Il gioco internazionale di Renzi tra Washington, Mosca e Tel Aviv

Nel giro di una decina di giorni, Renzi ha:
– deciso l’invio di un contingente di 400 uomini in Lituania
– reso visita ed omaggio ad Obama per riceverne la paterna benedizione
bloccato le nuove sanzioni contro la Russia sostenute dalla Merkel
– sostenuto un vigoroso contrasto con la Ue tanto sulla questione dello sforamento di bilancio quanto sulla questione degli immigrati
– fatto il muso duro con Londra sulla questione della Brexit
incassato l’appoggio referendario dell’internazionale “socialista”
– preso nettamente le distanze dalla delibera Unesco su Gerusalemme (che in effetti è una vera porcheria)

Un grande attivismo, non c’è che dire, ma vale la pena di spendere qualche parola sul significato di passi la cui coerenza sfugge a prima vista.

Infatti, da un lato ribadisce il tradizionale allineamento con gli amici di Mosca e di Tel Aviv (in perfetta continuità con l’eredità berlusconiana), dall’altro si imbarca nell’avventura militare ai confini della Russia. Che coerenza c’è fra le due cose. Poi: ripete il mantra “ce lo chiede l’Europa” per sollecitare il Si alla riforma costituzionale ed incassa l’appoggio dei socialisti europei, ma insieme attacca briga con la Merkel e con la May, fa il capitan fracassa contro la Ue sfidandola (per il tramite di Padoan ) a scegliere fra Italia ed Ungheria. Anche qui, sembra di essere in presenza di uno spericolato gioco funambolico. Ed in effetti di ciò si tratta.

Renzi resta ancorato alla sua politica filo Mosca e filo Tel Aviv, ma è alla vigilia di un referendum molto rischioso, per cui non ha nessuna intenzione di mettersi contro gli amici d’oltre atlantico: ecco perchè va a fare visita al padrone, facendosi precedere dal grazioso dono di 400 uomini per il Baltico, in perfetta sintonia Nato, ed incassa lo Yes del tardo Obama.

Poi strizza l’occhio all’americano in tema di politica dell’austerità per fare uno sgambetto ai tedeschi ed avere, implicitamente, un appoggio sulla questione dello sforamento, però cerca ed ottiene tutti gli appoggi europei (ultimo quello dei “socialisti”) per il referendum, sapendo che tutti, da Obama agli eurocrati vogliono una vittoria del Si non per amor suo o perché rapiti dalla folgorante bellezza della sua riforma, ma perché la Santa Alleanza delle elite dominanti, dopo la Brexit, vedono come la peste un nuovo referendum che sconfessi un governo in carica. Per cui, lui sfrutta il vantaggio di posizione, continuando i suoi soliti giochetti del piede in due scarpe. E, se occorre, anche tre scarpe.

Una politica che non ha disegno strategico ma è fatta di molta tattica. Un gioco astuto più che intelligente, da consumata volpe pronta ad inserirsi in ogni fessura che gli si apra.

Mi ricorda un altro politico italiano, molto astuto, che si dilettava nella politica dei due forni all’interno ed all’esterno, come si disse “della moglie americana e dell’amante libica”. Una vecchia volpe della politica italiana che qualcuno avvertì: “Tutte le volpi, prima o poi, finiscono in pellicceria”. E, in effetti, dopo Sigonella e dopo Gladio, la moglie americana decise di mandare in pellicceria il fedifrago e gli fece ben bene la pelle.

Mi sfugge il nome del politico in questione, però ho ben presente che era molto, molto più furbo del nostro Renzi, ma finì lo stesso in pellicceria. Attento Matteo!

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (24)

  • ??? Renzi avrebbe una tattica? Io la chiamerei navigazione a vista. Il Bomba non ha neanche un obiettivo, una strategia di politica estera (come non ce l’ha di politica interna ed economica), come fa ad avere una tattica?
    E mi piacerebbe sapere perchè la delibera Unesco sarebbe “una porcheria”… A mio parere è ineccepibile, una porcheria è il servilismo di Renzi nei confronti di Israele.

  • La volpe di Sigonella, dopo il fattaccio, aveva ottenuto di parlare davanti al Congresso americano con tanto di standing ovation; ma questo perchè l’Italia durante la Guerra Fredda aveva un minimo di potere contrattuale e qualche concessione riusciva ad ottenerla.
    Adesso il povero Renzi può agitarsi fin che vuole, ma nella catena di comando occidentale noi penzoliamo in fondo alla gerarchia degli Stati.
    Deve sottostare ai diktat angloamericani, che temono il collegamento tra l’Europa occidentale e la Russia e in più devono far lavorare il loro gigantesco impianto militar-industriale inventandosi nuovi e improbabili nemici.
    Allo stesso tempo subisce le pressioni dei piccoli “poteri forti” italiani, che stanno perdendo denaro per via dell’embargo alla Russia e deve mostrare di darsi un pò da fare per salvare il posto di lavoro.
    Robetta rispetto al caos borsistico-militare prossimo venturo.

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    Tenerone Dolcissimo

    la Santa Alleanza delle elite dominanti, dopo la Brexit, vedono come la peste un nuovo referendum che sconfessi un governo in carica
    ***
    Secondo me la vera spiegazione è che con la deforma la UE entra in costituzione e, quindi, va a farsi friggere la giurisprudenza costituzionale secondo cui la costituzione prevale sui trattati UE e, quindi, dl 5 dicembre, se vince il SI il simpatico etilista comanderà direttamente in Italia sena più nemmeno darsi la briga di scegliere il quisling giusto

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        Tenerone Dolcissimo

        Sotto ho risposto nel merito e in via generale. Mi scuso se tarderò a quotare un intervento di BARRA CARACCIOLO o MORI o PALMA che apertis verbis et clarius confermi quanto da me riferito.
        Mi limito ad una piccola ed ulteriore considerazione. Se domani la UE emanasse una direttiva che regolamenti il pubblico impiego e, al suo interno, vietasse l’accesso alla dirigenza statale ai cittadini di razza ebraica, pensi che questa norma prevarrebbe sul principio di uguaglianza della nostra costituzione???? Questo dovrebbe essere sufficiente a far comprendere che la costituzione deve prevalere. Ovviamente deve prevalere ora PRIMA DELLA DEFORMA.
        Ma mi si consenta anche di osservare che nel momento in cui l’obbligo di rispettare i trattati UE venisse trasfuso nella costituzione -come vorrebbe Renzi su mandato di …. omissis ….- allora sarebbero cazzi, per usare un’espressione cara ai poeti stilnovisti. A quel punto la UE potrebbe anche obbligare le donne italiane a prostituirsi per trovare i soldi con cui salvare la Deutsche Bank.
        Estote parati fratres e non abbiate ritegno a far vedere che avete paura, perché avete ottimi motivi per essere terrorizzati.

    • guarda che è il contrario già dal 1984 la giurisprudenza della Corte dice che le norme Ue prevalgono ul testo ciostituzionale

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        Tenerone Dolcissimo

        Forse vi riferite alla normazione ordinaria.
        CORTE COSTITUZIONALE
        Sentenza n. 86/2012 (red. Criscuolo)
        …omissis….
        Le norme dell’Unione europea vincolano in vario modo il legislatore interno, CON IL SOLO LIMITE DELL’INTANGIBILITÀ DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE e dei diritti inviolabili dell’uomo, garantiti dalla Costituzione (ex plurimis: sentenze n. 102 del 2008; nn. 349, 348 e 284 del 2007; n. 170 del 1984)
        …omissis….

        Sentenza n. 288/2010 (red. Napolitano)
        … omissis …
        «nel sistema dei rapporti tra ordinamento interno e ordinamento comunitario, quale risulta dalla giurisprudenza di questa Corte, consolidatasi, in forza dell’art. 11 della Costituzione, soprattutto a partire dalla sentenza n. 170 del 1984, le norme comunitarie provviste di efficacia diretta precludono al giudice comune l’applicazione di contrastanti disposizioni del diritto interno, quando egli non abbia dubbi in ordine all’esistenza del conflitto. LA NON APPLICAZIONE DEVE ESSERE EVITATA SOLO QUANDO VENGA IN RILIEVO IL LIMITE, SINDACABILE UNICAMENTE DA QUESTA CORTE, DEL RISPETTO DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE e dei diritti inalienabili della persona» (sentenza n. 284 del 2007 e ordinanza n. 454 del 2006 ivi citata)”.
        …omissis….

        Ordinanza n. 454/2006 (red. Tesauro)
        …omissis….
        in base alla consolidata giurisprudenza di questa Corte, fondata sull’art. 11 della Costituzione – il giudice nazionale deve dare piena ed immediata attuazione alle norme comunitarie provviste di efficacia diretta e non applicare in tutto o anche solo in parte le norme interne con esse ritenute inconciliabili, ove occorra previo rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia ai sensi dell’art. 234 del Trattato CE; e, inoltre, LO STESSO GIUDICE PUÒ INVESTIRE QUESTA CORTE DELLA QUESTIONE DI COMPATIBILITÀ COMUNITARIA nel caso di norme dirette ad impedire o pregiudicare la perdurante osservanza del Trattato, in relazione al sistema o al nucleo essenziale dei suoi principi, nell’impossibilità di una interpretazione conforme, NONCHÉ QUALORA LA NON APPLICAZIONE DELLA DISPOSIZIONE INTERNA DETERMINI UN CONTRASTO, SINDACABILE ESCLUSIVAMENTE DALLA CORTE COSTITUZIONALE, CON I PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE ovvero con i diritti inalienabili della persona (sentenze n. 168 del 1991, n. 232 del 1989, n. 170 del 1984, n. 183 del 1973, n. 98 del 1965, ordinanze n. 536 del 1995 e n. 132 del 1990)”.
        …omissis….
        Sentenza n. 73/2001 (red. Zagrebelsky)
        …omissis….
        “L’orientamento di apertura dell’ordinamento italiano nei confronti sia delle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute, sia delle norme internazionali convenzionali incontra i limiti necessari a garantirne l’identità e quindi, innanzitutto, i limiti derivanti dalla Costituzione. Ciò vale perfino nei casi in cui la Costituzione stessa offre all’adattamento al diritto internazionale uno specifico fondamento, idoneo a conferire alle norme introdotte nell’ordinamento italiano un particolare valore giuridico. I “principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale” e i “diritti inalienabili della persona” costituiscono infatti limite all’ingresso tanto delle norme internazionali generalmente riconosciute alle quali l’ordinamento giuridico italiano “si conforma” secondo l’art. 10, primo comma, della Costituzione (sentenza n. 48 del 1979); quanto delle norme contenute in trattati istitutivi di organizzazioni internazionali aventi gli scopi indicati dall’art. 11 della Costituzione o derivanti da tali organizzazioni (sentenze nn. 183 del 1973; 176 del 1981; 170 del 1984; 232 del 1989 e 168 del 1991). E anche le norme bilaterali con le quali lo Stato e la Chiesa cattolica regolano i loro rapporti, secondo l’art. 7, secondo comma, della Costituzione, incontrano, quali ostacoli al loro ingresso nell’ordinamento italiano, i “principi supremi dell’ordinamento costituzionale dello Stato” (sentenze nn. 30 e 31 del 1971; 12 e 195 del 1972; 175 del 1973; 16 del 1978; 16 e 18 del 1982). Le norme di diritto internazionale pattizio prive di un particolare fondamento costituzionale assumono invece nell’ordinamento nazionale il valore conferito loro
        dalla forza dell’atto che ne dà esecuzione (sentenze nn. 32 del 1999; 288 del 1997; 323 del 1989).
        Quando tale esecuzione è disposta con legge, il limite costituzionale vale nella sua interezza, alla
        stessa stregua di quanto accade con riguardo a ogni altra legge. Sottoponendo a controllo di
        costituzionalità la legge di esecuzione del trattato, è possibile valutare la conformità alla
        Costituzione di quest’ultimo (ad esempio, sentenze nn. 183 del 1994; 446 del 1990; 20 del 1966) e
        addivenire eventualmente alla dichiarazione d’incostituzionalità della legge di esecuzione, qualora
        essa immetta, e nella parte in cui immette, nell’ordinamento norme incompatibili con la
        Costituzione (sentenze nn. 128 del 1987; 210 del 1986
        … omissis …

        Al piu’ presto quoterò da YT interventi in materia di persone ben più autorevoli di me. Chi non avesse pazienza di attendere può cercare filmati in cui appaia Marco MORI o Luciano BARRA CARACCIOLO.

  • la risoluzione dell’UNESCO rappresenta esclusivamente una condanna alle politiche neocoloniali e violente israeliane contro i siti sacri islamici a Gerusalemme e in Cisgiordania. La risoluzione, al contrario di quanto scritto, non nega i legami ebraici con il cosiddetto Monte del Tempio, non smentisce la stretta relazione dell’ebraismo con i luoghi sacri di Gerusalemme ed in particolare con il Monte del Tempio e il muro del pianto, anzi, esalta il retaggio ebraico, cristiano e musulmano della Città Santa e dei suoi luoghi. La risoluzione è stata oggetto di una smaccata manipolazione da parte della propaganda israeliana in cui molti sono cascati dando forza alle menzogne israeliane.

      • Professore buonasera!
        Il testo integrale, direttamente dal sito dell’UNESCO, è disponibile qui:
        http://unesdoc.unesco.org/images/0024/002462/246215e.pdf
        Per chi non masticasse l’inglese, ho trovato una versione in italiano qui
        http://www.globalist.it/world/articolo/207146/unesco-ecco-il-testo-integrale-della-risoluzione-quot-palestina-occupata-quot.html
        Mi sembra che a un certo punto abbia sdoppiato un paragrafo, perché con la numerazione dopo un po’ si trova avanti di un punto ma, a parte questo, mi sembra abbastanza fedele all’originale.
        Confesso che, nel rimandare al mittente le accuse di “allucinante” riferite a questo testo, mi sia fidato delle letture degli articoli di giornale e non l’abbia letto in prima persona. Ora l’ho letto tutto e riaffermo, con maggiore forza, che Renzi dovrebbe vergognarsi di quello che ha detto: l’ignoranza o, peggio ancora, la malafede, non possono minimamente scusare un giudizio del genere. Che gli israeliani conducano una politica scandalosa a Gerusalemme nei confronti di arabi e cristiani è un dato di fatto. Che provochino continui incidenti andando ad aggredire la zona della moschea di Al-Aqsa è un altro dato di fatto. Che se ne infischino del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite e dei suoi organi come l’Unesco, è un altro dato di fatto. Un testo che si limita a denunciare i soprusi in zone non sue, come da divisione territoriale per zone di culto di una città sacra alle tre grandi religioni monoteistiche, a elencare, in quei territori patrimonio dellì’UNESCO, le speculazioni edilizie tese a cancellare memorie scomode e a a impiantare hotel e centri congressi, ad accusare, quella che di fatto è una occupying power, di una politica intimidatoria nei confronti degli occupati e ostruzionistica nei confronti degli stessi esperti UNESCO, impossibilitati ad accedere alla Moschea e alle zone bisognose di urgenti interventi di restauro, a menzionare, non da ultimo, gli attacchi alle scuole e ai centri UNESCO nella striscia di Gaza: ebbene, definire allucinante questo testo è semplicemente vergognoso. Renzi si dimostra, come direbbero antiche parole penitenziali, “in pensieri, parole, opere e omissioni”, sionista al pari dei suoi amici americani. Il suo non è cerchiobottismo, è atlantismo che appare un po’ più centristico, moderato, soltanto perché all’ala estrema ci sono polacchi e baltici che, a parole, abbeverebbero già domattina i loro cavalli nella Moscova.
        A parole, dico, perché proprio questi Paesi hanno fatto e continuano a fare affari d’oro in quanto tramite fra l’Europa e Mosca. Quegli staterelli sul Baltico che si divertono a lanciare proclami e a fare esercitazioni militari CONTRO Mosca, sono gli stessi da cui passa la maggior parte del flusso camionistico di merci PER Mosca. Riga, Vilnius, Daugavpils e chi più ne ha, più ne metta: chiunque vende merci a Mosca ho ha la sfortuna di fare la mia vita in mezzo ai camion, sa esattamente che rotta fanno i camion che vanno a Mosca, sa esattamente il ruolo che questi staterelli ricoprono non solo dal punto di vista logistico-stradale, ma anche da quello doganale: interi camion contenenti le merci più disparate passano la dogana russa, per cui sono richieste certificazioni talmente rigide che renderebbero quasi impossibile ogni tipo di commercio, con “magie” degne del mago Silvan… e di cui i baltici sono maestri indiscussi. Ebbene, Renzi e il suo degno compare Gentiloni non sono neppure minimamente in grado di condurre un gioco del genere, non essendo riusciti a farlo fino a oggi. La frasetta contro le ULTERIORI sanzioni alla Russia non è esempio di equilibrismo, è solo, come già notato in un commento precedente, una foglia di fico dietro alla quale nascondere i propri fallimenti diplomatici e nel commercio estero: Hollande con la valigetta in mano a vendere i suoi Rafale a mezzo mondo, appare decisamente più bravo come piazzista. Un caro saluto.

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          Tenerone Dolcissimo

          Hollande è un’emerita testa di minchia, probabilmente inferiore non solo allo stesso Renzi, ma anche a quella pianta grassa chiamata Letta Jr.
          Ma Hollande è a capo di uno stato che, pur avendo ceduto di fronte alla UE, non ha sbracato completamente, come dimostra il fatto che i francesi hanno tentato di fare la pelle a dei maGnager locali intesi a fare gli interessi della UE.
          Se noi fossimo ancora l’Italia degli anni 50 ed avessimo ancora Mattei e Fanfani sarebbe un’altra partita.

        • L’Europa a trazione anseatica non mi pare una gran cosa, tanto più il suo gigantismo verso oriente guidato dal (ri)sentimento polacco baltico. Nella migliore delle ipotesi a quelli dell’Italia non interessa nulla. Appunto nella migliore ..

  • Matteo sogna di essere insieme Camillo, Alcide e Aldo. Su Giulio sono per la sospensione del giudizio.
    R. non tiene conto:
    dei diversi livelli, palesi e non della politica internazionale;
    dell’irritazione che suscitano le piroette, che si traduce in inaffidabilità, ergo marginalità;
    della sproporzione tra mezzi e obiettivi a breve t. ;
    delle nuove vie commerciali ed energetiche;
    della mancanza di respiro di un suo progetto, che sembra addirittura non esserci;
    dei vincoli derivanti da questa Europa e del debito pubblico;
    del fatto che qualcuno dei suoi compagnucci si comporta da perfetto idiota politico verso l’Italia;
    della possibilità che qualcuno dei divaricati da R. si prenda la briga di catalizzare control’Italia chi è stato preso in giro e chi volontieri ne farebbe un boccone …
    che Obama gli e lo ha detto chiaro e tondo in un buon italiano, affinchè … lo capisse senza ombra di equivoci;
    che R. trascura gli aspetti e lati in cui la politica estera italiana può esprimere la sua;
    che un legame tra politica estera e politiche interne è evanescente

    Obama, Putin, Merkel, Netanyahu e May non sono inutili come la minoranza Dem !

    P.s. Cavour impiegò un decennio per preparare il Piemonte al meglio contro l’Austria:
    Renzi che ha preparato in due anni?
    Non so quanto R. sia l’uomo adatto al posto giusto.
    Mattew, stai tranquillo.

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    Tenerone Dolcissimo

    Signore perdonami di avere nei decenni passati parlato male di Moro e Andreotti e Fanfani. Solo ora il mio misero intelletto umano si avvede dell’errore fatto.
    Mi pento, mi pento, mi pento.
    A Renzi et Letta et Monti libera nos Domine.

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    Tenerone Dolcissimo

    Caro ROberto, la tua perla di saggezza merita di essere ripagata con un famoso aneddoto. Eccolo.
    A Siracusa una vecchietta ogni giorno pregava gli dei affinché il crudelissimo tiranno della città Dionigi, fosse sempre incolume e vivesse a lungo, mentre tutti invece imploravano che morisse al più presto. Dopo che Dionigi ebbe saputo il fatto, fece venire la vecchietta, e domandò il motivo delle preghiere.
    La donna molto sinceramente rispose: «Una volta a Siracusa comandava tiranno ingiusto; quando quello morì, un tiranno (ancora) più crudele occupò la rocca di Siracusa, e perciò desideravo ardentemente che anche la sua tirannia fosse quanto più breve possibile; ma poi abbiamo avuto te, il più crudele di tutti i tiranni. Perciò prego vivamente gli dei per la tua salvezza, che non ci tocchi dopo la tua morte un tiranno perfino peggiore di te.
    Dionigi non punì una franchezza così spiritosa e lasciò andare la vecchietta.

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    Tenerone Dolcissimo

    Caro ROberto, la tua perla di saggezza merita di essere ripagata con un famoso aneddoto. Eccolo.
    A Siracusa una vecchietta ogni giorno pregava gli dei affinché il crudelissimo tiranno della città Dionigi, fosse sempre incolume e vivesse a lungo, mentre tutti invece imploravano che morisse al più presto.
    Dopo che Dionigi ebbe saputo il fatto, fece venire la vecchietta, e domandò il motivo delle preghiere.
    La donna molto sinceramente rispose: «Una volta a Siracusa comandava tiranno ingiusto; quando quello morì, un tiranno (ancora) più crudele occupò la rocca di Siracusa, e perciò desideravo ardentemente che anche la sua tirannia fosse quanto più breve possibile; ma poi abbiamo avuto te, il più crudele di tutti i tiranni. Perciò prego vivamente gli dei per la tua salvezza, che non ci tocchi dopo la tua morte un tiranno perfino peggiore di te.
    Dionigi non punì una franchezza così spiritosa e lasciò andare la vecchietta.

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