Emma Bonino for President?

Sta prendendo rapidamente consistenza una candidatura Bonino al Quirinale: a parlarne per prima è stata Mara Carfagna, sottolineando quanto sarebbe auspicabile una donna al Quirinale. Da allora si è iniziato a parlarne discretamente e, nei sondaggi on line del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, la Bonino è nettamente in testa alla graduatoria con gradimenti oltre il 30% staccando nettamente il secondo (Prodi, che non raggiunge il 15%). Anche esponenti politici delle due sponde hanno preso a parlarne con una certa deferenza, ricordandone le battaglie per i diritti civili, il garantismo, la competenza dimostrata negli incarichi internazionali (fu commissario europeo e docente all’Università americana del Cairo). Per di più non è mai stata sfiorata da scandali e, essendo stata parlamentare sia con il centro destra (che la indicò come Commissario Europeo) che con il Centro sinistra (per il quale fu ministro per il Commercio estero prima, poi vice presidente del Senato, candidata alla Presidenza della Regione Lazio dopo ancora) può essere fatta passare per abbastanza di destra o abbastanza di sinistra o, anche, abbastanza indipendente, a seconda dei gusti di chi ascolta.

Peraltro la Bonino sarebbe un candidato perfetto per molti altri aspetti:

-essendo di inconcussa fede filoamericana, darebbe ottime garanzie di non creare problemi né in caso di “missioni di pace”, né in caso di opportune grazie come quella a Romano (ultimo regalo di Napolitano);

-essendo di cristallina ispirazione neo liberista, potrebbe proseguire nell’illuminata opera di “ufficiale di collegamento” con la Bce inaugurata da Napolitano

-essendo da sempre garantista e sostenitrice della separazione delle carriere fra magistratura inquirente e giudicante, darebbe garanzie anche di facilitare una adeguata legge di riforma della giustizia (in una occasione fu possibilista anche sull’elettività del pubblico ministero: chissà in Sicilia come sarebbero contenti!)

Certo, non è una candidatura facile da sostenere: bisognerebbe superare le opposizioni dei cattolici, che la vedono come il fumo negli occhi. Poi, i radicali non sono presenti in Parlamento (ma questo, in tempi di protesta può diventare un vantaggio) e, soprattutto, hanno preso solo lo 0,3% dei voti alle ultime elezioni. Guai a ricordare questo dato a Pannella: sarebbe capace di spaccare tutto quello che gli capita a tiro; però, a pensarci bene: che strano che una persona che goda di gradimenti intorno al 35% nei sondaggi, poi non riesca a trasferire almeno un ventesimo di quel consenso nelle elezioni: misteri della politica e dei sondaggi!

Insomma, un candidato che non ha dietro di sé un forte partito e nemmeno una corrente di partito, può avere qualche speranza di farcela?

Sono tempi difficili in cui molte cose, normalmente impossibili, possono accadere e, chissà, forse anche questa volta. La situazione è di stallo: sulla carta il centro sinistra ha poco meno dei 504 voti necessari, ma è tutt’altro che un monolite ed ospita troppi aspiranti presidenti (Prodi, Dalema, Amato, Marini, Grasso, Rodotà ecc.), tutti spalleggiati da schiere più o meno folte di parlamentari pronti a trasformarsi in franchi tiratori. E poi, vai a trovare un candidato che piaccia tanto a Vendola quanto a Renzi! Ma, soprattutto, dovendo comunque cercare un alleato per fare cifra tonda a chi rivolgersi? Con il M5s non si riesce a parlare e non sai cosa faranno e se saranno compatti. Il centro non ha molti voti da offrire ma, soprattutto, c’è la non sopita aspirazione di Monti. C’è poco da fare: l’unica coalizione che possa reggere lo scontro potendo sopportare anche salassi di franchi tiratori è quella fra Pd e Pdl. Ma i candidati di compromesso possibili (Letta, Amato, Marini, Dalema ecc.) sanno tutti di “vecchia politica” e, in tempi di rivolta come questi, la cosa potrebbe riuscire nelle aule, ma diventare un boomerang fuori del Palazzo.

E poi il nodo è tutto politico: il Cavaliere l’accordo è disposto a farlo ma in cambio di precise garanzie per la sua situazione giudiziaria. L’eletto dovrebbe garantire (tramite la sua posizione in Csm o la concessione di una grazia) un “atterraggio morbido” al Cavaliere all’uscita dalle aule di giustizia. Ma il Pd, che fatto della campagna contro le malefatte del Cavaliere il cemento della sua costruzione, ora dovrebbe eleggere un candidato che faccia quello che Berlusconi non è riuscito a fare come le sue “leggi ad personam”: come fa ad accettarlo? Se un D’Alema o un Amato concedessero una grazia o si sapesse di un loro intervento sul Csm si capirebbe subito che dietro c’è un accordo fra i due partiti. Il Pd ne sarebbe travolto.

Però… però… che ne dite se a fare la grazia o l’intervento in Csm o a spingere per una certa riforma della giustizia fosse non un politico di lungo corso, ma una persona diversa? Per esempio, uno che, pur essendo stato per 30 anni a Palazzo, goda dell’immagine di persona estranea al Palazzo, che ha un coerentissimo passato garantista, sino ad aver votato contro l’autorizzazione a procedere a uno come Cosentino, una persona che goda fama di grande indipendenza e che nessuno potrebbe sospettare di obbedienza al Pd.

Forse la Carfagna, più che esprimere un suo pensiero, era solo un messaggero. Che ne dite?

Aldo Giannuli

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Comments (27)

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    Dimitri Deliolanes

    L’unica qualità che i suoi sostenitori promuovono in favore della Bonino è quella di essere donna. Altre non ne ho sentite. Come vicepresidente del Senato è stata molto discutibile, come Commissaria UE non ha lasciato traccia.
    Io mi ricordo solo la sua grande passione in favore della Turchia. I suoi accoliti radicali hanno funzionato da lobbisti dell’ambasciata turca in Parlamento. Ora per fortuna ne stanno fuori. Speriamo di non vederli al Quirinale.

  • articolo perfidamente splendido, un colpo d’artiglio foderato di seta. ahimé, in altri tempi non sarei stato così sospettoso. perché di qualcuno devi provare a fidarti: per non finire rinchiuso e soffocato nel labirinto della diffidenza a 360 gradi. ma di questi tempi, anche se l’ha detto Andreotti, a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca. mala tempora, speriamo di sbagliare e che i legittimi sospetti non risultino fondati.

  • Intervento molto opportuno. Sulla Bonino segnalo anche un editoriale di Travaglio su Il Fatto del 6 aprile.

    Oggi poi mi sento molto complottista.

    Su Repubblica ci sono dei rimandi a degli articoli pubblicati sul sito dell’Espresso che utilizzando Wikileaks ci dice qualcosa di piu’ su alcune cose; per es. su come si arrivo’ alla formazione di CL negli anni ’70.

    Tra un paio di anni forse leggeremo qualcosa su come si e’ arrivati alla Lega di Bossi, e poi magari su chi sono veramente questi Radicali.

    Rimane aperto il problema di 5 stelle, salvaguardando la buona fede degli attivisti e forse dello stesso Grillo.

    Qualche volta mi pare di essere come in un film di fantascienza dove gli extraterrestri fanno degli esperimenti sui terrestri per vedere l’effetto che fa.

    L’unica cosa che mi pare possa essere salvata e’ l’altissima professionalita’ degli analisti utilizzati dagli extraterrestri che fanno questi esperimenti.

    Mi domando: e se invece di farci vivere come in Matrix (il film) assecondando i loro interessi, ci aiutassero a fare i nostri, di interessi, che potrebbero essere (in teoria, per carita!) differenti dai loro?

    • queli del M5s sono in buona fede, su questo non ho dubbi, il fatto è che proprio in buona fede si possono fare disastri inenarrabili, come dice quel vecchio proverbio: “Di buone intenzioni è lastricata la via dellinferno”. Anche per questo sto assumendo questo atteggiamento ruvido. E poi, cosa volete? Da sempre sono scorbutico, bastiancontrario e iperminoritario ed invecchiamndo non si migliora.

  • Sono totalmente d’accordo sul fatto che la Carfagna fosse semplicemente un messaggero. L’idea di eleggere democraticamente i magistrati è talmente folle che trova d’accordo anche la Lega.
    A proposito di iperminoritari(malattia diffusa su questo blog caro professore) come la vedrebbe una personalità tipo Gherardo Colombo al Quirinale? Lo so che non accadrà mai; ma per me rappresenterebbe un vero e proprio passo avanti per questo paese.

  • Dopo il finto cambio di rotta indotto dall’effetto grillo la vecchia politica sta riassestando le fila. Il 5s ha mostrato rapidamente di non poter superare i numerosi limiti che mostrava possedere in campagna elettorale. Nemmeno al quirinale sembra abbiano voglia di proporre un nome “nuovo” e affidabile. Da forza di cambiamento radicale il movimento grillino è divenuto, paradossalmente, il più clamoroso assist al ricompattamento del vecchio establishment. Solo una domanda però: se i politici mostrano ancora di vivere in una dimensione autoreferenziale, totalmente altra alle problematiche di un paese che sta sparendo, potranno condurre questo gioco fino in fondo? O c’è davvero il rischio di una deriva autoritaria (oggi, in verità, potenziale ma piuttosto improbabile)?

  • Parlare degli errori del M5s vuol dire non aver capito cosa bolle in pentola in Italia. Il M5s solo una forma blanda di ribellione irrazionale. Ma se la politica non cambia credo che la ribellione assumerà forme più violente e non capisco a chi convenga questo.

  • @Gianluca

    “Deriva autoritaria”?

    C’e’ gia’, sono i governi tecnici, i patti di bilancio, le restrizioni economiche, le regole finanziarie imposte dai “mercati” e dall’UE.

    In assenza di decisioni autoctone (che in teoria potrebbero essere piu’ giuste) scattano i limiti esterni.

    Il dramma e’ proprio questa incapacita’ politica italiota.

    E’ come avessero (avessimo) alzato le braccia: ci arrendiamo.

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    Pierfrancesco ciancia

    Non è vero che non è mai stata sfiorata da scandali, è stata sfiorata da uno dei più brutti, quello sullo sfruttamento della somalia come discarica radioattiva, il caso ilaria Alpi http://www.ilariaalpi.it/?p=54

    : “Un
    armatore somalo ha ottenuto l’autorizzazione a importare pesce in Europa.
    Con firma di Emma Bonino e garanzia dell’ambasciatore italiano. Ma Omar
    Mugne è, secondo molti rapporti, un noto commerciante d’armi…”

  • Dimitri ha ragione.

    Poi quello che non possiamo dimenticare sono le posizioni della Bonino prima degli interventi militari in Afghanistan e Iraq.

  • Donna?? La Bonino mi ricorda, per dirla con K. Marx, quella parte della “..borghesia che cerca di portar rimedio ai mali sociali per mettere al sicuro l’esistenza della società borghese. Entrano in cotesta categoria degli economisti, dei filantropi, degli umanitarii, ecc., gli organizzatori della beneficienza, i protettori degli animali, i fondatori dei circoli di temperanza…” e mi permetto di aggiungere la protrettrice dei carcerati (non perché i rei debbano essere seviziati). Ecco la Emma nazionale mi ricorda questi tipi. Da quell’iperliberista qual è non l’ho mai sentita spendere una parola per gli stipendi bassi, o per la dura vita delle donne che lavorano, ecc. Ma non si può pretendere troppo da una donna, ma che dico, da un essere che tra il comitato elettorale per le elezioni regionali nel Lazio aveva tra i componenti niente popò di meno che i “compagni” Francesca Mambro e Giusva Fioravanti! Tranquilli comunque (spero di sbagliarmi) ma il prossimo presidente della repubblica (res che cosa?) sarà il solito “democristaiano” masculo, D’Alema o Marini (non Valeria)!

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    Maurizio Melandri

    Io non sarei contento della Bonino come PDR.

    Un dettaglio, Lombardi, dopo la scampagnata, ha affermato “Il nostro candidato al quirinale sarà magistrato e uomo”. A naso mi sa che sarà Caselli (se fosse vera l’affermazione, ovviamente) se non altro per rompere le palle a Grasso.

    Se così fosse io di Bersani lo farei votare e dato che il nostro social liberista si sta dimostrando un discreto scacchista…chissà che non succeda davvero (con Vendola di supporto a quel punto i franchi tiratori probabilmente non basterebbero)

  • @ Caruto

    Con me sfondi una porta aperta parlando di dittatura finanziaria. Inviterei in tal senso anche a prestare attenzione alla risposta della Troika alla sentenza anti-austerity della Corte costituzionale portoghese. Una risposta di minacce e richiamo all’ordine. C’è poco da fare, ogni qual volta un paese tenta un minimo di rivendicazione di sovranità viene messo all’angolo.

    Io però intendevo una deriva autoritaria interna ai nostri confini nazionali, tipo Alba dorata in Grecia. Un qualcosa capace di incanalare le eccezionali pulsioni sociali presenti nel paese.

    @ Ugo agnoletto

    Capisco che la causa dei nostri problemi nn possa essere addebitata agli ultimi arrivati. Ma il 5s avrebbe potuto interpretare molto meglio il grande successo elettorale, costringendo il Pd a fare quelle tre-quattro cose che tutti volevano e a mettere definitivamente fuorigioco Berlusconi.

    Azionare un minimo di cambiamento, proporre nuove idee. Invece è rimasto preda di mille contraddizoni e piccolezze dirigenziali, come ben descritto da Aldo giannuli nel suo precdente articolo.

  • ineccepibile. con meno eleganza dico che la bonino più che garantista io l’ho sempre vista come grandissima paracula.
    se il livello dei contendenti è questo tanto vale proporre anche alba parietti 🙂

  • concordo anche con ugo agnoletto..m5s è solo la prima fase della protesta. ma come dico da mesi o anni dietro c’è quasi una guerra civile. c’è una nazione protetta privilegiata per anni e anni e ancora oggi a cui si aggiunge la nazione corrotta e corruttrice..gli appartenenti a queste due italie li riconosci subito…sono sull’orlo della disperazione…feroci nemici di grillo…venderebbero la madre prima a bersani e poi a silvio…pur di salvare l’italia cosi com’è…e poi c’è l’italia che invece è stata messa in mezzo alla strada…con le iene di equitalia alle costole con gli stipendi più che dimezzati e i prezzi raddoppiati..senza garanzie…questa italia per ora si è buttata in parte su grillo…ma quando i risparmi propri dei genitori dei nonni saranno finiti…si butteranno veramente su forche e pistole

  • Caro Aldo Giannulli, sono Gabriele appena uscito da Scienze Politiche. Pur venendo dalla sinistra radicale (e quindi non essendo un estimatore del liberismo in materia economica), io provo simpatia per Emma Bonino perché mi sembra una candidatura di “rottura” rispetto alla “vecchia politica”. Perché il presidente della repubblica deve sempre essere uomo, molto vecchio e legato alla partitocrazia? Non sarebbe finalmente questa l’occasione per mostrare all’Europa che l’Italia può essere un Paese moderno e laico?

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    Angelo Iannaccone

    Si in effetti è ben plausibile che la Bonino sia un ottimo candidato per Berlusconi, che da eccellente piazzista riuscirebbe a presentare la sua elezione come un evidente segno di cambiamento, essendo la Bonino donna ed in apparenza non legata alle forze politiche tradizionali, sebbene con passato in entrambi gli schieramenti. Perché la Bonino potrebbe essere per Berlusconi un ottimo Presidente anche in funzione della necessità per il Cavaliere di garantirsi l’immunità dai processi penali che lo riguardano ? La risposta può trovarsi nella storia della vicenda politica della Bonino, che Travaglio ricorda così: “Nata 65 anni fa, la Bonino è stata parlamentare in Italia sette volte e in Europa tre volte, a partire dal lontano 1976. Da sempre radicale, si è poi candidata nel ’94 con Forza Italia fondata da Berlusconi, Dell’Utri, Previti & C., e col centrodestra berlusconiano è rimasta alleata, fra alti e bassi, fino alla rottura del 2006, quando è passata al centrosinistra. Ha ricoperto le più svariate cariche: deputata, senatrice, europarlamentare, commissario europeo, vicepresidente del Senato, ministro per gli Affari europei nel governo Prodi. Ed è stata candidata a quasi tutto: presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidente delle Camere, ministro degli Esteri e della Difesa, presidente della Regione Piemonte e della Regione Lazio, alto commissario Onu ai rifugiati, rappresentante Onu in Iraq, addirittura a leader del centrodestra (da Pannella, nel 2000).

    Nel ’94, quando si candidò per la prima volta con B., partecipò con lui e la Parenti a un comizio a Palermo contro le indagini su mafia e politica. Poi, appena eletta, fu indicata dal Cavaliere assieme a Monti come commissario europeo. Il che non le impedì di seguitare l’attività politica in Italia, nelle varie reincarnazioni dei radicali: Lista Sgarbi-Pannella, Riformatori, Lista Pannella, Lista Bonino. Nel ’99 B. la sponsorizzò per il Quirinale, anche se poi confluì su Ciampi. Ancora nel 2005, alla vigilia della rottura, la Bonino dichiarava di “apprezzare ciò che Berlusconi sta facendo come premier” (una legge ad personam dopo l’altra, dalla Gasparri alla Frattini, dal lodo Schifani al falso in bilancio, dalla Cirami alle rogatorie alla Cirielli) e cercava disperatamente un accordo con lui. Sfumato il quale, scoprì all’improvviso i vizi del Cavaliere e le virtù di quelli che fino al giorno prima lei chiamava “komunisti” e “cattocomunisti”.

    Molte delle sue battaglie, referendarie e non, coincidono col programma berlusconiano: dalla deregulation del mercato del lavoro (con tanti saluti allo Statuto dei lavoratori, articolo 18 in primis) alla campagna contro le trattenute sindacali in busta paga. Per non parlare del via libera alle guerre camuffate da “missioni di pace” in ex Jugoslavia, Afghanistan e Irak. E soprattutto della giustizia: separazione delle carriere fra giudici e pm, amnistia, abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità civile delle toghe e no all’autorizzazione all’arresto per parlamentari accusati di gravi reati: perfino Cosentino, imputato per camorra.

    Alle meritorie campagne contro il finanziamento pubblico dei partiti, fa da contrappunto la contraddizione dei soldi pubblici sempre chiesti e incassati per Radio Radicale. Nel 2010 poi, la Bonino fece da sponda all’editto di B.contro Annozero: il voto radicale in Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l’informazione tv prima delle amministrative.” (Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 6 aprile 2013). La storia personale dimostra che la Bonino sarebbe molto meno un buon candidato per il centro/sinistra. Si dovrà capire se il
    M5s vorrà essere parte attiva nell’elezione del Presidente della Repubblica o se si limiterà a guardare le trattative PD/PDL e, nella prima ipotesi, quale sarà la scelta di Bersani e di Vendola.

  • Gentile Professore, il suo articolo è pienamente condivisibile da chiunque ha un minimo di conoscenza dei fatti ed è confortante l’ampio plauso dei lettori.
    Ci sarebbero forse altre due cosette da aggiungere al suo pronostico:
    1) Più di Berlusconi, sarà Washington a spingere Emma al Quirinale e così promuovere, prima o poi nel corso del settennato, la legge elettorale dei suoi sogni, in modo da preparare la strada ad “Alba Dorata”;
    2) Grillo farà di tutto per evitare che i suoi caschino nella trappola.

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    Leonardo Interlandi

    @ Lorenzo Adorni

    … e non dimentichiamoci che, subito dopo lo tsunami a Sri Lanka del 2004, lei dichiarò che era prioritario “inviare subito le truppe”. Il motivo non è difficile da immaginare

  • La novità, accennata stasera, che potrebbe ribaltare i giochi dovrebbe essere quella della nomina, da parte del nuovo Presidente della Repubblica, di Berlusconi e Prodi senatori a vita (questo patto escluderebbe di conseguenza Prodi dalla corsa al Quirinale). Se così fosse Berlusconi sarebbe pronto a votare chiunque.
    La mia impressione è che si finirà su di una figura di tipo istituzionale: Grasso o Monti, che rimane su piazza anche per via degli agganci europei. Credo che rispetto alla Bonino giochi contro davvero l’elemento dell’ultimo risultato elettorale, meno voti del PCL.
    Inoltre Berlusconi senatore a vita spianerebbe la strada al governo delle larghe intese, per il quale Napolitano sta spendendosi moltissimo.
    E se il Presidente che concederà il laticlavio a vita a Berlusconi e Prodi fosse lo stesso Napolitano?

  • Condivido pienamente le valutazioni espresse nell’articolo e trovo molto preoccupante una candidatura Bonino

    Alfredi Giusti del Circolo Dossetti

  • cmq non c’è due senza tre…abbiamo già due idioti furbetti nelle più alte cariche dello stato…grasso e boldrini…manca solo il terzo della serie e la bonino in quel trio sta benissimo.
    dichiarazione odierna di boldrini :
    “l’odio contro israele va punito, duramente”

    in perfetto stile bonino.

  • Non ne abbiamo abbastanza delle donne serve del liberismo che in quest’Europa dal volto squalesco stanno sottraendo diritti, deturpando le costituzioni ed impoverendo la gente?

  • La Bonino assolutamente no, di atlantisti proni agli interessi americani ne abbiamo già troppi, non ultimo il presidente in scadenza Napolitano, il cui ultimo capolavoro è stata la grazia all’agente americano nel caso Abu Omar.
    Non si vede perchè dovremmo continuare su questa linea; io proporrei Imposimato o Rodotà, due ottime candidature presenti tra i 9 proposti dal Movimento 5 Stelle.

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