Cosa si muove a sinistra?

Nei giorni scorsi una delegazione di dirigenti della sinistra italiana (fra cui Civati, Vendola, Fassina ed altri) si è recata ad Atene per incontrarsi con Siryza e partecipare ad un suo seminario. E’ la premessa di un rassemblement delle forze a sinistra del Pd? Può darsi e sarebbe una buona notizia.

Personalmente vedo di buon occhio la formazione di una forza capace di rappresentare la sinistra italiana attualmente ridotta ai minimi termini. Peraltro anche la Fiom potrebbe finalmente decidersi a partecipare e un ulteriore segnale positivo viene dall’uscita del Pd di Cofferati. Quindi sembra che si stiano mettendo in moto meccanismi promettenti, che potrebbero portare fuori dal Pd quel che resta della sua antica anima di sinistra, superando l’antico tabù per il quale “non si esce dal partito!”.

Credo che la cosa farebbe bene al M5s, che potrebbe trovare l’interlocutore che gli manca o, forse, uno dei suoi possibili interlocutori. E’ bene convincersi che, senza alleati, il M5s non ce la farà mai a battere i “partiti di regime” e conquistare la maggioranza. O qualcuno può seriamente sperare che il M5s da solo arrivi al 50% dei voti o, anche solo al 38-40%?

D’altro canto non va trascurata la recente dichiarazione di Grillo sulla possibilità di aprire un confronto con Podemos, che è un’altra ottima notizia. Nello scacchiere europeo, gli alleati naturali per una battaglia contro l’austerity europea per un movimento italiano come il M5s, non possono essere che in Grecia, Spagna e Portogallo che condividono la stessa situazione di soffocamento economico.

Dunque, ci sono buone premesse per qualcosa che inverta l’ormai trentennale decadenza della sinistra italiana, benissimo. Però non vorremmo assistere all’ennesima riedizione di sinistre arcobaleno, o simili. Non è un cartello elettorale quello che serve alla sinistra italiana, un accrocco di sigle messe insieme, senza nessun progetto politico, tanto per fare da ufficio di collocamento ad un po’ di parlamentari pericolanti. Non serve nemmeno una parata di “vecchie stelle del varietà”, dirigenti di lungo corso, che non ne hanno azzeccata una in tutta la loro vita, che hanno portato la sinistra all’attuale situazione di sfascio e che si ripresentano freschi come rose.

Ho sentito persino il nome di Ferrero (orrore!). Posso capire che Vendola, Cofferati, Landini, ecc non debbano suicidarsi e sparire, ma si può pensare per loro ad una dignitosa collocazione in un ufficio di Presidenza, o a capo di una sorta di ufficio di Probiviri, posso capire che uno di loro possa essere ripresentato per le elezioni politiche, ma, per il resto, basta così, abbiamo già dato. Benvengano un Fratoianni, un Civati (sempre che si decida ad uscire dal Pd) un Fassina (personaggi di conio fresco o relativamente fresco) o qualche giovane di Rifondazione (che non sia un reggicoda di Ferrero), ma lasciamo stare i nomi più “scontati”. Se quello che deve venir fuori è l’Als (Associazione Limoni Spremuti) meglio lasciar stare dall’inizio.

Ancora: un errore da evitare drasticamente è caricarsi (salvo qualche rara eccezione) dei fuoriusciti del M5s: non portano un voto, rappresentano solo sé stessi (ed anche male) e servirebbero solo a due cose: rafforzare la sensazione di una manovra di palazzo, fra parlamentari che vogliono mantenere il cadreghino e avvelenare i rapporti con il M5s sin dal primo momento. E, invece, è opportuno il contrario.

Poi ci sono alcune cose da chiarire subito. Prima ancora di definire la linea politica dell’eventuale nuova formazione, è bene mettersi d’accordo sul metodo con cui essa si forma. Da troppo tempo, almeno 30 anni, la sinistra non produce un grammo di cultura politica, di analisi delle tendenze sociali ed economiche, di studio delle dinamiche istituzionali o della politica internazionale. Da tempo remoto, non si ricorda una rivista degna di questo nome, un convegno che abbia lasciato il segno, un dibattito congressuale che raggiungesse il livello della decenza. Grado dell’analisi: zero. Ma senza una analisi accurata non c’è linea politica e non c’è iniziativa, ci sono solo le dichiarazioni stampa tanto per uscire su qualche giornale e far sapere che si esiste. Rifondazione è morta esattamente per questa ragione ed il bertinottismo è stato la malattia che l’ha condannata.

Poi, dobbiamo porci il problema della democrazia interna e della formazione dei gruppi dirigenti. Storicamente, nel Psi il gruppo dirigente era formato in pase ai pacchetti di tessere ed ai voti di preferenza raccolti dai vari capi tribù, nel Pci, invece, avveniva per cooptazione, da parte del gruppo dirigente che controllava l’apparato funzionariale (un vero partito nel partito). Entrambi questi metodi sono falliti: nel Pci hanno provocato clientelismo e corruzione diffusa, nel Pci burocratismo e favoritismi.

Poi, con la fine del Psi e la scissione del Pci, Rifondazione ha seguito un curioso metodo misto, per cui alla cooptazione da parte di un gruppo dirigente che faceva le liste dei parlamentari nel chiuso degli uffici (ma forse sarebbe meglio dire dei salotti e delle terrazze romane), si aggiungeva il possesso di pacchetti di tessere congressuali e di pezzi di apparato funzionariale. Il risultato è stato, se possibile, peggiore: gruppi parlamentari di incompetenti nullafacenti, funzionari intriganti che lavoravano solo in funzione degli equilibri congressuali ed una base totalmente passivizzata. Non si può dire che gli eredi di Rifondazione abbiano fatto molto meglio.

Il Pds ha proseguito nella linea della cooptazione (anche qui con una accentuata deriva salottiera) per poi arrivare al sistema delle “primarie all’amatriciana” i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti (ma ne riparleremo).

Il M5s, la novità di questi anni, ha tentato una strada parzialmente diversa, abolendo gli organi di partito e cercando di realizzare un modello di democrazia diretta basato sulle consultazioni on line. Anche qui, però, i risultati non sono stati eccellenti: se una forza politica espelle un quinto dei suoi parlamentari in due soli anni, vuol dire che la selezione non è che sia stata fatta nel modo più accurato. Peraltro, la scomparsa degli organi di partito (federazioni, comitati regionali, direzione nazionale ecc.) ha come unico effetto quello di spingere verso un modello di rappresentanza parlamentare liberal-notabilare (mi riferisco al sistema politico precedente al fascismo) nel quale i parlamentari assorbono le funzioni del gruppo dirigente nazionale e si sganciano da qualsiasi controllo esterno. Il che sarebbe l’esatto contrario della democrazia diretta. Magari questo non è ancora accaduto, ma la deriva fatale è quella e le consultazioni on line non sono un rimedio efficace. Ma anche di questo parleremo nel merito.

Dunque il problema della democrazia interna e della formazione del personale politico è un problema che riguarda tutti in ugual misura e dobbiamo inventarci qualcosa di diverso dal passato ma efficace.

Comunque, sarebbe bene che l’eventuale nuovo soggetto di sinistra, prima di parlare di alchimie parlamentari e liste, promuovesse la più ampia ed aperta discussione politica nell’area sui temi cruciali del dibattito politico: cosa abbiamo da dire in materia di politica monetaria, fiscale, occupazionale? Come pensiamo di governare il problema dell’immigrazione? Quale politica estera? Che politica contro il terrorismo? Quale riforma delle istituzioni? Eccetera eccetera.

Sarebbe un bel segno di serietà se questa area promuovesse una serie di incontri tematici nelle varie città e se si desse un sito unificato dove accogliere i vari contributi. A proposito, ma come è che, con tutti i soldi di finanziamento pubblico avuti un questo quindicennio, la sinistra non è mai riuscita a produrre un sito minimamente decente e vivace?

Tutte cose di cui converrà parlare nel merito se la cosa prenderà piede e non si dimostrerà il solito indecoroso cartello di dirigenti falliti. Perché, vedete, non è affatto vero che a me della sinistra non interessi più nulla, anzi, mi interessa come sempre, ma se la sinistra è questo gregge di cadaveri, allora si, lo dico, non mi interessa perderci tempo.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (36)

  • Secondo me, la sinistra è morta per sempre. Non rendersi conto di quanto questo stesso termine sia ghettizzante oggi, significa essere parte del problema.
    Davvero crediamo che tutta la colpa dell’insignificanza della sinistra sia dovuta al comportamento di alcuni dirigenti? Magari fosse questo il problema, il problema è ben più grave, è che quanto resta della sinistra è un cazzo confuso, che crede in base ad un’alchimia incomprensibile di potere tenere assieme il marxismo con i suoi contenuti ugualitari, il libertarismo dei diritti civili e l’ecologismo, un mix indigeribile per qualsiasi persona di minimo buon senso.
    La premessa per una rinascita di un fronte di opposzione anticapitalista passa dalla risoluzione di nodi teorici robusti e complessi e non dalla messa da parte di ferrero e vendola (per salvare poi gente come il Fassina viceministro del governo Letta e che ancora dopo le europee faceva il panegirico di Renzi).
    Studiate prima cari giovani, perchè siamo già da quasi cinquanta anni sotto l’ombra funesta di quella corrente culturale nata nel ’68, che ha creato una confusione terribile sullo stesso concetto di sinistra fino appunto a rendere questo termine inservibile.

  • Prof, totalmente d’accordo,ha elencato idee e percorsi,tutto giusto. ma con chi? chi sarebbero questi politici in grado di costruire un soggetto politico (anche piccolo) ma serio di sinistra? con tutti gli ex di tutte le frammentazioni di tutti i partiti di “sinistra” di questi ultimi trent’anni? nooooo, mi dispiace ma come dice lei sarebbe solo un ufficio di collocamento per parlamentari disoccupati.E poi,per favore lasciamo perdere Fassina,le sparate in difesa della banca d’Italia sulla questione del Mps io me le ricordo.

  • Ah, ora Grillo dopo aver fatto comunella con Farage vuole contattare Podemos? Spero lo prendano a pesci in faccia. Ok disprezzare la dicotomia sinistra-destra (come solo i migliori fascisti sanno fare, come fatto notare dai Wu Ming), ma fare voltagabbana così è troppo

    • Nessuno fa “voltagabbana”, per la più semplice delle ragioni: con Farage non c’è mai stata nessuna alleanza. I 5 stelle al parlamento europeo, a quanto mi risulta, non hanno collaborato al fianco di Farage. E’ una tua irrazionale illazione, “sTEFANO”.

  • sono d’accordo su molti punti e, per quello che serve, posso pure rimangiarmi le recenti accuse di disinteresse (non ho problemi ad ammettere i miei errori, io). certo, il passaggio da farage a podemos rappresenta una consistente rimodulazione dell’offerta politica, che porterebbe il m5s, che finora non ne ha azzeccata una, a concludere qualcosa. quindi ho ancora una dose abbondante di scetticismo, anche riguardo al prossimo presidente della repubblica: non opporsi alla scelta di un presidente del nazareno è una cosa scellerata senza se e senza ma, che fa capire immediatamente da che parte uno sta: o con i nazareni o con il resto della popolazione. vedremo…

    • giandavide: mi fa piacere che si sia convinto che le sorti della sinistra mi interessano e che non subisco alcun diktat grillino. Dp’altra parte, sono d’accordo che sul fatto che il M5s ha fatto una caterva di errori, ma la sinistra deve capire che deve farci i conti..

  • Comunque l’analisi la condivido ma è PURA fantascienza, perchè se i “sinistri” del PD lasciano il partito, lo fanno secondo me per tentare di recuperare voti a sinistra e per poi tornare ad allearsi sempre appunto con il PD, e non pensano proprio ad una eventuale alleanza di governo con il M5S…Più che altro mi sembra un gioco delle tre carte……Per quanto riguarda i fuorisciti del M5S si sono bruciati, perchè a me il movimento ha deluso per svariati motivi, però chi è stato eletto in un partito ci deve rimanere, pure per rispetto per chi ti ha votato, poi si può dissentire, ma passare dall’opposizione al governo e dintorni, no……Chi è stato cacciato è un’altra storia.
    Però bisogna trovare una soluzione, perchè non si può andare divisi, perchè altrimenti si perde sempre. ciao

  • Prof. Giannuli, glielo dirò gentilmente: a chi sta “a sinistra del PD” non interessa per niente l’opinione di un grillino, nè tantomeno c’è interesse a fare accordi con personaggi di destra o ambigui come Di Battista e Di Maio.
    Tra l’altro, non faccia il furbetto: più che ricordare la disponibilità di Grillo al dialogo con Podemos, io ricorderei l’accordo fatto con l’Upik di Farage e i tentativi di asse con la destra nazionalista europea capeggiata da Marine Le Pen. Per favore, eviti quindi di riscrivere la realtà per come vorrebbe che fosse.
    Quando abbandonerà quell’accozzaglia populista saremo ben felici di tornare ad ascoltare i suoi utilissimi consigli in termini di organizzazione e pratica politica.

    H. – non sostenitore della “Syriza italiana” rappresentata da Landini, Civati, Vendola e Cofferati

    • caro Heraclio: vuol mettersi in testa che la “sinistra” allo stato attuale è tptalmernte fallita e non si spiega neanche il eprchè? Si è mai chiesto quantoi ex di rifondazione, sel, Pdci, Pd ecc sono nell’rea delò M5s. Non mi pare che lei si possa permettere toni così spocchiosi, si ricordi di sedere su un cumulo di macerie

      • Qui veramente mi pare che l’unico che ha toni spocchiosi sia lei, professore; soprattutto senza considerare che quel “cumulo di macerie” è stata proprio la sua generazione a contribuire a crearlo. Peccato che lei, piuttosto che rimanere e provare a ricostruire con quelle energie e percorsi validi ancora esistenti NONOSTANTE TUTTO (e non parlo tanto dei partitini falliti e dei loro ridicoli apparati), ha preferito salire sul carro del vincitore (o meglio: quello che sembrava tale) solo per avere un pò di visibilità.
        Le ribalto la domanda: come mai, con l’affermarsi di Renzi e della leadership populista di Salvini, Grillo e i Cinque Stalle hanno cominciato a decadere? Mi sorprende che uno storico come lei non legga le connessioni possibili, ma continui a costruirsi la realtà come vorrebbe che fosse.
        Dopodichè, la invito a rispondere nel merito al mio post precedente: perchè non ricordiamo l’asse con gli euroscettici di destra, piuttosto che parlare di un debole quanto inesistente avvicinamento di Grillo a Podemos? Suvvia, almeno sia onesto.

        Deve rendersi conto che se la sinistra allo stato attuale è fallita, non smetterà di essere orfano politico inseguendo e prestando le sue capacità a quegli incompetenti e destri personaggi che sono i grillini; l’elettorato Cinque Stalle ondeggia tra Salvini e Grillo. Si faccia due domande e sia delle risposte. Grazie.

        H.

        • Heraclio: verissimo quel cumulo di macerie è stato prodotto cda uomini della mia generazione (o anche un po’ più giovani) ma non tutti siamo uguali e non tutti abbiamo le stesse resppnsabilità. Personalmente non mi sembra di essere responsabile di questo disastro verso il quale avvertivo che stavamo andando sin dal 1998. Quanto al tentare di “rimanere e proivare a ricostruire ecc”, chiedo scusa ma quali sarebbero questo percorsi Nonostante tutto “Ancora vaòlidio”? Me lo spieghi, Peraltro, ci ho provato per quasi 40 anni, ora siamo arrivati al capolinea e di fronte ad un partito che prende una doppia batosta come quella presa da Rifondazione e non trova di meglio che rieleggere Ferrero, mi semnra che sia il caso di guardarsi intorno e lasciar perdere questa pozzanghera in via di prosciugamento. Lei piuttosto cosa ha fatto su questi “sentieri ancora validi”? perchè lei di me può sapere tutto, basta consukltare internet , mentre io non so nulla di lei.
          Io non sono salito sul carro di nessunoi e se lei mi segue sul blog dovrebbe aver letto che ho pubblicamente scritto che il gruppo di Farange era una bestialità dal punto di vista politico, mengtre suggerivo il Gue o i verdi.
          Non ho detto che Grillo si sia avvicinando a Podemos ma solo che c’è una sua dichiarazione che apre questa strada, poi vediamo che succede.
          Lei può anche chiamare il M5s “cinque stalle” ma quelli rappèresentano ancora circa un elettore su quattro, stando ai sondaggi. Lei cosa rappresenta oltre che sè stesso?
          Noin amo essere arrogante soprattutto con uno (che si dichiara) giovane come lei, ma con tipi così è obbligatorio esserlo: è un fatto educativo e Lei ha bisogno di essere educato. cordialmente…

          • Beh complimenti per la preveggenza (addirittura “fin dal 1998″…), peccato che non le sia servito per evitare di sostenere Ferrero al congresso di Rifondazione dopo la disfatta del 2008 o mi sbaglio?
            Quando parlo di percorsi ancora validi intendo tutto quel magma di movimenti, comitati, percorsi, vertenze e lotte numerose, ma sparse sul territorio, cui manca una piattaforma organizzativa e rivendicativa comune nonostante le forti affinità politiche. Percorsi e vertenze che nascono a livello di base e che sempre a livello di base provano a fare rete, ricostruirsi, contaminarsi, ottenere dei risultati, seppur locali e limitati. Attenzione: non sto elogiando la situazione, ne sto solo facendo la descrizione per dire che non è tutto morto e non è vero che la sinistra è finita. Lo è a livello organizzativo-politico-sindacale in questo momento ed è da questa mancanza che bisogna ripartire. Dire che dentro i 5S sono per lo più di sinistra significa: a) negare la palese dinamica elettorale che li caratterizza, che ha al suo interno una fortissima e determinante componente di destra, contesa appunto con la Lega; b) anche se ci fosse un pubblico “di sinistra”, questo (come lei mi insegna) non li qualifica automaticamente come interlocutori: essere sensibili all’ambiente e alla libertà digitale, mi perdoni, ma è ormai prerogativa di qualunque ragazzino con vaghe influenze (familiari o amicali) progressiste; la loro incapacità manifesta e la loro confusione di fondo (che si traduce, politicamente, nel populismo e nello slogan “nè di destra nè di sinistra” di neofascista memoria) sono di molto superiori a presunti valori che lei gli riconosce (perchè di questo stiamo parlando, non certo di un’azione istituzionale o politica pressocchè nulla).
            Infine, mi perdoni, lei ripete come un mantra questa storia che i 5S rappresentano 1 elettore su 4: embè? E’ la stessa storia che ci ripeteva Berlusconi quando gli si lanciavano accuse o Bersani quando si criticava il Pd. Lei dovrebbe sapere meglio di me che il consenso elettorale non è particolarmente indicativo di niente, se non della bravura comunicativa e mediatica (oggi, nell’era dell’informazione e dell’immagine) del leader. Prendere il 20% (non doveva essere il 51 alle ultime elezioni?) non significa essere di sinistra o altro; così come, sarà d’accordo con me, il 40% di Renzi alle europee non basta a legittimarlo e ad accettarlo. O no?

            H.

  • A mio avviso tra i primi punti in agenda, non citato, ma forse sarebbe il primissimo, ci sarebbe su quali settori strategici puntare per rilanciare un’economia sostenibile, verde, NUOVA. Tutto il resto verrebbe da sé.

    • Sono molto d’accordo.

      Dai dati a disposizione risulta che in Italia la ricchezza si e’ spostata verso le industrie a maggior tasso di innovazione che hanno venduto all’estero.

      A tappeto, e probabilmente l’unica cosa che si possa fare, e’ investite in istruzione, ricerca scientifica, innovazione.

      A parte tutto, sarebbe l’unica cosa che possa far aumentare il tasso di democrazia e di giustizia sociale.

      Il resto sono chiacchiere.

  • Mi scuso in anticipo per quello che diro’. Ma e’ quello che penso.

    Secondo me la cosiddetta sinistra del Pd ha due alternative: o morire lentamente dentro il PD o morire velocemente uscendone. L’esperienza di La Fontaine in Germania qualcosa insegna: da tre legislature la Merkel impera (anche perche’ e’ molto capace).

    Ma il mio pessimismo (che mi piacerebbe fosse sbagliato) mi porta a dire che una sinistra-sinistra e’ impossibile in Italia (forse in Europa) perche’ e’ cambiata la stratificazione sociale ed il paradigma dell’azione possibile.

    Pensavo quello di cui sopra quando ho letto un colloquio Eco-Saviano sull’Espresso (con data 15.01.2015) che finisce con queste parole di Eco: “Nella societa’ liquida non c’e’ piu’ la nozione dell’agire politico”.

    Come se ne esce? Non lo so.

    In ogni caso e’ ovvio che sarebbe opportuno evitare cercatori di stipendi o vitalizi; e che qualcosa bisogna sperimentare, altrimenti ce ne andiamo al mare o rimaniamo chiusi a casa; ma e’ sbagliato imputare tutta la responsabilita ai dirigenti passati: erano/sono di un passato che e’ passato e non ha avuto futuro, sono loro stessi un esperimento finito male.

    Circa il Mov5Stelle: l’operazione sta avendo successo. Dopo aver incamerato qualche milione di voti e neutralizzato una protesta che sembrava dirompente, il Duo delle Meraviglie (Grillo/Casaleggio) lo sta accoppando lentamente.

    Se proponessero il nome di Prodi per la Presidenza della Repubblica succederebbe una parapiglia e cambierebbero verso alla legislatura; ma Casaleggio ha detto No!

    Appunto: evitare accuratamente di fare politica, puo’ far male alla salute (di chi?).

  • E’ un grande onore e un rassicurante riconoscimento essere denigrati da Giannuli. Al posto di Vendola, Fassina e Civati sarei invece piuttosto preoccupato….

  • Ma messi insieme gli otto della foto quanti voti racimolano ??? Perchè poi possiamo almanaccae di posizioni, di movimenti di sinistra, destra, centro… Ma che richiamo hanno questi otto su gli elettori under 30 ???

    Fassina e Civati (che ha la mia età) che appeal hanno ??

  • Il problema della sinistra italiana (che sia a sinistra del PD mi sembra tautologico) è il problema di qualunque sinistra nel mondo: non è questione di rappresentanze – preferirei perfino Cofferati 3.1 all’ineffabile insulsaggine d’un Fassina – ma di meccanismi di partecipazione. Il problema lo aveva posto il m5s, a iniziare dalla formula uno vale uno, per frantumarsi poi addosso a un casaleggio qualunque.
    Sperare che basti un viaggio ad Atene, un minimo di strategia per il Quirinale e un paio di volti trainanti mi sembra pochino. L’elevatissima astensione ė estraneità per mancata rappresentanza dei propri interessi sociali e territoriali, non solo disaffezione. È di lì che occorre ripartire, non vi pare?

  • “Heraclio: ti ho già dedicato troppo tempo, solo che tu non capisci quello che leggi”.
    Mi perdoni, ma le pare una risposta? Le chiedo, da lettore del suo blog e da ammiratore del Giannuli storico, per piacere, di rispondere al mio ultimo post e alle questioni che le ho posto.

    H.

    • Heraclio, : le lotte sociali ci sono sempre state e sempre ci sarannm, ma quasi mai comportano un livello di coscienza che si traduce in una soggettività politica. Ed è esattamente quello che ci sta succedendo perchè quello che manca è proprio quel nucleo capace di fare organizzazione e progetto politico. La sinistra erede di rifondazione (sel, rifo, Pdci ecc.) è sostanzialmente morta e mi pare non ci sia niente da fare. Centri sociali e sindacalismo antagonista, che pure godono delle mie simpatie, non si mostrano in grado di superare il più vieto localismo e particolarismo e, di fatto, hanno una cultura anti organizzativista e “preteristituzionale”. Poi ci sono cose iper minoritarie che non hanno alcuna speranza. Dunque, di quali opzioni ancora valide stiamo parlando?
      Non ho mai detto che il M5s è di sinistra perchè prende il 20% dei voti, ho solo detto che gran parte dell’area che fu di rifondazione e che oggi si esprime in quelle lotte che citi, o vota cinque stelle o si astiene , per cui se vuoi fare un soggetto di sinistra non puoi non fare i conti con il M5s con tutte le sue contraddizioni ed ambiguità che non mi pare di aver mai taciuto. Poi lo so che fra gli elettori del M5s c’è anche una componente di destra che, però, credo stia rifluendo su Salvini

      La capacità di comunicare in politica è essenziale , per cui se quelli sanno comunicare e la “sinistra” no, è giusto che la sinistra si riduca a quello che è, soprattutto perchè, oltre che a non saper comunicare, non ha nulla da dire e questo è il guaio peggiore

      Sono cose che sostengo dal 1998 e che ho scritto in giro, tanto è vero che in quella data uscii da Rifondazione, Ci tornai 10 anni dopo perchè speravo (vanamente) che la batosta aprisse un dibattito sul perchè da cui poteva scaturire qualcosa di nuovo (figuriamoci!). Votai la mozione di Ferrero perchè giudicavo la posizione di Vendola (poi Sel) molto più “integrazionista” nel sistema. Però chiunuqe le può dire che già dall’autunno del 2008 capii che Ferrero era un cretino politico e non mancai di dirlo in tutte le sedi in cui potevo parlare. Poi basta leggere quello che ho scritto qui per avere conferma.
      Va bene così?

      • Molto meglio, grazie. Anche se continuo a non essere d’accordo (perchè, pur concordando con lei sulla debolezza organizzativa e progettuale dell’estrema sinistra oggi, ritengo al tempo stesso che in realtà forse inconsapevolmente ma si stiano sperimentando forme organizzative e di coordinamento diverse, in un contesto di minorità culturale, politica e di assenza completa di risorse in particolare economiche, poi intellettuali), vede che quando si impegna è più piacevole da leggere e discutere con lei.
        Un caro saluto,

        H.

      • sotto questo aspetto non è del tutto illeggittimo ritenere che anche nel caso grillino il professore giannuli abbia scambiato un ciuco per un cavallo di razza, e, come per ogni scommettitore di corse di cavalli che si rispetti, è difficile abbandonare il ronzino a cui ci si è affezionato. ma prima o poi i rendimenti al traguardo fanno cambiare idea.

          • in effetti preferisco i giudizi a posteriori, dato che non sono dotato di palle di cristallo. ma una delle condizione imprescindibile di un giudizio a posteriori dignitoso è proprio quella di non farsi fregare dai sentimenti preferendo ad essi il freddo ragionamento.

  • Innanzitutto credo che se esistono dei lavoratori che votano a favore dei neoliberali è perché c’è gente come Heraclio che si professa di sinistra. Ma sinistra dove? Quella del “fascismo intellettuale” che ha permesso per decenni di avere nell’URSS il modello sociopolitico?

    Quella di chi vive nell’appartenenza elitaria professando valori che non si hanno mai acquisito e di cui si sproloquia di autori che non si hanno mai capito?

    Quella che vive nell’appartenenza destra e sinistra inficiata dall’impossibilità cognitiva di giudicare se un programma politico è materialmente a favore del lavoro o meno? O se permette una maggiore uguaglianza democratica o meno?

    Bene: a parer mio, a parte Fassina, si cita il nulla.

    Con tutto il rispetto per l’attivismo del M5S, è talmente evidente la funzionalità di questo progetto politico nel puntellare il sistema, che rimango perplesso.

    Insieme ad un’idea politica ci vuole un “movimento di pensiero”; e perché ci sia ci deve essere una leadership culturale…

    Non è vero che la politica è una cosa “semplice”, è “solo buon senso”… andare in Parlamento non è come stare nei consigli comunali.

    La passionarietà va “spiritualmente” guidata, e Casaleggio è un tecnico mentre Grillo un comico.

    Poi… Podemos? Cioè, Podemos sarebbe “sinistra”… ma cos’è, uno scherzo?

    Una sinistra che vuole perpetuare la deflazione salariale vincolando la valuta nazionale ai più intransigenti vassalli dell’Impero?

    Podemos sì e la Le Pen no?

    Una sovranista antieuro che poggia il proprio programma politico su un gigante marxista come Sapir?

    Guardate che il sovranismo dell’UKIP rende la sua posizione neoliberale a sinistra di Podemos…

    Insomma Professore, in un post cita List nell’ammodernamento della struttura westfalica europea – contro cui a proposito si scagliò Marx visto che limitare il free trade avebbe ritardato la palingenesi – e poi se la prende con gli etnocentrici?

    Il pensiero marxiano subì subito un’evoluzione, già dello stesso Marx fino ad essere reso efficacemente “intelleggibile” – stando alla Joan Robinson – grazie al contributo dei post-keynesiani nel XX secolo.

    Mi comincio a chiedere se – dopo il ’48 – sia mai esistita una vera rappresentanza di sinistra.

    Già il professare una “ideologia marxiana”, quando Marx stesso considerava le ideologie sovrastrutture del potere economico fa capire un sacco di cose.

    Nulla di nuovo sotto il sole.

    • il sovranismo dell’UKIP rende la sua posizione neoliberale a sinistra di Podemos: insomma la donna deve stare sotto, così siamo tutti comunisti.

      secondo me ad andarci sotto è qualcun’altro

      • Caro Giandavide, per quanto possa sembrare provocatorio, io so (o quanto meno “credo di sapere”) che il Professore capisce dove vado a parare.

        Cucinotta abbozza timidamente l’argomento come tutti i “vetero-marxisti”
        che hanno lurkato il dibattito dei post-keynesiani.

        (Sì, mi colloco nella estrema sinistra socialista che si appoggia al socialismo del XXi secolo non a quello del XIX…)

        Il progressismo sociale, grazie alla rivoluzione marxiana, diventa l’unico obiettivo degli oppressi: la classe operaia nei sistemi censitari dell’ottocento e, più in generale, la classe lavoratrice nel corso del XX secolo in un contesto di costituzionalizzazione delle democrazie post WWII.

        I “diritti civili” a cui fai riferimento tu – chiamati da Bobbio “diritti di IV generazione”, è sempre stato il “progressismo della borghesia liberale”.

        Cioè dà per scontata l’acquisizione dei diritti sociali.

        I socialisti “veri” – non sti esseri che ancora non han capito dov’è stato il “trucco” per cui la classe liberale ci sta portando al medioevo – parlavano “solo” di lotta di classe.

        Ma te li vedi la Luxemburg, Trotsky o Lenin discutere e fare manifesti sulle “quote rosa”, “l’ecologismo”, o chi sta sopra o sotto tra marito e moglie?

        Questo, caro Giandavide, erano al limite le diquisizioni che facevano alla Fabian Society tra un’orgia e una seduta esoterica.

        Lo stesso si può dire dell’etnocentrismo che gli ignoranti che si credono di sinistra chiamano xenofobia o, peggio, razzismo. Con vilipendio delle vittime dell’antisemitismo, dell’apartheid o del KKK.

        Un socialista è semplicemente consapevole che la sua missione è la fratellanza universale e, questa, può essere raggiunta solo attraverso “l’abbattimento degli ostacoli economici e sociali che non permettono il pieno sviluppo della persona umana”.

        Un socialista sa che questa Rivoluzione si ottiene solo tramite una “rivoluzione permanente”, per cui la culturè a della “lotta di classe” sia sempre diffusa e viva. Questa semplice classica consapevolezza, avrebbe dovuto essere baluardo delle democrazie costituzionali europee.

        Tutto lo sproloquio sui diritti delle minoranze etniche è ridicolo: ma te li vedi Lenin e Trotsky che si mettono a sbraitare sugli “imbarazzismi” quando il padre della lingua russa moderna era un poeta figlio di un servo africano? (Puskin)

        Questi saranno stati le conversione dei Lord più “illuminati” dei circoli dei letterati anticonformisti… in qualche cottage del Galles.

        Quando c’è equità sociale c’è automaticamente inclusività e solidarietà sociale.

        Se si limitasse il free trade e l’imperialismo come suggerito da List, non esisterebbe neanche l’immigrazione. Ci sarebbe solo turismo.

        Il materialismo storico.

        Te la vedi la Luxemburg che litiga con quel traditore di Bernstein sdraiata tra i cani ascoltando Ska e fumando marjuana?

        Sì, la rivoluzione “permanente” dei boccoli anni ’80…

        Leggi con attenzione il seguente periodo:

        Tutto il letame sessantottino – femminismo compreso – è falsa coscienza, una ideologia che è stata – ed è – sovrastruttura della reazione neoliberale.

        Ricostruire la sinistra non significa mettere insieme quattro mummie recuperate dall’Illinois e fondare il partitino dei segugi della poltrona mentre l’impero ti sta pappando le banche popolari e la loro tradizione secolare.

        La Sinistra non può morire perché le idee non muoiono: è l’ottusa imbecillità dura a morire.

        • ti dirò, anche l’habeas corpus è nato nel medioevo, quindi sarebbe una cosa ancora più vecchia. ma solo un idiota rinuncerebbe all’habeas corpus dicendo che è roba vecchia. guarda non ti preoccupare: quelli come te, che vogliono svecchiare la sinistra per affettare con simpatia il culo degli italiani sono già al governo. no te preoccupe. forse

          • Ma perché, secondo te in Italia vige l’habeas corpus?

            Capisco che son cose troppo difficili per te.

            Cercherò di usare un liguaggio che riservo ai minus habentis che si fanno i gargarismi con la parola “sinistra”:

            – la sinistra non è da “sveccchiare”: anche il linguaggio di chi dibatte veramente per il lavoro e l’uguaglianza sostanziale non è sicuramente quello di post-comunisti, rfondaroli dell’Illinois e sellini di biciclette bucate.

            Mi fa pena tanto il laburismo estetico di costoro quanto l’onestismo reazionario dei grillini.

            Morti Graziani, Caffé (e, se vuoi, Spaventa) sono rimasti solo dei fenomeni da baraccone a impestare la coscienza di classe.

            Se esistesse un idrante della Storia vi spazzerei via, con la vostra arroganza, il vostro saper di sapere che va a braccetto proprio con quei fascisti che abbiamo al governo a eseguire i diktat della troika.

    • purtroppo esistono categoprie di borghesotti frustrati come te, che si credono superiori per una ridicola sindrome di peter pan, ma non sono in grado di affrontare una discussione senza esaltare i loro idoletti adolescenziali (immagino che il culetto di fuffaro te lo sogni anche la notte) oppure dare di handicappati agli interlocutori, come se insultare gli altri rendesse più intelligenti. insomma la tua sinistra è una sinistra senza diritti, dato che che i diritti sono riba vbecchia e tu non hai idea di come siano stati ottenuti. quindi se ne èpuò fare benissimo ameno, dato che per i nobilotti come te e diego fuffaro ci saranno sempre brioches. insomma direi che il problema non è tanto legato alle tue scarse facoltàmentali, (sebbene non sia un problema da ignorare deltutto), ma è legato alla tua ideologia parassitaria, come nel caso delle zecche che si attaccano al cane, e al fatto che per garantire il tuo parassitismo passeresti sopra chiunque.

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