Cosa votare? La Camera

Chiedo scusa se non riesco a rispondere ai molti interventi che mi sollecitano su questo o quel problema, ma fra mail ed interventi sul blog  ho un certo arretrato e devo dare la precedenza agli studenti (siamo in periodo di chiusura tesi), per cui vi chiedo di aver pazienza se rispondo in ritardo e qualche volta non rispondo affatto. Molti (più per mail che nel blog) mi chiedono cosa votare e, soprattutto, cosa voterò. Sinceramente non ho ancora deciso e mi fa piacere discuterne con voi. In primo luogo, penso che la questione si ponga in termini diversi fra Camera e Senato (ed alla Regione per noi qui in Lombardia), per cui inizierò dalla Camera dicendo quello che NON mi convince in ciascuna delle opzioni possibili (ovviamente escludo a priori Monti o Berlusconi, su cui credo sia necessario spendere una parola) e dunque: Pd, Rivoluzione Civile, M5s, astensione, dispersione.

QUELLO CHE NON MI CONVINCE NEL PD e SEL.

Ho già scritto molto in questo periodo sul Pd e qui mi limito a riassumere:

1- essere stato autore delle riforme più antidemocratiche dell’ultimo ventennio (legge elettorale, titolo V della Costituzione, “riforma dei servizi segreti” ecc.) aver avuto la responsabilità esclusiva della sopravvivenza del “porcellum”, difeso per bassi interessi di bottega;

2- Aver ciecamente abbracciato i dogmi neo-liberisti, essersi sdraiato a tappetino di fronte allo strapotere delle banche ed aver fatto una politica sociale antipopolare culminata nell’indecente supporto al governo Monti;

3- Avere come programma la continuazione della politica economica dell’Agenda Monti;

4- Aver espresso una politica estera di totale appiattimento sulla Ue e sull’alleanza con gli Usa;

faccio grazia degli “spiccioli”.

Sel avrebbe potuto giocare la partita di un consistente polo antiliberista fra il Pd e Grillo e varare un cartello più credibile dell’attuale Rivoluzione Civile. Ma Nichi non ha voluto farlo ed ha preferito appiattirsi sul Pd; quel che toglie rilievo politico alla sua formazione, riducendola ad una variante del Pd (forse) utile per scongiurare l’alleanza con Monti, ma nel complesso non autonoma strategicamente da esso. Ed infatti si parla di confluenza di Sel nel Pd (quel che sarebbe un altro errore).

QUELLO CHE NON MI CONVINCE IN RIVOLUZIONE CIVILE.

Molte cose lo ho già dette anche qui (ho raccolto gli articoli che ho dedicato a rivoluzione civile in una categoria), per cui riassumo:

1- la scelta di candidare i leader di Rifondazione, Pdci, Idv, Verdi: si tratta di gruppi dirigenti che hanno fatto bancarotta politica già nel 2008 (salvo l’Idv che l’ha fatta dopo)  e che poi hanno proseguito nel modo peggiore nei cinque anni successivi, non facendo nulla politicamente e, semmai avendo il ruolo di impedire che nascesse qualsiasi altra cosa. Come si fa a votare per uno che prima si allea nella Fds, poi scassa la Fds e va con il Pd, poi, visto che il Pd e Sel non danno nulla, torna indietro e partecipa a Rivoluzione Civile?  Vi sembra serio? La bancarotta politica è molto più grave di un precedente penale (magari lieve) e questo ceto politico non è candidabile neppure in terza fila. Deve semplicemente sparire dalla scena politica.

2- L’assenza di un programma credibile e l’ossessione dell’antimafia. Capiamoci: la lotta alla Mafia è uno dei primi 10 punti che qualsiasi forza politica decente dovrebbe avere nel suo programma, ma non è né l’unico né il primo problema di questo paese. Al primo posto vengono i problemi di giustizia sociale (occupazione, equità distributiva, difesa delle condizioni di lavoro, equità fiscale ecc.) ed i connessi problemi della crisi finanziaria su cui Rivoluzione Civile amabilmente glissa. Ci sono poi altri problemi enormi su cui tutti tacciono o dicono banalità: lo stato comatoso della giustizia civile (cosa anche più grave del problema della Mafia e magari lo dimostrerò in futuro), la lotta alla corruzione, la riforma del sistema dell’emittenza televisiva, una vera riforma dei servizi segreti e del segreto di Stato (senza della quale non si capisce neppure come facciamo a fare la lotta alla Mafia), una nuova legge elettorale, il problema dei diritti civili.. Tutte cose che qui non trovo e che figurerebbero degnamente in un programma di 20 paginette (mica ne chiedo 272!) basate su poche idee forza.  Ma ne riparleremo, comunque un movimento monotematico mi interessa molto poco.

3- Rivoluzione civile paga il prezzo di essere nata fuori tempo massimo, per cui non sarà possibile evitare un forte accentramento autocratico sia in termini di programma politico (che non si forma in una manciata di settimane a botta di referendum telematici, siamo seri!), il che riduce ulteriormente l’appetibilità di questa offerta elettorale.
Anche qui, faccio grazia degli spiccioli.

QUELLO CHE NON MI CONVINCE NEL M5S.

Altro tema sul quale ho scritto diverse volte (anche qui, ho raccolto tutti gli articoli in una nuova categoria), per cui riassumo:

1- l’invadente presenza di Grillo che, lungi dal ridursi man mano che il movimento cresceva, è andata facendosi sempre più oppressiva. Grillo è l’unica “faccia” del movimento, ma poi non è neppure candidato, per cui chi vota M5s vota a scatola chiusa un gruppo di candidati di cui non sa nulla salvo gli scarni ed inutili curricula, che potrebbero andar bene per un concorso alle poste, ma non servono a nulla per il Parlamento. Quanto al “culto della personalità” di Grillo, ci ha pensato Casaleggio a metterci in carico da undici con l’esilarante uscita di “Grillo come Gesù” (“Gesù, Gesù!” avrebbe esclamato mia nonna);

2- Il mito della rete teorizzato oltre ogni limite di ragionevolezza: se alle “parlamentarie” votano 20.000 persone soltanto (a proposito: se le preferenze possibili erano solo 3, il totale dei voti dovrebbe essere 60.000 e non 95.000, da dove saltano fuori questi 35.000 in più?), se la media degli eligendi ha messo insieme non più di 150-200 voti telematici, se il leader del movimento caccia come carrieristi e opportunisti 2 consiglieri regionali su 4 ed un certo numero di consiglieri comunali, vuol dire che questo metodo di scelta dei candidati non è che faccia miracoli ed, insomma, c’è qualcosa che non va;

3- Un marcato populismo che esalta il comune cittadino come senz’altro virtuoso. Di fatto, spesso le èlites sono peggiori del proprio popolo, ma spesso il popolo non è migliore delle sue èlites, che, peraltro, restano necessarie perché la politica è uno specialismo, piaccia o no (ed a me non piace, ma devo arrendermi ad una realtà sgradevole). Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi: ricordiamolo sempre;

4- Un programma troppo abbozzato ed incompleto che non si esprime su aspetti decisivi come la politica estera

5- L’assenza di democrazia interna, anche delle garanzie minime di uno statuto, di organi dirigenti collegiali ecc che rende il movimento insieme fragile ed autoritario;

6- Le recenti uscite di Grillo (“i sindacati non servono… facciamo come in America”) che strizzano molto l’occhio all’elettorato leghista ma che, ovviamente non possono piacere ad uno come me;

QUELLO CHE NON MI CONVINCE NELL’ASTENSIONE

L’astensione è un po’ una “protesta muta” scarsamente suscettiva di risultati; la scheda bianca è pericolosa perché poi, dopo, viene spesso votata dagli scrutatori; la scheda nulla finisce nel calderone dei voti “sbagliati” e non serve a nulla scriverci qualsiasi cosa, perché nessuno si prenderà la briga di censire queste scritte (al massimo, qualche rappresentante di lista dirà al proprio partito che ha trovato una o due schede di possibili elettori di quel partito); non andare a votare serve a poco, perché finisce nel calderone di chi non vota per questioni di salute, perché è all’estero, imbarcato o in carcere, di chi non se ne frega nulla per principio ecc. Cioè il “l’astensione non politica”.

L’astensione potrebbe avere qualche peso politico se avessimo un sistema elettorale come quello di Weimar, per il quale scattava un seggio ogni 50.000 voti validi, quindi, gli astenuti facevano diminuire i parlamentari e questo rendeva “visibile” la sanzione politica, spingendo i partiti a formulare una offerta politica che disincentivasse l’astensione. Ma, con un sistema elettorale di “cammelli” eletti senza neppure il voto di preferenza, numero di seggi stabile e discussione politica incentrata sulle percentuali di ciascun partito (e mai sui voti assoluti), l’incremento dell’ astensione determina al massimo una mezz’ora di discussione (“Ah, aumenta ancora l’astensione… preoccupante!”) fra la chiusura delle urne e le prime proiezioni, dopo di che tutti a commentare lo 0,3% in meno di quel partito o lo 07% in più di quell’altro. Risultato: zero.

Semmai, è più utile un’altra tattica: disperdere il voto. Si sceglie una di quelle liste che si sa non prendere nulla (partito del fiasco, Lista Giovanni Rossi, Ambientalisti di Casalpusterlengo ecc) e si vota quella con questi effetti:
ridurre la percentuale di tutti gli altri partiti, segnalando il difetto di rappresentatività di essi. Ad esempio: oggi se un partito prende il 35% ed arriva primo, prende il 54% dei seggi ed è già uno scandalo, ma se chi vota bianca, nulla o una parte di quelli che restano a casa, disperdessero il loro voto, la percentuale del primo partito scenderebbe poniamo sotto il 30% e lo scandalo sarebbe ben maggiore)
segnalerebbe l’area che si sente non rappresentata, distinguendola da quella dell’astensione “non politica”.

Quindi esprimerebbe  in positivo una critica al sistema politico, non limitandosi a non partecipare. E questo può incoraggiare la formazione di una nuova offerta politica.
Ma, ovviamente anche questa è una scelta che non produce effetti politici oltre una certa soglia.

Bene: detto questo, che si fa? Voi che ne pensate?

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (55)

  • Cumpà, non facevi prima a dire che sono tutti uguali perché partiti politici? Gli ultimi poi stanno copiando dal M5S, sia nelle frasi che nei prpositi… e come mai? Perché non hanno vere idee, a loro basta rrivare aprendere i sicuri 20-30.000 euro/mese. Gente che vai inchiesa e poi scopri che sono tutti prnti a idolatrare il loro unico dio: Creso!!!

  • Mi sembra che su Rivoluzione Civile si stiano tirando conclusioni affrettate nel senso “RC è la riedizione dell’IDV” o “RC è la riedizione dell’Arcobaleno”.

    Ora, a me non piace la retorica della società civile, ma le quote dei candidati 1/3 partiti e 2/3 società civile mi sembra che escludano l’accroccrio di soli partiti.
    Inoltre, se i partiti devono partecipare (e devono partecipare perchè sappiamo perfettamente che se no la società civile col cavolo che si organizza sul territorio) è logico che il gruppo dirigente sia presente. Altrimenti si cade nell’ipocrisia ben peggiore di non candidare Diliberto ma candidare Licandro o non candidare Ferrero ma candidare Boghetta (nomi a random). In questo senso non è Arcobaleno 2.

    Penso anche che, con tutti i limiti dell’uomo Ingroia e delle forze che raggruppa Rivoluzione Civile, con tutto che non avrà un programma organico su ogni questione, la lista stia prendendo posizione sulla riforma del mercato del lavoro, sul fiscal compact, sul TAV, sull’imposizione fiscale, sulle missioni di guerra. In questo senso, non IdV 2. Chiaro, senza illudersi che sia il Front De Gauche (o altra formazione politica estera che stia particolarmente simpatica) italiano, ma neanche non riconoscendo i dati di fatto.
    Penso invece che Giannuli abbia completamente ragione sul ritardo.

  • dopo tanti anni tornerò alle urne e voterò per i 5 stelle perchè hanno promesso che rinunceranno al finanziamento pubblico e si ridurranno lo stipendio. sembra poco, ma a me basta: non ho altro da chiedere a chi non governerà il Paese.

    quanto al pd e a sel, non credo che valga la pena dargli il voto visto che si tratta di un’alleanza solo elettorale: è chiaro a tutti che una volta in parlamento si divideranno.

  • Aldo, capisco che devi dare continua linfa alle cose che affermi e propali alla nostra lettura. C’è un detto barese che, come ben sai proviene dalle antiche frequentazioni del nostro popolo con le università oxfordiane di stretta osservanza anglicana che dice: vabè! ma mo si rutt’ucazz, decid!, vot’a ci vvuè e non r’mbenn chiù. Che per gli austroungarici che ti ospitano va tradotto in:….deciditi!.
    Se poi decidi di starci è meglio, ma questa è la mia chiosa. Al piacere di poterti riabbracciare presto, Franco.

  • Siccome ogni scelta sembra attualmente il “meno peggio”, credo sia opportun sostenere SEL si alla Camera che al Senato in modo che, almeno, si speri che il PD si allontani da quanto finora fatto dal governo Monti e da quanto vuol continuare a fare Monti ed alleati.

  • Mi spiace che chi esprime un suo pensiero e ponga un problema non dia una sua soluzione. Brutta abitudine. In quanto all’analisi che fai su coloro che si presenteranno alle elezioni ritengo tu sia stato, in generale, abbastanza superficiale nelle analisi che hai postato.
    In particolare per quanto riguarda il M5S ritengo la tua superficialità di giudizio di scarsissima conoscenza di questo movimento ma soprattutto per quanto concerne le sue finalità. Spero che analizzerai meglio i motivi che spingono tanta gente che ti assicuro non dipendono minimamente da quello che dice Grillo che è solo per tutti gli attivisti il piede di porco per scardinare il blocco mentale che affligge gran parte della popolazione italiana. Vai a votare per chi vuoi ma vota, soprattutto perchè è un tuo diritto.

  • sono d’accordo sull’analisi e condivido il disagio nel dover scegliere cosa votare. rivoluzione civile non mi convince affatto, e i commenti di alcuni lettori mi sembra più ingenue speranze da illusi che possibilità reali, altrimenti, per dire, di sarebbe partiti prima. quindi no, anche perchè chi parla di libertà sventolando manette mi ha sempre spaventato. pd-sel condivido, 5 stelle condivido…chi ci rimane? oscar giannino con lo stato-ladro?
    saluti
    marco

  • Quella della dispersione dei voti non mi sembra male. Pero’ credo che anche il voto a M5S ha un senso nell’ottica della dispersione del voto, in quanto comunque toglie % al partito che vincera’ e nello stesso tempo porta una certa rappresentanza in parlamento, unita sotto un’unica “bandiera”. Poi ovviamente restano tutti i problemi relativi a M5S, che pero’ possono essere affrontati in futuro, sviluppando intorno ad esso la “nuova offerta politica” di cui sentiamo il bisogno.

  • E per grazia di Dio, per quale motivo dovrebbe, il PD&SEL, allontanarsi da quanto finora fatto dal governo Monti, dopo averlo sostenuto per un anno intero???

  • La ringrazio per la tempestiva risposta, che tuttavia, “risposta” non è per sua stessa ammissione, il che mi pare degno di merito e apprezzamento.
    Ha, secondo me, dimenticato anche un’ulteriore possibilità, anch’essa però poco convincente perchè di fatto o inesistente o troppo frammentata: un’opposizione di tipo sociale e politico al tempo stesso, ma extraparlamentare sul modello sudamericano o mediterraneo (cioè portoghese, spagnolo e greco, dallo scoppio della crisi). Però, come dicevo prima, anche questa opzione mi pare poco realistica, se non come pratica quotidiana dei militanti che lavorano appunto per cercare di organizzare in soggetti unitari proteste diffuse e, per il momento, troppo poco influenti sulle scelte istituzionali e di governo.

    Torniamo quindi al: “che fare?”. Personalmente vedo il problema di “Monti nemico da abbattere” come analogo al problema che hanno i movimenti antagonisti lombardi nei confronti di Expo: ovvero, è il nostro obiettivo, ma siccome non abbiamo la forza o la capacità di opporci con determinazione, speriamo che si distrugga da solo o che cause esterne ne facciano fallire il progetto. Ovviamente con tutte le differenze del caso, ma proprio per questo ho parlato di analogia.
    Io personalmente penso che mi asterrò (per la prima volta), riconoscendo la necessità di continuare a lavorare sui territori e “seminando”, in vista di futuri sviluppi. Non è sicuramente una risposta al quesito “cosa votare?”, ma vuole più che altro essere un auspicio che l’ “astensione obbligata”, cui siamo costretti dall’assenza di offerta politica a sinistra, non ci demoralizzi: saltare questo giro non significa arrendersi o abbandonare le nostre prospettive; significa prendere consapevolezza della situazione, affrontarla e analizzarla con lucidità e prendere le necessarie contromisure.

  • Ciao,
    detto in tutta franchezza votero’ M5S come sempre appoggiato e sostenuto.
    Le domande che sollevi sono del tutto comprensibili, ma e’ necessario secondo me vedere le cose da altre angolature:
    1- Grillo fa casino, quello e’ il suo vero mestiere: dare visibilita’ a tutti i costi.
    2- cittadini virtuosi non ce ne sono sicuramente, ma si assume che chi entrera’ nelle istituzioni lo sia..
    3- il programma e’ piu’ che presente, ed il programma sara’ in continua evoluzione, tramite il contributi di tutti (tutti= chi vuole partecipare democraticamente al programma prendendo finalmente in mano un PC e spegnendo finalmente la televisione con giletti e gentucola varia..)
    4- il problema della democrazia interna e’ una bufala mediatica; e’ evidente che nel movimento ci sono delle direttive, e che qualcuno ci metta la faccia; cosi come da altre parti chi non e’ daccordo va altrove.. no?
    5- per quanto riguarda il numero dei votanti, c’e da dire che poteva votare chi era iscritto al movimento entro una certa data. qual’e il problema?
    6- parliamoci chiaramente: chiunque cerca in tutti i modi di far entrare il M5S in parlamento, e c’e da chiedersi perche.. perche..? perche inizierebbero a cambiare le cose, con una gestione diretta da parte dei cittadini.
    Una persona comune, in un luogo di potere, e’ un “punto rete” : il che significa che porterebbe dentro e fuori cio’ che serve, informando i cittadini. (vedi pizzarotti a parma)
    Ciao grazie! 🙂

  • SCHEDA NULLA NELL’URNA: COSTRUIAMO L’ESERCITO DELLA SVOLTA!

    Tale azione non va affatto nel premio di maggioranza in quanto trattasi di voti che non possono essere conteggiati a tale effetto. La invito a leggere quanto scritto in questo link per chiarezza: http://alessandroronchi.net/2008/rifiutare-la-scheda-occhio-alle-bufale-elettorali/ Se la maggioranza dei voti espressi risultano nulli, di fatto le elezioni non hanno valore e allora si giustificherebbe quanto si propone la petizione. Se vuole partecipare alla diffusione della cosa, mi contatti alla mail citata nella petizione.
    Aderisci qui:

    http://firmiamo.it/rivoluzione-democratica-e-silenziosa–annulliamo-la-scheda/aftersign

  • Anche io voterò sicuramente per il M5S, perchè chi si riduce lo stipendio è qualcuno che fa sul serio, e anche se non è un professionista comunque fa politica con passione e responsabilità.
    Se non possono salvarci loro dal disastro di sicuro non possono farlo nè Monti, nè Bersani, nè qualcuno degli altri vampiri che ci hanno succhiato il sangue finora.

  • Boh, sono spiazzata, ma presumo che, a malincuore, votero’ per la lista arancione (fra l’altro e’ un colore che detesto)…..

  • Fabrizio Gentilini

    Ottima analisi. Vorrei aggiungere che la scelta può sembrare ardua solo nella misura in cui cadiamo nella convinzione utopica che il nostro voto possa cambiare qualcosa, non se ci rendiamo conto che è solo un atto di coscienza. Mi spiego meglio. Dobbiamo gettare un pezzetto di carta: possiamo deviare ed allungare il nostro cammino di qualche metro per arrivare al cestino più vicino oppure gettarlo a terra visto che nessuno ci guarda. Il mondo non sarà certo tangibilmente più sporco o più pulito in base alla nostra scelta. Sceglieremo in base al nostro livello di coscienza. E se decideremo di arrivare fino al cestino non ci aspetteremo certo di cambiare il mondo con quel piccolo gesto, ma lo faremo comunque perché ci sembra giusto così, perché sarà in linea col nostro modo di essere, perché i valori si “praticano” non si “dichiarano”. Ecco.. quando saremo tanti a praticare certi valori le cose cominceranno a cambiare.

  • Le sue analisi sono sempre illuminanti, ma non posso non registrare un abbassamento del livello quando passa a trattare del M5S. Com’è possibile che un intellettuale col suo curriculum, capace di maneggiare con maestria concetti complessi con gran padronanza di linguaggio, poi di fronte al fenomeno più interessante di questo ultimo anno, si accontenti di riciclare le osservazioni puntute che ritroviamo propalare dai troll piddini online in tutte le pagine dei commenti? (Basterebbe leggersi il sito di Grillo per vederle dibattute e spesso confutate: si veda il caso increscioso da lei citato, in cui la frase di Casalegno “IT’S like Jesus Christ and the apostles. His message, too, became a virus” è stato tradotto da qualche ignorante con l’equivalente italiano di “HE’s like Jesus”, non sapendo – ma che pretendiamo da un giornalista – che “It’s like” non può riferirsi a una persona, e infatti dal contesto è chiaro che Casaleggio parlasse di diffusione virale di un “messaggio”). Come può uno studioso della politica italiana non mostrarsi minimamente curioso di conoscere, intervistare, questi attivisti, la loro passione politica e civica, il loro patriottismo a fronte di chi ci invita a rinunciare a porzioni della nostra sovranità nazionale? Come può ignorare le ripercussioni sulla politica estera delle posizioni assunte in pubblico da Grillo? Ovviamente è una domanda retorica, stimatissimo dott. Giannuli. E’ dura rinunciare a inveterati paradigmi…

  • Domenico Di Russo

    Caro Prof. Giannuli,

    A quasi 31 anni, dopo aver ceduto, ahimè, per ben tre volte al ricatto del voto utile (nel 2001 votando L’Ulivo, nel 2006 votando l’Unione, e nel 2008 votando PD) per tentare d’impedire al cosiddetto Centro-Destra di vincere le elezioni, credo di avere il diritto di riappropriarmi del senso del voto, il quale dovrebbe esprimere prima ancora che il gradimento di un programma minimo capace di coagulare una massa critica, l’adesione a un disegno politico, a una strategia volta al conseguimento di obiettivi grandi e precisi.
    Poiché però, da marxista, credo sempre più nel metodo democratico che in quello rappresentativo, che non a caso è alla base dei regimi liberali; e poiché il nostro paese, sia per l’inqualificabile legge elettorale con la quale siamo costretti a votare sia per il commissariamento europeo da parte della BCE e dell’egemonia tedesca, non ha più nulla di democratico ed è schiacciato da una Giunta oligarchica che ha il compito di perseguire e completare l’asservimento dell’Italia, come il resto dell’Europa latina e meridionale, alle politiche di espansione della Germania attraverso le politiche di austerità dirette alla deindustrializzazione del paese e alla svendita delle sue industrie strategiche ai capitali esteri; e poiché, da giovane che, pur studiando altro, si è formato leggendo, non solo va da sé, Marx, ammirando Gramsci e Lucaks, approfondendo i Giacobini e Ho Chi Min, e che sogna di fare ricerca in un’Università degna di questa nome, vale a dire completamente e radicalmente riformata, almeno quanto la scuola in tutti i suoi ordini e gradi (cose di cui nessuno abbozza nemmeno un discorso, riducendosi per lo più a frasi generiche per le quali si rimpiange il silenzio), non vivo affatto bene in questo modello di civiltà improntato sul modo di produzione capitalistico; e poiché condivido pienamente tutto ciò che non le convince a proposito di un eventuale voto ai partiti a cui ha fatto riferimento; e poiché l’attuale legge elettorale, come lei sa bene e ripete spesso, non garantirà una maggioranza al Senato consegnando dunque il paese a un nuovo Governo di Grande Coalizione appiattito sull’Agenda Monti, ovvero a una Giunta Tecnica di Politiche Antipopolari e di Sospensione Democratica; capisce bene che s’impone il rifiuto dell’intero sistema s’impone su tutto e pertanto mi asterrò.
    Ma non lo farò in silenzio. Con diversi amici, come me abruzzesi, il prossimo 24 febbraio andremo al Santuario dei Caduti della Brigata Maiella alle pendici dell’omonima montagna, a Taranta Peligna, in provincia di Chieti, per onorare il loro sacrificio, confrontarci su iniziative e proposte concrete, discutere su fatti, articoli o libri, come i suoi tra l’altro, e, perché no, mangiare prodotti rigorosamente locali nel segno della sobrietà, quella autentica, e della filiera corta.
    Se qualcuno, anche fuori dall’Abruzzo, volesse unirsi, è ben accetto.
    Un caro saluto Prof e grazie per i suoi stimoli e le sue idee.
    Cordialmente

    Domenico Di Russo

  • ottima analisi prof. io non andrò a votare, mi capitò per la prima volta oltre dieci anni fa; allora fu una scelta dettata dalle condizioni del post crollo dell’Ulivo, oggi è una scelta consapevole perchè non credo alla democrazia rappresentativa, ma nella lotta quotidiana e propositiva che si fa tutti i giorni, dalla famiglia, al posto di lavoro, passando per la società e la cultura.
    Questa politica è viva in me 365 giorni all’anno, non solo in campagna elettorale o il giorno delle elezioni.

  • Lista Ingroia: con tutti i contro del caso la lotta alla mafia non è monotematica anzi è pluritematica: dai temi sul lavoro, all’ambiente, le istituzioni, all’evasione, alla politica interna ed estera, riguarda il tema della scuola, della finanza, della cultura e della libertà degli individui. Forse non ci rendiamo più conto di quanto la mentalità mafiosa è entrata a far parte della vita di questo paese, dalla casalinga al Presidente della Repubblica. Certo non tutto può e deve essere letto attraverso questa lente ma a me sembra un buon punto di partenza.

  • E’ saltato un mio intervento al post precedente (quello sul PD). Niente di fondamentale, la parte piu’ interessante era il riferimento ad un articolo di D’Alimonte sul Sole24 che permette di fare qualche ragionamento numerico sui risultati al Senato in base agli scenari regionali:

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1Q2J03

    Nel merito di quest’ultimo post di Giannuli: proposta stravagante.

    Avrebbe avuto senso se fosse stata avanzata un anno fa e diventata parte del dibattito politico piu’ ampio. Messa cosi’ e’ una conversazione salottiera, alla quale partecipo volentieri.

    Allora, meglio votare M5S che pare raggiungere il quorum dovunque e promette di fare casino in Parlamento.

    Circa il PD: rassegnamoci. La parabola politica del centro-sinistra italiano ricalca molto quella della Sinistra Storica nei tre/quattro decenni successivi all’Unita’ d’Italia. Secondo me e’ dovuto al tipo di economia della Penisola ed ai ceti che vi appartengono, i quali esprimono una certa cultura politica (lo storico Giannuli vi puo’ leggere un mio rozzo riferimento a Marx ed alla scuola delle Annales).

    Sognare cose diverse e piu’ serie e’ legittimo, ma inutile.

    Alla sinistra del PD: Ingroia e soci ci hanno pensato con molto colpevole ritardo. D’Alimonte dice che hanno un buon potenziale in Campania, per il resto non si sa. Vendola ha fatto la sua scelta. Per il resto qualche intellettuale di buone speranze che ha le mie personali simpatie, ma abbastanza ininfluente.

    Mi pare che il commento migliore alla situazione sia la grafica all’inizio del post con i vari loghi (Scelta Cinica, Comica, Nordica ecc.).

  • sono un “grillino della prima ora”, e devo dire che leggere certi commenti che incitano a votare grillo senza alcuna articolazione dei contenuti mi spaventa un po’. così come mi spaventa la torsione che ha preso lo stesso grillo in queste ultime settimane, molto diversa da quella delle origini. inoltre mi sembra un po’ forzato attribuire a giannuli lo scarso approfondimento del fenomeno. certo, non è un interno, ma è uno dei pochi, che io sappia, che si è soffermato sui pro e contro del movimento, mettendone in luce i caratteri innovatori e criticandone i limiti, da analista che si rispetti. mi sembra invece che chi inneggia a grillo, lo faccia più per difenderlo a spada tratta, senza rendersi conto che, se anche giannuli può sbagliarsi, come tutti, in alcune valutazioni, probabilmente lo fa anche perchè intelleggere il movimento da esterni è diventato complicato, accentuando il carattere da “setta” per cui o con lui o contro di lui. ecco, da grillino della prima ora, sono sempre più incerto sul mio voto al m5s. me ne dispiaccio, ma penso che non possiamo nasconderci ciò che sta emergendo. cosa voterò? non ne ho idea, sicuramente non ingroia, ma nemmeno centrosx o centrodx. 40 giorni per pensarci, o per saltare un turno, come detto da qualcuno nei commenti.

  • Roberto:

    <>

    Negli altri partiti c’è una piccola differenza.
    Non ci sono le dimissioni firmate in bianco.
    Da rendere ogni 6 mesi secondo la scelta dei simpatizzanti, dopo che un guru decreta la sfiducia contro l’antipatico di turno.

    E se la volontà dei simpatizzanti non va bene, si modifica la regola: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/06/5-stelle-separati-in-casa-tra-salsi-e-bugani-resa-dei-conti-di-fronte-agli-attivisti/405140/

    Meglio il rischio di avere transfughi e venduti, piuttosto che creare un parlamento-automa.
    Licenziabile con un PS sul blog di uno che non si fa eleggere, secondo decisioni prese da un “cofondatore” nell’ombra.

    A proposito di servizi segreti: auguri, se vogliamo metterli in mano a una formazione così.

  • Roberto:

    “4- il problema della democrazia interna e’ una bufala mediatica; e’ evidente che nel movimento ci sono delle direttive, e che qualcuno ci metta la faccia; cosi come da altre parti chi non e’ daccordo va altrove.. no?”

    Negli altri partiti c’è una piccola differenza.
    Non ci sono le dimissioni firmate in bianco.
    Da rendere ogni 6 mesi secondo la scelta dei simpatizzanti, dopo che un guru decreta la sfiducia contro l’antipatico di turno.

    E se la volontà dei simpatizzanti non va bene, si modifica la regola: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/06/5-stelle-separati-in-casa-tra-salsi-e-bugani-resa-dei-conti-di-fronte-agli-attivisti/405140/

    Meglio il rischio di avere transfughi e venduti, piuttosto che creare un parlamento-automa.
    Licenziabile con un PS sul blog di uno che non si fa eleggere, secondo decisioni prese da un “cofondatore” nell’ombra.

    A proposito di servizi segreti: auguri, se vogliamo metterli in mano a una formazione così.

  • credo che la prima domanda da porsi prima di fare una cosa sia chiedersi perchè la si debba fare. applicando questo ragionamento al voto, si può votare perchè si vuole sostenere una lista in grado di rappresentare il votante, oppure perchè non si vuole essere governati da una parte politica che si ritiene deleteria. riguardo al primo punto ho perso le speranze, dato che non sono di bocca buona e non mi accontento. se quindi devo scendere a compromessi, il mio orientamento si basa esclusivamente sulla paura di essere governato da idioti malvagi e golpisti, e non me ne frega tantissimo di questa faccenda della rappresentanza, dato che o non si scende a compromessi o si scende a compromessi, non è che si scende a compromessi solo in parte, per parlare come mangio. quindi nonostante le gravi colpe passate del pd, il ricambio della classe dirigente e la conseguente develtronizzazione mi sembrano un fattore positivo che va incoraggiato, soprattutto perchè rischierebbero quasi di vincere. certo, il pd non lo voto comunque, voterò sel che perlomeno in caso di caduta del patto italiabenecomune dovuta a una strapresenza montiana sarebbe libera di andarsene portandosi via una quantità determinante di senatori,e ciò costituisce la migliore assicurazione alla leadership di bersani,che senza vendola sarebbe stato molto più ricattabile dalla destra del partito. e se ammetto pure che vendola ha sbagliato a calibrare la campagna, che ha fatto dei brutti erroracci come il mancato supporto a de magistris e orlando e un periodo di afasia di vendola (scorsa primavera estate) che si è tradotto in una perdita di potere contrattuale, va detto che il progetto di vendola è stato scombinato soprattutto dal governo monti, e che quindi è mezzo fallito già da tempo. ma non me ne frega nulla, dato che se pd e sel si limitano a non rappresentarmi come elettore, berlusconi e monti mi fanno paura e ribrezzo come cittadino.

  • riguardo ai 5 stelle che dicono ad aldo di informarsi meglio dato che i suoi scritti non si attengono alla bibbia del fscio genovese, mi limito a vergognarmi per loro. la vergogna è un sentimento poco in auge in questo paese, e berlusconi lo dimostra: e dato che molta gente non vergogna di quello che dice, qualcuno deve pur comepnsare

  • il ragionamento di giannuli, condivisibile sul 95% dei temi, è assolutamente senza grinze.
    dovendo giungere a una conclusione razionale mi pare che la dispersione del voto sia un percorso praticabile, tuttavia ha il difetto di esondare nella pianura del qualunquismo.
    io preferisco andare a votare e votare con il 97% delle probabilità la lista m5s.
    per le seguenti ragioni.
    in primis il programma: il quale mi sembra un programma assolutamente condivisibile anche da sinistra, visto che nella sinistra che si autonomina tale non vi è ombra del benché minimo discorso programmatico; nella lista m5s, pur essendo consapevole dei rischi connessi, esiste una un base decisiva affinché il cittadino possa decidere di assumersi una responsabilità civile.

    in secondo piano c’è la volontà di essere decisivi con il voto, che è certo un voto a favore di m5s, ma nello stesso tempo è un voto contro una classe politica che non sto a ripetere ciò che giannuli ha evidenziato con sintesi ed efficacia.

    un ultima cosa.
    io non credo che per fare politica in parlamento sia necessario essere granché preparati.
    forse la dote più essenziale è l’onestà.
    il m5s, sono assolutamente certo, non arriverà a formare un governo ma è importantissimo che alcuni elementi vadano in parlamento perché solo da lì si potrà creare quell’esperienza che porterà il cittadino a una maggiore rappresentatività e a una maggiore consapevolezza della propria importanza che riveste nell’ambito della gestione della cosa pubblica; il m5s questo lo potrà favorire mentre tutti gli altri partiti continueranno a preferire il principio di delega.
    m5s è il futuro della democrazia, gli altri sono i servi della plutocrazia, chi più e chi meno ma tutti sono sullo stesso carro.

    saluti

    alberto

  • Condominiale Anarcofisioterapista

    La logica del voto utile, fomentata dall’infamità delle soglie di sbarramento alle elezioni, è ben incistata anche nelle migliori menti se si considera il voto a liste minori e sconosciute come “dispersione del voto”.

    Non voti il partito del fiasco, caro prof. Giannuli, voti l’unica lista autenticamente e orgogliosamente comunista che rimane sulla scena, voti e faccia votare Partito Comunista dei Lavoratori!

    Noi godremmo come ricci a vedere il PCL in parlamento, e non siamo nemmeno comunisti: proviamoci!

  • Io votero’ per il Movimento 5 Stelle, mi sembra la scelta migliore e mi auguro che siano in tanti a farlo. La mia speranza e’ un buon 20% per fare opposizione al prossimo governo che non ho il coraggio di immaginare da chi sara’ composto! Ahime’…

  • A mio modesto avviso si tratta di decidere se scegliere il meno peggio in astratto o votare qualcuno solo nella misura in cui contribuisce di più o di meno a scongiurare l’ipotesi Monti-bis. Turandosi il naso con una ventina di mollette, tappi di sughero e quant’altro.

  • Sul Fatto del 10.01.2013, a pag. 6, un articolo molto interessante sulle potenzialita’ della lista Ingroia, sulla base di sondaggi che sembrano affidabili.

  • Salve a tutti
    Mi rivedo in posizioni simili al sig. Domenico Di Russo. Latrategia dominante che si è creata in questi anni rende pressochè evanescente la possibilità di modificare i rapporti di forza esistenti con il metodo elettorale.Acuni di questi partiti organizzati tendono a negare questa realtà all’origine (Centro) altri (PD Centro sinistra) propongono riformismi che altro non sono che le riproposizioni di politiche già sperimentate nei governi di fine anni 90 (Liberalizzazioni, precariato, riforma di scuola e università, genuflessione politica nei confronti della Chiesa) che oggi emergono nel loro fallimento drammatico e che avrebbero dovuto come minimo rappresentarne un limite teorico alla loro riproposizione. Ciò che fa male e vedere a sinistra un ceto politico impresentabile e personalistico che vaneggia sulla possibilità di riformismo radicale da “sinistra” utilizzando i metodi parlamentari già sperimentati dal bertinottismo e, secondo me, falliti per sempre. Quindi cosa fare? Trovo interessante la piattaforma del PCL ma senza sbocchi realistici almeno nel breve periodo, rimane l astensione attiva almeno come forma di rifiuto morale (piu che politico) nei confronti dell’inefficenza strutturale e della corruzione ciclica dei partiti che altro non è che la corruzione sistemica della classe dominante dirigente che ha fallito definitivamente e sul quale un’altra organizzazione dovrà innestarsi per cambiare veramente le cose.

  • devo dire che essendo anche io spaesato su cosa votare, l’idea della dispersione non mi dispiace. certo è una scelta di ripiego, ma alla luce della situazione condivido l’analisi di giannuli sui limiti di ciascuna formazione ma sono comunque molto legato al valore del voto, quindi la soluzione che propone potrebbe avere molto senso.
    impressionante vedere quanti grillini credano a grillo davvero come a un nuovo gesù cristo. stiamo producendo dei nuovi mostri.

  • Caro Aldo,
    sai cos’è che non mi convince in ciò che scrivi? Che decisioni così delicate e fondamentali come dovrebbero essere i voti indicati dagli elettori nelle consultazioni periodiche non si assumono pesando vantaggi e svantaggi, ma alla fine ciò che fa la differenza è uno specifico elemento dirimente.
    La improvvida decisione di Napolitano prima di chiamare Monti a guidare un nuovo governo, di Berlusconi poi di dimettersi e di Bersani di appoggiarlo senza chiedere nuove elezioni anticipate, ha determinato una nuova fase della politica italiana, ma io direi europea.
    Non solo Monti e l’Europa ci impongono una nuova politica economica basata sui dogmi del più feroce liberismo, ma ciò che viene fuori è l’autoproporsi di una sorta di direttorio europeo in gran parte senza alcuna legittimazione popolare ed in aperto conflitto con le sovranità nazionali, che pretende non solo di determinare le scelte in campo economico, ma anche di ridefinire lo stesso concetto di democrazia.
    La frase pronunciata da Monti dell’esigenza di “tagliare le ali estreme”, non può essere derubricata a battuta estemporanea, soprattutto se si tiene debitamente conto del pesante coinvolgimento della stessa BCE nel processo di estromissione del governo Berlusconi e della trionfale accoglienza riservata a Monti al vertice europeo del partito popolare: ciliegina sulla torta l’irrituale sostegno esplicito offerto dal presidente francese Hollande, che pure, quale membro autorevole della socialdemocrazia europea, dovrebbe trovarsi all’opposizione rispetto al partito popolare.
    Tutto questo indica che un gruppo di potere europeo che è trasversdale rispetto alle nazionalità ed alle appartenenze politiche, intende portare avanti una delimitazione del democraticamente accettabile, tacciando di populismo o di destra o di sinistra a seconda dei casi, ogni ipotesi politica che non si collochi in questo campo del compatibile.
    Oggi, in Italia, Monti si propone di mettere definitivamente fuori gioco Berlusconi (a proposito, ma siamo poi certi che questi stia a destra di Monti?), instaurando un regime formalmente democratico che veda un centrodestra ferocemente liberista in amichevole opposizione a un raggruppamento di centrosinistra in cui siano tollerati, quasi come i giullari nelle corti medioevali, personaggi come Vendola che abbaiano senza mai mordere, che pretendano a parole di distinguersi, ma poi pronti a schierarsi col papà PD. In questo senso, le frecciatine che Monti periodicamente riserva a Vendola mi appaiono come una sua legittimazione ad avversario politico accettabile in modo da mettere fuori gioco ogni altra e ben più radicale opposizione che si colocchi appunto al di fuori di questo terreno di democrazia accettabile da parte di questa eurocrazia.
    Proprio perchè ritengo punto dirimente rigettare questa concezione di democrazia ristretta, limito le mie scelte elettorali al polo Ingroia e al M5S, escludendo nel contempo l’astensione proprio perchè trovo assurdo non schierarsi.
    Per la mia storia, non v’è dubbio che preferisco ingroia a Grillo, e quindi la scelta è in qualche misura obbligata, e non può cambiare perchè non amo i nomi sui simboli elettorali, perchè ho dubbi su alcuni dei punti programmatici. Immaginate che oggi ci sia da fare una scelta dramamtica come capitò ai nostri padri quando scelsero la resistenza armata. Ad armarci, non ci siamo (almeno non ancora), ma alla resistenza senza dubbio sì e non riconoscerlo costituisce una responsabilità di ordine storico.

  • Caro Aldo, al solo scopo di fornire un contributo alla discussione e non certo per indicare un qualchew esito al dilemma che si sta impegnando tutti, riporto qui la parte conclusiva di un mio ntervento che è stato pubblicato nel blog: http://sinistrainparlamento.blogspot.it
    Grazie per l’attenzione
    Nella sostanza il quadro di partenza presenta due elementi di oggettiva difficoltà, dal punto della rappresentatività del futuro Parlamento e della capacità di espressione di maggioranze definite e consolidate : alla Camera un quadro non corrispondente ai reali rapporti di forza presenti nel Paese nel senso del superamento del quadro bipolare; al Senato l’impossibilità di espressione di una maggioranza coerente con l’altro ramo del Parlamento e di conseguenza la formazione di un Governo di composizione “anomala” rispetto a quella indicata agli elettori.
    Senza considerare, ancora, il peso che, sulla legittimità delle istituzioni rappresentative, avrà l’astensionismo: giustamente è stato fatto osservare, in queste ore, come la previsione di diserzione dal voto stia riducendosi via, via, che si chiariscono al meglio gli schieramenti e le candidature. Purtuttavia è ragionevole pensare che, nelle condizioni date di forte crisi economica, d’insufficienza nella capacità dei soggetti politici di esprimere radicamento sociale, di una legge elettorale che – ancora una volta – non consentirà alle elettrici e agli elettori di scegliere tra i candidati (verificheremo, tra l’altro, quale sarà l’impatto sui partiti che hanno svolto le cosiddette “primarie”, PD e SeL, nel caso di manipolazione delle liste rispetto ai risultati emersi dalle primarie stesse), la quota di astensione dovrebbe superare largamente il 30%, rappresentando il record nella storia delle consultazioni a livello legislativo generale, nella storia della Repubblica.
    Quale potrebbe essere l’esito di questa possibile non rispondenza tra la volontà dell’elettorato e il verdetto sanzionato dalle procedure previste dal sistema elettorale?: è prevedibile una ripresa di forte fibrillazione tra i diversi soggetti politici, alle prese tra l’altro con la difficilissima situazione economico- sociale.
    Potrebbe trattarsi, insomma, di un’altra legislatura più o meno “breve”.
    E la cosiddetta “sinistra d’alternativa” ? Mi pare, in estrema sintesi, che abbia rinunciato a giocare le carte di un’identità che pure poteva essere espressa all’altezza delle contraddizioni dell’oggi, confluendo in una conformazione diversa nell’idea dell’agire politico (fortemente condizionato dal personalismo), nella qualità delle opzioni programmatiche, nella possibilità di espressione di un personale rinnovato e collegato davvero alle lotte reali che, nel Paese, si stanno conducendo.
    Si tratta di una prima impressione, ma ben radicata e credo difficilmente smentibile dai fatti così come questi si stanno verificando nell’attualità.

  • Mi compiaccio per il dibattito vivace e interessante. Entrerò presto nel merito delle tematiche trattate. Per ora, mi limito a riportare l’introduzione che ho scritto come premessa all’articolo di Giannuli, oggetto di questa discussione

    “Il problema del non voto, come espressione di libertà e dignità di fronte a una politica sempre più falsa, forcaiola , menzognera e incapace di ascoltare i cittadini, non si pone soltanto a Sarzana ma è vivo e attivo in tutta Italia. “Pagine on line” e il Circolo “Dossetti” sono in contatto con molte realtà del nostro paese, che si interrogano su questo tema. Da questo numero inizieremo a rendervi conto dell’arcipelago, che si muove in questa direzione e a ciò dedicheremo regolarmente una pagina. Cominciamo dal blog del prof.Aldo Giannuli, che consideriamo di grande interesse e serietà. In questo numero di “Pagine” trovate alcuni cenni biografici ed un articolo ,che condividiamo pienamente e che fornisce elementi importanti per l’approfondimento del problema in questione. Invitiamo i nostri lettori a visitare il blog del prof. Giannuli e a intervenire nel dibattito , che è molto vivace e interessante. L’indirizzo del blog è http://www.aldogiannuli.it

  • Pur condividendo le Obiezioni 1 e 3 di Giannuli su Rivoluzione Civile , non condivido la seconda. Il punto fondente di rivoluzione Civile non è l’antimafia ma l’opposizione all’agenda Monti. per questo seppure con tutti i dubbi del caso lo voterò.
    In ogni caso ogni Italiano con un po’ di sale in zucca a meno che non sia possessore di una banca o cementificio dovrebbe: primo andare a votare secondo, votare una forza politica che rifiuti l’approccio economico fin qui seguito.

  • A proposito di voto utile, non sottovalutiamo l’importanza di avere anche una pattuglia di opposizione seria o meno. sarà utile ogni voto che manderà qualche parlamentare dalla schiena dritta pronto ad opporsi alle politiche stile Goldman Sachs , Tra Monti senza opposizione e Monti con opposizione c’è la differenza tra vivere e morire. Per essere chiare le forze fiancheggiatrici di Monti sono in ordine di dannosità 1) il PD 2) l’UDC 3) il PDL. Tra tutte le altre scegliete quella che vi rappresenta di più…

  • articolo interessante, ma spero che nei prossimi ci proporrà una soluzione perchè condivido la confusione ma ho bisogno di una via d’uscita! ero convintamente elettrice di grillo, ma ora sono molto perplessa e condivido esattamente le critiche di giannuli. volendo votare grillo, comunque, penso che se dovessi decidere di non votarlo, alla fine farei come dice aldo, disperderei, perchè grillo in questo momento non è accostabile a nessun altro.

  • Ma che “faccioni” questi politici, intendo: non i peones che, tanto si sa, poeones sono, peones resteranno: solo seguiranno gli “ordini di scuderia” e si appiattiranno, se va bene, sui diktat dei pochi, scaltri “faccioni” che i partiti li hanno in mano.
    Dico dei pochi “faccioni” che “la politica” – rectius: i propri sporchi interessi” la fabbo e ne scandiscono i ritmi.
    Tutti costoro sono estremamente ipocriti, bugiardi fino alle midolla.
    Coloro che, seguendo le indicazioni che il Prof. Giunnuli dà nel suo libro sullo spionaggio nei media, tengono un archivio dele cazzate che gli stessi “faccioni” hanno detto qualche mese fa e lo paragone con quello che vanno dicendo oggi, comprende l’abisso di ipocrisia e impostura che li caratterizza.
    Dico io: come si fa a trovare il craggio di votarli?
    Davvero meglio danneggiarli il più possibile disperdendo i voti fra partiti senza futuro, tanto, Monti in testa,hanno in mente solo il perseguimento dei loro sporchi personali interessi e/o delle malevoli cricche, che rappresentano.
    Inoltre, qualsiasi esito abbiano le elezioni, si rischia, ahimè con gran margine, di trovarsi di fronte ad ammucchiate o a diktat esterni (tipo quello di Napolitano che, recentemente, ha reso possibile l’immobdo golpe a Monti e sodali), che nulla hanno a che vedere con l’espressione del voto dei cittadini, voto, peraltro, svilito dallo schifoso porcellum di leghista memoria e che il Pd nulla ha fatto per superare, a causa di bassi interessi di bottega ce non coincidono certo con quello dei poveri “rappresentati”, cioè gli elettori.
    Buon voto a tutti
    Antonio

  • “Semmai, è più utile un’altra tattica: disperdere il voto. Si sceglie una di quelle liste che si sa non prendere nulla”.
    Tanto vale disperderlo votando M5S o Rivoluzione Civile, il voto di protesta farà sicuramente più male ai partiti “istituzionali”.

  • chi l’avrebbe mai detto? (<– sarcasmo):

    http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/grillo-se-casa-pound-vuole-entrare-nel-m5s-non-vedo-problemi-oggettivi/115884/114288

    Che i berlusconiani si riversino nel partito del nuovo Unto dalla Rete, si può capire. Anche lo sdoganamento dei fascisti fa parte del rito.
    Ma possibile che la sinistra non impari mai niente dalla storia, se non a guaio avvenuto?
    quando arriverà (rigorosamente su posta certificata) la notifica dell’ordine di trasferminento al confino, sarà sufficientemente scardinato il sistema o ci sarà ancora da puntualizzare sulle prospettive dialettiche del grillismo? sul modo corretto per incanalare, un giorno (domani eh, che oggi si deve discutere) questa forza di popolo nata spontaneamente?

  • guarda caso volevo linkato anch’io il video di ucci. e me ne approfitterei per sottolineare un paio di cose: 1) riguardo a grillo fascista avevo dannatamente ragione perchè era un’affiliazione scritta nelle cose, e chi non se ne è accorto ha fatto un enorme errore di interpretazione. grillo andava combattuto sin dall’inizio, a sinistra non lo ha fatto nessuno, e ora ci ritroviamo casa pound al 15% grazie a chi ha preferito lisciargli il pelo in modo da consentire la fascistizzazione dell’elettorato italiano.

    2) chi è stato con grillo ha lavorato per il fascismo. chi ha aperto a grillo ha lavorato per il fascismo. chi non si è opposto a grillo ha lavorato per il fascismo, e la cosa se per alcuni è meno grave dato che tutti si possono sbagliare, per altri è gravissima. mi riferisco a di pietro, ferrero e ingroia, coloro che hanno aperto al fascismo, coloro che hanno rinunciato ad essere di sinistra per potersi schierare in un partito il cui unico fine è quello di inculare bersani: ecco loro lavorano per il fascismo, e col cazzo che li voto, neanche voto disgiunto dato che anche se sarebbe la mia area elettorale, un partito che chiede di avvicinarsi a grillo si merita solo di tornare nelle fogne come ogni fascista. e un partito che in questi 5 anni ha favorito grillo permettendo una crescita dell’elettorato fascista in italia rappresenta la peggior sinistra che si sia mai avuta in italia: ma quando mai l’estrema sinistra è stata così scarsa da fare crescere i fascisti in parlamento? non era mai successo nella storia dell’italia repubblicana e i responsabili dovrebbero perlomeno vergognarsi, dato che sono i peggiori rappresentanti della sinistra non socialdemocratica mai esistiti, peggiori di chiunque, e una classe dirigente così schifosa deve andarsene a casa, da ferrero, a di pietro, a quell’indeciso di ingroia, dato che la loro funzione è stata finora solo quella di distruggere la sinistra ed avvantaggiare i fasisti, e le loro colpe sono quindi enormi, tanto da superare quelle di chiunque altro nell’ambito della sinistra italiana

  • Giandavide: confermi che a qualcuno è chiaro da tempo quello che avviene. Se per qualche attivista ingenuo e volonteroso ci sono scusanti, per altri non ci sono.

    Punto 1) sulla vicenda il panorama è desolante. E’ dal 2007 che Grillo azzoppa sistematicamente, alla luce del sole, quelle istituzioni che la costituzione ha previsto espressamente per impedire il ritorno del fascismo. Nel silenzio, nell’incomprensione o nella connivenza dei punti di riferimento culturali della sinistra italiana. E non si dica che non si poteva capire: quando uno urla da un pulpito che vanno eliminati gli altri partiti, è lì che va a parare. A prescindere da epurazioni, xenofobia e tutto l’armamentario che inevitabilmente consegue.

    Punto 2: chi per interessi di bottega ha tentato di salire sul carro di Grillo (cadendo rovinosamente e senza dignità, fra l’altro) è peggiore di casa pound e camerati, che per lo meno dichiarano da che parte stanno. A DiPietro dobbiamo addebitare anche il comportamento tenuto durante il governo Prodi, quando lavorava con Casaleggio Associati.
    Gli unici che si sono opposti culturalmente al fascismo montante, seppur tardivamente (Pd e Sel, quest’ultimo con qualche tentennamento in più), fra 15 anni saranno accusati di non avere fatto abbastanza, di essere stati morbidi con il grillismo, di avere fatto errori nel non prevenirlo, ecc. Mi farò delle amare risate fra 15 anni quando incontrerò gente che ha sostenuto nell’ordine l’uomo nuovo di Forza Italia, la Lega proletaria, l’Idv unica opposizione, il Grillo purificatore… che si metterà a fare la morale sulle manchevolezze del centrosinistra.
    Il Pd ha peccato di incompetenza quando ha rischiato che Grillo si candidasse segretario e prendesse il pacchetto di controllo; si è riabilitato chiudendo le porte ai suoi estimatori, Ingroia & C. Mancava solo che Bersani accogliesse a braccia aperte un cavallo di Troia, pronto a boicottare la nuova maggioranza e a ridurla all’Unione del 2006.

    “quando mai l’estrema sinistra è stata così scarsa da fare crescere i fascisti in parlamento? non era mai successo nella storia dell’italia repubblicana” non nell’Italia repubblicana infatti (se non vogliamo considerare tutta la transizione dal partito socialista degli albori al berlusconismo), ma spesso nella storia le sinistre si sono trasformate nelle peggiori destre. Accettando un compromesso e un abuso dietro l’altro, nel nome di obiettivi non negoziabili.

    Le conquiste di chi è morto sulle montagne sono svendute in cambio di una vagheggiata riduzione dello stipendio dei parlamentari. Per la gioia di quei vecchi partigiani che si sono ciucciati anche il ventennio berlusconiano.

  • Sono d’ accordo con molti suoi dubbi e anche io sostengo che l’astensionismo non ha senso dato che mi priverebbe della possibilita’ di lamentarmi nei successivi 5 anni di governo e di fare una scelta nel preve periodo. Sono una studentessa di Relazioni Internazionali, specializzata in Paesi Europei, conosco molto bene la politica europea attuale e riconosco che politica estera, politica monetaria e in qualche modo anche industriale,agricola,migratoria etc etc sono tutte influenzate se non applicate pari pari agli Stati Membri. Per me ovviamente e’ un bene. Sostengo quasi qualunque iniziativa europea pensando che una centralizzazione di tutto cio’ che e’ politica a livello europeo e’ migliore che la frammentazione in piccoli stati nazionali, destinati a soccombere in un contesto mondiale dominato da potenze enormi rispetto alla nostra italietta. In secondo luogo, le politiche ideate in Europa sono molto piu’ ragionate, studiate e coerenti di quelle a cui siamo abituati qui in Italia. Per questo una continuazione del programma Monti (che non e’ altro che l’applicazione dei documenti europei nella nazione) la vedo assolutamente positiva. Ma non e’ Monti che doveva proporsi per l’attuazione. Trovo che il Professore abbia perso punti mischiandosi nell’arena politica italiana, popolata da esseri avezzi al confronto politico e poco abituati ad applicare seriamente riforme innovative e benefiche per il paese. Trovo che il governo Monti abbia fatto tantissimo e bene ma la sua continuazione con lo stesso personaggio e’ ridicola. Sono sempre stata elettrice di sinistra e penso che il PD si stia preparando ad essere il partito di maggioranza da lungo tempo, Bersani e’ una persona preparata, un Deng Xiaoping all’italiana. Sono sicura che con una ampia maggioranza avra’ la possibilita’ di gestire bene il paese anche se temo per i conservatori al suo interno, quello mi spaventa molto. Ho paura che nonostante le buon intenzioni Bersani si fara’ impantanare da cattolici e conservatori impedendo il varo di tutte quelle riforme che servono al paese… ma questa sarebbe davvero una congiura! un blocco perpetuo che attanaglia il paese!

  • a GIANNULI.
    Massimo Fini scrive spesso di politica estera con analisi personali piuttosto chiare e Grillo gli dà voce, come a molte voci sull’estero. Non direi che Grillo non ha politica estera. Piuttosto criticherei la poca politica dei massimi sistemi:
    le tesi care a Luciano Gallino e le sue brillanti analisi e critiche alla maledetta terza via. Ma sul sito di Grillo, Gallino HA avuto voce. Forse poco sèguito…

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