Posso dire che Grillo mi ha lasciato un po’ perplesso?

Innanzitutto auguri per il 2014: ne abbiamo davvero bisogno perché non è un anno facile quello che si presenta. Ma, i colpi di fortuna sono sempre possibili e ci speriamo. Ho ascoltato il discorso di Grillo che, per molti versi era del tutto condivisibile e, devo dire, di tono più tranquillo del solito. Come non essere d’accordo sul fatto che c’è stato un terremoto elettorale e che la classe politica fa finta di nulla? Come non dargli ragione sulle dimissioni di Napolitano o l’Euro? O come non concordare sulle critiche ai disastri combinati da Monti? Dunque, su gran parte del discorso non ho nessun problema e sottoscriverei. Tuttavia ci sono tre o quattro punti che mi lasciano molto perplesso a cominciare dalla Corte Costituzionale, alla quale si fa un addebito falso: averci messo sei anni per dichiarare l’incostituzionalità del Porcellum.

In realtà, la Corte ci ha messo solo pochi mesi, essendone stata investita solo nella scorsa primavera. A ritardare la pronuncia è stata la magistratura ordinaria (che gode di un ingiustificato favore da parte di M5s, popolo viola, Idv ecc ecc) che ha sistematicamente respinto i ricorsi degli avv. Bozzi e Besostri, sino a quando la Cassazione non li ha ritenuti fondati inviandoli alla Consulta.

E meno ancora mi convince la proposta di abolire la Corte Costituzionale, alla quale si può rimproverare di non aver fatto sempre il suo dovere –siamo d’accordo- ma che, nel complesso è stata un argine contro gli abusi di una classe politica che della Costituzione avrebbe fatto polpette.

Ci siamo dimenticati –tanto per fare un solo esempio- della sentenza che bocciò il lodo Alfano che salvava Berlusconi?
Ma, per entrare nel merito, se abolissimo la Corte Costituzionale cosa succederebbe? La Costituzione continuerebbe ad esserci, ovviamente, e, con essa, l’esigenza di una interpretazione univoca (dato che inevitabilmente avremmo pronunce di merito del tutto contrastanti fra le varie corti d’Appello e Tribunali). Questa spetterebbe alla Cassazione a sezioni unite. Siamo sicuri che sia meglio?

Avrei molti dubbi in merito quantomeno dal punto di vista dell’esperienza concreta, perché, se ci sono molte decisioni discutibili della Corte Costituzionale, ce ne sono incomparabilmente di più della Cassazione e, quanto ai tempi di pronuncia la cosa andrebbe sicuramente molto ma molto peggio. Anche dal punto di vista teorico la cosa mi lascia molto perplesso: mettere in mano alla Cassazione il sindacato di costituzionalità delle leggi ed i conflitti fra poteri dello Stato, significherebbe subordinare il legislativo al giudiziario, che non mi pare una grande trovata.

Altra fonte di perplessità è la passione che ha preso Grillo per il Mattarellum: sin qui il M5s si è detto favorevole al proporzionale, mentre il Mattarellum è un sistema maggioritario ed anche più rigido del Porcellum, da diversi punti di vista. Peraltro, se dobbiamo fare una legge secondo le indicazioni della Corte Costituzionale, occorre anche restituire i cittadini la libertà di scegliersi i parlamentari, cosa che non si può dire accada con il Mattarellum che, basandosi su collegi uninominali, esclude ogni possibilità di scelta del candidato.

In realtà il Porcellum, così come lo ha trasformato la sentenza della Corte, può andare bene così, salvo la necessità di un emendamento di un rigo e mezzo che reintroduca le preferenze.

Su questo punto, proprio non capisco le posizioni di Grillo, ed il dubbio è che anche lui si stia innamorando dell’ortopedia del maggioritario che trasforma una maggioranza relativa in assoluta (sperando di esserne lui il beneficiario) o, più semplicemente (ed è quel che penso), che non ci abbia riflettuto abbastanza e non abbia le idee chiare in proposito.

Terzo punto, la questione dell’Euro. Come ben sa chi mi legge (a differenza di chi interviene solo quando si parla del suo partito e che ignora quel che ho scritto per quattro anni) sono da sempre critico sulla moneta europea ed auspico la fine di questo “sciocco esperimento” (come lo chiamano gli americani). Però non credo che un referendum in proposito sarebbe mai ammesso dalla Corte Costituzionale e non perché questa sia un “organo politico”, ma perché proprio la Costituzione esclude che i trattati internazionali possano essere sottoposti a referendum. Si può fare un referendum consultivo (come ci fu quello del 1989 proprio su un trattato europeo), ma ovviamente è cosa di efficacia ridotta, anche se avrebbe un indubbio valore politico. Resterebbe comunque un problema: da una moneta comune non si può uscire dicendo “Buonasera, noi andiamo via”. Ovviamente c’è da gestire una delicatissima fase di uscita, con tempi e modi assolutamente non scontati. E con il rischio di terremoti finanziari e si pensi solo ai debiti precorsi: resterebbero in Euro o sarebbero automaticamente convertiti nella nuova moneta? Sono due cose molto diverse fra loro.

Dunque, va bene uscire dall’Euro ma cerchiamo di capire come e, più ancora, per andare dove. Infatti non è proprio automatico che uscire dall’Euro significhi tornare alla Lira punto e basta: si può anche tornare ad un sistema simile allo Sme, con una moneta centrale unità di conto e le altre agganciate entro bande di oscillazione, si può avere anche una fase prolungata di doppia circolazione variamente regolamentata, si può sdoppiare l’Euro in due fra Euro del Nord ed Euro del sud, ecc. Come si vede le soluzioni possono essere diverse e mi sembra il caso che vadano ponderate assai bene per non rifare l’errore di un ordine monetario deciso senza un reale dibattito democratico (come appunto fu l’infelice scelta dell’Euro).

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (43)

  • Sicuramente non tutto quello che dice si può condividere, ma sarebbe preoccupante il contrario. È certo che di tutti i maggiori leader è l’unico che mi dà l’impressione di voler davvero bene a questo Paese e che non curi esclusivamente gli interessi di qualche lobby. Non crede?

  • Auguri anche a lei professore, la pregherei di scrivere più spesso. Le rinnovo l’invito ad unire le forze col M5S! Sognare è lecito, o no?

  • condivido le perplessità, anche perchè il l’immagine che mi son fatta di grillo è bven peggiore di quella di aldo. ma d’altra parte,un partito che ha come punto fondativo della sua visione politica la non alleanza con gli altri partiti come potrebbe essere a favore di una legge proprorzionale? la facile retorica che ci si sente proporre in questi casi dai raffinati esegeti dell’assopigliatutto è che col proporzionale si ritorna alla dc (come se renzi e letta non fossero democristiani, tralatr). qualcuno invoca nomi vuoti come”governabilità”, nonostante sia ben difficile sostenere che l’italia sia stata più governabile con porcellum e matttarellum. oppure ricorrono all’atto di fede e usano parole senza senso, chiamando il proporzionale superporcellum. non mi sembra di avere recentemente (e anche meno recentemente) sentito un politico uno fare discorsi con un minimo di senso sulla legge elettorale, nessuno escluso; d’altra parte il dibattito politico è in uno stato pietoso anche se si guarda l’elettorato italiano; e non capisco come faccia aldo in questo contesto a non percepire la pesante tendenza degli italiani a credere che con meno rappresentanza si risolvano tutti i problemi, che sta evidentemente dietro a tutte queste spinte maggioritarie. c’è stato un breve momento in cui grillo voleva far credere di volere essere disponibili ad esperimenti crocettiani e in cui quindi è stata possibile una convergenza del m5s sul proporzionale. ma questi tempi sono finiti, e oggi sono tutti d’accordo sul dire che il principale problema della sicilia è lo stipendio di crocetta, sia il pd che grillo (tac!). e quindi il loro augurio di anno nuovo è quello di continuare a giocare ad assopigliatutto fino a morirne. io sono meno scellerato ed auguro semplicemente un buon anno nuovo.

  • caro Aldo, sono perfettamente d’accordo sul punto che riguarda la corte costituzionale, verissimo, non si può con un colpo di spugna cancellare un organismo cosi importante e a tutela proprio della costituzione. però sul secondo punto , la legge elettorale, Grillo non ha detto che vuole tornare al mattarellum e basta, ha detto, siccome questa legge elettorale è stata dichiarata illegale e cosi pure tutti gli eletti, loro compresi,non può mettere mano per cambiare una legge cosi importante e quindi ha detto, torniamo al mattarellum che è la legge che già c’era prima di questa porcata, si va ad elezioni e chi vince cambia immediatamente la legge. questa è una soluzione non la soluzione, se poi c’è chi ne ha un altra lo dica e vediamo cosa sarà meglio fare. poi l’altro punto, sull’uscita dall’euro, anche li Grillo ha detto ( io non ho le competenze per fare questo ) ma si faccia qualcosa, si esca dall’euro, in altre interviste ti assicuro che ha detto, cerchiamo di uscire nel modo più indolore possibile proponendo mi pare anche un ventaglio di soluzioni. quindi, A) non dimentichiamo che Grillo non è ne un politico ne un analista politico, lui si limita a evidenziare i problemi ma la politica deve fare il resto, e a dire il vero da qualche tempo i parlamentari 5 stelle stanno facendo delle cose encomiabili, alla faccia dei politicanti di professione che ci occultano ogni giorno ta le pieghe delle leggi, degli emendamenti che farebbero inorridire perfino Aminn. insomma Aldo, qualche piccolo strafalcione consentiamolo, altri li fanno abitualmente, di proposito e nessuno dice niente. con affetto
    Antonio Virdis

  • bah sinceramente a me interessa poco essere d’accordo con Grillo per via delle larghe intese o per Monti, se poi propone l’abolizione della Corte Costituzionale. Mi basta questa geniale pensata, mi basta e mi avanza

  • L’uscita dall’euro si può fare in molti modi diversi e non sarebbe una passeggiata per nessuno. Ma esistono tutta una serie di studi e di progetti dettagliati che indicano come farlo e come gestire i problemi. Non si tratta quindi di un problema tecnico ma politico: bisogna deciderlo.
    Anche farci un referendum sopra non è un problema tecnico: non è semplice, ma si è fatto nel 1989 e se lo si decide si può rifare. Il punto è che farlo è una follia.
    Un referendum impone tempi lunghi durante i quali con ogni probabilità si avvererebbero tutte le disgrazie che i fautori dell’euro temono dal suo abbandono. Verremo quindi distrutti non dall’uscita ma dalla sua attesa. Se e quando arriveremmo all’uscita non sarà rimasto niente da salvare.
    L’uscita dall’euro va fatta di notte, all’improvviso. Il referendum è molto democratico ma è un suicidio.

  • Caro Aldo,
    come al solito con grande lucidità hai messo a fuoco il problema principale che vede Grillo portatore di un ampio consenso, ma incapace di canalizzarlo su proposte concrete. Grillo è come un medico che azzecca la diagnosi, ma sbaglia la terapia ovvero non ha ancora ben capito quali medicinali somministrare ( a questo punto mi aspetto le critiche scontate dei tifosi di Grillo).
    Per tornare a scelte concrete io penso che debba essere la Germania a dover uscire dall’euro, visto che ormai la politica della Bundesbank è in aperta collisione con quella di molte altre nazioni che non godono certo dello stato di salute dei tedeschi.
    Meglio per tutti che ritorni a vivere il marco, a rappresentare un’economia solida e per certi versi troppo forte rispetto a quelle di tanti paesi europei.
    Buon anno a tutti

  • condivido quanto scritto da “mimmotron” con cui condivido anche la serenità di giudizio. Per il “mattarellum” voglio pensare che caduto il “porcellum” resti in piedi la legislazione precedente e quindi il “mattarellum”. D’altra parte Grillo sostiene “alle elezioni col mattarellum e poi una nuova legge elettorale”.

  • Ottimo e condivisibile commento! D’accordo con molte cose dette da Grillo ma la sua proposta di abolire la COnsulta va francamente e decisamente rispedita al mittente, come dettagliatamente argomentato da Giannuli! Diffondero’ questo scritto dalla mia home page di Facebook. Buon Anno!

  • Buon anno, veramente questo sarà un anno decisivo. Io ho una domanda. Con il pronunciamento della Corte Costituzionale sul Porcellum, cosa succede all’attuale legge elettorale? Cioè, se la classe politica non dovesse far nulla, io ho capito che si tornerebbe al proporzionale puro (ripartito su base nazionale alla camera e regionale al senato). Ma con quale sbarramento? La posizione di Grillo sul Mattarellum è incredibile perché, secondo Diamanti (sto finendo di leggere “Un salto nel voto”, nel quale c’è una tabella del capitolo 12 che dice proprio questa cosa), il proporzionale con ripartizione nazionale favorisce Grillo.

  • Condivido. Siamo abituati a i deliri di Grillo, cambia spesso idea su molte cose per cui non ci farei molta attenzione. L’unico tema fisso è la delegittimazione della politica, e la lotta alla casta.
    Constato con molto piacere la sua posizione antieuro. Credo che questo sia IL tema dei prossimi mesi ed anni. C’è chi fa finta di nulla, ma il disastro economico europeo è dovuto principalmente all’euro. Molto probabilmente la situazione precipiterà presto, il sistema sta diventando sempre piú insostenibile, politicamente, socialmente, economicamente. Il problema è che nel Paese il dibattito mi sembra molto arretrato e temo che si arriverà all’appuntamento impreparati. Merito della classe politica nostrana, sopratutto a sinistra, radicale e no, che ha fatto della moneta unica un tabú intoccabile, pena essere tacciati di nezionalismo e fascismo, ma come diceva Freud: dove c’è tabú c’è desiderio. Temo che la destra sia un passo avanti su questo tema ahinoi!
    Mi permetto di consigliarLe il bolg di Alberto Bagnai, credo l’unico economista che ha saputo interpretare la crisi in corso in maniera organica, senza ideologie ed in una prospettiva progressista.
    Le porgo i migliori auguri di un sereno 2014, a Lei ed ai suoi lettori.

  • Mimmotron, bisogna sempre ricordarsi che per quanto sia sincero (almeno al momento non mi pare abbia compiuto qualcosa che dimostri il contrario) resta un leader politico e quindi come tutti a volte cerca di destare clamore, attirare l’attenzione, provocare, denunciare usando toni iperbolici. Credo Beppe sappia benissimo (non foss’altro perchè ha degli ottimi consulenti) che la Corte costituzionale svolge una funzione necessaria, in un ordinamento a Costituzione rigida, tuttavia il problema degli organi che usano tecnicamente il diritto è che molto spesso virano verso esigenze anzichè attenersi all’interpretazione spassionata delle norme. Queste esigenze possono essere di equità, opportunità giuridica, purtroppo troppo spesso sono puramente politiche. Grillo ha denunciato questo, lo ha fatto inserendo consapevolmente nel discorso inesattezze, ma credo il problema resti. Qualcuno pensa davvero che un personaggio come Amato sieda lì a difendere l’ortodossia costituzionale? Qualcuno pensa che i suoi colleghi giuristi “puri” non siano scelti innanzitutto per doti di navigazione politica?

  • Condivido tutte le perplessità di Aldo e vorrei aggiungere un altro motivo di dissenso che ho rispetto a Grillo. Un giorno l’ho sentito proporre l’abolizione di tutte le tasse e il mantenimento dell’IVA soltanto, come se non sapesse che la tassazione indiretta è la più iniqua perché va a gravare molto di più sui redditi bassi mentre è quasi insignificante per quelli alti. Ma allora è questo che vuole Grillo? Qual è realmente il suo gioco? Lo vorremmo sapere tutti…

  • Aldo,
    d’accordo praticamente su tutto il resto (come sulla maggior parte delle cose che scrivi, anche se partiamo da orientamenti ideologici opposti), ma non mi è ancora ben chiaro il motivo del tuo netto proporzionalismo.
    In un’Italia divisa in tre (ma anche in quella divisa in due con qualche partitino in mezzo, degli ultimi venti anni) un sistema proporzionale, che ovviamente non produce un vincitore ma obbliga agli accordi, non sarebbe una manna per quei poteri forti che non a caso da vent’anni cercano di portare avanti i centristi, hanno imposto Monti e ora Letta e le larghe intese (con Napolitano che presidia il tutto come un carabiniere) e sguazzano in ogni situazione in cui non c’è una maggioranza certa?
    Un governo ci deve pur essere e un sistema in cui qualcuno, pur senza avere la maggioranza assoluta dei voti, vince, decide per cinque anni prendendosene la responsabilità e poi si ripresenta all’elettorato per essere riconfermato o sonoramente bocciato non sarebbe tutto sommato il più limpido (per quanto può essere limpida la politica)?

  • Buon anno a tutti!

    D’accordo su Corte costituzionale, in disaccordo sulla legge elettorale (peraltro mi pare di capire che Grillo proponga un ritorno transitorio al Mattarellum)

    Una domanda off topic al Prof. Giannuli, se avrà la gentilezza di rispondermi:

    che ne pensa del Prof. Alberto Bagnai e del suo lavoro di divulgazione sulle distorsioni macroeconomiche internazionali introdotte dall’euro? Io l’ho trovato illuminante (oltre che di una chiarezza esemplare) al punto che mi ha fatto cambiare radicalmente idea sulla moneta unica (della quale precedentemente ero sostenitore)

  • Professore gli americani non si possono permettere di definire la scelta europea dell’euro, come “sciocco esperimento” per il semplice fatto che la crisi è stata innescata da loro, poi scaricata su di noi. In realtà loro sono i principali nemici di ogni moneta che sul mercato internazionale, sia alternativo al dollaro-capestro,il dollaro è la loro arma di distruzione di massa. Si può discutere invece di applicare un euro forte per i paesi ad economia forte e uno più debole per gli altri,quest’ultimo applicandolo anche al sud Italia. La scelta dell’euro è irreversibile, la fuoriuscita sarebbe un suicidio per tutti noi.L’inflazione che ne scaturirebbe con una liretta restaurata a furoro di popolo, ma isolata nell’Europa e nel mondo ci coprirebbe di ridicolo e di miseria.Ribadisco la scelta dell’euro è irreversibile.Tornare alla lira equivalerebbe a tornare, in una economia globalizzata, al lume di candela.Per quanto riguarda i suicidi che stanno avvenendo sull’onda della crisi frequentemente, bisogna assolutamente staccare la spina, i mass media la smettano di enfatizzare il fenomeno, io sono convinto che vi sia anche un deplorevole fenomeno di emulazione in soggetti fragili.Durante il “bieco ventennio” il fenomeno ufficialmente non esisteva, semplicemente perché era proibito parlarne. Ripristiniamo tale metodo di prevenzione.Misera,fame,disoccupazione,malattie, guerre,carestie, da sempre in ogni luogo e tempo, accompagnano l’umanità e non solo da oggi,anzi nei tempi passati sicuramente in maniera più accentuata.

  • @ revelli. nessuna obiezione sul fatto che la prima rata avràlo stesso valore, ma, a meno di non estinguere il mutuo entro il periodo di changeover, il problema si riproporrà in futuro, dato che secondo questa prospettiva sarà il mercato a decidere quanto varrà la lira. a meno di non volerla agganciare a qualcosa, ovviamente. ma, tolto l’euro rimane solo il dollaro(eh eh eh)…

    ma la parte più buffa del testo di bagnai è questa:
    “Scusa, amico Brillo, ma secondo te, se la banca pretendesse di farsi pagare in euro (avendo però convertito i tuoi depositi in nuove lire), che cosa potrebbe pensare di ottenere se non un pugno di mosche? Secondo te, è meglio farsi pagare nella nuova valuta, o mandare in bancarotta il 70% dei propri clienti?”

    insomma la banca dovrebbe scegliere tra perdere soldi oppure riprendersi il bene (di solito la casa) che il cliente non riesce più a ripagare col mutuo, definito dall’economista più paternalista sul mercato “un pugno di mosche”. una scelta molto ardua in effetti, quella che va tra il perdere soldi e tenersi il bene e parte delle rate pagate. ma non c’è dubbio che le banche siano istituti caratterizzate da fini prevalentemente sociali e che, specie quelle italiane, hanno sempre dimostrato di saper mettere da parte i loro profitti per difendere il bene comune e i posti di lavoro. accidenti, altro che cane, è proprio il banchiere il miglior amico dell’uomo.

  • Uscire dall’euro? C’è un bel problema tecnico: riuscire a farlo, senza troppa inflazione. Una mossa sbagliata e i sudati risparmi del nostro paese, l’unico punto di forza, in termini finanziari, sfumano. Intanto scendono gli stipendi, compresi quelli dei professori, che se lo meritano. E magari non tiriamo neppure su un po’ di lavoro per i giovani. Ma perché non andare direttamente sul problema? Chi invoca l’uscita dall’euro mi sembra farlo per non essere più governato da “potenze straniere”. A me sembra che lo siamo già e lo saremmo di più. Cos’è questa classe politica di malviventi, direbbe Razzi, abbarbicata al suo cadreghino, se non una potenza straniera?

  • Buongiorno Prof. Giannuli.
    Innanzitutto, auguri di un BuonAnno 2014.
    Da anni la seguo e trovo le sue analisi sempre interessanti, anche se è la prima volta che le scrivo. Vorrei chiederle cosa ne pensa di Alexis Tsipras, leader greco di Syrysa (la cosiddetta “sinistra radicale”,che io considero semplicemente “sinistra”). Potrebbe essere una nuova speranza? Cordialmente, Ettore Fiumara, Cosenza.

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    gianfranco d'atri

    caro Aldo, Hai sostenuto: “la Lotta di Classe è finita? …allora diteglielo a Gates, Soros etc”. La notizia che segue dimostra la validità dell affermazione
    http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/01/02/news/i_miliardari_globali_sempre_pi_ricchi_nel_2013_hanno_aggiunto_524_mld_di_dollari-74959733/.

    Sicuramente bisogna lavorare a capire meglio come si stanno ridefinendo a livello globale le classi, e cosa accade in Italia in particolare, ma è certo che la lotta non si combatte con like e faccine fra friends e followers su internet.
    Grillo ( ma penso devi aggiungere casaleggio) usa un linguaggio ecumenico ( che diventa generico e ambiguo) , xchè l elettorato 5stelle è composito, e parole d ordine chiare , decisioni specifiche e scelte dividono.
    Il partito 5stelle ( che sta formandosi attorno ai parlamentari) non è in grado di esprimere nessuna condtta coerente con l’ampio programma descritto nel discorso.
    ma mentre PD e Rifondazione sono chiusi rispetto alle riflessioni e alle pulsioni a loro esterne, esiste la speranza di interferire con il processo in atto nel Movimento.
    Ovviamente, se la preoccupazione attuale di molti portavoce del Movimento è quella di non essere espulsi difficilmente sentiremo voci rettificative del Grillo pensiero , che resterà criticabile , e persino non condivisibile ,come accade quando manca il dibattito.

  • Dai! M5stelle serve per sfasciare il sistema delle caste dei partiti, in ciò sta la sua utilità, per questo l’abbiamo votato, ma da qui a farlo diventare costituente che modifica la costituzione, ce ne passa.
    Grillo fin quando smaschera le porcate della casta, è ok, ma quando entra nel campo della diritto diventa un bestione. Ha detto bestialità a nastro:
    1)La corte costituzionale serve a togliere di mezzo le leggi che non rispettano la costituzione. Quindi ci deve essere in tutti gli stati che hanno una costituzione, più in generale in tutti gli ordinamenti che hanno un sistema di fonti del diritto a gerarchie (una vale + di un’altra, anche la corte giustizia EU ad es. per proteggere il diritto EU) no costituzione=no corte costituzionale. Sicchè non la puoi eliminare, salvo se vuoi eliminare la costituzione ….e fare il fascismo.
    1.1) Le corti costituzionali sono organi misto politici, quindi esprimono le tendenze politiche di quel momento, giusto che gli organi elettivi eleggano componenti. Grillo le vuole sostituire coi cittadini eletti: come? Da chi? Tipo il pubblico di Amici della De Filippi o i bimbiminkia dei social coi like? Più o meno la pensavano così i nazisti che glorificavano la sana giustizia popolare, la legge doveva esprimere i sani sentimenti del popolo: ad esempio l’antisemitismo etc..
    GRILLO: non diciamo minkiate!
    1.2) PS: nel discorso confondeva corte dei conti con corte costituzionale, sono 2 cose diverse…leggere costituzione please.
    2. Siccome sull’ euro non si può fare referendum, perchè è un trattato internazionale, allora M5* deve prima eliminare quel divieto della costituzione, cioè modificare la costituzione con la procedura art 138: fantapolitica! non risulta nemmeno in Nostradamus che M5* avrà mai la maggioranza dei 2/3. Salvo che si allei con altri che vogliano abolire l’euro, ma loro non si vogliono alleare con nessuno, sicchè come fai il referendum? GRILLO: non diciamo minkiate2!
    3. Legge elettorale: Grillo è in confusione totale, una banderuola che va dove + gli conviene secondo i sondaggi, come sempre hanno fatto i partiti, pensando ai caxxi loro e non al bene comune: 1 giorno dice di andare subito alle elezioni col porcellum, il giorno dopo dice che prima bisogna deporcellizzare, arriva la sentenza della corte costituzionale (quella che non serve ad 1 caxxo, basterebbe il popolo…) che deporcellizza davvero e lui vuole andare ad elezioni subito subito: ma che legge elettorale abbia in mente non si sa…
    E siamo alla minkiata3

  • Cinico Senese: gli USA hanno il sistema elettorale per i magistrati (quelli ordinari) e la loro giustizia, malgrado tutto, funziona molto meglio della nostra, portata avanti (si fa per dire) da magistrati ultrapagati. Grillo vorrebbe una Consulta formata da cittadini? Se possiamo avere un Parlamento che produce le leggi e un Governo che le applica formato da cittadini eletti dagli spettatori della De Filippi e da bimbiminkia perchè altrettanto non si potrebbe fare colla Corte costituzionale? L’idea che ci debbano essere persone che capiscono e tecnici nelle stanze dei bottoni e che il suffragio debba essere ristretto ai notabili alfabetizzati non le ricorda qualcosa???

  • Grillo certe volte e’ troppo impulsivo;dice cose che non sempre corrispondono ai fatti;lo seguo da anni,ma molte volte,pur condividendo molto di quel che dice,lascia perplesso anche me.Un appunto infine sull’Euro;chi pensa di tornare indietro o di sottoporre referendum sulla moneta unica non ha ancora capito che bisogna in primis cambiare il sistema monetario;e’ inutile propinare ricette o facili scappatoie lasciando un simile sistema basato sui titoli del debito pubblico;mi risulta che il debito pubblico esistesse anche prima o gli italiani hanno rimosso anche questo?

  • Caro Aldo, le affermazioni di Beppe Grillo sono per conto mio in gran parte condivisibili: attrae perchè le dà di santa ragione a una classe politica lenta e neghittosa; mi chiedo però se realisticamente possa sperare in caso di elezioni di ottenere una maggioranza che gli consentirebbe di governare da solo oppure se in fondo non cerchi accuratamente di evitare strade diverse da un’opposizione vivace e colorita?

  • Chiedo se si può tenere l’euro e contemporaneamente ripristinare la lira come fanno credo in Germania con il marco. Cosa ne pensa?

  • In Germania la Costituzione vieta la presenza contemporanea di due o più valute. La Germania infatti non ebbe il periodo transitorio in cui l’Euro conviveva colla valuta da sostituire, il passaggio fu secco.

  • Per come ti conosco caro Aldo, sono certo che pur di espellere questa classe politica faresti patti col diavolo, mentre sono molto sorpreso del fatto che persisti nella ipotesi di uscire dall’euro. Quando siamo entrati si sono trasferite immense risorse a danno dei soliti pensionati, operai, poveracci; per uscire il prezzo per le citate categorie sarà ancora più alto e questo contrasta con il tuo percorso sociale caro Aldo. Un affettuoso Buon Anno. Saverio

    • Caro Saverio, buon anno. Lo so che uscire dall’euro è un doppio salto mortale (e non solo per noi, anche per gli altri, tedeschi compresi, che pertanto hanno interesse a concordare una exit strategy comune) però se ci crolla in testa senza che abbiamo preparato una uscita ordinata è molto peggio, non ti pare?

  • Scusi prof. ma allora perchè quando le dissero che era stato menzionato sul blog di Grillo in proposito della riforma elettorale cadde dalle nuvole???

  • Io ammiro Beppe Grillo per ciò che ha fatto e per ciò che fa. Se oggi tutti noi siamo qui a discutere su cosa possiamo concretamente fare per questa nazione con qualche speranza in più, lo dobbiamo soltanto a lui. Parla in modo semplice, ma dice cose straordinarie. E’ dai tempi dell’antica Grecia che non si sentiva parlare di democrazia in questi termini: elezioni o, magari ancora meglio, estrazioni di liberi cittadini chiamati a controllare le istituzioni. I tecnici possono sempre essere consultati sulle loro competenze precipue, senza dover necessariamente essere investiti di alcuna carica istituzionale. Tutte queste critiche adesso che non si è ancora fatto nulla. A tutte queste critiche ( qualcuna sacrosanta, per carità! Ma qualcun’altra un po’ spocchiosa ) quando Grillo e il Movimento rischiano di essere soffocati in culla, quando dovremmo sentirci mobilitati e pronti a scendere in piazza a gridare la nostra rabbia, non riesco a dare una valenza concreta. Cosa vorreste fare? Impedire al Movimento di commettere errori? Impossibile! Le vostre stesse indicazioni potrebbero probabilmente essere giuste, ma potrebbero anche non esserlo: questo è il momento dell’unità e del sostegno anche “obtorto collo”.

  • Concordo pienamente con l’articolo! Penso anch’io che un ritorno all’ECU, con una banda di oscillazione intorno al 10% del valore concordato (prenderei a riferimento l’Euro) permetterebbe ai Paesi più deboli di gestire meglio le loro esportazioni e magari una piccola inflazione interna, senza danneggiare la Germania.

  • Il linguaggio usato, tornando al post di d’atri, é necessariamente qualunquista
    http://www.treccani.it/scuola/maturita/prima_prova/tema_di_argomento_storico/Qualunq.html
    Ciò consente politicamente di rivolgersi ad un elettorato che non sia connotato politicamente (considerando che i partiti ed il loro consenso in questa fase sono al minimo storico non é un’impresa). Ecco perché il linguaggio, per forza, non “deve” essere coerente ma deve essere rivolto ad un pubblico vasto. La cartina di tornasole di quanto espresso é a mio avviso l’inattuazione del solo strumento davvero “democratico” che aveva promesso: il voto on line sulle questioni politiche da parte di coloro che sono iscritti al partito. Se facesse ciò, cioé se facesse emergere una volontà del suo elettorato, anche il M5S diventerebbe un partito, cioé esprimerebbe una valutazione di parte (come normalmente accade per ogni movimento politico, lo dice la parola stessa). Questo produrrebbe una riduzione dei consensi perché decidere determina una perdita di consensi se non hai un elettorato coeso.

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