I corrotti e la lobby gay in Vaticano: la spallata di Bergoglio.

Cappuccino, brioche e intelligence n° 37

Un sito cileno vicino ad ambienti ecclesiali, ha dato la notizia che Papa Francesco, ricevendo la delegazione dell’associazione dei religiosi e delle religiose dell’America Latina, avrebbe ammesso che in Vaticano, ed in particolare nella segreteria di Stato, esiste una lobby gay che, unitamente a quanti realizzano illeciti guadagni, rappresenta il maggiore ostacolo alle riforme che agli avrebbe in animo di fare. Ed avrebbe aggiunto “Vedremo cosa sarà possibile fare”.

La sala stampa non ha smentito la notizia in sé clamorosa, limitandosi a dire che non ci sono verbali perché si trattava di una udienza privata, per cui si tratta di ricostruzioni a memoria di qualche partecipante che non riferisce le parole del Pontefice alla lettera.

Va bene, può trattarsi di una trascrizione imprecisa, forse errata, ma una cosa come l’ammissione dell’esistenza di una lobby gay in Vaticano o uno se la inventa di sana pianta (ma qui la smentita non c’è) o, al di là delle parole con cui è stata detta, non è una di quelle cose che possono venir fuori da un ricordo confuso. Una lobby gay ed una cordata di corrotti o c’è o non c’è e non è una minuzia su cui uno non fa mente locale, se detta dal Papa.

Dunque, è realistico pensare che Bergoglio la cosa l’abbia davvero detta e senza troppi fronzoli. Anzi, pare che abbia parlato anche della Segreteria di Stato come posto in cui entrambe le lobbies sarebbero annidate (“Buongiorno Tarcisio!”).

Peraltro, la reazione del portavoce ufficiale è così fiacca, rispetto all’entità del fatto, che si capisce benissimo che non solo la cosa è stata detta, ma anche che il Papa voleva che uscisse dalle mura leonine e si indirizzasse -come dire?- Urbi ed Orbi. Infatti è semplicemente impensabile che una agenzia cattolica possa dire una cosa del genere, attribuendola al Papa, senza sapere di poterla dire. In sé la cosa non è affatto una novità: di cordata Gay parlarono già “I millenari” in uno dei primi volumi. E la cosa è poi costantemente tornata nelle “cronache vaticane non autorizzate”: nei libri di Nuzzi ed in particolare nel secondo, fatto sui documenti di “Vatileaks”, su cui Ratzinger volle una commissione di inchiesta cardinalizia che consegnò una ponderosa relazione sui suoi lavori, poco prima delle dimissioni del Papa, sulla quale sono circolate molte indiscrezioni che, appunto, confermavano l’esistenza della lobby gay. Ed altrettanto si può dire in tema di corruzione.

Però ora c’è il timbro del Papa ed tutta un’altra cosa. Ma perché Francesco ha scelto di dare pubblica conferma di un dato non certo comodo per la Santa sede? La risposta, probabilmente, sta in quel “Vedremo cosa si può fare”.  In tono minore e, quasi distratto, è l’ammissione di uno scontro aperto fra il Papa e la Curia. Il giorno dopo il Corriere della Sera riportava una decisione del Papa di intervenire sullo Ior già entro luglio. Poi, altri tre giorni dopo, è arrivata la nomina di Monsignor Battista Ricca quale Prelato allo Ior. Ricca è ritenuto un fedelissimo dei Bergoglio ed è il direttore della casa di Santa Marta, dove lo stesso Papa ha preso alloggio stabile; curioso, vero? Chissà se dietro la decisione del Pontefice di non andare a vivere nell’appartamento papale c’è solo il bisogno di compagnia di cui ha fatto cenno. Forse è un bisogno di buona compagnia…

Poi, contestualmente, è stato annunciato un rapido riordino della Curia.
La logica che traspare è la seguente: già durante l’ultimo periodo di Wojtila, la Curia era andata conquistando sempre maggiore spazio ed autonomia rispetto al Papa. Poi, con Ratzinger (della cui debolezza non c’è bisogno di dire), la Curia ha reso la figura del Papa poco più che puramente simbolica e relegata a ruoli di mera rappresentanza, mentre il governo reale della Chiesa e della Santa Sede era esercitato dalla ristretta oligarchia curiale. Le dimissioni di Ratzinger hanno fatto saltare il gioco ed il Conclave, come tutti hanno osservato, si è risolto in un furibondo scontro Curia contro tutti e la Curia ha perso. Ma l’elezione di Bergoglio non ha chiuso la partita e si avvertono i colpi di una lotta sorda che cerca di fermare le innovazioni promesse dal nuovo Papa: non è stato programmato alcun viaggio del Pontefice all’estero, prosegue lo stallo dello Ior  mentre le carte di credito vaticane sono bloccate da gennaio, il collegio degli otto cardinali formato da Wojtila per riformate la governance della Chiesa non risulta essersi riunito una sola volta in tre mesi, gli incarichi di Curia sono fermi, il Papa appare sempre più solo nelle sue uscite, nel silenzio gelido di tutta la Curia.

Una sorta di assedio silenzioso cerca di paralizzare il Papa che, per parte sua sta cercando si sbloccare la situazione con una spallata.  E quel “vedremo cosa si può fare” fa intendere che siamo ad un braccio di ferro appena iniziato.

Aldo Giannuli

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Comments (16)

  • Sì, devo dire che appena saputo che Bergoglio non sarebbe andato, almeno subito, ad abitare nell’appartamento papale, non ho potuto non pensare che temesse di essere ucciso come forse è avvenuto per papa Luciani: come dire, non si tratta solo di buone compagnie, ma proprio di sopravvivenza fisica…

    • e forse non solo paura fisica. Ad esempio, può essere molto fastidioso essere ascoltati durante una coinversazione risercvata. Oppure avere gente che, con la ascusa delle pulizie, caccia il naso nelle tue carte, come è già accaduto. Ti pare?

  • Magari di lobby gay e di questioni simili Bergoglio può aver discusso con Ratzinger quando i due si sono incontrati privatamente a Castel Gandolfo, per discutere di alcuni documenti che il secondo ha consegnato al primo.

    P.s. a proposito di buona compagnia, anche l’enciclica scritta a quattro mani con Ratzinger potrebbe essere indicativa della ricerca di un qualche sostegno, umano e non?

  • L’abitare al santa Marta fin dall’inizio mi e’ sembrato un modo per avere piu’ liberta’ di manovra e meno controllo. Magari e’ stato un consiglio del papa uscente o del suo segretario.

    A rischio di apparire ingenuo, quello che non riesco a capire e’ perche’ sia cosi’ difficile sbloccare la situazione attuale, essendoci la volonta’ del papa, la sua determinazione ed una certa chiarezza di idee.

    Vittorio Messori ha espresso opinioni abbastanza critiche sull’attuale papa, ufficialmente per il suo proposito di intervenire sullo IOR.

    Posso pensare che insieme ai mascalzoni ed ai ricattati, ci sia una corrente conservatrice molto coriacea, e che i fronti innovazione/conservazione si dividano (anche) su fratture ideali.

    Cosa ne pensa il Prof. Giannuli?

  • gentile prof. giannuli, so che non è la sede appropriata ma gradirei una suo commento o intervento ad hoc su questa notizia “La crescita drogata dalle attivita’ di credito non reggera’ e il problema di una sovracapacita’ strutturale potrebbe provocare una deflazione alla giapponese”. Questo l’avvertimento del direttore dell’agenzia di rating Fitch a Pechino, Charlene Chu.
    Nelle dichiarazioni rilasciate al Telegraph, l’analista ha osservato che “non c’e’ alcuna trasparenza nel sistema bancario correlato e il rischio di una crisi sistemica sta aumentando progresivamente. “Non sappiamo chi sono i debitori, chi sono i creditori e quale e’ la reale qualita’ degli asset”.
    I prestiti a rischio pignormaneto delle banche rappresentano solo l’1%, ma i dati ufficiali nascondono una verita’ scomoda. I fondi pensione, quelli offshore e speculativi, cosi’ come altri veicoli di investimento irregolari costituiscono oltre la meta’ del nuovo credito.
    “Cio’ significa che gran parte dell’espozione del sistema bancario all’immobiliare non e’ messa a registro come mutui o prestiti immobiliare”.
    con stima e cordialità makno

    • makno: ne parliamo la prossima settimana. Per ora mi limito ad osservare che non c’è sessuna novità: è la situazione che ha portato al crollo del 2008 e che non è mai cambiata perche nessuno ha mai cercato di cambiarla davvero.

    • Pietro Speroni: sulla carta è come lei dice, ma in realtà il governo della Chiesa si è sempre retto su tre gambe: il Papa (che rappresenta il principio monarchico), la Curia (che rappresenta l’elemento oligarchico) e l’episcopato residenzale (che rappresenta quello democratico). D’akltra parte anche nelle monarchie assolute il re doveva fare i conti con la Corte.

  • Papa Luciani era molto malato quando fu eletto. Inoltre è vero come dice il prof. che un sacerdote prima di venir nominato ha una ideologia e dopo la nomina a papa le cose cambiano, tuttavia si sapeva a grandi tese che tipo era papa Luciani.

  • lobby gay e mafia vanno a braccetto perchè la prima è estremamente ricattabile e la seconda sui ricatti basa i suoi affari , mi pare perfetto.

  • Roma, 11 giu. (Adnkronos) – “Nella Curia c’e’ gente santa, veramente c’e’ gente santa. Ma esiste anche una corrente di corruzione, anche questa c’e’, davvero. Si parla di ‘lobby gay’, ed e’ vero, e’ li’…dobbiamo vedere cosa possiamo fare…”. Sarebbero queste le parole pronunciate da Papa Francesco nel corso di un incontro pochi giorni fa con i rappresentanti della Confederacio’n Latinoamericana y Caribeña de Religiosas y Religiosos (Clar), secondo quanto riportato dal sito cileno ‘Reflexion y Liberacion’.

  • mah io trovo l’utilizzo del termine “lobby” abbastanza fuorviante: una lobby degna di questo nome dovrebbe essere in grado di influenzare l’ente in cui è impiantata per raggiungere i suoi fini. bene. risulta a qualcuno che la chiesa abbia aperto in qualche modo agli omosessuali, grazie alla “regia occulta” della “lobby gay”? a me no, quindi come lobby mi risulta che la “lobby gay” non conta un cazzo, al contrario di altre lobby ben più adatte a questa denominazione. poi non è nemmeno detto che il papa abbia pronunciato esattamente la parola lobby. non credo che bergoglio si sia accorto solo ieri che esistono i gay, e probabilmente si tratta di manovre circostanziate per isolare la curia e certi elementi tradizionalisti.
    d’altra parte misseri ha citato poco tempo fa il sito d’incontri per preti gay, che era pure presente dal 2007 e sul quale scrivono pure i tridentinissimi lefeviani, e sembra che l’argomento sia tornato in auge. e i casi sono due: oltre alla strategia di attacco alla curia, potrebbe essere possibile la preparazione all’apertura della chiesa ai gay. e non per la lobby, ma perchè i gay sono tanti e sono mediamente più devoti degli etero: per quanto tempo potranno ignorare una fetta di mercato così grossa?

  • l’istituzione che condiziona troppo il papa sono i cardinali. Il Vaticano II dice che il potere del papa non deve essere disgiunto dal collegio episcopale, cioè il papa dovrebbe agire in comunione con vescovi, soprattutto attraverso i sinodi. Ora mi chiedo: Bergoglio, da quando è papa, ha appreso diverse cose che prima non sapeva. Dovrebbe chiedersi: come mai prima non sapeva o non voleva sapere? Ne aveva non solo il diritto, ma anche il dovere! Secondo: cosa stà facendo per coinvolgere, su questi problemi, i vescovi e cosa stà facendo per lasciarsi coinvolgere da loro? Non penserà mica di rivolvere tutto da solo! Lo stesso ragionamento vale per i vescovi nei confronti dei preti e dei preti nei confronto dei laici. Ormai è impensabile una riforma calata dall’alto e basta.

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