Crisi Curda: che conseguenze può avere?

Tutto si può dire della crisi in atto fra Turchia e Siria meno che si tratti di un fatto inaspettato: Erdogan da anni non fa mistero del suo progetto neo-ottomano ed il repentino ritiro degli Usa dalla Siria è suonato come l’autorizzazione ad Ankara a passare ai fatti. Questo è chiaro come due più due fa quattro. Ed è partita l’aggressione che può diventare presto un genocidio. Di fronte a tutto questo la reazione degli Usa, diciamolo, è indecente.

Prima dicono che insomma dei curdi non gli importa nulla (“alleati? Si ma non erano con noi in Normandia” è stata la ripugnante battuta di Trump); poi ci ripensano e forse, si, bisogna dire qualcosa ad Erdogan: “Dai non è il caso. Non fare lo sciocco”.

Trump è una figura tragicomica: un anno fa era sul punto di fare guerra alla Turchia e minacciava di distruggerne l’economia per la questione di un pastore protestante, amico della moglie, arrestato perché ritenuto spia dai Turchi. Oggi dice che in fondo i Turchi possono fare quel che vogliono a 7.000 kilometri dalle coste americane.

Che sia un cretino che ragiona come il pizzicagnolo dell’angolo lo capisce ormai il più sprovveduto lettore di giornali. Non è che non abbia una strategia, è che proprio non sa cosa sia ed a cosa serva una strategia. Ed è il capo della massima potenza mondiale!

Siamo fierissimi avversari degli Usa e, se non ci fosse di mezzo la sopravvivenza di centinaia di migliaia di esseri umani, ce ne compiaceremmo sperando che mandi al più presto gli Usa nel più buio sprofondo.

Il guaio è che, oltre al massacro dei Curdi, si prospettano sviluppi geopolitici gravissimi.

Dell’Europa non diciamo neppure: la Ue è un ente inutile da chiudere prima possibile e gli stati nazionali singolarmente presi sono di desolante inesistenza politica.

Cosa può derivare da questa che Tramp, nella sua stupidità, definisce una “guerra tribale” sottintendendo di nessuna importanza politica.

Intenzionalmente non toccherò temi di natura umanitaria (il massacro di un popolo, la nuova ondata migratoria eccetera): gli europei hanno sufficiente pelo sullo stomaco per digerire questo ed altro ed abbastanza lacrime di coccodrillo per piangere su tutti gli olocausti che permettono o compiono.

Veniamo sul piano delle fredde analisi.
La Turchia di Erdogan ha in mente un piano di ricostituzione dell’Impero Ottomano
(anche se non è necessario che si chiami in questo modo) che ponga la sua candidatura alla leadership del mondo islamico. Questo è stato dichiarato in forme più o meno esplicite da ormai un decennio.

Sin qui si è trattato solo di discorsi ma, sul piano dei fatti, non si è andati oltre l’appoggio ad una delle frazioni militari siriane, l’ambiguo occhieggiamento con l’Isis (come il far transitare foreign fighters ed armi, verso il Califfato e petrolio di contrabbando e reperti archeologici dal Califfato verso l’Europa) o qualche gesto simbolico (come l’abbattimento di due aerei militari russi).

Ad impedire altri sviluppi c’era una situazione vigilata da Russi ed Americani con i quali non si poteva rischiare un conflitto aperto, una situazione economica catastrofica ed, in definitiva, l’assenza di successi esterni che non potevano essere compensati da quelli repressivi interni.

Ora siamo alla prima uscita strategica di Erdogan fuori dei confini nazionali e dal successo o dall’insuccesso di questa uscita dipende in gran parte il resto del progetto che prevede: l’annessione del kurdistan Siriano, poi l’espansione verso quello Iraqueno alla conquista dei preziosi pozzi petroliferi, la definitiva “conquista” di Cipro e la minaccia alle isole greche.

Nello stesso tempo, ci sarebbe il rilancio dello storico asse turco-egiziano con conseguente controllo del pozzo di Zhor che sposterebbe a favore dei due paesi i rapporti di forza petroliferi (e qui si capisce meglio la banditesca operazione dei primi mesi del 2018 contro la nave dell’Eni al largo di Cipro, alla quale l’imbelle governo Gentiloni-Alfano non ebbe il coraggio di contrapporre l’invio di unità della nostra marina militare).

E, d’altra parte, i turchi potrebbero prospettare un asse, magari provvisorio, con l’Iran con effetti su tutta la “mezzaluna sciita” sino al Libano (anche se non è detto che l’Iran ci stia).

Peraltro, anche il rapporto con il terrorismo islamico potrebbe riservare molte sorprese e già ci sono segnali di partecipazione di combattenti Isis a fianco dei turchi.

Tutto questo metterebbe in moto un complesso “gioco di bocce” nel quale una urta l’altra. La prima conseguenza vistosa potrebbe essere una brusca accelerazione del conflitto fra sauditi ed iraniani (che già in estate ha avuto una forte spinta con l’attentato alla piattaforma petrolifera).

L’Arabia saudita potrebbe essere indotta ad intervenire sia per prevenire il rischio di un asse (anche solo provvisorio) fra Teheran e Ankara ed anche per contrappesare l’eventuale successo militare turco, sottolineando come ci sono altri che possono aspirare alla leadership del mondo islamico.

A sua volta l’Iran, che dovrebbe digerire l’aggressione, almeno parziale, dell’alleato alauita di Damasco, qualora fosse sicuro di non essere attaccato dai sauditi, potrebbe pensare di arrivare in appoggio ad Assad.

Va da sé che questo complesso ed imprevedibile gioco di alleanze e conflitti avrebbe fra le prime ripercussioni un salto in avanti del prezzo del petrolio da ricordare quelli del 1973, del 1979, del 1991, ecc.

Conviene all’Europa questa prospettiva? Diremmo di no. Ed allora che fare?

Diciamo subito una cosa: il blocco delle vendite di armi (di cui Erdogan ne ha già a bizzeffe), i boicottaggi e le sanzioni economiche, le manovre diplomatiche e così via, quando già le armi sparano, non servono a niente. Non è così che si può dissuadere un delinquente come Erdogan.

Poi figuratevi: nessuno ha neppure chiesto di convocare il Consiglio di sicurezza dell’Onu e Trump propone un compromesso che di fatto è la resa dei curdi.

Quando si è iniziato a sparare, l’unica cosa efficace è l’intervento armato. Certo, con la dovuta gradualità: in primo luogo con l’invio delle flotte dei paesi Nato in zona (e se gli Usa non ci stanno, Francia, Italia e Grecia hanno flotte più che sufficienti), subito dopo con la dichiarazione della no fly zone per cui si procede ad abbattere tutti gli aerei militari tirchi in volo, poi con il blocco navale dei principali porti turchi, appena possibile con lo sbarco di una forza di interposizione (come già sta facendo saggiamente la Russia a protezione di Assad).

E se i Turchi reagiscono facendo passare i profughi che detengono nei loro campi, oppure attaccando i mezzi navali eccetera? In quel caso si passa alle maniere forti dichiarando guerra alla Turchia con tutto quel che ne consegue e senza risparmio di munizioni e bombe (voglio essere chiaro).

Una guerra? La guerra già c’è e si tratta solo di soccorrere i più deboli. Ovviamente sono convinto che né l’Europa né gli Usa faranno niente di tutto questo e si limiteranno alle proteste più platoniche. Però sono convinto che se la manovra di Erdogan avesse successo, europei ed americani rimpiangeranno amaramente di non averlo fatto.

Per chi volesse rimanere informato sull’evolversi della crisi, segnalo il canale Telegram del gruppo Rojava Resiste, che fa davvero un prezioso lavoro di informazione e le corrispondenze di Benedetta Argentieri, giornalista italiana ora al fronte e Daniele Raineri, giornalista de Il Foglio esperto di Medio Oriente e politica estera.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (27)

  • “Siamo fierissimi avversari degli Usa e, se non ci fosse di mezzo la sopravvivenza di centinaia di migliaia di esseri umani, ce ne compiaceremmo sperando che mandi al più presto gli Usa nel più buio sprofondo.” Professore definire Trump un cretino mi chiedo cosa sia. Gli USA hanno una crescita economica più che inviadibile e la disoccupazione a poco più del 3%, anche questo un numero da sogno. Certo sono effetti che vengono da lontano e non dipendono al 100% da Trump ma questi sarà rieletto plebiscitariamente e devo dire a ragione. Vorrei tutti i nostri politici cretini come Trump.

  • in un quadro di zonizzazione economica fra Usa e Cina l’attacco ai Curdi, cioè ad Assad, è compatibile col tentativo di destituirlo da parte dell’Isis. La reazione Usa di voltarsi dall’altra parte assieme all’Europa è nella direzione del quadro, Trump c’entra poco, Obama avrebbe fatto lo stesso. Il non intervento Russo è dettato dalle protezioni Nato della Turchia, il silenzio tradisce il voler pareggiare in altro momento e la cosa mi preoccupa ancor più. Non credevo che individui della stessa specie e che vantano grandissime intelligenze, rispetto alle altre speci , fossero così sciocchi da rincorrere ansie naturali di sopravvivenza invece di impegnarsi ad una coesistenza più raffinata e più coordinata come imporrebbe l’intelligenza.

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    Tenerone Dolcissimo

    Trump è una figura tragicomica:
    Sì, credo che il buon GIANNULI abbia ragione.
    Ma vogliamo dire che i veri buffoni tragicomici sono gli antitrumpiani ???
    Ricapitoliamo
    1) TRUMP si presenta all’elettorato e dice di voler diminuire la disoccupazione e ridurre l’immigrazione e le due cose sono intimamente connesse come sapeva anche il compagno George MARCHAIS comunista di provata osservanza moscovita
    1a) Gli antitrumpiani reagiscono dicendo che TRUMP è un pericoloso pazzo da rinchiudera al più presto in manicomio
    2) TRUMP bombarda le Siria, minaccia di bombardare l’IRAN scatenando una guerra mondiale con contorno di vulcanizzazione nucleare ecc. ecc.
    2b) gli antitrumpiani fanno spallucce dicendo: «beh forse TRUMP è stato un po’ inopportuno»

  • L’effetto più immediato è per i poveri ricchi qatarioti, che continuano a non allacciarsi ai gasdotti per l’Europa, per la gioia dei buoni affari del monopolista europeo Gazprom.
    Trump aveva promesso di disimpegnarsi dalla Siria, lo ha annunciato e lo ha fatto, malgrado le dimissioni di altissimi ufficiali in dissidio con lui. Il suo limite è stato di aver passato le consegne ai turchi e ai russi, disinteressandosi completamente dell’alleato curdo: una figuraccia !!
    Insieme agli americani altri alleati europei hanno pensato di darsela a gambe levate.
    Un banchiere di buona preparazione che vede la realtà da dietro un vetro blindato, non sa neppure cosa sia decollare a atterrare con l’auto, o tornare a casa con la testa rotta o con le gionoccha sbucciate. Non ha il concetto di sfida e confronto alla pari. Los franzos senza degli americani si muovono con le mezze brigate di stanza in Francafrica.
    La Grecia, da sola, contro la Turchia ci ha già provato … Per l’Ialia ci sono vincoli costituzionali … ma potrebbero essere valicabili, sebbene si dovrebbe fare più attenzione agli alleati (per chiamarli così), che ai turchi.
    Resta il fatto che si tratta di una guerra in cui l’Italia non ha responsabilità.
    Per la no fly zone occorre un passaggio all’Onu, tutt’altro che scontato, come ha lasciato intendere l’iperpresidente.
    E la Germanai su quali tavoli giocherebbe ?
    In Libia Francia e UK dopo due mesi di bombardamenti avevano esaurito le scorte … ci sono volute le scorte tedesche e gli USA per terminare l’operazione.
    L’altro player di spessore della zona è l’Iran. Turchia e Iran hanno mostrato di non avere interesse a scontrarsi. Tuttavia se gli interessi iraniani in Irak saranno toccati, non sono da escludere scintille tra i due stati confinanti.
    L’Arabia Saudita, dopo l’incontrastato attacco missilistico subito a settembre, con il dimezzamento repentino della propria produzione petrolifera, si è indotta a più miti consigli con il dirimpettario dell’altra sponda del Golfo Persico. Se c’è una cosa che i Saud non arrischierebbero mai, é il trono.
    I conflitti tra paesi musulmani non dispiacciono affatto ad Israele. Ha solo da guadagnarne in sicurezza. Le cose muterebbero se l’alleanza turco-egiziana fosse egemonizzata dai neo-ottomani in funzione anti ebraica. Avremmo una nuova fiammata del conflitto israelo-palestinese.
    E’ fuori discussione che Erdogan sia un pericolo per la stabilità della regione.
    Proverà a ingannare la Merkel per spillarle soldi dell’EU, minacciandola con l’invio di milioni di migranti, ma che utilizzerà per rimpiazzare la popolazione curda scacciata dalle truppe turche.
    Erdogan è una spina nel fianco della Nato, ma resta pur sempre un vaso di coccio, tra vasi di ferro. Se i vasi ferro tintinneranno …

  • Il Trio delle meraviglie (Francia, Germania e UK) rischia di essere bidonato da Erdogan, malgrado la morbidezza delle posizioni assunte da Macron, memore di essere stato già rifiutato lo scorso anno come mediatore tra curdi e turchi.
    L’iperpresidente ha dichiarato di aspettarsi di incontrare il leader turco.
    Al momento, l’unico incontro certo di Erdogan è con Putin. Il contenuto è scontato, Riguarderà con ogni probabilità la lunghezza e la profondità della fascia di confine che sarà occupata dai turchi. L’obiettivo è evitare il contatto tra esercito turco e russo.
    Dopo la letterina di Trump che avvisava il Sultano del disimpegno americano e della giravolta spaziale della posizione del presidente americano, passato in pochi giorni dalla proposta di sanzioni, all’assenso sostanziale verso Ankara, l’incontro con il Trio delle meraviglie potrebbe essere percepito dai turchi come una inutile complicazione. Meglio tirargli un bidone.
    A Erdogan bastano le pastette fatte con americani … e russi.
    Al Trio delle meraviglie va bene aver alzato la voce … se poi sarà bidonato, si accontenterà di dire davanti all’opinione pubblica di non avere colpa … salvo mantenere relazioni utili per affarucci.

  • Qualcuno si é accorto del semestre della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea in mano alla Finlandia?
    Il Primo ministro Antti Rinne e il ministro degli esteri Pekka Haavisto sull’invasione della Siria hanno brillato per assenza.

    Responsabile

  • … tra l’amletico Barak Obama, Hillary Clinton, esportatrice di democrazia sulle alette delle bombe e Trump, emulo di capitan Fracassa, Ersogan si è sentito senza catena al collo …

  • parlando dello “storico asse turco-egiziano”…proprio in questi giorni the Arab Weekly scrive: “Egypt steps up support for Syrian Kurds, increases political pressure on Turkey”.. https://thearabweekly.com/egypt-steps-support-syrian-kurds-increases-political-pressure-turkey Sembra che Erdogan si trova in un’isolamento che non significa che qualcuno farà una mossa per dare una mano ai popoli soppressi del Medio-Oriente…la loro posizione mi fa ricordare quella dei repubblicani spagnoli nel periodo 1936-1939…speriamo che finirà diversamente per Rojava

  • @ Gaz-z0
    Premessi cenni sulle organizzazioni non governative, il candidato Gaz-z0 tratti delle relazioni tra la cerimonia di commiato alla BCE del Governatore Mario Draghi e l’azione politico-amministrativa di Italia Viva, con particolare riferimento alle controllate ministeriali.

  • Erdogan sta portando a termine l’occupazione della lunga fascia siriana al confine della Turchia, con l’obiettivo di sostituire la popolazione curda con quella arabofona dei campi profughi presenti in Turchia.
    Le Nazioni Unite lasceranno fare. Il Consiglio di Sicurezza tacerà, come ha fin ora taciuto.
    USA, UK e Francia se la sono data a gambe, dopo averne riempito gli arsenali, autorizzando di fatto Erdogan a tutto e a tutto il resto contro i curdi.
    La Russia con il minimo sforzo raggiunge il massimo risultato in Siria, anche grazie agli accordi spartitori con la Turchia.
    La Cina ha ampliamente foraggiato finanziariamente Erdogan per superare le strettoie sanzionatorie americane.
    Quanto è grande l’ipocrisia dei cinque grandi, e non solo la loro !

  • Nello scenario libico l’Italia si troverebbe alleata con il Qatar, le cui richieste sono plausibilmente prevedibili, e con la Turchia.
    Certi alleati imbarazzanti e pesanti da trascinare è meglio non averli.
    Per fare questo bisogna avere Forze Armate all’altezza dei compiti richiesti dalle sfide .. lanciate da altri, oltre che una buona politica adeguata.
    Chi ha combinato il caossino libico?

  • ”Erdogan è un ladro. Ha rubato fattorie, grano e petrolio. E oggi sta rubando la nostra terra. Tutte le zone della Siria hanno per noi la stessa importanza” Bashar al Hassad, presidente della Siria.
    I russi non la pensano alla stessa maniera. Hanno raggiunto, come era facile prevedere, un accordo spartitorio con Ankara, passando sopra la testa dei curdi, bistrattati ancora una volta. Il sultano e lo Zar, con i loro amici locali, pattuglieranno insieme le zone occupate dai turchi.
    Per chi lavora Trump ? Spera davvero che russi e turchi si sparino addosso ? E Assad manderà giù tutto d’un colpo l’accordo indigesto ?

    • Trump voleva la testa di Assad, Putin era disposto a farlo in cambio della testa di Erdogan e Trump non ha accettato le condizioni russe. Mi pare che Trump abbia un preciso piano e non ci siano state giravolte, continua ad appoggiare Erdogan, il disimpegno dell’esercito è chiaramente concordato. Qualcuno pensava davvero che interessasse qualcosa a qualcuno dei Curdi? Hanno sperato che l’ISIS e la Turchia li schiacciassero, di fatto li hanno appoggiati molto all’acqua di rose e hanno rimandato di qualche anno la soluzione finale. Non ci sarà alcuna ripercussione, mi pare che l’accordo sia stato già ampiamente discusso dai contraenti e le vicende negoziali vengono poste in essere con assoluta diligenza da tutti gli attori.

      • Ancora pochi giorni addietro Trump ha detto che gli Stati Uniti sono “in position to impose very powerful sanctions on Turkey”, ma di fatto erano in pieno accomodamento con Erdogan.
        Abbiamo sostenuto entrambi la stessa posizione.

  • “Macron è stato accolto al Parlamento europeo due anni fa come un ‘grande europeo’, ma col passare del tempo ha mostrato di non essere né eccezionale né europeo come tutti presumevano”
    Philippe Lamberts, Copresidente del Gruppo dei Verdi-Alleanza Libera Europea a Strasburgo.

  • L’ex sottosegretario Sandro Gozi, approdato alla corte di Macron, in attesa di sbarcare al Parlamento Europeo, Brexit permettendo, si è augurato che Italia Viva sia il più forte alleato di Macron in Italia … e altre amenità avariate.
    Se prima ci poteva essere qualche dubbio sull’eterodirezione dell’operazione di Renzi, ora non ce ne sono più.
    Ma quando mai è esistito in Francia un partito filo italiano ??
    P.s. Il logo renziano ricorda molto quello del Vagisil. Ci mancava solo il partito filofrancese del Vagisil. Come siamo ridotti …

      • Il sunnominato é un feudatario che si muove per concessione altrui?
        Il partito di cui è Ras ha un radicamento territoriale?
        Italia Viva è in grado di influenzare i grandi aggregati nazionali e locali ? Più specificatamente ha una visione valoriale del lavoro e dei lavoratori ?
        Ha una qualche forma di strutturazione ?
        Ha un disegno lucido per usare la sua forza?
        Realisticamente qual è il suo collocamento nello scenario internazionale ?
        Le mosse ultime del toscano non esprimono potenza: va contro una parte della popolazione, che certamente non rappresenterà. Esattamente come il suo idolo francese, quando deve andare allo scontro duro, al di là delle parole, si trova altro da fare.

    • Sandro Gozi non lavora più per Macron. Noi tutti ne siamo addolorati, ma ce ne faremo una ragione.
      Il governo francese prima di prenderselo gli ha chiesto l’esclusiva, ma da Malta, come in un film fantozziano, è venuto fuori il sospettone che Gozi abbia un secondo lavoretto per arrotondare.
      Poverino. Con quel che costa la vita a Parigi, dove per un caffè-ciofeca bisogna fare prima un mutuo !!!
      Magari si scopre che il nostro è un gran lavoratore.
      Gozi dovrebbe dire agli avversari, che lui combatte contro la disoccupazione.
      Avere tre lavori, qual scandalo sarà mai ???

  • Il rapporto italo-statunitense richiederebbe più delle 10 righe canoniche.
    Gli Usa non volevano l’Italia nella IIWW, ma nella prima la trattarono malissimo, sebbene alleata. Le ambiguità da ambo le parti, a volte anche con la mafia di mezzo, non sono mancate. Quella specie di capo di stato coronato corto-cortissimo, che mi rifiuto di chiamare per nome, Badoglio, los democristos para …os, le divisioni ambigue tra gli anglo-americani, le ambiguità nel change regime avvenuto con Mani Pulite, fino alle uscite cinesi e russe degli attuali inaffidabili mezzi furbetti e mezzi inesperti.
    Prima che internazionale, è problema che bisognerebbe risolvere in chiave geopolitica interna.
    Dove ci si presenta con gli ondeggianti Renzi, Salvini, Di Maio e l’altro di cui mi sfugge il nome?
    Nella migliore delle ipotesi sono soggetti che escludono una parte della popolazione. Non faranno mai massa critica. Il Professor Giannuli li chiama occasioni perdute. Per me al più -ed è un giudizio generoso- sono buoni padri di famiglia, che di ritorno da lande lontane regalano bambole ai figli.
    Se gli americani per primi hanno mangiato -su impulso degli Angli- i partiti laici, cosa potevano pretendere dai papalini democristos? Tra Di Vittorio e Occhetto-D’alema hanno fatto la seconda opzione. Gli americani hanno voluto al potere per l’Italia la stessa soluzione valida con i Saud per l’Arabia Saudita, imposti dagli inglesi. Dovevano pensarci 10 volte quando hanno fatto cadere il governo Parri.
    Raccolgono oggi quello che hanno seminato altrove ieri. Avete voluto los democristos et post democristos .. teneteveli con le loro ambiguità e inaffidabilità.
    Oggi Giggetto esprime una autonoma politica estera?

  • Washington, nel ridispiegare le sue truppe dalla Siria all’Irak, non solo ha allentato via terra la catena del Sultano Erdogan, ma si è anche disimpegnata nel Mediterraneo Orientale.
    Mosca si è trovata così ad essere la potenza di riferimento nel Vicino Oriente. Il suo interesse é controllare la Siria, da cui contenere a nord le mire qatariote-saudite verso le pipeline della Turchia e a est impedire il congiungimento con quelle libiche, dirette in Europa, attraverso una presenza discreta, ma significativa nel caos libico.
    Le basi marittime russe della Cirenaica e di Tartus hanno realizzato la vecchia asperazione zarista di accedere ai Mari Caldi. A questo si deve aggiungere che tutti i paesi dell’arco di instabilità che va dalla Turchia all’Egitto hanno buoni rapporti con il Cremlino. E’ di pochi giorni fa l’incontro a Sochi tra Putin e Al Sisi: gli argomenti degli incontri hanno sicuramente riguardato le due crisi, le forniture militari e accordi energetici. Lo stesso Putin non ha mancato in precedenza di far visita in Israele, paese della zona non sotto l’ombrelloprotettivo dei sistemi di difesa russi.
    Putin e Lavrov hanno ottenuto i loro successi senza impanatarsi in un nuovo Afganistan, usando al meglio il soft power, ma hanno anche sfruttato a loro vantaggio la confusione di idee americana e i limiti militari degli europei, insinuandosi nei vuoti di potere non colmati o lasciati da questi.
    In questo contesto, dopo i primi abboccamenti arabo-iraniani, anche Israele é costretto a rivedere la sua strategia verso l’Iran, tanto più dopo lo scudo militare fornito dalla Russia. Gli Stati Uniti divenanto ancor più essenziali per Israele.
    E l’Italia? L’Italia ha partecipato ad una sciagurata guerra in Libia, contro i propri interessi … per la quale bisogna ringraziare Napolitano, Berlusconi, Obama, Sarkozy e la Clinton. Putin da dietro le quinte, pur protestando non ha posto il veto nel Consiglio di Sicurezza. Come la Cina d’altronde.
    La Francia ha interesse a fare la sua politica colonialista di sempre; a controllare con i Russi il Mediterraneo centrale e ad unire la via terrestre che va dal Golfo della Sirte al Golfo di Guinea. L’UK é stato marginalizzato dalla Francia. Gli USA, malgrado le sollecitazioni provenienti da Roma, sono restii ad reimpegnarsi a fondo nella, per loro lontana, questione libica. L’Egitto gioca in proprio. Il caso Regeni, creato a bell’apposta, ostacola una collaborazione più stretta italo-egiziana. Tunisia e Algeria si guardano bene dall’entrare nel ginepraio libico, da cui non hanno nulla da guadagnare e tutto da perdere.
    L’Italia non ha alleati e da quelli che si professano amichi è meglio starci lontano. Deve fare tutto da sola. Dai nordicos possono provvenire solo inganni. Gli alleati vanno cercati in Libia, non all’esterno.
    Ci vorrebbe un Churchill a Roma … e un Lawrence di Libia.
    Ma Roma stanno Giggetto, Salvini, Conte, Renzi, il fratello del commissario.

  • Vola Giggino, vola Giggetto.
    La Pax Russa per il momento potrebbe rivelarsi un affare di comune convenienza per tutti gli attori presenti in Medio Oriente: molto dipende dal raffreddamento delle tensioni legate allo sviluppo del programma nucleare iraniano e alle garanzie che Israele fornirà a Teheran. In una eventuale round israelo-iraniano ai russi toccherà far da mediatori, pacieri e garanti, con la benedizione di Washington.
    Allo stato dei fatti, il prindipale interesse delle petro-monarchie del Golfo è stabilizzarsi.
    Qatar e Arabia Saudita, giocoforza, hanno abbandonato i loro sogni di gloria.
    L’Iran ha attuato la politica di sempre: combattere su uno solo dei due fronti, cui è esposta. Mai in contemporanea ad est e ovest.
    La Turchia sembra aver per il momento ridimensionato il problema dei curdi di Siria. Tutto sommato una facile vittoria contro un avversario deblmente strutturato.
    Gli Usa hanno ottenuto quel che volevano: disimpegnarsi da un teatro lontano da casa.
    Chi ne esce malconcio dall’avventura siriano sono i francesi e gli inglesi, i quai hanno ingoiato tutto quel che ha deciso il loro alleato maggiore, rispetto al quale sono meno che junior partners. Da soli non vanno da nessuna parte in Medio Oriente. Macron, il guappo di cartone che aveva fretta di iniziare a bombardare in Siria, anche senza degli americani, si é eclissato come neve al sole. Ha fatto sapere al mondo intero di essere un nano militare.
    Il Deprecabile si è guardato bene nel quadro Medio Orientale dall’usare i toni sprezzanti soltamente rivolti all’Italia. Il Galletto di fronte ad Erdogan, tutto sommato, ha mantenuto la cresta bassa e quando si è trattato di mettere la mano al portafoglio é rimasto fermo. Non gli restava che ritornare a casa moscio moscio, prima che fosse troppo tardi.
    Il colonialista Macron in Siria a ha mostrato tutti i suoi limiti.
    Questa sarebbe la Grandeur francese ?!
    Un Governo serio ne prenderebbe buona nota.

    • All’Hyperpresidente va decisamente male da quando Putin e Lavrov gli hanno preso le misure.
      In Centrafrica lo hanno mandato con la coda tra le gambe, grazie ad un pugno di miliziani privati …
      In Egitto, ma un po’ in tutta Africa, Putin si è messo a fare il piazzista, in aperta concorrenza a Macron, ma con un appeal politico incomparabile.
      Il Deprecabile ha seguito una politica idiota. Essere anti – italiano non gli ha portato bene. Non si è accorto che i suoi nemici esiziali sono a Pechino e a Mosca. In compenso sogna Salvini di notte.
      A dispetto dei suoi quarant’anni, sembra un uomo del novecento.

  • … ma dove andremo a finire di questo passo !
    Il Trio delle meraviglie (Merkel, Macron, Johnson) non è stato ricevuto da Erdogan.
    E’ passata abbondantemente la settimana di tempo indicata al Sultano e al mondo intero per l’incontro, senza che nulla sia avvenuto.
    Manco una foto con stretta di mano ad uso dei media ! Un té, una conversazione sul tempo, uno scambio di doni. Nulla di nulla.
    Che bei tempi quando los anglos e los franzos facevano, disfacevano, ingannvano, colonizzavano …
    Ora un Erdogan qualsiasi si permette di snobbare il Trio delle meraviglie ! Dovrebbe essere sancito a chiare lettere nello Statuto dell’ONU il divieto di bidonare il Trio delle meraviglie !!!

    • … in compenso il Sultano vola in pellegrinaggio a Washington, dove incontrerà Trump.
      Intanto la Camera dei Deputati ha votato due risoluzioni di condanna: la prima per il genocidio armeno; la seconda per l’invasione della Siria, con invito a conseguenti sanzioni.
      Erdogan, ovviamente, non ha gradito e ha messo in forse il viaggio.
      Trump dirà una cosa semplicissima al Sultano: non superare la linea rossa, cui è vicinissimo, altrimenti ad arrabbiarsi sarà Trump.
      Certe cose vanno dette in faccia.

  • Che fine ha fatto l’informazione sulla questione? Google non restituisce più notizie da metà ottobre… Non se ne parla più. Com’è la situazione, cosa è successo?

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