Le Sentenze della Corte Costituzionale ed il Pd.

La sentenza della Consulta sulla riforma pensionistica Monti-Fornero ha messo in moto una pericolosa azione del Pd (che non manca un’ occasione per dimostrare di essere la punta di lancia contro la Costituzione e dar prova della sua natura di destra antipopolare) che potrebbe avere conseguenze molto peggiori di quelle già nefaste oggi dichiarate.

E’ stato presentato un disegno di legge (primi firmatari i senatori Pd, Linda Lanzillotta e Paolo Guerrieri) che prevede che quando la soluzione della questione di costituzionalità possa implicare maggiori oneri o minori entrate per i bilanci pubblici, “la Corte possa chiedere all’Ufficio parlamentare di bilancio una relazione sugli effetti finanziari dell’eventuale dichiarazione di illegittimità costituzionale”.

In questo modo, la Corte valuterebbe tenendo presenti gli effetti finanziari delle proprie decisioni e considerare anche l’opportunità di non rendere retroattivi gli effetti della sentenza, così come è già accaduto per la cd. Robin Tax, dice il disegno di legge. Peccato che il precedente della Robin Tax invocato dalla Lanzillotta abbia avuto tutt’altre motivazioni che non c’entrano con la contabilità dello Stato.

Inoltre: il disegno di legge, prevede che possa essere data pubblicità all’eventuale posizione di minoranza in seno alla Corte (fatto sin qui mai accaduto, perché la Corte si è sempre presentata come entità unitaria).

Le due cose vanno lette insieme: si tratta di un tentativo di pressione per indebolire la Corte e piegarla agli orientamenti dell’esecutivo che potrebbe anche reiterare in altro modo una legge caducata, tanto non dovendosi pagare gli arretrati, il gioco potrebbe essere ripetuto all’infinito. La pubblicazione del dissenso avrebbe poi l’effetto di indebolire politicamente le decisioni della Corte.

Inoltre si tratterebbe di un precedente non irrilevante su un piano giuridico generale: in questo modo, qualsiasi diritto economico, nei confronti dello Stato, sarebbe subordinato alla parità di bilancio stabilita dall’art. 81 con la recente modifica costituzionale voluta da Monti (vedete come Monti, Letta e Renzi rappresentino la stessa linea politica?). Questo significa che il governo si riserva anche il diritto di decidere in quali tempi dare esecuzione alle decisioni della Corte. Ad esempio, se la sentenza giungesse in un certo momento dell’anno, si potrebbe sostenere che le leggi di spesa sono già impostate e, pertanto, per l’applicazione della sentenza se ne riparlerà l’anno successivo, quando poi, un altro pretesto potrà rinviare ancora di qualche tempo.

Di fatto, siamo alla degradazione dei diritti soggettivi a meri interessi legittimi: e ci voleva un governo di “centro sinistra” per fare questo grande passo nella nostra cultura giuridica?

Poi, la ciliegia sulla torta: a breve si dovrebbero eleggere tre nuovi giudici costituzionali (uno aspetta già da un anno, il secondo da febbraio ed il terzo scadrà il 5 luglio) e, come spesso accade, si fanno già i nomi dei possibili candidati, fra questi appare quello di Franco Bassanini, un illustre giurista che, dopo aver militato in area cattolica, nel Psi, nella Lega dei Socialisti, nella Sinistra Indipendente, nel Pds-Ds-Pd (è stato anche ministro) è stato presidente della Cdp (le Poste) incarico appena scaduto, per cui non sia mai che resti disoccupato. Ma, soprattutto, chi è Bassanini? Il marito dell’on Lanzillotta, la proponente del disegno di legge di cui abbiamo appena detto.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (13)

    • si ma prova ad immaginare chi sarebbe eletto in Sicilia o Campania! Guarda che io sono meridionale e lo dico senza alcuna punta di razzismo antimeridionale.

    • No che non va bene, il metodo americano fa sì che venga eletto il più “popolare”, non necessariamente il più competente. Non a caso in periodi di campagna elettorale i giudici americani diventano ultraforcaioli, emettono condanne a ciclo continuo e spesso commettono errori giudiziari madornali (di cui pagano le spese gli imputati innocenti e i cittadini che poi dovranno rimborsare i danni) solo per mostrarsi “duri” e “giustizieri” e raccattare qualche voto in più. Il metodo americano non solo non riduce di un briciolo il pericolo di corruzione, ma lo peggiora perchè oltre ai “normali” interessi privati come da noi introduce anche i pericoli della campagna elettorale: brogli, sponsor interessati, amicizie pericolose eccetera.

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    Tenerone Dolcissimo

    1) Egregio Professore, le costituzioni sono nate per limitare i poteri di spesa (e non solo quelli di spesa) dei sovrani. La nostra costituzione invece ha lo scopo precipuo di consentire a chi ha il potere di spendere a man bassa. Quindi, la vogliamo finire di chiamarla Costituzione???? Diamine un minimo di rispetto della denominazione di origine … lei che farebbe se tentassi di venderle spumante prodotto a frascati con uva coltivata a velletri per autentico champagne francese???
    2) La corte costituzionale è rispettosissima sponte sua delle volontà dell’esecutivo come conferma la sentenza sul 6×1000 e quella sul bollo auto. La corte ha una sua politica: far incassare di + allo stato e mettere + soldi intasca ai parassiti. Se il governo ha gli stessi fini corte e governo vanno d’accordo se no litigano.
    Cordiali saluti

  • Lo scasso costituzionale è stato già fatto inserendo la norma costituzionale voluta dalla Troika sul pareggio di bilancio, che è un dogma liberista che impedirà ogni politica keinesiana in deficit spending anticiclico. Praticamente la sinistra si è suicidata sull’altare dell’euro e dell’europa liberista vietando la socialdemocrazia. Roba da psichiatria. Una assurdità politica senza pari, una bestemmia giuridica che lega le mani a qualsiasi esecutivo. Sicchè basta quella norma per dichiarare conforme a costituzione ogni legge di austerity. E viceversa dichiarare INcostituzionale ogni legge in deficit spending.

    Quelle leggi che propone il PD ora sono solo un contorno di quella norma costituzionale. Di ieri la notizia della dichiarazione di illegittimità costituzionale del blocco degli stipendi dei dip. pubblici ma senza effetto retroattivo proprio grazie a quella norma.

    In definitiva quella norma insieme ai corollari che verrano disegna una “zona rossa” economica in cui le leggi con effetto finanziario (cioè tutte quelle che regolano la nostra vita) saranno intoccabili e non giudicabili. I cd diritti sociali del welfare state così vengono di fatto eliminati, perchè svuotati di precettività anche programmatica. Resteranno valutabili solo i diritti civili: gay trans libertà bla bla.

    E’ l’inizio della fine della democrazia dello stato di diritto sociale. Questa la partita in gioco. Il PD è la punta di lancia della oligarchia globalista liberista che mira ad abbattere lo stato sovrano e la democrazia costituzionale. PD è il vero partito liberista italiano. Bene che si sappia. M5* se pensa sul lungo periodo deve prendere in mano la fiaccola della libertà della democrazia e dello stato sociale che il PD sta uccidendo.

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      Tenerone Dolcissimo

      Caro Cinico, è divertente la tua osservazione secondo la quale sarebbe stata inserita una norma di carattere liberale in un corpus normativo di carattere liberale, Capisco che a sinistra ci si sia appropriati indebitamente di strumenti liberali, ma quest è furto con destrezza. Saluti

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