Elezioni si o no?

Sino ad una settimana fa, il dado sembrava tratto: elezioni a giugno (se non addirittura il 30 aprile) e la campagna elettorale era già iniziata con tanto di proclami. Persino Mattarella, salvo una flebile reiterazione della richiesta dell’impossibile armonizzazione dei sistemi elettorali di Camera e Senato, sembrava arreso all’inevitabilità dello scioglimento anticipato. 

Poi, come una improvvisa gelata, sono piovuti gli altolà della Ue, di Napolitano, di Prodi, di Bersani, di Franceschini, di Calenda, della Confindustria, di Forza Italia nella Commissione affari costituzionali e Renzi si è trovato circondato nel partito e fuori ed ha iniziato a vacillare.

Infatti ha proposto le primarie, ma non ha escluso il congresso –che presuppone lo slittamento delle elezioni essendo impensabile che possa svolgersi in un mese o poco più-. E, senza la determinazione di Renzi, lo scioglimento non è più possibile.

Determinante è stato l’intervento di Napolitano, una volta di più rappresentante degli interessi della finanza europea e della tecnocrazia della Ue contro quelli italiani. Nessun ex Presidente ha mai goduto di una perdurante influenza come nel caso di Napolitano. Neppure Cossiga (anche lui assai loquace) ha mai avuto tanto peso dopo il suo mandato.

Perché Napolitano continua, nonostante l’avanzatissima età, a contare tanto? Il fatto è che ha alle spalle tutto un mondo internazionale (ed europeo in particolare) di banche, di apparati tecnocratici, di lobby e di logge che pesano non in voti ma in potere. Infatti, non è un caso che, in perfetta convergenza con lui, è arrivato il Niet della Ue che ha strapazzato Padoan. A questo mondo Renzi non serve più e lo hanno scaricato.

La prima cosa che interessa raggiungere è fare fuori il M5s, non solo impedendo che conquisti la maggioranza dei seggi parlamentari (e questo non è difficile da ottenere perché il M5s non otterrà il 40%), ma che esso non conquisti neppure la maggioranza insieme alla Lega in una coalizione “populista”, neanche sulla carta. E non deve neppure conquistare la maggioranza relativa, che comporterebbe il primo incarico per formare il governo. Deve essere respinto nella marginalità.

Poi occorre liberarsi di Renzi, un po’ perché sta troppo antipatico agli italiani, un po’ perché si è montato troppo la testa e si è rivelato un esecutore poco docile, poi perché rappresenta quel mondo toscano di paese con le sue loggette provinciali così poco amate dalle logge più importanti. Ma anche perchè il Pd ormai è un aggregato gasiso che serve a poco e bisogna pensare ad uno strumento più adatto. Infine perché il disegno della riforma delle istituzioni non è affatto abbandonato, ma non lo si può riprendere con Renzi che scatenerebbe le spesse opposizioni del 4 dicembre. Serve qualcosa di più soft.

Ma queste cose non si fanno se si vota subito, serve almeno un anno di tempo, ora il duello sarebbe quello fra Renzi e Grillo che è proprio quello che si vuole evitare.

Ed allora andiamo al 2018? Non è detto, il momento della verità verrà con il deposito della sentenza della Corte quando, qualsiasi cosa ci sia scritto, Renzi tenterebbe l’ultimo assalto,  appoggiandosi proprio alla sentenza ed al mancato accordo per una nuova legge elettorale e lì si giocherebbe lo scontro definitivo.

Tutto incerto, salvo una cosa: Napolitano si conferma il più pericoloso nemico della democrazia in questo paese. Lo ricordino anche i compagni di Sel che non ebbero il coraggio di votarne la messa in stato d’accusa.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (12)

  • Napolitano è un “false flag”.
    Come diceva quel tale: io non ce l’ho con te, ce l’ho con chi ti ci ha messo (e nella fattispecie, con chi ti dà retta).
    Quanto a Cossiga, finché è vissuto, sotto casa sua in via Cicerone a Roma c’era la fila di postulanti; a parte la solita auto scorta dei carabinieri o polizia 24h, a protezione di uno che in teoria non contava nulla, s’intende.
    Bastava una sua parola negativa per far morire sul nascere una carriera politica o far tramontare una candidatura ad uno dei posti che contano.

  • Che andremo a votare nel 2018 neanche è “determinato”: Quanti credono che Napolitano sia stato determinante e quali criteri e fatti fonderebbero tale deduzione?

  • «Esiste un documento della Commissione di Venezia (autorevole consesso che formula giudizi sullo stato della democrazia nei Paesi europei), adottato dal Consiglio d’ Europa nel 2003, intitolato “codice delle buone pratiche in materia elettorale”. È un richiamo alla responsabilità e lealtà nei confronti degli elettori. […] Gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema elettorale propriamente detto, non devono poter essere modificati nell’anno che precede l’elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria.

    Queste proposizioni, di per sé, non hanno forza di legge. Tuttavia, esse integrano l’articolo 3 del Protocollo n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo: diritto a elezioni libere ed eque. Questo sì ha forza di legge. Sulla sua base la Corte di Strasburgo ha giudicato una legge della Bulgaria contraria al principio di neutralità della legge elettorale (Ekoglasnost contro Bulgaria, n. 30386/05). Si trattava d’una legge adottata in prossimità delle elezioni che penalizzava un partito politico a favore degli altri.»
    http://www.libertaegiustizia.it/2017/02/08/a-chi-appartiene-la-legge-elettorale/

  • Principii costituzionali Vs”obiettivi” di rilevo costituzionale non “manifestamente” incostituzionali

    «Alla luce della ricordata discrezionalità legislativa in materia, tale soglia non appare in sé manifestamente irragionevole, poiché volta a bilanciare i principi costituzionali della necessaria rappresentatività della Camera dei deputati e dell’eguaglianza del voto, da un lato, con gli obbiettivi, pure di rilievo costituzionale, della stabilità del governo del Paese e della rapidità del processo decisionale, dall’altro.[…] L’esito dello scrutinio fin qui condotto non è inficiato dalla circostanza, messa criticamente in luce dal giudice a quo, per cui la soglia del 40 per cento è calcolata sui voti validi espressi, anziché sul complesso degli aventi diritto al voto. Pur non potendosi in astratto escludere che, in periodi di forte astensione dal voto, l’attribuzione del premio avvenga a favore di una lista che dispone di un’esigua rappresentatività reale, condizionare il premio al raggiungimento di una soglia calcolata sui voti validi espressi ovvero sugli aventi diritto costituisce oggetto di una delicata scelta politica, demandata alla discrezionalità del legislatore e non certo soluzione costituzionalmente obbligata (sentenza n. 173 del 2005).» — 35/2017

  • Non ha citato i 40 parlamentari Pd e il loro documento in aperto contrasto con il giostraio.

    Non conosco molto le correnti interne, ma sbaglio se alcuni nomi mi sembrano di (ex?) renziani?

    • Emiliano, i piemontesi, De Luca, non sono mai stati renziani ortodossi, ma nel 2013 confluirono nel gruppone Renzi-Franceschini contribuendo non poco al suo 70%

  • George Newyorker è il nuovo bassita di Virgin Rays.
    Il celebre musicista, già session man dei Beatles e dei Rolling Stones, ha accettato di entrare nei Fives, band di supporto di Virgin nel tour che sta tenendo per i quartieri della Capitale.
    In molti si chiedono come l’ormai anziano musicista possa performare gli impennativi assoli richiesti dal pubblico.
    I critici più severi ritengono che egli suoni in play back da molti anni.

  • Napolitano quando il diavolo se lo porterà non sarà mai troppo tardi.
    Dico proprio diavolo perché se esiste l inferno non c è dubbio che una serpe tale ha il posto prenotato.

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