Francesco Boschi non era il nonno di Elena, però alcune cose meritano una riflessione.

Il Boschi di cui parlava il generale Siro Rossetti, nella sua audizione davanti alla Commissione Anselmi, è il padre dell’ex vice Presidente della Banca Popolare dell’Etruria –e quindi nonno del ministro- o è un omonimo? No, ad un approfondimento successivo è emerso che si tratta di un omonimo.

Io non ho mai detto con certezza che lo sia e, infatti, il titolo aveva un vistoso punto interrogativo e nel pezzo si accennava alla possibile omonimia che, però ritenevo “improbabile” sulla base dei seguenti elementi:

-c’è un signore che si chiama Francesco Boschi (esattamente come il suo eventuale nipote);

-questo signore, nel 1971-72 era nel Consiglio di amministrazione della Banca popolare dell’Etruria, appena costituita dalla fusione di banche precedenti e presso questa banca saranno assunti e faranno carriera tanto il padre quanto il fratello della Boschi;

-come anni, è possibilissimo che il Francesco di cui ci occupiamo fosse il padre del Luigi a sua volta padre di Elena e Francesco;

-sono tutti residenti ad Arezzo o nei dintorni.

Dunque, le probabilità di una omonimia sembravano molto scarse, dato che ci sono 4 punti di contatto e le apparenze indirizzavano vigorosamente in questa direzione. Inoltre, da poco, era emerso lo strano contatto fra Pier Luigi Boschi  e Corona, che pure sembrava un ulteriore elemento in questo senso. E, invece, a quanto pare, si tratta proprio di una omonimia: capita ed è giusto ammettere di aver avuto un dubbio errato.

D’altra parte nel mio pezzo volevo sollevare il problema nell’auspicio di un chiarimento ed è utile che questo ci sia stato.

Detto questo, però, restano un po’ di cose strane da capire:
come mai Francesco Boschi non risultava negli elenchi della P2?
Ieri l’anagrafe di Arezzo ha rifiutato i dati richiestigli sulla famiglia di questo Francesco Boschi asserendo che c’era una direttiva in questo senso (per inciso, una direttiva illegale perché quelli sono atti pubblici. Ne dà notizia il Fatto di giovedì 28), la cosa sembra essere rientrata ma chi ha dato una direttiva così stramba e perché?

Resta invece una conferma, è questo è il dato più rilevante ai fini della nostra curiosità, che un altro uomo della P2 sedeva nel primo consiglio di amministrazione della Banca Etruria appena istituita. Il che fa sorgere molti interrogativi su cosa è stata questa banca e quale la sua storia.

Con questo rispondo anche a qualche critica che mi è stata fatta del tipo: “ma i motivi di contrasto politico con Boschi e Renzi sono altro e questa non è una cosa seria”.

Allora: certo i motivi di contrasto politico sono altri, certo non avevo intenzione (e nell’articolo si dice esplicitamente) di delegittimare il ministro, perché, ripeto “Le (eventuali) colpe di padri e di nonni non ricadono su figli e nipoti”. Non era quello il punto, ma la formazione della Banca dell’Etruria si, quella credo che sia una cosa degna di attenzione che può spiegare anche qualche pagina del presente. Perché gli assetti di potere, in questo paese non sono solo quelli politici ma anche finanziari e, meglio ancora, quando le due cose si intrecciano. Dunque, è di questo che parliamo e su cui penso valga la pena tornarci su.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (25)

  • Non c’è che dire: una clamorosa figuraccia per Giannuli! Ci pensi bene, prima di pubblicare certi articoli basati su subdoli dubitativi, meglio fare le giuste e doverose verifiche! Professore ma per uno come lei che dice di fare lo storico è davvero una brutta figura.

      • le intuizioni non sono mai brutte figure… soprattutto se sono libere intuizioni…

        solo le persone libere e intelligenti possono permettersi di sbagliare, le certezze sono per i sevi fessi…

  • Sui rapporti tra partiti di sinistra e massoneria ho trovato un articolo di alcuni anni fa, quando, all’interno del PD, si discuteva della necessità di dichiarare l’appartenenza all’associazione latomistica.
    Il problema era particolarmente sentito in ambito toscano, dove, per antica tradizione anticlericale, erano molti gli uomini politici progressisti che facevano parte della massoneria.

    http://www.repubblica.it/politica/2010/06/09/news/massoneria_pd-4683769/

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    Giorgio Pirre' alias Caruto

    Ho letto il pezzo sull’anagrafe sul sito del Fatto. Sconcertante.

    Mi chiedo cosa prevedono le nuove norme sulla PA nel caso di comportamenti simili: la PA gestita come fatto personale ed amicale.

    Nel merito, e’ evidente che capire un po’ meglio Banca Etruria e dintorni potrebbe essere molto utile.

    Se l’ambiente della zona e’ quello emerso dai servizi comunali di cui sopra, mi chiedo chi sta governando l’Italia e come. Magari sarebbero disposti a chiedere ad amici personali di occuparsi di servizi segreti: ma anche a me questa fantasia sembra veramente eccessiva.

  • Come infangare una persona e poi giustificarsi in maniera assurda, nascondendosi dietro un dito (mignolo).
    Giannulli, non si vergogna neanche un po’?

  • A dir la verità nel suo precedente pezzo (del 27 Gennaio) non compare alcun punto interrogativo “Il nonno della Boschi, Licio Gelli, la Banca Etruria e la P2.”. Forse si confonde con l’articolo comparso sul blog di Beppe Grillo…lì si che c’è un punto interrogativo “Chi è Francesco BOSCHI?”.

    ah, altra cosa…questo articolo riporta la data del 26 gennaio ma oggi è il 29/01 (anche perché avrebbe poco senso visto che è precisazione/correzione riguardante un pezzo del 27 gennaio)

  • Al di là delle questioni di omonimia, resta il fatto che il crollo di Banca Etruria, che agiva nell’area storicamente dominata dal principale partito della sinistra e aveva come vice presidente il padre di una importante ministra, ha suscitato domande inquietanti.
    In particolare, l’obbligo di anticipare di un mese l’applicazione del bail-in, in modo da effettuare il salvataggio con i nuovi criteri, senza poter utilizzare il Fondo interbancario di tutela dei depositi, è stato visto come un attacco portato all’esecutivo da parte dell’establishment europeo, ormai deluso da Renzi.
    La risposta del premier italiano di istituire una commissione d’inchiesta bicamerale sul sistema bancario, che parta dal 2000 e indaghi sull’acquisizione di Antonveneta da parte di Monte Paschi, è sembrato un colpo diretto contro Mario Draghi e un avvertimento che non si lascerà mettere da parte senza combattere.
    Insomma, sembra sia in pieno svolgimento uno scontro che ha come posta in gioco il destino del Matteo nazionale.

  • Contrariamente a quanto da altri affermato penso che la ricerca del “noumeno” é sempre apprezzabile e degna di rispetto! ve ne fossero persone che cercano di andare al di là delle solite veline giornalistiche! Bravo e corretto!

  • resta il fatto che ha infangato una persona, solo perché non ha controllato la cosa come avrebbe dovuto…….. sono le persone come lei che alimentano odio lo sa?

      • sa benissimo che il dubitativo in questo paese, e poi in mano ai suoi compagniucci del m5s, diventa una sicurezza….. non faccia lo gnorri…… potrei pensare che, l’ha persino fatto apposta…… e la cosa non mi stupirebbe.

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      Tenerone Dolcissimo

      Mi scusi Angelina, ma io non ho certo bisogno del’input del professore per alimentare il mio odio verso chi ci depreda del risparmio.

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      Tenerone Dolcissimo

      Aggiungerei che un liberale di destra come me -quindi determinato a tagliare la gola a chiunque tocchi il peculio del risparmiatore, sia con metodi legali sia con metodi illegali (chi tocca il risparmio è sempre un ladro anche se agisce a norma di legge, in ossequio al principio che le TASSE SONO SEMPRE UN FURTO)- non ha certo bisogno di essere istigato alla difesa del risparmio da un socialista come Giannuli, ovverosia da una persona favorevole alla predazione dei risparmiatori e che reagisce contro le suddette predazioni solamente quando sono sporche che piu’ sporche non si puo’, come nel caso POP ETRURIA

  • Stiamo parlando di massoneria, c’é qualcuno che pensa che “sistemare” una situazione di questo tipo, magari falsificando un documento, sia al di lá delle sue capacitá?

  • Mi spiace ma sono solidale con il Professore, pur non conoscendolo condivido ogni singola titubanza sull’affare “Francesco Boschi” e sarei stato sicuro del legame familiare con l’on. Boschi: troppe coincidenze.La funzione di chi tiene un blog come questo e della stampa è dubitare, cavillare con i fatti poco chiari, cercare connessioni pur con il rischio di equivocare.

  • è evidente che qualcuno non aspettava altro per darle contro,
    ma non tutto il male vien per nuocere, almeno un po’ di visibilità c’è stata.
    con stima

  • Specificata ipotesi di studio suffragata da plurimi elementi concordi. – Diritto di informazione e cronaca. – Complessità e asperità della materia. – Scientificità del lavoro. – Perdurante interesse dei temi sollevati.

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    Tenerone Dolcissimo

    Sono un liberale di destra -e sono fra quelli piu’ tosti cioè quelli nati in famiglie modeste, come la mitica Margareth THATCHER- e quindi la penso in modo opposto al professore il quale, a parte la stima personale, rimane un avversario.
    Quindi posso parlare senza tema di essere accusato di difendere la mia parrocchia.
    In primis, osservo che il professore ha usato un tono dubitativo (forse poteva essere ancor piu’ dubitativo ma qui siamo su internette e non su un libro per cui spesso andiamo veloci e non possiamo essere perfetti).
    In secundis, rilevo che qualcuno ha ceercato di occultare i fatti e, quindi, qualcosa puzza e puzza forte.
    Per cui:
    1) mi permetto di suggerire al professore di stare attaccato a questo occultamento di registri pubblici come una mosca sulla merda, perché qui di merda si tratta. Penso che sia un filo cui attaccarsi e che all’altro capo ci sia qualcosa di interessante. Peccato che non abbia poteri di intervenire perché sarei bravissimo a trovare la verità: infatti, sin da bambino, rendendomi conto di essere stonatissimo, non ho mai cantato, ma sono sempre stato eccezionale nel far cantare gli altri;
    2) se posso permettermi una critica al professore è di non avere, prima di darsi all’etruscologia, dato troppo peso alla predazione dei risparmiatori, forse succubo di un vecchio pregiudizio della sinistra o forse perché nel partito dei predatori militano figure care alla sinistra stessa, fra cui alcuni giudici che hanno le mani pulite nonostante le tengano sempre nella pasta giusta.

  • spero che legga questo commento perchè vorrei proporre una riflessione e un suggerimento. Durante le vacanze di natale ero nel bar Nurzia all’aquila, quello del famoso torrone, vedo alla parete una ricevuta antica del 1905, e scorgo il cognome di mia madre, la stacco, cerco di capire il nome e non ci riesco, la signora suggerisce fosse solo ing. ma non ricordavo alcun ingengere in famiglia, allora faccio una foto e la porto a mia madre che legge subito il nome, luigi de Matthaeis certo. era semplicemente il fratello del padre di mio nonno, facile no? insomma se fosse una cosa del genere col caso boschi chici arriverebbe con un paio di interviste? secondo me sarebbe opportuno andare a rovistare nei registri parrocchiali, che tengono tutto, hanno matrimoni, battesimi…sicuramentesi riuscirà a ricostruire il legame tra tale francesco e il ministro.

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