Consigli di lettura #9

1. István Mészáros “Oltre il capitale”
Chi è István Mészáros? (n. 1930) E’ stato allievo e poi collaboratore di Gyōrgy Lucács il massimo filosofo marxista ungherese. Partecipò attivamente alla rivoluzione del 1956, repressa dai sovietici, per cui  dovette poi rifugiarsi  prima in Italia poi in Inghilterra dove insegnò nell’Università St Andrews in Scozia, poi nell’Università di York/Toronto in Canada e nell’Università del Sussex. Ha collaborato con con la Monthly Review, la rivista marxista americana sorta sotto l’egida di Einstein e diretta da Paul Baran e Paul Sweezy. Dunque, una coerente vita di ricerca all’insegna del marxismo eterodosso. Esce ora per i tipi di Punto Rosso (presso cui può essere richiesto scrivendo a edizioni@puntorosso.it ) la traduzione in italiano (a cura di Nunzia Augeri) di uno dei suoi principali libri, appunto “Oltre il capitale”. In “Oltre il capitale”, il filosofo marxista allievo di Lukács, István Mészáros avvia un ripensamento delle categorie analitiche de “Capitale” di Marx finalizzato a formulare una nuova idea di socialismo nelle condizioni mondiali attuali, alla luce dei mutamenti tecnologici, culturali, sociali realizzatisi. La sua ottica è profondamente innovativa, ma resta interna al marxismo, dimostrando come esso sia ancora utile, a condizione di abbandonare la lettera per salvare lo spirito  del pensiero eterodosso di Marx. E’ un importante contributo ala formazione di una nuova teoria della transizione dal capitalismo al socialismo che azzera tanto i luoghi comuni del marxismo ossificato, quanto quelli dell’antimarxismo parimenti ossificato.

2. ”LIMES” “ La Turchia secondo Erdogan”

Numero  speciale di Limes sulla situazione turca, uno dei nodi cruciali della situazione internazionale. Il numero è stato pensato e scritto ben prima della vittoria di Trump, per cui risente di un’ottica che dava per scontata una convergenza russo-turca  ai danni degli Usa. Ora vedremo casa accadrà. ,a l’ossatura di alcuni articoli, come l’editoriale di Caracciolo che parte dalla costatazione per cui “La Turchia fu impero. Dunque non cesserà mai di pensarsi tale”  per ripercorrere l’intreccio di interessi, contraddizioni, spinte, fragilità di uno dei punti caldi del Mondo (leggo Limes dal primo numero uscito nel lontano 1993 ed, a mio parere, si tratta di uno dei migliori saggi di Caracciolo). Molto interessanti anche quello di Daniele Santoro (“Erdogan il capo che vorrebbe farsi Califfo) e quello di Abdullah Bozkurt “La bomba ad orologeria  degli alevita”. Stuzzicanti (almeno dal mio punto di vista di antico “complottologo”) im saggi di Giuseppe Cucchi e Iklker Basbug sullo “strano” colpo di stato del 13 luglio scorso. Un numero ricco ed appetitoso anche per i palati dei più esigenti lettori di geopolitica.

3. Paolo MAURENSIG “Teoria delle ombre”
Libro superbo che indaga sulla morte di Alexandre Alekhine, il grandissimo scacchista russo, campione mondiale, morto in esilio, in Portogallo nel 1946, in circostanze tutt’altro che chiare. Il libro è svolto secondo tutti i canoni del noire, per cui non anticipo nulla per non guastare la scoperta del lettore. Di Maurensig avevo già dello”La variante di Luneburg” (1993) anche esso di ambientazione scacchistica di cui l’auotore è profondo conoscitore, e mi aveva conquistato il suo stile molto orgiginale e suggestivo. Mi chiedo come abbiano fatto i traduttori per renderlo nei suoi  effetti stilistici, ma evidentemente ci sono riusciti, dato che il libro è stato tradotto in venti lingue e sempre con notevole successo di vendite. Vivamente consigliato.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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