Coronavirus: controllo

Con il consueto interesse e gratitudine, vi consiglio la lettura di questo articolo di Lamberto Aliberti. A.G.

Il modello è pronto. L’abbiamo addirittura già usato. C’è anche qualche simulazione. Oggi vogliamo vedere se funziona. Che cosa vuol dire? Misurare quanto i dati che produce (dati teorici) si avvicinino ai dati esistenti e comprovati (dati storici) circa l’infezione dal coronavirus in Italia.

Alla prova siamo arrivati a tappe, con l’uso intensivo della simulazione. Quindi cominciamo a vedere com’è l’assetto attuale del modello, in termini strutturali (variabili ed equazioni) immutato, ma per i numeri (parametri), appartenenti alle variabili esogene, cambiato da quello presentato qualche giorno fa :

  1. per la mortalità, ricordiamolo: rapporto % tra i morti e i contagiati, il dato storico emergente è quanto di più farlocco ci sia. Lo vedremo subito più avanti. Come per tutti gli altri dati, ci siamo mossi a cercare un valore unico, ma ci dobbiamo presentare con due ipotesi, vicinissime peraltro, ma con effetti differenziati ed entrambi compatibili con la serie storica esistente;
  2. per i contatti pro capite standard, una variabile che più cruciale non si può, perché vi dipendono i contagi e quindi l’epidemia nell’intero. Le esperienze in materia sono servite a poco, in quanto i contatti sono fisici, implicano che le persone quantomeno si tocchino. Al valore siamo perciò arrivati attraverso un lungo processo di simulazione, insomma, per tentativi, che ha portato a una stima di 4/5 contatti nuovi al giorno in condizioni normali.
  3. chiudiamo con la decisione circa la data e il grado di isolamento; la prima è stata un problema per il fatto che il governo si è mosso a tappe successive, con provvedimenti via via più severi. Abbiamo deciso per l’ultima: formalmente una chiusura globale, che interpretiamo invece al 75%, con tutte le opportunità di testare gradi più avanzati fino a quel 100%, formalmente oggi in vigore
  4. Non sono cambiate le altre ipotesi ma la verifica le ha coinvolte tutte.

Tra le esogene resta un discreto set di funzioni. Sono state testate, ma evitiamo di presentarle per non appesantire troppo questa nota. Le metteremo in gioco qualora l’uso del modello ci facesse sorgere dei dubbi.

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aldo giannuli, coronavirus, lamberto aliberti


Aldo Giannuli

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