Grande vittoria: il compagno Vendola torna con noi! ….che tristezza ragazzi!

Grande vittoria: il compagno Vendola torna con noi!
….che tristezza ragazzi!

Si legge sulla stampa della storica decisione di Sinistra Ecologia e Libertà (il gruppo di Nichi Vendola) sta decidendo di tornare a fare cartello elettorale con Rifondazione Comunista e gli altri della “Federazione anticapitalista”. Ferrero esulta e si prepara a riabbracciare l’antico compagno.
Nel 2008, subito dopo la batosta elettorale e prima ancora che fosse indetto il congresso del partito che culminò nell’epico duello Vendola-Ferrero, scrissi una lettera a diversi dirigenti del partito (cui mi ero reiscritto, proprio a causa della sconfitta, per cercare di contribuire a salvarlo). In essa facevo questa semplice considerazione: nello schieramento dell’Arcobaleno  erano emerse due distinte aree politiche: una comunista, a dominante anticapitalistica (mezza Rifondazione e il Pdci) da un lato e una più genericamente libertaria ed ecologista (mezza Rifondazione, Verdi e Sd) dall’altra. Era evidente che si trattasse di due progetti politici diversi, forse alleabili, ma comunque diversi.

Ne deducevo che non aveva senso tentare di tenerli nello stesso contenitore, a costo di una rissa permanente per la consuista di ridicoli “posti di potere” che ormai erano solo macerie fumanti. Per cui proponevo una separazione consensuale delle due anime di Rifondazione, senza veleno ed acrimonia, in modo che ciascuno potesse dedicarsi al proprio progetto, per poi tentare un accordo elettorale  alle europee, motivato dalla prevedibile clausola di sbarramento che già si annunciava. Aggiungevo che, in caso diverso, si sarebbe andati ad un congresso-rissa e, dopo un periodo di coabitazione forzata e di aggressioni reciproche, saremmo andati lo stesso alla scissione: E l’accordo elettorale sarebbe stato a quel punto improponibile per il veleno accumulato.

Alcuni dirigenti (fra gli altri Alberto burgio e Giovanni Russo Spena) ebbero la cortesia di rispondermi, spiegandomi che la scissione sarebbe stato il peggiore dei mali da evitare come la peste, che bisognava tenere unito il partito eccetera eccetera, secondo la ben nota liturgia della Terza Internazionale in edizione fumetto.
Quel che è seguito lo sappiamo tutti:
– un congresso sguaiato con accuse di brogli, tesseramenti truccati ecc
– otto mesi di coabitazione da guerra civile con insulti quotidiani
– la puntuale scissione a febbraio
– una marea di compagni che se ne vanno disgustati (se non erro i tesserati a Rifondazione del 2009 sono il 60% circa in meno dell’anno precedente: dicesi sessanta per cento!)
– il mancato accordo elettorale, con due liste che ottengono oltre il 6% e bucano tutte due il quoziente.
Bel risultato vero?

Ora, Vendola, dopo aver coperto di altri insulti i suoi vecchi compagni (stalinisti, roba da astenteria neuro, ecc.), dopo qualche problemino nella sua giunta (le parole Sanità, Cosentino ecc. vi dicono nulla?), dopo essersi persi per strada la maggioranza dei verdi ed i socialisti, dopo che una parte dei suoi e degli Sd è andata nel Pd, essendo stato scaricato dal Pd, annuncia di voler fare l’”unità della sinistra” con Rifondazione ecc.
Considerato che alle europee Sel ha preso circa il 3% di cui presumibilmente un uno e mezzo di socialisti e verdi ora volatilizzati, che quella percentuale è “gonfiata” dall’eccezionale astensionismo di quella tornata elettorale, che una parte dei suoi elettori voterà Pd per la solita solfa del “voto utile” (che alle Europee non c’era), questo significa che possiamo stimare la ricca dote elettorale che porta alle nuove nozze con Rifondazione, intorno allo 0.55% (il prefisso di Firenze).

Rifondazione da parte sua, non ha saputo dire niente sulla crisi in atto, ha avuto una iniziativa politica di poco superiore allo zero, continua a spendere la maggior parte dei pochi soldi restati per mantenere funzionari che non si sa bene cosa facciano, ha varato una federazione con Pdci e Socialismo 2000 che è solo un manifesto espediente per evitare l’unificazione dei due partiti e questo per mantenere gli attuali equilibri correntizi che consentono la sopravvivenza dello zombie Ferreo alla “guida” del partito. I sondaggi parlano chiaro: se va bene si supera di poco il 2% nazionale.
Essendo iscritto a Rifondazione farò il mio dovere di votare per la lista, ma che tristezza compagni!

Aldo Giannuli, 11 gennaio ’10

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Comments (5)

  • Per me, ci sono tristezze in questa storia di molto più inquetanti.
    Io non sono un Buddha, tu non sei un Buddha, perchè dovrebbe esserlo Vendola che si è sforzato di governare al meglio e che quando parla è una voce rara tra i liquami della politica italiana.
    Le virgole mettiamole alla fine, sono molto importanti, ma per ora mettiamoci le braccia, l’intelligenza e..il cuore.
    Sì il cuore,nonostante lo scippo recente..
    sempretua

  • Carissimo professore Giannuli,
    comprendo benissimo la disciplina di partito,l’adesione a un progetto che in mancanza di altro sia comunque “qualcosa”Però tutto questo tempo,passione,energia,sforzo intellettuale,non dovrebbe essere al servizio della farsa come si nota in questo post.No?

  • Faccio solo alcune osservazioni, partendo dalla mia posizione di libertario di simpatie stirneriane. Rifondazione comunista è oggi, come sottolinea giustamente il Professore, una specie di ufficio di collocamento di funzionari, ultratrombati, sindacalisti in pensione, ex di qualsiasi partito morto della sinistra. Rifondazione dopo la fine del bertinottismo ha avuto un tracollo non solo in termini di voti, ma in termini di valori positivi, di spinta creativa. Si è scelto di abbandonare (anche se non formalmente) quel grande movimento basato su valori altermondialisti, umanisti, antiglobalisti, femministi, laici per puntare su una specie di conservatorismo operaista, da legarsi a doppio filo a un qualche abbozzo sconclusionato di filo-islamismo. Vorrei vedere una sinistra in Italia finalmente libertaria, fortemente antiglobalista, fortemente antifondamentalista, assolutamente allineata ad altri partiti anticapitalisti europei in una prospettiva di società aperta, internazionalista, rivoluzionaria. E invece che fa il Ferrero (ministro tra i più incolori del governo Prodi)? Brandisce la lancia di una nuova questione operaia(???ma quale?? quella degli operai che votano in massa Lega assieme ai loro padroni che delocalizzano in Cina, Polonia?). Non è tutto: invece di interessarsi e di impegnarsi per una nuova stagione di cultura altermondialista e individualista (partendo dai movimenti di Genova per esempio)continua ostinatamente a cercare una deriva islamista che nulla ha a che vedere con i valori di una sinistra libertaria che vuole cambiare la società non partendo dal dato oggettivo di un nuovo umanesimo delle libertà e dei diritti, ma barricandosi su posizioni che non esito a definire estremamente reazionarie. Le priorità sono la questione operaia(che non esiste nella misura in cui la descrive il compagno Ferrero, non esiste perchè l’operaio di oggi non è l’operaio fordista e nemmeno quello della Marelli degli anni 60, poi ci sono i sindacati di base trasversali che possono benissimo cavarsela senza confederali e partiti fasulli che si presentano ai cancelli solo quando fa comodo) e neanche l’integrazione religiosa caro Ferrero. Le priorità sono i diritti individuali violati, una giustizia (che la sinistra continua a incensare) che funziona come sempre solo per i tarocconi con le parrucche, di una sanità e di una scuola che sgretolano convinzioni e sogni delle fasce popolari del paese. Se preferisce il compagno Ferrero continuare ad andare in piazza con gli operai che votano per borghezio o con le associazioni integraliste islamiche( ma come fai a dirti laico??), gli faccio tanti auguri.

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