Governo: cosa farà Mattarella?

Un paio di settimane fa mi capitò di osservare, nel corso di un paio di occasioni Tv, che l’ipotesi di un governo del Presidente (o simili) non aveva probabilità alcuna di successo, a meno che non si producesse un evento imprevedibile e drammatico che rendesse impraticabili elezioni anticipare a breve termine. E feci l’esempio dell’esplodere di una grave crisi bancaria, di un attentato jhiadista in Italia o di un terremoto, eventi per i quali sarebbe apparso folle andare a votare e tenere il paese senza governo ancora per molti mesi durante una simile emergenza. Ora l’evento imprevedibile e drammatico si è verificato: la crisi siriana con il brusco peggioramento della situazione internazionale. I missili volano e noi non abbiamo un governo nella pienezza dei suoi poteri.

L’azione degli occidentali è stata circoscritta e molto calibrata, la reazione della Russia è misurata e, almeno per ora, tutta sul piano diplomatico, senza reazioni militari, per cui è possibile che la crisi, pur se gradualmente, stia già rientrando, ma, ai nostri fini questo non ha particolare importanza, perché si è spezzato un incanto, rotto un clima.

In primo luogo nessuno può dire veramente se la crisi stia rientrando o possa esserci a breve una nuova fiammata, e in mesi di tempo la situazione può precipitare di nuovo. E poi, c’è la crisi dei dazi, la situazione bancaria è tutt’altro che tranquilla e sta per scadere il quantitative easing, altre preoccupazioni possono venire dall’Ucraina, poi con l’estate potrebbero riproporsi gli sbarchi di immigrati sulle nostre coste.
Insomma, lo shock siriano ha cambiato lo scenario, il 4 marzo è improvvisamente diventato lontano ed il teatrino delle consultazioni infinite irrita tutti. In questo quadro, non è pensabile che la liturgia delle consultazioni possa andare avanti a lungo e la scelta secca diventa fare comunque un governo o andare subito ad elezioni. Ma, a questo punto, o Lega e M5s trovano una quadra nel giro di due giorni o il governo del Presidente diventa un’ipotesi tutt’altro che improbabile.

Sciogliere il Parlamento, anche a fare prestissimo, significherebbe votare nei primi di giugno, quindi rifare la solita trafila per l’insediamento delle Camere e l’elezione dei presidenti ed, anche nel caso uno dei raggruppamenti abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi in entrambe le Camere (quel che non è affatto sicuro), di avere un governo prima di fine agosto non se ne parla. Al tradizionale riflesso negativo verso le elezioni anticipare, si aggiungerebbe lo stato d’ansia che la crisi siriana ha prodotto: “E se in altri quattro mesi dovesse arrivare un’altra crisi?”.

Certo, si tratta di uno stato d’animo indotto e forse eccessivo, ma questo conta poco: chi si esponesse come quello che ha determinato le elezioni anticipate –magari nella speranza di migliorare la propria posizione- in questa situazione rischierebbe di vedersi presentare un conto piuttosto salato. Al Psi successe due volte (nel 1972 e 1976) e non solo non ebbe le avanzate che si riprometteva, ma andò indietro.

Sulla base di queste considerazioni è ragionevole pensare che Mattarella possa decidere di tagliare corto: niente terzo giro di consultazioni, niente pre incarichi o mandati esplorativi, ma direttamente incarico ad una personalità istituzionale (presidente del Senato o della Camera, ex Presidente della Corte Costituzionale o governatore della Banca d’Italia) per comporre un governo “neutro” (nel senso non di partito) da presentare subito alle Camere. A quel punto il cerino è nelle mani dei partiti: chi non vota la fiducia al governo si espone al rischio di essere individuato come quello che ha voluto le elezioni anticipate. Brutto affare.

E c’è di più: se l’Uomo del Colle dà l’incarico al Presidente del Senato mette nei guai la Lega: la Casellati è una berlusconiana di amianto, per cui è scontato il voto favorevole di Forza Italia, molto probabilmente quello del Pd che così torna in gioco, ed, a quel punto, il cerino è nelle dita di Salvini. Se dovesse votare no, significherebbe andare alle elezioni senza la coalizione con Forza Italia e, quindi, avere pochissime probabilità di vittoria, se non nessuna. Se dovesse votare si, sarebbe intrappolato in una maggioranza Lega-Fi, Pd che è esattamente quello che voleva evitare e, per di più senza neppure avere il governo.

Anche più perfida sarebbe la designazione del Presidente della Camera: Fico potrebbe non accettare, ma sarebbe ben magra figura. Poi dovrebbe comporre un governo non 5stelle, quindi andare a cercare i ministri fuori e, possibilmente, con ministri di gradimento Pd se non anche di Centro destra. Il M5s sarebbe costretto a votare la fiducia al suo esponente il cui successo sarebbe, a quel punto, nelle mani del Pd. Se Fico avesse la fiducia, Di Maio potrebbe scordarsi Palazzo Chigi per i prossimi lustri, inoltre, anche se il governo non fosse un governo 5stelle, l’elettorato metterebbe lo stesso sul conto del Movimento eventuali insuccessi e delusioni ed i conti si farebbero a maggio del prossimo anno, alle Europee.

Se, invece, non dovesse avere la fiducia, questo indicherebbe gli altri partiti come responsabili delle nuove elezioni, ma certificherebbe anche l’isolamento del M5s rispetto alle altre forze politiche e la difficoltà che possa giungere una volta al governo. Ed anche questo non è un buon viatico per le elezioni.

In caso di personalità “terza” (ad es un ex Presidenza della Corte Costituzionale) ci sarebbe il gioco del cerino fra i partiti per stabilire chi potrebbe essere più colpevole di altri delle nuove elezioni. Ed, in ogni caso, Di Maio e Salvini passerebbero alla storia come i condottieri dell’ “inutile vittoria”: quelli che hanno vinto ma non hanno saputo gestire la propria vittoria. Magari, a quel punto, smetteranno di dire “Abbiamo vinto noi” e passeranno al “Non abbiamo vinto noi”… Cose che capitano.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (15)

  • Io continuo a pensare ad una possibile ingerenza di Draghi, diretta o per interposta persona, su questa legislatura. E’ un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Con una simile empasse politica e i partiti tradizionalmente di governo sostanzialmente in liquidazione, ci sarebbero spazi e tempi più che sufficienti per un assestare un paio di mazzate alla previdenza e alla fiscalità (patrimoniale?) per assicurarsi quelle riforme strutturali che nessun politico oggi si assumerebbe la responsabilità d’immagine di proporre. E potrebbe proprio essere questa consapevolezza a garantire una fiducia a un esecutivo con il mandato di uccidere.

  • Il Presidente Mattarella , anche Lui filo-EUROpeista franco-tedesca tecnocratica ( meno di Napolitano ,ma tantè…) , preferisce il ” governo Gentiloni ” , non ha molta fretta di cambiare .
    Il Presidente Mattarella si adeguerà agli ordini di Monti ( o Chi per lui dall’estero ) : formare un Governo Coloniale (più o meno come quello attuale ) cameriere dell’U.E. & EUROzona .
    Quello che interessa maggiormente ai “Mattarella” ( leggi : Troika in senso lato) è il Ministero/Ministro delle Finanze (ed ovviamente il Presidente del Consiglio dei Ministri ) che deve essere ” EUROpeista affidabile ” alla Cottarelli ( economisti alla Borghi od alla Bagnai ce li potremo solo sognare ) .
    Ai “Sovranista patriota” ( Lega & F.lli di I.) concederà ad es. il Ministero degli Interni
    con la patata bollente dei problema degli sbarchi .
    In caso di nuove Elezioni il risultato , per la formazione del Governo , sarà più o meno uguale , con un leggero aumento dei partiti “sovranisti” (Lega & F.lli di I.) se si presenteranno senza Berlusconi , una diminuzione di F.I. e una diminuzione contenuta del PD ( lo zoccolo duro dei “privilegiati di Stato ” dovrebbe tenere ) ; per quanto riguarda il M5st. non lo so ,
    molto dipenderà dalla “informazione” delle TV & giornaloni di regime che attualmente
    nei loro confronti sono diventati tutti “obbiettivi” e quasi simpatizzanti .

  • Chissà perchè Fico dovrebbe fare un governo non 5stelle.
    Al contrario: nell’ipotesi molto poco probabile che ne avesse l’incarico, farà un governo con una forte presenza 5Stelle, affiancate da qualche personaggio fuori portata dei partiti.
    Naturalmente non avrebbe la fiducia, ma chissenefrega?
    Continuo a pensare che Gentiloni ce lo terremo, almeno fino alle prossime elezioni regionali. Poi si vedrà, ma anche in quel caso non credo che cambierà molto.
    Riandare al voto subito non servirebbe a nulla: forse cambierebbe qualche decimale a qualcuno, specie alla Lega che si mangerebbe un altro pezzo di FI, ma se non trovano il modo di far fuori Berlusconi (politicamente parlando, naturalmente), la situazione di stallo continuerà senza soluzione di continuità.
    Ergo, continueremo ad avere un governo dimissionario (Gentiloni) per il disbrigo degli affari correnti ma non solo (ha già preparato il prossimo DEF). E il Parlamento sta già cominciando a funzionare. E sembra che anche l’economia stia andando mica male; Insomma, un altro caso Belgio e Olanda.
    Per quale motivo poi la situazione siriana ci costringerebbe a fare un governo in fretta e furia, un governo purchessia, è un mistero: come se un eventuale governo italiano di quella fatta potesse davvero incidere qualcosa nella situazione internazionale.
    O vogliamo abboccare alla millanteria dell’ex-cavaliere, che dichiara di essere pronto a fare da paciere tra Trump e Putin?

    • si l’italia sta “crescendo” nella fantasia degli ingenui che vogliono crederci e nelle balle dei mass media. L’italia sta crescendo come la disoccupazione sta diminuendo conteggiando come occupati anche chi lavora un ora alla settimana. Questi sono i loro parametri di crescita…….bisognerebbe analizzarla bene questa crescita per veder se risponde a verità o se è fola (è fola per polli che ci vogliono credere….) …in un futuro non molto distante ci sarà l’amaro risveglio 😉

  • Carissimo la seguo sulla La7, e l’apprezzo per la sua chiara analisi politica sui fatti post elezioni.
    Ma io le sottopongo una mia analisi degli sviluppi per la formazione del prossimo governo, ebbene essendo un attento osservatore da anni dei 5stelle sono propenso a profetizzare che loro non faranno parte di alcuna prossima maggioranza, si faranno escludere, faranno le vittime, grideranno al complotto, e useranno principalmente la Camera , avendo anche come presidente Fico, per fare la politica usando le Tv che li ha finora premiati, e li premierà anche nelle prossime elezioni fino a superare il non lontano 51. Sono anni che penso siano un movimento sovversivo,
    Quando Grillo disse “Noi vogliamo distr….cambiare questo sistema” disse proprio ciò che faranno, distruggeranno la Democrazia classica. Basta parlamento, basta votazioni, basta partiti, basta giornalisti, basta libero pensiero, basta lavoro, basta economia, basta ecc. ecc.. Ma non dicono apertamente con che cosa, ma si è capito benissimo, basta vedere come controllano i loro neo parlamentari o i loro neo ministri, sono con il bavaglio alla bocca, pena l’espulsione, sono come truppe pronte all’assalto, basta dare loro l’ordine di screditare anche il poco di buono che è rimasto in politica per conquistare la maggioranza deli elettori. La ringrazio per l’attenzione e affettuosi saluti.

  • Sempre ampia ed articolata la sua disamina, a tratti pure acuta ma, almeno sembra a me che ho un pallino svelatamente complottista, sembra che manchi di considerazioni sotterranee. Il siparietto delle ultime consultazioni mi ha insinuato dei pensieri e delle conseguenti meditazioni: la conta mimata del Berlusca (penosissima, è vero ma molto, molto… mediatica) mentre il Salvini continua imperterrito a leggere il dettato, compreso il ricordo di una figuraccia internazionale, la Meloni reduce del battibecco dietro le quinte provvidenzialmente (!) ripreso dalle telecamere, scazzata; Di Maio che, con il candore e l’ingenuità del rappresentante di classe appena consolato dal preside, dichiara ostinato di “non capire” il perché del diniego all’intesa col suo omologo dell’altra sezione. Ovvio che Salvini si accorge della sceneggiata, ovvio che Di Maio capisce le resistenze: tutti e due invitano noi ad accorgersi dei ricatti mortiferi che sono posti in essere. I dossieraggi del passato sono pronti anche per il presente, e Salvini ha già assaggiato in anteprima qualcosa del genere qualche settimana fa. Le uniche barriere che hanno saputo mettere, sia Di Maio che Salvini, sono costituite dai perentori e irrinunciabili “no”, assolutamente sovrapponibili tra loro nella modalità e nell’intensità, a Berlusconi, per l’uno, e al PD per l’altro in modo tale da rendere impraticabili gli unici rimescolamenti alternativi. Quindi sarà nella logica consequenziale che né per Fico né per Casellati… ci sarà trippa per gatti. Ma per qualsiasi altro non schierato che definisca “contrattualmente” 3-4 punti, compresa la legge elettorale nuova e adatta alle due forze principali, sarà gioco facile col voto più o meno palese di chi avrà interesse, a qualsiasi titolo, a traghettare la presente legislatura verso altri lidi di maggiore consistenza parlamentare. Concludo continuando ad evidenziare come stiano benissimo insieme Salvini-Di Maio anche senza sedere al tavolo dello stesso governo: avete visto che sintonia perfetta, che tandem collaudato in occasione della spedizione punitiva in Siria? Uno dichiara fedeltà assoluta alle alleanze atlantiche, l’altro si fa portavoce dei buoni diritti putiniani; e tutti e due per il bene dell’Italia. Se continuasse anche così, sapremmo incassare dei punti internazionali ai quali non siamo più abituati da tempo. Un colpo al cerchio e uno alla botte, se ben assestati e nei tempi giusti, darebbero una considerazione internazionale all’Italia che nessun governo ben definito saprebbe offrire.

  • OT (ma non più di tanto )

    Intanto i vertici del M5s subito dopo le elezioni si son cambiati il programma proposto e aprovato dalla base. Lo hanno amesso dicendo che il precedente era provisorio e che quindi è stato aggiornato (almeno cosi mi è sembrato di capire )..

    Quindi si propone un programma (sottinteso provvisorio ) alla base …che lo approva… dopodiché ottenuto il consenso e la vittoria su quel consenso …si cambia totalmente (ops pardon…lo si aggiorna ;-).

    http://www.repubblica.it/politica/2018/04/17/news/m5s_rimossi_i_programmi_votati_dagli_iscritti-194089246/

    altroché democristiani…………..

    affamati di potere peggio dei peggior democristiani, simil tergiversatori, uno vale un caxxo —>> uno vale tutti e zitti, si alla Nato e a tutto cio che fa, si all’euro , si alla UE, si hai Mercati Finanziari (di cui bisogna “tener conto molto e non poco “…a sentir Di Maio…)…poi da “padrone” il Di Maio si rivolge indifferentemente alle due forze politiche indifferentemente …una totalmente sconfitta ed l’altra la vincitrici numerica visto che la Coalizione è un entità politica unica prevista dal nostro sistema (differenze interne ma un programma sintesi in comune ..su cui hanno votato gli italiani )….questo sarebbe il partito del “cambiamento”….
    Salvini è meglio che non si impelaghi con questi qua…che facciano un governo M5s+Pd…..è tutta salute della Lega Italia (futura maggiore unica entità politica di destra )per il dopo…

    Lascino il M5s/PD (che son lo stesso ceppo ) a devastar l’Italia: il dolore rinsavisce………

    lega all’opposizione (è meglio )

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