Il Cavaliere ed i Poteri Forti

Quando ho scritto che i nemici più temibili del Cavaliere non sono le mitiche “Toghe Rosse”, quanto i suoi colleghi finanzieri, ci sono stati commenti increduli: “perché mai i “poteri forti” dovrebbero avercela con il Cavaliere, che è uno dei loro e che gli ha garantito ottimi affari quando è stato Capo del Governo?” Intendiamoci: nessuno dice che Berlusconi abbia fatto scelte politiche ostili al capitale finanziario (figurarsi!) ed è, al pari degli altri, un “pescecane” (come i socialisti chiamavano lorsignori un secolo fa: il tempo passa ma i pescecani restano). Tutto vero. Però si dà il caso che per gli uomini d’affari (di buon affare e di malaffare) un collega, prima ancora che essere un “fratello di classe”, è un concorrente.
E questo può anche conciliarsi con una certa solidarietà di classe (“litighiamo fra noi, ma fronte compatto contro quei pezzenti dei lavoratori”: una musica già sentita), però ci sono cose intollerabili per cui non c’è solidarietà che tenga.

Ai suoi inizi, Berlusconi era perfettamente funzionale al grande capitale finanziario, perché si chinava a raccogliere quei capitali ingenti ma poco raccomandabili che giacevano inutilizzati, che il capitale più blasonato non poteva toccare direttamente. Diciamo che svolgeva un’utile servizio di lavanderia.

Dopo, però, ha cominciato ad allargarsi troppo. E passi per aver imposto la sua grossolana presenza nel salotto buono della finanza e per aver creato un impero mediatico senza precedenti (in fondo, lo aveva creato perché gli altri, a cominciare dalla Fiat, gli avevano ceduto le loro Tv). Quello che proprio non doveva fare, era la “discesa in campo”: per la finanza di tradizione, nessuno della categoria deve fare politica direttamente, perché diventerebbe un concorrente troppo forte e questo non sta bene. Lo impone un patto fra gentiluomini (oddio, gentiluomini… quasi..). E, infatti, il gruppo Mediaset è cresciuto sino a diventare uno dei primi due o tre del paese. Troppo.

Per di più, agli occhi degli aristocratici membri di diritto del club, Silvio è solo un miserabile parvenu, che si fregia del modestissimo titolo di Cavaliere come un Demetrio Pianelli qualsiasi. Vi pare che per uno così si possa sentire solidarietà di classe? L’uomo avvertiva il disprezzo di quelli che avrebbe voluto lo considerassero un loro Pari e ne soffriva. Ad esempio, non sopportava di non essere mai stato invitato a colazione dal mitico avvocato Agnelli. E così, quando nel 1994 divenne Presidente del Consiglio, disse ai giornalisti “Voglio vedere se, questa volta, l’Avvocato Agnelli non mi invita a cena”. E l’Avvocato, che era uomo di livida perfidia, lo invitò. Ma a cena offrì pollo freddo. E, magari, non invitò a tavola anche il giardiniere e l’autista, solo perché erano in ferie…

La storia è fatta anche di piccoli gesti simbolici che dicono più di molte dichiarazioni stampa. Dal 2000 al 2006, il grande capitale, Fiat in testa, si acconciarono a convivere con il cafone rifatto, subendo persino l’onta della elezione, a capo della Confindustria, di Antonio D’Amato che batteva il candidato della Fiat Carlo Callieri.  Già nel 2006, la grande finanza non nascose le sue simpatie per Prodi (ricordiamo il violento scontro fra il Cavaliere e Diego Della Valle). Poi, di fronte al fallimento del governo Prodi, i “poteri forti” si rassegnarono al ritorno del Cavaliere, che, però, si dimostrò subito  un pericolo pubblico anche per loro. L’immagine del paese crollava a livelli mai visti in 150 anni di storia nazionale e questo incide negativamente su chi lavora sulle piazze d’affari di tutto il Mondo. Nessun paese può permettersi il lusso di un capo di governo che diventa una macchietta. Dalla Cina, all’Inghilterra, all’Egitto i giornali riportavano vignette che avevano come protagonista un Berlusconi, diventato, ormai una maschera della Commedia dell’arte.

Quanto alla Ue, Sarkozy e la Merkel si incaricarono di rendere pubblico che del Cavaliere se ne parlava solo per ridere. Per di più, l’Uomo di Arcore, ossessionato dai suoi processi, imponeva nell’agenda politica solo deliranti progetti che lo rendessero improcessabile per qualsiasi cosa facesse, mentre ignorava del tutto la crisi finanziaria che stava per investire il paese. “La crisi? I ristoranti sono pieni, in aereo si fa fatica a trovare un posto…” ricordate?

Dal 2010 iniziò un pressing per liberarsene, nel quale era riconoscibile la mano non solo della Fiat o di De Benedetti, ma anche del gruppo Intesa-San Paolo, di Unicredit, del gruppo Pirelli, della Confindustria e degli organi stampa più o meno influenzati da ciascuno di essi. All’accerchiamento davano man forte anche importanti esponenti istituzionali: il Capo dello Stato, che sino al 2009 era rimasto abbastanza assopito (non rifiutando neppure la firma ad alle leggi berlusconiane più incostituzionali) iniziava a diventare iper cinetico, mostrando via via crescente insofferenza verso l’inquilino di Palazzo Chigi. Ed anche l’allora Presidente della Camera, Gianfranco Fini, entrò in aperta e diretta polemica con l’uomo con il quale aveva co-fondato un partito solo 11 mesi prima.

Ma ci furono anche altri importanti oppositori coperti (chiamiamoli così) del Cavaliere. Tanto per divagare, ci chiediamo come abbia fatto l’ormai celebre fotoreporter Antonello Zappadu ad eludere la sorveglianza di villa Certosa (istituzionalmente affidata alla Polizia di Stato) e scattare ben 5.000 fotografie.

Poi, nell’ottobre del 2011 arrivò il ciclone dello spread che rischiava di mandare l’Italia in default e, con essa, di far sfasciare l’Euro ipso facto. “The Economist” (che mi pare una cosa abbastanza rappresentativa degli umori del capitale finanziario europeo) dedicò al Cavaliere copertine al vetriolo, con l’invito piuttosto esplicito a togliere il disturbo. Nel Pdl iniziò una nutrita fronda, nella quale spiccava anche qualche autorevole nome in odore di Loggia.

A novembre lo spread esplodeva sino a superare i 600 punti. Beninteso: la situazione italiana era ed è difficile ed i mercati internazionali sono propensi a trattare il nostro paese con minore indulgenza riservata ad altri, quale che sia il governo in carica. Ma in quel picco c’era qualcosa in più che non era difficile interpretare: “se Berlusconi non se ne va, affondiamo l’Italia”.

Ma, nonostante tutto, il Cavaliere non intendeva ragioni, ed era pronto ad un voto di fiducia in Parlamento (magari confidando sulla consueta “moral suation”  del suo blocchetto di assegni). Allora, giunse prontamente un argomento molto più convincente: il titolo Mediaset perse il 26% del suo valore in due giorni. Il terzo giorno il Cavaliere si dimetteva ed accettava di dare il suo voto a Monti.

La cura calmante ebbe un effetto piuttosto durevole sul Cavaliere, che si ritirò a leccarsi le ferite per diversi mesi. E questa volta le “Toghe rosse” non c’entravano proprio niente. Poi sono arrivate le elezioni di febbraio scorso, nelle quali, pur non vincendo, il Cavaliere ha ottenuto uno splendido successo (bisogna riconoscerlo). E questo, forse, gli ha montato un po’ la testa, facendogli pensare che stesse per tornare il suo momento. Ma aveva dimenticato le bombe ad orologeria che stavano per esplodere.

L’uomo non è tipo da arrendersi senza combattere e, nonostante una sentenza definitiva passata in giudicato, intende infischiarsene e restare sul palcoscenico. Una cosa che non ha nessun precedente mondiale, come ha ricordato un grande vecchio della finanza mondiale come George Soros (a proposito di simpatia del mondo finanziario per il Cavaliere). Anche “The Economist” non ha mancato di far sentire nuovamente la sua voce decretando che questa è “la fine del buffone di Roma”.

Ma il Cavaliere minaccia di fare il matto, di far cadere il governo e mandare all’aria troppi lucrosi affari (come le svendite di Eni, Finmeccanica ecc.) e bloccare quella riforma della Costituzione che sta cuore anche a tanti non italiani. Ed, allora, ci vuole un’altra dose di calmante, che è arrivata puntualmente lunedì con il titolo Mediaset che ha perso quasi il 7% ed è stato sospeso per eccesso di ribasso (“capito Silvio?”).

Può darsi che il Napoleone di Arcore decida in insistere contro tutto e tutti (anche se, probabilmente, i figli cercheranno di farlo ragionare). Ma, in questo caso, io al suo posto inizierei a temere per l’incolumità fisica… non sarebbe il primo.

Cavaliere, si convinca, la cosa migliore che può fare è piantare baracca e burattini, andare ad Antigua (non si preoccupi per il passaporto…) e dedicarsi a più sane occupazioni ed evitare di farsi rivedere in Italia. Vedrà che in quel caso nessuno verrà a cercarla cosi lontano… Poi, chissà, un giorno magari potrà anche tornare… per grazia ricevuta. Ma fra un po’ di anni. Quanti? Alcuni.

Aldo Giannuli

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Comments (29)

  • Gentile Professore l’analisi è molto dettagliata e avvincente, ma c’è pur sempre un’altra ipotesi: che i poteri forti lo tengano ancora sulla scena, sebbene innocuo, affinché non si parli della crisi, dell’euro e della guerra in preparazione. Che ne dice, questa seconda ha elementi che la suffraghino?

  • Ottima analisi, non solo economica ma pure sociologia e antropologica! Perdoni una domanda professore: come mai, secondo lei, Berlusconi è stato votato (anche dopo gli “scandali”) dalla “gente per bene” del nostro Paese? E come mai, i “poteri forti” non lo hanno silurato prima? Ridevano e ci rendevano per i fondelli, ma, ancora oggi, se cadesse ‘sta paccottiglia di delinquenti al governo le Borse impazzirebbero? Il solo sentore di una crisi di governo ha già avuto ripercussioni sul giochetto delle Borse… Per una parte di popolo beota e per i poteri forti a cui anche un pagliaccio di tal fatta fa comodo ci siamo “pippati” un governo Monti e poi un Lette (per non parlar di Napolitano … siamo sicuri che fosse di sinistra vero? Ah! Si certo, se non ho letto male, come riformista fu il primo a entrate in pompa magna negli States!) Che miseria di Paese però!

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    montanari maria carla

    io volevo solo sttolineare come il corrierone si affanni al salvataggio delle larghe intese comprensiva di quella di B pubblicando art come quelli di onida o di politodi come la decadenza è già di fatto compiuta ma se ne parla come di un problema polico cui si puo dare soluzione se il condannato fosse stato lei pro avrebbe i carabinieri davani alla porta e non ci sarebbero stati nè santi nè martiri nè poeti.modestamente penso che ci sia qualcos’altro sotto

  • La spocchia del britannico Economist, del popolo che veniva chiamato il popolo dei cinque pasti, ma anche più saggiamente la perfida Albione, rende per reazione Berlusconi assai più simpatico e perché no, anche più comprensibile e difendibile, per una sorta di amor patrio. Che cosa aspettarsi dalla city londinese, dalle loggie in riva al Tamigi, ma anche in riva alla Senna, che da secoli sono nemiche giurate di ogni forma di autonomia politica ed economica italiana. Da secoli hanno condizionato e spesso insidiato l’esistenza medesima del nostro paese.Dalla spedizione dei mille in Sicilia, all’opposizione della nostra politica coloniale, alla liquidazione di Enrico Mattei e in tempi più recenti, poi con la stagione della strategia della tensione, sono sempre presenti.Mi limito ad elencare un elenco incompleto delle malefatte di costoro.Ma non possiamo dimenticare la guerra alla Libia di Gheddafi e al canale petrolifero vantaggioso per noi instaurato con Berlusconi e l’amicizia della Russia di Putin,fornitrice di gas, uno dei due veri motivi della caduta del governo Berlusconi, altro che la nipote di Mubarrak.Certo anche lui ha i suoi scheletri nell’armadio innegabilmente,ad esempio il suo supporto incondizionato alle missioni di guerra degli USA e a Israele,non si possono dimenticare,infatti i suoi nemici sono ubicati in Europa più che altrove.Coloro che ambiscono vederlo in galera o esule in qualche paese lontano,non capiscono nulla dei veri motivi per cui lo vogliono morto politicamente e finanziariamente, ma penso anch’io come lei Giannuli, anche fisicamente, che non è da escludere, come fecero con Aldo Moro.Gli anglofrancesi sono storicamente nemici dell’Italia, che vogliono ridotta a un paese ad autonomia politica ed economica condizionata di rango inferiore; Berlusconi ha tentato di renderla emancipata, ecco il suo vero crimine.

  • Però, scusami la franchezza Aldo, ma la stampa che ha lasciato che questa questione occupasse “militarmente” le prime pagine per ben sei settimane ormai, non è complice della faccenda? Ed anche tu nel tuo piccolo che hai lasciato che essa quasi monopolizzasse il tuo blog in quest’ultimo periodo, non ti consideri in qualche misura parte del problema?
    Voglio dire, se continui a parlare di Juventus, alla fine la gente si schiererà o a favore o contro di essa. Non dico, bada, che i politicanti, anche quelli del PD, stavolta non avessero l’esigenza di occuparsene quasi a tempo pieno, ma perchè inondare la cosiddetta opinione pubblica con questi temi, quando nel frattempo la crisi continua a progredire mentre gli “stiamo per uscire dal tunnel” continuano ad essere profferiti con la stessa funzione delle danze sciamaniche?

    • Caro Vincenzo ghai ragione e lo dicevo qualche giorno fa ai miei ragazzi che sto trascuranmdo troppo i temi della crisi, dell’assetto internazionale, dedi problesi socio culturali
      Il guaio è che ci sono cose che ti risucchiano anche copntro la tua volontà e ti impongono l’agenda, però vedrete che già prossimamenmte proverò a rettificare il tiro

  • Una cosa non ho capito sullo spread: davvero i mercati possono essere influenzati a tal punto da diventare strumento di persuasione (pressione) politica internazionale? Credevo che il mercato fosse un ente sovradecisionale, certo, manipolabile nel piccolo, ma chi ha un potere tanto grande da muovere capitali così ingenti al fine di condizionare le finanze di un’intera nazione?

  • Una sintesi magistrale prof.!
    Serve anche a ricordarci con chi avremo a che fare veramente ( i poteri forti appunto )dopo – ma anche ora ! – che il buffone di arcore ( a roma) sarà veramente uscito di scena – almeno da parlamentare.

    A germano: sono d’accordo su alcune cose ma che berlusconi abbia tentato di emancipare l’Italia è davvero troppo! Una conclusione ridicola, e a me pare, in contraddizione con quanto tu hai scritto.

  • Aldo,
    il riferimento a Putin mi dà uno spunto per un’altra osservazione.
    Oltre che all’establishment finanziario italiano Berlusconi ha dato molto fastidio anche a quello politico politico-militare internazionale, egemonizzato dagli Stati Uniti. Ha preso esplicitamente le parti della Russia durante la guerra per l’Ossezia del sud, arrivando a sollevare obiezioni persino sul passato intervento in Serbia del 1999. E questa è solo la manifestazione più clamorosa di una politica ultra-atlantista a parole, ma piuttosto autonoma e spregiudicata nei fatti.

    Quello che però continuo a chiedermi, visto che sei ben cosciente di queste smarcature nella politica internazionale (ne hai anche scritto, in altre occasione) e del fatto che un minimo tentativo per mantenere Eni e Finmeccanica il Cavaliere lo vuole fare, perché, sia pure turandoti il naso con venti mollette o con un tappo a tenuta stagna, non vuoi riconoscere che Berlusconi, se pure non è un bene (ti chiederei davvero troppo) è un male minore e la sua definitiva liquidazione va di pari passo con l’espropriazione degli ultimi timidi residui di sovranità e di peso internazionale, economico e politico, del nostro paese?

  • Mentre l’analisi del Professore mi sembra assolutamente obiettiva ed in linea con le analisi precedenti e il drammatico quadro generale, non mi sento di condividere chi associa la “spregiudicatezza” di un Mattei o quella di un Moro con Berlusconi.

    A partire dallo spessore umano.

    Quelle che emerge, almeno per chi non ha mai preso parte nel sostegno (tifo?) dei due schieramenti imposti dal maggioritario, non è una novità: nonostante le apparenze, l’elettore pidiellino ha sempre avuto un profilo molto meno ingenuo di quello piddino.

    Il ragionamento dell’elettore pidiellino che spesso mi son sentito fare era del tipo: il PD (De Benedetti?) è di un collaborazionismo atroce e si muove smaccatamente contro gli interessi di classe e contro quegli nazionali.

    Berlusconi, nella sua corrotta patologia narcisistica, nel cercare di far qualcosa per SE stesso, da brava scheggia impazzita, magari ne fa una anche per noi. Al limite, come è successo data la sua inconsistenza umana e politica, non fa né gli interessi “nostri” ma non fa neanche gli interessi dell’alta borghesia.

    Berlusconi, ANCHE nella politica estera, energetica in primis!, ha dimostrato di essere il nulla assoluto.

    Un nulla che, purtroppo, è desolantemente meglio del COLLABORAZIONISMO di tutta la sinistra parlamentare.

    @Mauro

    Proverei a non escludere che, come generalmente accade, la partita si giochi su più tavoli.

  • completamente d’accordo tranne che sul parbvenu, che mi sembra una lettura molto romanzata e suggestiva, ma che piuttosto che aderire alla realtà, offre un’immagine idealizzata della borghesia italiana, dipinta da aldo come un settore sociale dove regnano i classici valori dell’antica nobiltà, e che presenta caratteri di lealtà reciproca verso gli aderenti che tradiscono un concetto della classe dirigente italiana pesantemente edulcorato. io ribadisco di non credere a questo mitico spirito di corpo e che trovo irrilevanti i romanticismi sul censo di partenza e sulla provenienza sociale, e quindi preferisco restare con i piedi per terra e limitarmi ad osservare che il “salotto buono” dell’economia italiana è stato largamente favorito da berlusconi e che il salvacondotto per il banana ci sarebbe, solo che non sarà accettato. ma non per l’irriconoscenza verso un parvenu, ma per la megalomania di un nano.

    per il resto:
    @germani: berlusconi ha regalato la parmalat ai francesi, che la stanno usando per ripagarsi i debiti contratti in sudamerica.
    @peucezio: berlusconi è quello che ha regalato alitalia a colannino e compagni di merende che ora ci faranno qualche soldino rivendendola ai francesi.
    @santinumi: iannone di casapound ha invitato varie volte a votare berlusconi e non mi sorprende che i simpatizzanti di casapound alla fine abbiano votato per lui, dato che sono dei pecoroni che seguono il capo, e che però si credono meno fessi degli altri, come se berlusconi avesse il potere traumaturgico di trasmettere la sua furbizia agli elettori. auguri con le scrofole.
    insomma la botta collettiva è sempre parecchio forte: gli elettori del pd pensano che enrico letta sia come berlinguer, i parafascisti noeuro invece credono che il banana sia roosvelt. che bel quadretto.

  • i poteri forti in Italia non sono la cosiddetta grande finanza, che è un nano rispetto a quella delle altre potenze europee, ma sono Vaticano, mafia, e USA. E Berlusconi è membro di un’associazione dedita al terrorismo e al golpismo funzionale agli interessi yankee (la P2), e i mafiosi li aveva in casa. Quanto alla chiesa, l’appoggio di CL e la simbiosi con don Verzè l’hanno sempre coperto più che bene su quel lato, nonostante i disvalori decisamente non cristiani propugnati dalle sue televisioni. E c’è un altro particolare di non poco conto: all’estero che in Italia comandi un delinquente dedito solo ai propri porci comodi mentre il paese fallisce non dispiace proprio per niente. NON è un caso se nell’europarlamento si è potuto iscrivere nello STESSO gruppo della Merkel, senza che nessuno abbia mai fatto notare alla signora l’inopportunità di sedere fianco a fianco con un signore prossimo a ricevere valanghe di condanne per delitti che in Germania porterebbero a dimissioni obbligate ben prima di arrivare a sentenza. E perchè nessuno dice niente? Perchè sono tutti complici, vogliono che Berlusconi e la mafia distruggano quel poco che rimane della potenza industriale (non a caso Berlusconi non produce niente, è completamente estraneo al mondo dell’impresa industriale, con buona pace dei milioni di piccoli industriali che l’hanno votato per anni, e adesso si godono lo strameritato fallimento di massa) di quella che fino al ’96 era la quinta potenza mondiale.
    Altro che poteri forti antiberlusconiani!

  • purtroppo l’atteggiamento trufaldino e la possibiltà di mettere in difficoltà e a disaggio una persona prevale sul buon senso e la rex pubblica [)-: non è una diffesa a b. è solo un atteggiamento nazionale in tutta la popolazione tranne rari casi e realta :-(] b. dalla sua posizione di forza è riuscito a rivaltare anche questo concetto.
    la sua vicenda ormai è cosa da psicologhi e giuridica che avvelena le possibilità della disputa politica per salvaguardare l’interesse nazionale, quindi opacità su riforme e dilazioni.

    se i bilanci del ENI un giorno saranno sul pil francese, per i dipendenti eni poco male finché restano dipendenti eni, la borsa di milano è di proprietà inglese e nessuno si lamenta, finché rimane a milano

  • @Gerardo
    Benvenuto tra noi sulla Terra nell’era contemporanea, cioè nell’età anglosassone. Le faccio notare che già nella primavera-estate del 1789 la lira francese subì un apprezzamento di oltre il 30% rispetto a quella sterlina, nonostante il nuovo trattato capestro avesse aumentato le importazioni dall’Inghilterra e negli ultimi due anni i banchieri britannici avessero già accumulato molta valuta francese. Che cosa ci dovevano fare con tutte quelle livres? Comprarsi la Francia? Sì, proprio così. Tant’è che il re di quel Paese si ritrovò presto a dover chiamare truppe mercenarie straniere, perché non si fidava più dei suoi comandanti. Figuriamoci: dalla padella alla … ghigliottina!
    Oggigiorno se Ella avesse tempo di analizzare gli sviluppi sullo scacchiere asiatico, scoprirebbe un’incredibile correlazione con l’impennata generalizzata di tutti i tassi di interesse sui titoli pubblici europei dell’autunno 2010, la prima della storia dell’euro, e preparatoria allo spread. Poi, l’11 Luglio 2011, è iniziata l’apertura a ventaglio degli stessi andamenti, mentre in Asia centinaia di innocenti passeggeri iniziavano a saltare sulle bombe poste sui binari. Se laggiù si intimidiva l’avversario, qua si iniziava a dare le pagelle ai vassalli europei e a separare (veda appunto il ventaglio degli andamenti dei titoli) i Paesi “laboriosi” dalla “teppaglia neolatina” ovvero dalla “truppa dei maiali (PIGS)” ovvero dalla “carne prescelta per il grande macello” (d’altra parte questa volta è lei quella numericamente più imponente fra i sudditi). E Germania e Francia? Tacciono perché sanno già il loro ruolo. La prima in fabbrica a produrre e la seconda al fronte, ma alle spalle dei sudamericani e dei PIGS. I privilegi non si discutono con il padrone, ne tantomeno con gli sfigati di turno.

  • “Berlusconi ha tentato di renderla emancipata, ecco il suo vero crimine.”
    ““Sono d’ accordo con gli Usa ancora prima di sapere da che parte stanno” (questo è l'”emancipatore”, tessera 1816 della nota associazione indipendentista P2, legata a filo doppio a tutte le stragi di stato, e riciclatore di soldi dell’altra nota organizzazione indipendentista Cosa Nostra, quella che mise la bomba che fece saltare per aria quel servo degli americani di Mattei).

  • Noto che il furore anti berlusconiano, scende come un velo sulla mente dei partecipanti al dibattito, che lo coprono di insulti e auspicano una morte civile e un linciaggio pubblico, non solo mediatico, di fatto già in atto. Storicamente è compravato che gli anglofrancesi, mai hanno tollerato un Italia forte e autonoma, sia economicamente, che politicamente. Entrambi hanno sempre complottato e condizionato la nostra politica e contrastato la nostra economia,relegando all’Italia, un ruolo internazionale di vassallo.Berlusconi è stato liquidato politicamente, dai poteri forti compresi gli USA, nel momento in cui ha giocato internazionalmente le carte di Gheddafi e Putin, nemici dichiarati dei poteri forti, che non hanno mai gradito nè l’uno nè l’altro, per le loro scelte economiche autonome. A meno che non si creda agli scandali sessuali,montati a posta, per sputtanarlo.Poi vi è chi cita il fatto che Casa Pound, avrebbe votato per Berlusconi. Ora se c’è un movimento antagonista e visceralmente antiamericano è proprio Casa Pound;mentre se c’è un capo di governo filoamericano è proprio Berlusconi; non scordiamoci che è stato decorato con una medaglia dal congresso USA, riunito in seduta plenaria.Senza dimenticare tutto lo sterco statunitense, che le sua televisioni da decenni, hanno fatto ingoiare, a viva forza agli italiani.Poi un capitolo a parte meriterebbe il suo dichiarato sostegno a Israele, che lo hanno da sempre caratterizzato, infatti a Tel Aviv, era considerato un fedele alleato, sicuramente lo rimpiangeranno.

  • professore che bello: ha il sito infestato da casapoundini,che come i tipici casapoundini hanno una fifa matta di dire quello che pensano, ma quando gli tiri fuori le cose di bocca si inizia a intravedere qualnta è bella questa bella gente, che fanno gliamericani e poi utilizzano tecniche di marketing sviluppate negli usa per accalappiare i giovani mentecatti che prima di confluire in forza italia giocano a fare gli alternativi a colpi di cartoni animatie fumetti. poi crescono, finisce il tempo delle cazzate e votano berlusconi. che vita di merda, vi compiango

  • e insomma, per far quadrare il cerchio, come mussolini lo hanno messo su gli inglesi, belusconi lo hanno messo su gli atlantici, mentre casapound l’ha messa su l’atlantista veltroni (che regala sedi ai fascisti ed elezioni a belusconi: tanto non è roba sua). ma andate a nascondervi

  • “Berlusconi è stato liquidato politicamente, dai poteri forti ”
    il “liquidato” è stato al governo col suo partito ININTERROTTAMENTE negli ultimi 6 anni, e in 5 dei 7 anni precedenti.
    Quando vorrà discutere del mondo reale, e non delle sue fantasie, ci faccia un fischio.

  • Carissimo Giandavide, visto che è un concetto che pare tu faccia fatica a far tuo (fa male, lo sappiamo…) ti ricordo che Casapound è un movimento di ESTREMA DESTRA che sorpassa a sinistra i “piddini” di tutta Europa.

    Un’aberrazione come quella berlusconiana ha trovato elettorato spesso solamente in contrapposizione a questo aborto post-ideologico come quello della xenofobia piddina.

    http://www.ilmoralista.it/2013/08/15/il-neonazismo-tecnocratico-paradossalmente-fa-proseliti-a-sinistra/

  • per me sia i casapoundini che veltroni (che gli ha dato la sede) sono dei pidiellini travestiti: fascismo si, ma aggiornato alle minchiate del nuovo millennio. tanti auguri con la vendita delle magliette e degli adesivi “non conformi”

  • tutti i militanti di sinistra sono del pdl, e quindi gli unici non pdl sono quelli di casapound che però hanno generalmente votato pdl alle scorse elezioni. accidenti, questa è proprio una perla di fine logica deduttiva. comunque ricordo che veltroni ha dato la sede a voi, non a me, quindi al massimo èamico vostro, non certo mio.

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