complotto, doppio complotto e controcomplotto…

COMPLOTTO, DOPPIO COMPLOTTO E CONTROCOMPLOTTO…


Quella sul complottismo è una delle polemiche più stupide che si possano immaginare: è ovvio che i complotti accadono, è ovvio che ce ne sono di quelli che riescono e di quelli che non riescono ed è altrettanto ovvio che ci sono maniaci che vedono cospirazioni dappertutto e filibustieri che se ne lamentano per sviare l’attenzione dalle proprie magagne, il problema è stabilire di volta in volta di fronte a cosa siamo. Detta questa emerita banalità, possiamo andare avanti ed entrare nel merito dei problemi?

Berlusconi sostiene di essere vittima di una congiura animata dalla sinistra (forse con la compiacenza di qualche agenzia internazionale) che collegherebbe i casi Mills, Noemi, Bari e forse anche le uscite della signora Veronica. Ed il suo house organ chiarisce che saremmo alla vigilia di un nuovo ribaltone, adombrando un governo Draghi.
Ma la sinistra italiana è in grado di ispirare El Pais ed il Financial Times?

Procediamo con ordine, sulla base di fatti e dubbi su cui tutti possiamo facilmente convenire.
Primo: sin dal suo ritorno a  Palazzo Chigi, Berlusconi ha ostentato una forte intesa con Vladimir Putin (si pensi alle posizioni assunte nella crisi georgiana dell’estate scorsa) e questo mentre incombe una nuova guerra fredda fra Mosca e Washington. Poi, a coronamento di tutto questo, arriva l’accordo Eni-Gazprom del 19 maggio sul gasdotto, che manda a carte quarantotto un analogo progetto americano che, però, passava tutto fuori del territorio russo, con l’evidente intento di attirare nella propria orbita i paesi ex sovietici dell’Asia centrale e ridimensionare l’influenza di Mosca su quel settore strategico. Si immagina che a Washington non abbiano dato una festa da ballo in onore di Silvio la sera del 19 maggio. Né avranno gioito sentendo il ministro Tremonti schierarsi a favore della proposta cinese di comporre un paniere di “monete forti” che elimini il monopolio del dollaro come moneta di scambio internazionale.

Secondo: al progetto alternativo americano sembra fosse interessata anche la Shell, per cui neanche ad Amsterdam o Londra avranno brindato alla salute di Silvio.

Terzo: un certo signor Rupert Murdoch pare abbia delle divergenze di opinioni con il suo collega magnate dell’informazione in Italia, e non è affatto escluso che abbia qualche interesse per la sua “Rete 4”. Forse non è del tutto casuale che i suoi giornali –o quelli vicini o in attesa di esserne fagocitati- si siano dimostrati così attenti alle disavventure intime del nostro premier.

Dunque, è probabile che non tutti i nemici del Cavaliere abitino in Italia ed alcuni di essi sono di stazza molto superiore all’esangue opposizione italiana.
D’altra parte, è recentemente comparso nelle librerie un libro dell’ex presidente della Commissione Mitrokhin Paolo Guzzanti che accusa papale papale Silvio Berlusconi di essere un complice di Putin, per interessi non tutti chiarissimi. E il senatore Guzzanti, che è stato fra i primi a parlare di “mignottocrazia”, spesso  passeggia per la Fifth Avenue e proprio di sinistra non è.

Veniamo ora ad alcuni dubbi che le recenti vicende fanno sorgere.
Certamente nella vita accadono molte coincidenze, ma insomma che tutte insieme vengano fuori la signora Veronica, la sentenza Mills, Noemi, le foto di villa Certosa, la D’Addario e tutto nel giro di un mese, qualche dubbio lo fanno venire.
Prendiamo il caso Mills: non è credibile  che la Corte sia stata parte di un qualche complotto, come il Cavaliere inclina a credere (ma si sa: per lui il “giusto processo” è  quello che non si fa). In fondo questo processo una volta doveva pur finire, però questo era anche prevedibile e, magari, qualcuno ne aspettava la sentenza per partire con tutto il resto.
Noemi forse è stata un incidente di percorso, ma è anche vero che Berlusconi si è difeso malissimo  autorizzando i peggiori sospetti.
Le cose si fanno meno chiare con le foto a villa Certosa. Insomma c’è un fotografo professionale che, non si capisce come, riesce ad avvicinarsi  ed entrare nella villa senza essere scoperto e questo per più volte nel giro di anni, scatta 5.000 foto e poi le tira fuori tutte insieme. Chi è, Mandrake?
Cicchitto non ha detto una cosa sbagliata quando ha osservato che, se al posto del teleobiettivo di una fotocamera, ci fosse stato il cannocchiale su un fucile di precisione, oggi parleremmo di Berlusconi al passato. Ora, si immagina che la residenza del Capo del Governo –soprattutto quando vi si trovi lui in persona- sia debitamente sorvegliata, altrimenti qualsiasi terrorista, agente segreto straniero o semplice spostato potrebbe troppo facilmente esercitarsi al tiro a segno. In condizioni normali, il responsabile della  sicurezza e del servizio scorte sarebbe liofilizzato anche per 5 fotografie…
E poi, come mai questo fotografo si tiene nel cassetto per anni le foto,  senza venderle a nessun giornale “specializzato”?  Le scattava per collezionismo? Conosciamo altri collezionisti del genere, chiamano il loro hobby “dossieraggio”…

E veniamo alla mia concittadina Patrizia che sembra molto sicura di quel che dice ed offre a suo  riscontro registrazioni, foto ed ogni ben di Dio. In primo luogo viene da chiedersi come mai, con tutte le ragazze che sgomitano per fare le veline a Mediaset, Berlusconi ricevesse proprio questa scrupolosa esercente pugliese. Segno che ella era debitamente referenziata e garantita, al punto da passare senza intoppi ai controlli elettronici di palazzo Grazioli, munita di tutti gli aggeggi elettronici del caso. Insomma, non doveva essere la prima volta che varcava quella soglia.  Anche qui la sicurezza mostra qualche falla e sembra che, purché donne avvenenti, ci si possa accostare al Presidente del Consiglio anche con un bazooka.
Ma quello che stupisce più di tutto è proprio il comportamento della signorina. Intanto non si capisce perché vada ad un appuntamento di lavoro armata di tutto punto di cellulare con fotocamera. Lei dice perché aveva avuto brutte esperienze con altri uomini. Sarà, ma, insomma, se già conosceva “Papi”, non avrebbe dovuto avere di questi timori.
E poi, perché registrava e fotografava tutto? Ma, più di ogni altra cosa, una professionista del suo calibro (crediamo che le sue prestazioni siano  un po’ oltre i 50 euro della passeggiatrice da strada) è molto attenta a garantire la sua riservatezza. Bari –come ogni altra città- è piena di imprenditori, politici e professionisti che cercano emozioni del genere, ma sono molto attenti a non farlo sapere alla moglie e ad altri. Ora, è evidente che dopo uno show del genere la signorina in questione ha finito di lavorare: quale facoltoso “utilizzatore finale” la cercherà ancora, pensando di avere a che fare, come minimo, con una potenziale ricattatrice? Certo Patrizia, con i suoi 40 suonati, era verso la fine carriera, ma, insomma, si mantiene ancora bene ed ha ragionevolmente l’aspettativa di almeno altri cinque anni di onorato servizio da assolvere. Come mai ha deciso di troncare così bruscamente tutto e per mettersi contro un personaggio così potente?

E qui di dubbi ne vengono diversi:
1- che abbia deciso di ritirarsi dagli affari avendo ottenuto una confortevole buonuscita da qualcuno
2- che lo stesso benefattore si sia preoccupato di darle le necessarie assicurazioni che nulla le accadrà di male dopo questo show e che anzi, forse, ne caveremo un film
3- che la signorina alterni il mestiere più antico del mondo con il secondo mestiere più antico del mondo: la spia. Non sarebbe la prima doppiolavorista del settore.
Certo, solo dubbi, ma anche qui si avverte uno strano sentore…
Se le cose stanno effettivamente così, non è difficile immaginare che – a meno di trattative coperte che portino a una qualche onorevole pace- la storia non si fermerà qui. E non è nemmeno difficile indovinare qualcuna delle prossime puntate: sarà un’altra signorina di Pordenone o di Canicattì, magari minorenne, che dirà di essere stata violentata dal Cavaliere durante festini a base di cocaina, o forse qualche vecchio boss mafioso che parlerà di sue cointeressenze con il summentovato al quale, peraltro, faceva giungere costantemente la coca di cui sopra, o magari, per cambiare registro, qualche spostato, durante il G8, ferirà uno dei partecipanti, con il conseguente disastro di immagine sul piano internazionale. E magari le ammissioni di signorine e vecchi boss, insieme a qualche foto, compariranno sul web proprio durante il G8. O vai a vedere che altro potrà accadere, fosse anche una foto del Nostro che sniffa una pista di coca da Arcore a Villa Certosa: anche se si trattasse di una foto truccata, non farebbe grande differenza, perché il danno di immagine precederebbe ogni possibile chiarimento e comunque i più, dato il contesto creatosi, crederebbero ad un insabbiamento.
E forse, prima o poi, qualche partner della Nato (magari l’Islanda o la Lituania) porrà il problema della sicurezza dei segreti dell’Alleanza, con un capo di governo alleato (supremo custode del Nos per il suo paese) così pesantemente esposto al rischio di ricatti.

Insomma non è affatto difficile immaginare che si sia aperta una  nuova stagione di “caccia al cinghialone” (variante odierna della più celebre  attività venatoria britannica).
Il quale cinghialone, peraltro, -se le cose stanno così- se la sarebbe proprio andata a cercare con i suoi comportamenti. Insomma, ne conosciamo la sfrenata bulimia sessuale, ma qui saremmo molto oltre i limiti dell’imbecillità ed un presidente del Consiglio può anche essere cinico, ladro, farabutto e persino pazzo (ne abbiamo avuti per ciascun aggettivo) ma imbecille proprio no.

Staremo a vedere, però non posso concludere questo pezzo senza tornare sulla questione del Pm barese Pino Scelsi. Fa piacere notare che al “Giornale” seguano questo sito e vi attingano –pur non citandolo, ma va bene lo stesso-: oggi (21 giugno), un lungo articolo a firma di Stefano Zurlo riprende pari pari una serie di notizie dal mio articolo precedente (come l’episodio dell’assemblea all’Orazio Flacco nel febbraio 1971) per cavarne, sin dal titolo di prima pagina, che Scelsi a 17 anni era in Lotta Continua (e sai che scoop!). Ne segue la nefanda carriera in Magistratura Democratica e le recidive espressioni di simpatia per la sinistra e conclude: “Intendiamoci: Scelsi è sempre stato un magistrato corretto, ha sempre  svolto con rigore  le sue indagini e ha sempre resistito alla tentazione di … candidarsi in questa o quella lista come hanno fatto alcuni suoi colleghi. Questo gli fa onore, ma la sua storia resta quella di tante toghe rosse.”
E allora? Se Scelsi è un magistrato corretto che svolge con rigore le sue indagini, dove è il problema? C’è Magistratura Democratica, ma ci sono anche le correnti dei magistrati moderati di destra come Magistratura indipendente o l’Unione Magistrati Italiani. Molti togati sono di Comunione e Liberazione o del Rotary, o simpatizzano per il PdL, ci sono toghe bianche, nere, turchine e multicolori (queste abbondano), e nessuno, mi pare, ne meni scandalo. Per caso c’è qualche norma che proibisca solo le toghe rosse? Sin quando opinioni politiche personali ed esercizio della funzione pubblica restano distinte, non c’è ragione di indignarsi o preoccuparsi. Giovanni Arcai aveva simpatie di destra ma era una persona degnissima e la campagna contro di lui, per sottrargli l’inchiesta sul Mar fu una autentica carognata.
Anche l’insinuazione che si coglie negli altri articoli, che la fuga di notizie venga dall’ufficio del Pm, porta fuori strada.

Ma possibile che a nessuno venga in mente che, se qualcuno ha preparato il “trappolone” a Silvio, è lo stesso che sta spargendo in giro registrazioni e verbali? E che il magistrato non c’entri nulla?
Insisto: se “complotto” c’è, non è in quella direzione che occorre guardare per trovarne l’origine. Su Scelsi perdete solo il vostro tempo.

Aldo Giannuli, 21 giugno ’09

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Aldo Giannuli

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Comments (18)

  • Cui prodest? (a chi giova)
    Oltre ai “complotti” esistono anche gli “interessi convergenti” che, in questo caso, possono essere rappresentati da tutti quei poteri forti, Vaticano e vescovi compresi, preoccupati per un eccessivo consenso popolare nei confronti di Silvio Berlusconi.
    Molti gli interessati, anche all’interno del Pdl, ad un ridimensionamento del Presidente che con forza propria avrebbe potuto procedere a scelte, programmi e riforme senza condizionementi interni ed esterni, senza piu’ dover necessariamente procedere alle “concertazioni” palesi e sottobanco, al mercanteggiamento delle nomine negli Enti ed Aziende pubbliche.
    Forse in tanti o troppi non attendevano che l’occasione per ridimensionare Berlusconi.
    Infine.
    Una delegittimazione internazionale del Presidente italiano ed un suo possibile isolamento giova anche ai maggiori paesi della UE.
    L’aver cosi’ esposto al pubblico ludibrio tutto cio’ che avviene nella residenza sarda impedira’ a Berlusconi di procedere a quell’ospitalita’ di governanti che propedeutica spesso ad accordi bilaterali anche a vantaggio di imprese italiane.

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    Alessandro Frigerio

    Ho letto con molto interesse il suo articolo.
    In primo luogo, mi stupisco del comportamento dei giornalisti de “IlGiornale”: davvero non l’hanno nemmeno avvisata, per fare la loro intervista? Bah…
    Per quanto riguarda l’articolo in sè, sono ancora abbastanza in dubbio sul credere o meno ad un eventuale “complotto” nei confronti di Berlusconi: il premier non ha certo le mie simpatie, ma alcuni dei quisiti da lei sollevati mi avevano già punto in passato. Sono convinto che Murdoch sia perfettamente in grado di scatenare una campagna denigratoria nei confronti del proprio “rivale”. D’altra parte mi è difficile pensare che gli USA ce l’abbiano con Berlusconi in quanto “allineato” alla Russia in un contesto di nuova guerra fredda: magari mi sbaglio, dal basso della mia ignoranza, ma, a parte le ovvie tensioni che possono esserci tra le due superpotenze in questione, non mi sembra che il clima tra USA e Russia sia quello di una nuova guerra fredda, anche se nelle sue fasi preliminari!
    Infine, sarei stupito di sapere che “LaRepubblica”, quotidiano che mi capita talvolta di leggere, sia “strumento”, magari inconsapevole, di un simile “complotto”. Le vie del potere sono infinite, tuttavia mi sembra una cosa molto ingenua da parte di un giornale con una certa dignità e “potenza”.
    Saluti,
    Alex

  • Io mi concentrerei un attimo su due argomenti che si sono sovrapposti nelle scorse settimane,dei quali uno ha offuscato l’altro:caso-Noemi e processo-Mills.
    La motivazione della sentenza Mills(arrivata sicuramente in tempo strategico)di fatto dava del corruttore a Berlusconi.Ma se lui ha corrotto è immorale e quindi deve dimettersi(nonostante il lodo Alfano),a meno che…
    A meno che uno scandalo maggiore non copra l’altro portandolo in secondo piano;e così è stato:i mezzi di (dis)informazione non hanno più parlato del “corruttore”,bensì dell'”uomo di mondo”.
    In questo contesto la vicenda Noemi potrebbe essere funzionale e complementare a quella Mills.
    Ma visto che il Berlusconi corruttore non ha fatto scandalo(grazie al contro-scandalo)è uscita fuori un’altra storia e adesso vedremo come finirà.
    Non sarebbe certo fantascienza supporre che Veronica Lario,informata in precedenza del macello che stava per succedere,abbia ricevuto un buon consiglio:divorzia adesso,prima della bufera!

  • Ok, forse i tempi sono sospetti, non si può non concordare su questo. La questione su cui però certi personaggi (e certi giornali) cercano di svicolare è un’altra: Silvio “the pelvis” Berlusconi queste cose le ha fatte o no? Ha corrotto Mills oppure no? Ha definito “eroe” un boss della Mafia del calibro di Mangano (che, a parte le note condanne, usava taglieggiare le cliniche palermitane inviando ai Primari teste di cane tagliate) o no? E con quali soldi ha fatto gli aumenti di capitale della Fininvest negli anni ’80?
    Mi fermo, ma potrei continuare…
    Insomma, a prescindere dai tempi sospetti, la sostanza resta, e a mio sommesso avviso è poi ciò che conta. Ops!, che dovrebbe contare.

  • Mi perdoni Giannuli, ma la tesi del complotto è accettabile, senza per questo essere credibile, soltanto perché in questo paese siamo ormai assuefatti e non possiamo portare avanti nessuna iniziativa senza che si verifichi, puntuale come la morte, la solita manfrina che suona tanto di mentalità mafiosa.
    Premettendo che in tema di complotti la supposta vittima illustre è maestra, basti pensare all’allegra tavolata che si sta preparando a L’Aquila, con tanti amici degli amici pronti a far man bassa di aiuti milionari e zone franche dove costruire per illudere e ricavare altri milioni, appare evidente che vi sia una campagna per screditarlo. Tuttavia, la mia opinione è che non di complotto si tratti, bensì di delirio d’onnipotenza e impunità, che il nostro dimostra ormai da almeno 10 anni. La sua avvenente concittadina è andata a “lavorare” “armata di tutto punto di telefonino con videocamera”…suvvia! Lo sa quanti telefonini con videocamera si porta dietro la gente, lasciandoli accesi persino nelle sale operatorie o negli aerei? Sarebbe questa la prova di un complotto? Perchè registrava tutto? Perché una che fa quel mestiere è abituata a ricattare i riccastri con i quali si accompagna. Può accettarla come plausibile questa spiegazione? Quanto al fotografo, mi scusi, ma se per entrare a Palazzo Grazioli (divenuto sede istituzionale unicamente per la megalomania del suo proprietario) è sufficiente essere donne, avvenenti e indossare le autoreggenti, trova tanto strano che un fotograqfo si apposti a qualche centinaio di metri di distanza (non dentro la villa) e scatti delle foto da rivendere quando le quotazioni salgono? Abbiamo già dimenticato la legnata del disoccupato, poi pentito e probabilmente non più disoccupato, quando, circondato dalla scorta, se ne andava a zonzo per la città facendo “l’uomo del popolo”? Che vi sia una strategia per scalzarlo è indubbio, sono 15 anni che ci si prova inutilmente. Purtroppo agli italiani non è interessata l’illegalità che è riuscito a istituzionalizzare, nemmeno i vergognosi inserimenti di componenti della malavita organizzata in parlamento. Pare che con le mignotte finalmente l’attenzione si risvegli….Tutto ciò, se non fosse tragico sarebbe comico.

    Cordialità

  • Condivido l’impostazione dell’articolo.

    Segnalo un articolo di Lucia Annunziata pubblicato su La Stampa del 28 maggio, riguardante una riunione del «Bilderberg».
    http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=25&ID_articolo=6003&ID_sezione=&sezione=

    In generale mi pare di poter dire che la condizione di sovranita’ limitata dell’Italia e’ del tutto assente dal dibattito politico (e pour cause, visto quello che succede a chi pone il problema) ma, soprattutto, e’ assente dal dibattito scientifico sulla selezione dei gruppi dirigenti italiani: di fatto irresponsabili di fronte agli elettori, se politici, o agli azionisti, se imprenditori.

    Nel complesso, con questi ceti dirigenti estero-dipendenti, che cosa ci si puo’ aspettare in termini di sviluppo delle potenzialita’ italiane? Zero.

    L’Italia, sempre di piu’, sembra dare ragione a Metternich: “espressione geografica”.

  • Complotto o non complotto, è tanto che mi frulla per la testa un’idea. Gli USA non hanno mai mandato giù la storia dell’Achille Lauro e di Sigonella, coi carabinieri a fronteggiare i marines che volevano portare i terroristi in America, dove sarebbero stati trattati certamente peggio di Mario Lozano o dei piloti dell’aereo che buttò giù la funivia del Cermis. Chi meglio di Berlusconi poteva far fuori il suo amico Craxi? Non dimentichiamo che negli anni 90 la stampa targata Biscione tifava “Mani Pulite”. Ora, però, sta cominciando a stufare pure lui.

  • Ho letto l’intervento di Marco Sisi.

    Altro che Sigonella!

    Qui la sovranita’ limitata data dalla fine della seconda guerra mondiale, e magari dal 1943.

    La questione e’ seria. E la ribadisco: i limiti alla sovranita’ nazionale hanno significato una eccezionale limitazione al ricambio politico e di idee.

    Posso anche essere filo-Usa, ma il tutto avviene tramite condizionamenti coperti.

    Quante basi USA ci sono in Italia?

    Sull’allargamento della base di Vicenza o sul rinnovato ruolo della base di Sigonella, o sulla politica estera, c’e’ in Italia un dibattito degno di questo nome che metta elettori ed eletti di fronte alla loro responsabilita’?

    D’Alema ha fatto la guerra in Kossovo e agli Italiani non veniva detto.

    Perche’?

  • Lasciamo perdere il complotto e chiediamoci:
    Mills l’ha corrotto, sì o no?
    Con Noemi e la D’addario era solo amicizia?
    Previti e Mangano, allora… due martiri?

    Qui a forza di parlare di complotto sì e complotto no, abbiamo smarrito la via maestra!

    Quest’uomo è IMPRESENTABILE.

    Punto.

  • Concordo con l’analisi dell’autore del blog. A monte di tutta questa oscura manovra, c’è un problema ancora più profondo: in politica – come negli affari – non bisogna mai stravincere. Troppi nemici, troppo potenti, e tutti insieme! Ormai l’immagine di Berlusconi è compromessa per sempre…

  • Il complotto esiste ed sta anche centrando l’obiettivo, da professionisti, non certo per mano italica visto l’impotere del nostro sistema politico da una parte e dall’altra. L’attacco è stato massiccio, ha una ben specifica data di partenza, una stampa MONDIALE e televisioni internazionali di mezzo mondo in appoggio. Nel quadro europeo è l’ultimo dinosauro al potere, con legami con la vecchia amministrazione americana e soprattutto Putin, il nemico (in declino) della muova politica americana che non sa più cosa farsene dell’Europa. Negli anni 1945-70, la CIA pompava decine e decine di milioni di dollari nelle casse dello IOR per ripartirle tra i partiti amici. Oggi non serve più, è troppo costoso e c’è sempre il rischio di qualche “gola profonda”. Un attacco verso i media, qualche puttanella, un fotografo (non cento, uno) è molto più facile e meno costoso, anche perché non si vuole abbattere il Leader Maximo di Palazzo Grazioli (non credo sia possibile, salvo elezioni anticipate, ma imprevedibili nell’esito). Lo si vuole semplicemente castrare internazionalmente, mettendo sotto pressione tutti gli ospiti di Stato a villa Certosa. Non è un caso che Berlusconi abbia ricevuto un mediocre caffè alla Casa Bianca, niente ospitalità niente fanfare. Noi, e molti Paesi dell’Europa, siamo fuori dai grandi giochi. Per l’Amministrazione americana gli obiettivi sono altri e maggiori, per cui togliere dai piedi uno legato alle vecchie mafie di Leaders in via di estinzione, è assolutamente normale. Effettivamente, una risposta verrà dal comportamento futuro della quarantatreenne squillo … Per quanto riguarda il libro dell’ex presidente della Commissione Mitrokhin Guzzanti, ci andrei cauto. Ho conosciuto Guzzanti proprio per i fatti Mitrokhin e, da come lo ha gestito, avrei perplessità sulla verità di qualsiasi questione scriva.

  • L’articolo di Aldo Giannuli è bello. sicuramente fondato e documentato, come ogni suo scritto. Quello che non riesco ad accettare è che una simile tesi, se vera, restituirebbe all’omino Berlusconi, se mai l’ha avuta, una sorta di altezza “istituzionale” che non riesco a riconoscergli. Non riesco a vederlo vittima di complotti americani, perchè lo trovo a tal punto ridicolo da non poter essere oggetto i simili attenzioni, se vogliamo chiamarle così. Se davvero fosse vittima di un complotto, al di là che lo sbandierebbe ai quattro venti fino allo sfinimento, significherebbe davvero che è riuscito in quache modo, non semplicemente a rendersi ridicolo davanti al mondo, ma che ha fatto cose che al mondo hanno dato anche fastidio per davvero. Può anche essere, come può essere che sfruttando tutti i suoi lati deboli il mondo lo stia ricattando, ma davvero non c’era altro modo? Davvero l’omino non è abbastanza bravo da solo a rendersi ridicolo che lo devono aiutare americani e inglesi? Davvero, e molto più semplicemente, non ne ha combinate tante, ma tante, che prima o poi dovevano uscire in qualche modo. Del resto era solo questione di tempo e probabilmente è solo l’inizio. E poi perchè non può essere imbecille? Se può essere disonesto e teso quasi esclusivamente a coprire le sue nefandezze che si ostina a commettere sperando nell’impunità, perchè non può essere anche imbecille? Perchè semplicemente non può essergli sfuggita di mano la situazione avendo con tutta probabilità esagerato?

  • Ho letto con molto interesse l’articolo.Non mi interessa sapere se Berlusconi è stato protagonista di questi “festini” o cosa…della ua vita privata risponde a chi gli pare…Per i fatti giudiziari,aspetto il terzo grado di giudizio,poi ne riparliamo.
    La tempestività e la contemporaneità degli avvenimenti per me sono sospetti e ad orologeria…vedasi,per esempio,il primo avviso di garanzia quando Berlusconi presiedeva il vertice contro la delinquenza a Napoli..ec.ecc…Mi pongo una domanda:se dovesse verificarsi quanto paventato nell’articolo a proposito di altre accuse possibili accuse durante il G8…che penseremo?…
    Una ulteriore domanda: perchè,per esempio,la signora Veronica Lario ha aspettato fino a qualche giorno fa per proporre quelle accuse sui comportamenti del marito?..perchè non l’ha fatto prima?…e quando lo sposò,non era anche lei una “velina”?Non ha beneficiato del Potere e denaro del marito..ecc..??Dov’era fino a ieri?
    A me SPAVENTA DI PIU’ questo modo di tentare di far cadere un Governo.Che cosa possa fare il Potente di turno o cosa possa fare gente di questo calibro(c’è anche chi passa…per caso…dove passeggiano i viados),il popolino(io-noi?-)lo supponiamo o lo immaginiamo(magari con una certa invidia).Ma che cosa è più pericoloso per Noi?Che si AZZERI il nostro libero voto e la nostra libera scelta o i pruriti di un qualsiasi personaggio?
    I fratelli KENNEDY(lungi da me qualsiasi confronto politico-IMPROPONIBILE-) sono ricordati ed osannati(GIUSTAMENTE)PER LA LORO POLITICA O PER QUELLO CHE FACEVANO SOTTO LE LENZUOLA?..

  • Il complotto c’è, non si spiegherebbe altrimenti l’accanimento degli House Organ di Downing Street e delal City.
    Londra, dove anche li si sta svolgendo una lotta accanita per ridistribuire le carte; o vogliamo essere così ingenui da credere che mezzo governo venga dimesso solo per un paio di video porno e qualche cambiale pagata con i soldi pubblici; e questo dopo che Blair ha trascinato coll’inganno il Regno Unito in una guerra contro l’Iraq?
    Do you remember David Kelly?
    E’ chiaro che Berlusconi in questa fase da fastidio, per vari motivi (Silvione non è gradito alla Fiat, oggi tanto vezzeggiata da Obama), ed è altrettanto chiaro che c’è chi si sta organizzando per la sua ‘succesione’ (Le scosse di D’alema).
    Un governo tecno-bipartisan si profila all’orizzonte (Fini-Rutelli-Amato-Casini) ma non è detto che sarà il meglio per l’Italia.

  • [Aurelio Lorenzini dice:Ma che cosa è più pericoloso per Noi?Che si AZZERI il nostro libero voto e la nostra libera scelta o i pruriti di un qualsiasi personaggio?].
    ……………………………………..
    Libero voto? Libera scelta?
    Sicuro?

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