire un governo tecnico con berlusconi a realizzare programma (?) 5 stelle, è una coincidenza che bersani era per alleanza con m5s e si è dimesso per fare posto a letta, è una coincidenza che la russa e grillo la pensino allo steso modo sull’immigrazione, è una coincidenza che berlusconi preferisca m5s a sel per il copasir, è una coincidenza che berlusconi tema solo i dissidenti dei 5 stelle e non il suo ex dipendente beppe grillo…

  • La tua disquisizione mi sembra realistica: i calcoli e gli interessi messi in luce prescindono da qualsiasi considerazione in difesa del bene comune e degli interessi dei cittadini, dunque i conti tornano!

  • Non è detto che il congresso del pd non possa
    segnare una svolta circa l’egemonia esercitata
    da Berlusconi. Credo che Barca sia portatore
    di valori tipici della sinistra . Certo se viene eletto Chiamparino od un altro amministratore
    locale il pd rischia di incartarsi per la mancanza di un disegno politico .
    Ma forse abbiamo capito tutti che la politica non è solo amministrare , ma proporre idee
    nuove.

  • Ho partecipato volentieri al dibattito sullo ius soli e ho apprezzato la passione e la competenza con la quale molti hanno partecipato.Questo argomento,sinceramente,mi interessa molto meno.
    Va be’,lei dice,partecipa quando hai voglia e lascia perdere quando non ti interessa.Certo l’osservazione sarebbe questa,logica.Ma io ribatto,per migliorare questo blog che,non per piaggeria,e’ gia’ a livelli sideralmente piu’ alti della media,non sarebbe meglio abbandonare i temi delle politica-politichese (Grillo dice,Berlusconi forse….,Epifani,la Camusso ecc.)e impostare le tematiche sul solco dei problemi concreti della politica,ma soprattutto della gente?Magari con incursioni in quella che una volta era chiamata politica estera e che ora e’ invece per forza connessa con la politica di ogni singola nazione

  • Il vero mistero è cosa vuol fare il pd.

    è vero (come lei spiega) che la fase attuale lega le mani a berlusconi – inchiodandolo a quel banco che avrebbe interesse a far saltare. Aggiungo che se b. stacca la spina, sarebbe davvero grossa se (col pdl in vantaggio) napolitano sciogliesse le camere senza prima tentarle tutte (incluso un governo a 5S).

    tuttavia, è dubbio che il pd stia pensando alla rimonta; si consoleranno con l’idea di aver attirato b. nel loro stagno logorante (il trucco? fargli credere di esserne il dominus);
    ne sono troppo infatuati per pensare di metterlo nell’angolo, o per indicargli l’uscita…

  • Buongiorno, Professor Giannuli, buongiorno a tutti i lettori del blog.

    Sempre interessante quello che scrive, ma in questa vicenda c’è una cosa (tra le tante) che non ho capito.
    Come spiega l’uscita di Luigi Zanda? E’ chiaro che non può essere avvenuta a caso, essendo egli il capogruppo del PD al Senato e per giunta uno di coloro che hanno ricevuto dal loro partito l’incarico delicatissimo di trattare con i possibili alleati dopo la deludente prova elettorale.
    Allora come mai un’affermazione del genere? Sono cose che si fanno senza dirle, se le si vogliono fare. Berlusconi e i suoi non possono essere così sprovveduti da non sapere quali rischi stiano correndo se il leader del PdL rimane interdetto dai pubblici uffici. Non so se la magistratura, da sola, possa arrivare a tanto. Non so nemmeno se le altre forze politiche abbiano interesse a tenere in vita il PdL (tranne i cespugli di destra, radicali compresi). Dire una cosa del genere se la si volesse fare sul serio lo trovo del tutto controproducente, anche in vista dell’imminente congresso. I vertici del PD vogliono quindi salvare sul serio il PdL? Se sì, perché?

    Poi non mi è chiaro come mai quasi tutti i giornali (compresi quelli di destra) considerino coloro che hanno portato avanti l’iniziativa “Occupy PD” come una sparuta minoranza di ragazzi. Leggo invece dai blog locali che molti di loro non lo sono più ragazzi da un pezzo e probabilmente faranno sentire il loro peso al prossimo congresso. Possibile che gente come Gozi e Civati, rampanti aspiranti leader senza un apprezzabile retroterra di consenso alle spalle, non abbiano interesse a dire che quell’iniziativa va molto oltre qualche giovane inesperto, isolato e forse troppo esuberante?

    Le domande sono rivolte a tutti i lettori del blog. Grazie per lo spazio concessomi.

  • sono interessanti un paio di articoli del fatto quotidiani in quanto completamente inventati: uno che attribuisce a dalema una tendenza verso rodotà mai esistita ( i suoi continuavano a scrivere imperterriti “dalema” sulle schede) e un’ostitlità di bersani nei confronti di rodotà, come se i 100 franchi tiratori che preferivano napolitano a prodi, avrebbero preferito in realtà votare per rodotà, nonostante non abbiano mai votato nè prodi nè rodotà. è significativo che l’house organ di grillo arrivi alla contraffazione delle notizie per rinforzare il leitmotiv del suo guru.in fondo l’unica cosa che dice grillo da giorni è che ilpd gli fa schifo e non ci vuole govenrare: ma che il governo pd-5stelle non ènato solo per colpa di bersani, che ora infattiha ottenuto ciò che voleva: è stato cacciato dal partito.
    la teoria è quella per cui il m5s, nonostante abbia il 25% con le maggioranze di governo non c’entra nulla perchè loro stanno su marte. siamo ai personaggi stupidi di agatha cristie che non riescono a mettere insieme delle coincidenze

  • @giandavide

    Da quello che ho letto, alla fine di Marzo D’Alema aveva consigliato a Bersani di proporre a Napolitano il nome di Rodota’ come Presidente del Consiglio (non della Repubblica) per “stanare” quelli dei 5stelle e vedere come avrebbero reagito.

    Se la ricostruzione e’ esatta la mossa di D’Alema era interessante.

    Maliziosamente si poteva poi pensare ad una Presidenza D’Alema dopo quella Napolitano per controbilanciare (ma questa valutazione e’ solo una mia considerazione).

    Inoltre, all’assemblea del PD che scelse per acclamazione Prodi (poi bocciato), secondo queste risostruzioni, avrebbe dovuto essere sottoposta la scelta tra Prodi, appunto, e D’Alema. Da quello che ho capito c’era un accordo su questo tra D’Alema e Bersani (o una richiesta di D’Alema a Bersani), ma Bersani ha scelto di sottoporre solo il nome di Prodi.

    Ora, dico io, puo’ essere che le sorti della Repubblica siano in mano a galletti litigiosi?

  • Dimenticavo: alla proposta di D’Alema di proporre Rodota’ come Presidente del Consiglio, pare che Bersani si sia rifiutato (come sappiamo) sostenendo che voleva giocarsela tutta, per diventare appunto Pres. del Consiglio.

    Bisognerebbe conoscere ora la versione di Bersani.

  • @caruto
    francamente mi sembra pura fantascienza, dato che bersani ha detto varie volte che sarebbe stato disponibile a farsi da parte in cambio di un’alleanza con i 5 stelle. ma non mi sembra che dalla parte di grillo abbiano mai pensato seriamente a una cosa del genere: hanno invece preferito indebolire bersani attraverso gli insulti, e poi si sono trovati letta che sulle alleanze la pensa come grillo.

    ma, ancora più importante, è ridicolo pensare che un pd che non ti vota nemmeno il fondatore prodi ora si metta a votare rodotà come presidente del consiglio. sicuramente bersani sapeva che nel suo partito c’erano un centinaio di pezzi di merda, e ha sicuramente condotto una battaglia anche in merito all’esistenza di questa frangia golpista, mediazione che noi estyranei alpd non conosciamo. ma dalle sue dimissioni risulta evidente che era l’unico a volere il dialogo con grillo: infatti le posizioni del pd di bersani ormai sono storia: questo pd di natura lettiana e dalemiana di grillo non vuole sentir parlare, e vi preferisce berlsuconi, altro che “mettere alla prova i 5 stelle”. faciule dire che tutti erano più furbi di bersani e che tutti volevano un furbo governo con grillo. ma nei fatti? come mai se tutti erano tanto furbi ora c’è casualmente un governo pd-pd, che non mi sembra certo l’apoteosi della furbizia?

    poi francamente sta storia di dalema presidente della repubblica non regge proprio. vabbè che siamo la patria natia dei complotti politici, ma sto dalema dappertutto mi ricorda quando doveva diventare mister pesc al posto della ashton, solo che in realtà non se lo cacava nessuno ed era di fatto impossibile farlo eleggere. insomma, se mi dici che la contropartita era quella, per me diventa matematico non crederci, dato che è una contropartita troppo alta, e mi sa che dalema sta volando molto più in basso,come fa di solito l’uccello padulo.

  • @giandavide

    Cosa sia successo veramente non lo so.

    Dopo l’articolo del Fatto c’e’ stata una smentita da parte di persone vicine a Bersani che d’Esposito (il giornalista) ha definito generica. Quindi, continuo a dire che non lo so.

    Quando ci fu la prima conferenza stampa di Bersani dopo le elezioni ne ho avuto un’impressione pessima. L’ho vista in diretta ed ho visto Bersani iniziare confusamente un frase senza completare per almeno un paio di minuti: come se avesse sbattuto contro un palo.

    I due mesi successivi sono figli di questa “botta” che era del tutto inattesa: non sapeva come uscirne.

    Proporre Rodota’ come Pres. del Cons. sarebbe stata una scelta tattica per vedere se i grillini rispondevano qualcosa. Avrebbe potuto far capire se la loro disponibilita’ era un bluff e gli insulti invece la sostanza. Di piu’ non so dire.

    Circa il ruolo di D’Alema che viene citato sempre come al centro di qualche cosa, anche qui non lo so. Ma mi viene in mente che fu l’iniziatore insieme ad altri di una fase di agreement strutturale con Berlusconi nella fase post-stragi e trattativa del 1992/1993 che secondo alcuni (compreso Ingroia) costituisce la fase fondativa di questa cosiddetta Seconda Repubblica.

    Oggi Colombo su Il Fatto scrive uno strano articolo. Sostanzialmente dice che non capisce perche’ il PD sembra paralizzato: il PD e’ sotto ricatto? Oppure e’ solo un po’ (molto) rincoglionito?

    Dubito che dal 1993/94 Berlusconi abbia potuto combinare tutto il disastro che ha combinato, e farsi molto bene gli affari suoi, senza una qualche forma di accordo di lunga durata con i feroci comunisti.

    Poi c’e’ di mezzo l’alleato USA: puo’ darsi che i due (D’Alema e Berlusconi) seppure in maniera diversa siano (o si sentivano) legittimati da una qualche relazione speciale con i nostri maggiori alleati.

    Io ho un strana sensazione in questi giorni: come se la realta’ politica si sia improvvisamente fermata e bloccata.

    Come quando nei film di fantascienza la scena si blocca ed il protagonista vede tutto in 3D ma bloccato, congelato.

    Colombo nell’articolo che ho citato dice che il PD e’ bloccato ed il PDL si muove anche troppo (si muove anche Grillo). Ma proprio questo e’ quello che sembra aver caratterizzato grande parte della situazione politica italiana negli ultimi anni.

    Voglio dire: se veramente ci fosse stato, alla fine, un conflitto vero tra PD e PDL sarebbero volati gli stracci veramente, invece ci sono solo iniziative giudiziarie: prostitute ed evasione fiscale (versante Berlusconi-PDL) e Monte dei Paschi, in attesa di ulteriori sviluppi (versante PD).

    Come dire: non facciamoci del male, che’ tanto dobbiamo continuare a convivere.

    Nel frattempo, e’ (mi pare che sia) tutto bloccato.

    Non e’ una bella sensazione.

  • Sono perfettamente d’accordo con berlusconi! Il Pd non farà mai un’altro governo con il PDL! L’ha fatto con Monti perchè l’obbiettivo primario assoluto era quello di cacciare il governo legale voluto dagli elettori! In accordo con Napolitano e la cialtrona merkel avrebbe accettato anche un governo fascista pur di cacciare con la congiura dei Palazzi romani e della stampa massone/debenedettiana, Berlusconi! Bisogna aver pazienza ed attendere l’implosione del PD! L’unica novità sarebbe il tentativo Renzi ma mi sembra un’opzione franzamente svuotata di significato e farebbe certamente aumentare la confusione nell’elettorato sia del pd che di Grillo! Ripeto pazienza, pazienza ed ancora pazienza il tempo lavora per la maggioranza di centro-destra!

  • Per altair: io credo che nel PD ci siano parecchi personaggi che vanno per i fatti loro del resto di correnti ne hanno parecchie… il capogruppo per quanto possa essere un rappresentante è pur sempre un politico con una propria cordata di appartenenza e propri interessi momentanei. Credo quindi che Zanga abbia voluto esprimere il punto di vista del proprio gruppetto di appartenenza, salvo poi fare un mezzo passo indietro. O il suo gruppo non intende fare accordi per la nomina a senatore a vita del B. e ha lanciato un ammonimento ai compagni di partito oppure ha voluto sottolineare che vuole qualcosa di preciso in cambio della propria disponibilità.

  • @caruto.
    e quindi la spinta per annientare berlusconi sarebbe arrivata da dalema che propone rodotà? a me sembra improbabile. io non insisto tanto sulla stupidità di bersani perchè
    1)mi sembra di sparare sulla croce rossa, e dare calci alla gente a terra è una cosa che non appartiene al mio retaggio
    2) perchè non sappiamo quali erano le reali possibilità di bersani: io mi sono fatto l’idea che la rilevanza di bersani sia stata pari a quello del due di coppe quando la briscola è a mazze, e che non era assolutamente in grado di proporre rodotà e farsi seguire da quei merdoni del suo partito. sotto questo aspetto sarebbe stato ben poco utile sparigliare i grillini, specie quando il tuo partito nel frattempo si ribella, perchè una parte non irrilevante di questo senza berlusconi non compra nulla. d’altra parte il pd è immobile perchè è nato zombie, è servito a congelare la dirigenza “che aveva una banca” e a impastoiare post pci e democristiani in un conglomerato senza cervello, ma con un unico fine, impresso da veltroni, che ancora oggi parla di maggioritari: divorare ogni cosa (braaains!)che si muova a sinistra per costringere l’elettore a scegliere tra berlusconi e il meno peggio. sotto questo posso dire che bersani al massimo sarà stupido, ma perlomeno non si è dimostrato cattivo. piuttosto prima o poi sarebbe interessante riflettere sulle opzioni di scissione che avrebbe davanti questo sfigatissimo partito (certo, un’opzione sarebbe che non si scinda del tutto, ovviamente, ma lo ha detto anche l’ideologo cacciari che se il pd rimane unito alle prossime elezioni arriva al 15%)

  • @giandavide
    @per chi vuole

    Veltroni dice sempre le stesse cose (la stessa cosa) da quando lo ascoltai dal vivo la prima volta, per curiosita’, agli inizi degli anni ’90.

    L’ho voluto ri-sentire (per ovvio mio masochismo) da Fazio (Che tempo che fa) per vedere cosa diceva del suo nuovo libro.

    Una totale carenza di analisi socio economica che avrebbe potuto giustificare in qualche maniera successive opzioni organizzative e politiche. Il Nulla fatto persona.

    Almeno D’Alema bazzica in Europa e si tiene aggiornato sulle ultime analisi di quello che resta del movimento socialista europeo.

    In Italia siamo messi male, ma la mia impressone e’ che dovunque il ruolo delle forze politiche nazionali si e’ molto ridotto lasciando spazio di manovra solo alle politiche finanziarie europee (queste politiche finanziarie) con una evidente predominanza degli interessi tedeschi (fin quando potranno esportare…).

    Puo’ darsi dunque che l’Europa ha una forte influenza ma l’Italia ha una polmonite.

    Questa incapacita’ di darsi una mossa a livello europeo contrasta con quello che sta avvenendo in Cina e negli USA.

    Adriana Cerretelli, che scrive sul Sole 24 ore, nei giorni scorsi ricordava i dati di una ricerca di un centro studi di Boston che spiegava come gli USA con una politica industriale (ed energetica!) stanno cercando di uscire dalla recessione e per una serie di fattori potrebbero ridiventare competitivi anche rispetto alla Cina.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-16/solo-industria-salva-europa-063540.shtml?uuid=Abf30IwH&fromSearch

    Condivido in parte il giudizio su Bersani (sarei meno caustico nel considerarlo stupido) soprattutto sono d’accordo sul fatto che parlare male del PD in questa fase sembrerebbe addirittura un inutile crudelta’. Ma devono capire che prima ci liberiamo dei gangster che bloccano e’ meglio e’ per tutti, perche’ solo dopo si potra finalmente cominciare a parlare di politica, per es., industriale.

    Se non lo fanno sono (oggettivamente, soggettivamente) complici dei gangster.

  • @caruto: non vedo profonde differenze tra veltroni e dalema, certo veltroni è sicuramente più stupido, ma politicamente sono poco distinguibili. ma il punto è un altro: piuttosto che liberarsi dei gangsters si sono liberati di bersani, mentre al momento stanno garantendo un comodo anonimato ai 101 traditori, in modo che poi quando arriverebbe il momento di scindersi, si trovino tutti impastoiati di nuovo nel blob da cui risulterebbe che ogni elettore più a sinistra di enrico letta possa essere considerato un pericoloso estremista incline a derive terroristiche. un pò come è stato per la fondazione del pd da parte di veltroni. se non inneggiavi con fassino al grido di “abbiamo una banca”, non potevi fare parte della sinistra responsabile. purtroppo la mia unica soluzione è il lancio delle monetine, sebbene con la mancanza delle 100 lire tutto diventi meno bello o più dispendioso.

  • @giandavide

    Quello che mi sta dando molto, ma molto fastidio e’ il discorso attuale sulla “pacificazione”.

    Se ricordo bene, da 20 anni i gangsters sono all’attacco della Costituzione, dei magistrati, e dicono di essere aggrediti dai Comunisti (ma dove li hanno visti…?!).

    Batti e ribatti, finisce che la gente crede veramente che qualcuno ha cercato di contrastare i gangsters violentemente (se ora si invoca la “pacificazione” vuol dire che prima c’era la guerra).

    E questi imbecilli del PD neanche ribattono dicendogli che dicono sciocchezze: basterebbe una scrollata di spalle e con noncuranza e senza acrimonia (altrimenti si fa il loro gioco) dire appunto sono frasi prive di senso.

  • sono d’accordo. stiamo assistendo a un ritorno a 20 anni fa. e il peggio è che finchè l’opposizione sarà grillo, questi continueranno così: sapranno benissimo che grillo gli terrà buoni i suoi elettori e non ci farà un cazzo per cambiare qualcosa, come è stato a questo giro, e con un 25% di elettorato congelato possono dire questo ed altro, tanto non si muove una foglia.

  • Concordo sulla sensazione di blocco, anche se penso che sia una sensazione più mediatica che reale. Ad ogni modo, dopo una inziale ‘rivelazione’ da una fonte web, ho avuto una conferma tramite conoscenze famigliari (per quanto possa valere) di una appartenenza personale, ad un alto livello, di Grillo ad una loggia. Poco ne so della massoneria e non è detto che quello che so sia anche giusto, questo fatto, se fosse vero, farebbe qualche differenza? Con questa premessa e seguendo un certo ragionamento, quando Grillo dice che sono fortunati perchè “senza di lui la protesta, anche violenta” questo non sarebbe un effetto positivo ‘collaterale’ del suo successo ma un obiettivo, realizzato, per prendere tempo e bloccare la situazione?

    • Roberto: Grillo massone? Tutto può essere ma la cosa non mi convince neanche un po’. E, soprattutto, non abbiamo uno straccio, non dico di prova, ma di indizio a sostegno di questa tesi.

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