La sentenza della Corte Costituzionale: un commento a caldo.

Dopo una attesa interminabile abbiamo finalmente la sentenza sull’Italicum: resta il premio di maggioranza, saltano ballottaggio,  capilista bloccati e candidature plurime, non sappiamo nulla sulle soglie di sbarramento (vedremo nelle motivazioni). In teoria il sistema è pronto per votare, anche se è diverso fra Camera e Senato, ma ci sono diverse questioni che, nelle more dell’armonizzazione delle leggi fra i due rami del Parlamento, potrebbero risorgere (coalizioni, ampiezza collegi, preferenza unica o plurima, collegio nazionale per la quota proporzionale o meno ecc.). Dico subito che non è una sentenza splendida, anzi è molto criticabile.

Con tutto il rispetto per la Suprema Corte, ho l’impressione che i giudici costituzionali non abbiano sempre le idee chiarissime sugli effetti ed il funzionamento delle leggi elettorali. Di fatto, hanno varato un sistema che definiremmo “proporzionario”, proporzionale se nessuno prende il 40%, maggioritario, se uno lo prende. Certo la questione non è attualissima, perché non pare che nessuno arriverà a quella soglia (a meno di una improbabile lista comune Pd-Fi-Udc-Ncd-Ala), però quello che non si verifica oggi può verificarsi domani e, per la verità, non si capisce come risolvere il problema delle due Camere. Ad esempio, oggi non sembra che nessun partito possa raggiungere il 40%, ma se nelle more del “ritocco legislativo” tornassero le coalizioni, le cose potrebbero anche essere meno scontate.

Ad esempio un Pd al 32% con una “sinistra” alla Pisapia ed una destra Verdini-Alfano e frattaglie varie, potrebbe anche raggiungere quel risultato e, in quel caso, saremmo di nuovo  nella situazione del 2013, quando il premio scattò alla Camera, ma non al Senato dove non è possibile dare un premio nazionale. Vedremo la motivazione della sentenza, per ora osserviamo che un premio sino al 14%, non è tanto basso (anzi c’è di che dolersi che la Corte lo abbia ritenuto costituzionalmente corretto), ma siccome non sembra che siano stati fissati paletti numerici, il Parlamento potrebbe abbassare il premio, ad esempio,  al 37,5% che, ad un certo punto, doveva essere la soglia per ottenere il premio. Considerato il rispetto della democrazia del Pd, la cosa non sembra così irrealistica, non resta che sperare che si metta di traverso il “compagno” Berlusconi ( e vedete a che siamo ridotti!) e che la fretta di votare di Renzi eviti discussioni troppo lunghe sulla legge.

Bene, invece l’abolizione dei capolista bloccati che era un obbrobrio, c’è però da chiedersi se ci sarà una sola preferenza o più preferenze e questo ha a che fare con l’ampiezza delle circoscrizioni che l’Italicum aveva fissato a 100 di 6-7seggi  in media. Non sappiamo se il dispositivo dica nulla, ma, nel silenzio, resterebbero come sono. Il che, se saltasse il collegio unico nazionale, provocherebbe una falcidia dei partiti “piccoli” (cioè tutti salvo M5s, Pd, Fi e Lega) costretti ad entrare nelle liste maggiori, con il che la soglia del 40% tornerebbe a balenare. Per non dire delle soglie di sbarramento.

In teoria, dicevo, si potrebbe votare subito, ma, se si dovessero rifare le circoscrizioni, non è detto che ci si riesca, soprattutto se il Parlamento decidesse di aspettare il deposito delle motivazioni. In questo caso, difficilmente il parlamento potrebbe essere sciolto a metà maggio per votare a fine giugno. Staremo a vedere. Sicuramente la tentazione potrebbe essere quella di approfittare della situazione per mettere mano ad una legge che rimetta in piedi il maggioritario, magari truccando un po’. E la cosa tornerebbe utile anche a far scattare il termine per il vitalizio che non fa mai male.

Mattarella sicuramente chiederà l’armonizzazione (impossibile) fra il sistema della Camera e quello del Senato, dando fiato a quelli che vogliono finire la legislatura e tutto dipenderà da Berlusconi (come abbiamo detto) e da Renzi. Allegriaaa!

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (34)

  • Detesto citarmi addosso.
    Quando i giudici della Consulta viene chiesto qualcosa di positivo, rispondono che sono una giurisdizione negativa di legittimità, legata al petitutm, in questo caso non avevano questa incombenza, potendosi positivamente allontanare.
    Sembra una sentenza data sul tavolo da biliardo tra palle, buche e sponde partitiche.
    Di politico, nel senso più nobile del termine, in tutto quello che ne seguirà ci intravedo
    poco.
    P.s. A che ora parte il prossimo aereo per Seoul ?

  • Ho avuto l’impressione che la sentenza 1/2014 avesse evidenziato che (plausibilmente a causa delle lacune intenzionalmente disposte nella Costituzione) la verifica delle leggi elettorali finisse sostanzialmente per limitarsi ai casi di incostituzionalità manifesta “dedotti” sulla base del principio di “proporzionalità e ragionevolezza” (o violazione delle minime salvaguardie prescritte come l’obbligo di iter ordinario ex art 72 comma 4 Cost).

    Einaudi e Lussu furono tra coloro che si dichiararono contrari a vincolare il proporzionale puro nella Costituzione. A breve Einaudi divenne Presidente della Repubblica e neanche alla fine dell Ia legislatura si brigò per la legge truffa.

    Da allora ad oggi è senz’altro cambiata la percezione di distorsioni delle leggi elettorali da parte dei cittadini: Einaudi temeva che la popolazione non avrebbe accettato un proporzionale con premio elargito con una soglia del 40%.

    La versione finale della legge elettorale optò per un premio con soglia al 50% e per questo si osservarono agitazioni ed è tuttora ricordata come “legge truffa”: come cambia la costituzione materiale, non si finisce mai di imparare…

    PS: In via deduttiva temo che la qualifica di incostituzionalità “manifesta” si abbia quando ci sia il sufficiente consenso “Interpretativo”.

  • Ci sarebbe da scrivere un libro per commentare il risultato della decisione e le prospettive future: ne avremo il tempo nei prossimi molteplici articoli futuri sulla materia, che sono sicuro non mancheranno di certo.
    Al momento solo due considerazioni al volo
    1 – con l’indicazione del ricorso al “sorteggio” nel caso di candidature plurime, penso che la corte (non a caso in minuscolo) abbia toccato il fondo del ridicolo e della improvvisazione. Sorteggiati da chi? con quali controlli? e con quali garanzie? Pare evidente che si è voluto introdurre un espediente per dare poi la possibilità di pilotare comunque l’esito… E pensare come sarebbe stato molto più logico e saggio prevedere, ad esempio, che il collegio valido per l’elezione sia quello in cui il pluricandidato abbia ottenuta la percentuale più elevate di voti. Ed era così facile!
    2 – La decisione di ammettere un premio di maggioranza a chi riporta il 40% rende perfettamente costituzionale il “Brugellum”, il sistema elettorale di cui ho parlato qui più volte, particolarmente indicato per mettere fuori gioco Grillo e la sua squadra. Chissà mai che non possa avere un futuro?

  • Sui capilista bloccati non si sono pronunciati, quindi rimangono.
    Si andrà a votare in autunno con pochi ritocchi per “armonizzare” Camera e Senato, IMHO

  • Almeno a differenza vostra Io mi firmo col Mio Nome.
    Ora, al di là della premessa, qualcuno nota che con questa legge si premiano le liste mentre con il mattarellum voluto DA TUTTI principalmente PD si premiano le coalizioni?

    Siete poco intelligenti, sopratutto leggendo i commenti qui sopra:
    Puntano al mattarellum perche ne possono uscire vincitori.
    Lega ncd fi fratelli di stoca eccetera: 30% circa
    Pd sel SI 30 liste comuniste: 30% circa
    5Stelle 30% da solo.

    Se si uniscono il 40% lo prendono: pd sel si udc ncd fi eccetera.

    votiamo 5 stelle e lasciamoli con un palmo di naso!

    Egrgio Giannuli cosa ne pensa?
    Cosa intravede?

    • Almeno a differenza vostra Io mi firmo col Mio Nome.

      Non ci avrà mai badato ai limiti delll’autoreferenzialità “certificativa”.

      • @Marco Becui…
        Qui è lecito parlare di tutto, persino dei suoi processi stocastici.
        Ogni partito ha il diritto di essere chiamato col nome che sceglie, piaccia o meno.
        .. ma guarda che tempi e cosa mi tocca fare ?!

  • Professore, buongiorno!

    Allegria…

    Con i partiti politici attuali, come già giustamente osservato, verrebbe quasi da rimpiangere la legge Scelba e la sua soglia del 50%. “Verrebbe”, perché sempre di legge truffa si tratterebbe.
    E questo varrebbe sia per un PD renziano, renziano come prima più di prima, sia per una FI che spera ancora nel 2018 per riabilitare il suo malconcio leader, piuttosto che per un M5S che, alla prova dei fatti, per continuare a rivendicare la propria “diversità” sia nel metodo (decisione della linea politica) che nel merito (fratellino di Marra) si può solo attaccare all’Appendino anzi, a Santa Appendino da Torino.

    Coalizioni… nessuno sarebbe così sprovveduto, nemmeno in questo triello degno della scena finale de Il Buono, il Brutto e il Cattivo, nell’allearsi CON uno CONTRO l’altro, dimezzando così la propria esposizione mediatica e raddoppiando quella dell’avversario. Questo peraltro tenendo conto, tu mi insegni, che l’aritmetica elettorale raramente funziona, che un 5% e un 5% di singole forze sommati in coalizione non danno un 10% ma qualcosa meno.

    Insomma, tutti contro tutti, l’anno è appena iniziato e… allegria!

    Un caro saluto.

    Paolo

  • Ma io non capisco tutto questo agitarsi. In quasi 70 anni si sono provati tutti i possibili sistemi elettorali, almeno quelli che la Costutuzione permette per un sistema a democrazia parlamentare come quello italiano. Proporzionale puro, (quasi)maggioritario, proporzionale con sbarramenti e premio di maggioranza, varianti regionali per il Senato, voti alle liste (per costringere ad alleanze posteriori), voti alle coalizioni (per costringere ad alleanze anteriori), ecc..
    E’ cambiato qualcosa dal punto di vista delle azioni di governo, delle pratiche di corruzione, cioè in generale dell’etica politica di quella che viene comunemente chiamata Ka$ta? La risposta è un rotondo NO.
    Abbiamo una legge elettorale per i sindaci con doppio turno e ballottaggio. Ha forse cambiato le dinamiche di controllo dei partiti politici sull’amministrazione dei comuni? NO.
    Manca solo di provare il premierato o una Repubblica presidenziale, ma sembra proprio che non sia possibile e comunque i cittadini italiani si sono già opposti a quest’idea con un referendum anni fa.
    Cosa vi serve ancora per capire che il problema non sta nella legge elettorale, ma nella crisi della democrazia?
    Quanto ci vuole a rendersi conto che il voto è diventato un rito in cui si legittima una classe dominante che fa solo i propi interessi e del problema principale di questo scorcio di secolo, cioè la redistribuzione della ricchezza, non ha alcuna intenzione di occuparsi (anzi lo alimenta)?

    • Cosa vi serve ancora per capire che il problema non sta nella legge elettorale, ma nella crisi della democrazia?

      Un discorso troppo semplificatorio che sottostima l’importanza della proporzionale pura per l’architettura istituzionale prevista per la Repubblica ( pluralismo con istituzionalizzazione del confronto politico)

      Pure la legge truffa fu preceduta da una variante “comunale”, segno di macchiavellismo per piegare le regole a vantaggio degli incumbent.

      «Pesantemente osteggiate o ufficialmente bandite nelle prime consultazioni popolari postbelliche italiane sia a livello nazionale che locale, le destre monarchiche e neofasciste avevano ripreso vigore a fine anni quaranta, con una crescita di cui non era facile pronosticare la fine. […] Fu in questo quadro che il governo di Alcide De Gasperi decise di riformare la legislazione comunale introducendo un premio di maggioranza che avrebbe garantito la stabilità ed il predominio dei partiti moderati.&requo; — https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_24_febbraio_1951,_n._84

      Ciò che venne fatto allora era generare effetti che non si sarebbero limitati magicamente alle sole “forze antidemocratiche” come dalle “interpretazioni” pervenute.

      Sarebbero dovute esistere norme _pertinenti_ contro le “forze anticostituzionali” e dunque la pretesa di un fine nobile per interferire nelle leggi elettorali è ampiamente contestabile.

      E soprattutto la “tradizione” non consentirebbe di evitare le questioni di merito.

      La crisi è iniziata presto ed è proseguita non promuovendo efficacemente nella popolazione la consapevolezza circa le garanzie costituzionali.

      È plateale il modo con cui è tuttora dato rilievo all’insegnamento della confessione cattolica in ogni grado delle scuole dell’obbligo (fin dalle elementari).

      E più in generale il “diritto terrestre” in un sistema che non ammette ignoranza non ha la stessa accessibilità del “diritto dei cieli” che pure può apprendersi nelle chiese diffuse capillarmente sul territorio.

  • Mi rendo conto che fare simulazioni in base alle ultime elezioni sia l’unica cosa possibile, ma bisogna tener conto che può essere molto fuorviante: l’elettorato è ormai estremamente mobile (anche nei confronti dell’astensione). Ragionando sull’eventualità delle coalizioni, mi stupisce tutta questa attenzione verso l’apporto di Pisapia: avrebbe un qualche senso, se l’ex sindaco di Milano si fosse pronunciato per il No al referendum: potrebbe intestarsi almeno qualche frazione di quello schieramento. Ma avendo optato per il Sì, è molto improbabile che la “sinistra per il No” si faccia sedurre da lui: quindi il suo peso sarà al massimo dell’1%, a essere generosi. E poi, se corresse insieme a Verdini e Alfano… Paradossalmente, l’unico partito che avrebbe una qualche probabilità di arrivare al 40% è il M5S. Credo che investirò i miei magri risparmi in buoni del tesoro tedeschi e andrò a vivere in Nuova Zelanda.

  • Prof,
    amato (nomen omen) e gli altri (un pizzichino politicizzati?), incredibilmente, hanno dichiarato costituzionale il “premio di maggioranza” (quale art. costituzionale lo rende tale?) al partito che supera il 40%?
    si potrebbe pensare (ma non lo dico) che la sentenza é: il postulato del partito della nazione tanto caro a renzusconi o se si vuole a berlurenzi…! (un novo patto del nazareno con ratifica hardluculliana ad arcore?) cui prodest scelus, is fecit…!

    saluti carissimi

    sempre piacevolissimo abbeverarsi alla sua fonte…

  • Impressioni più che plusibili ,da parte di un prof.che segue con meticolosità e competenza la questione delle leggi elettorali.
    In merito alla individuazione dei collegi,se quelli dell’Italicum o altri, ritengo che i macro collegi attuali (della vecchia legge)siano più democratici perchè consentirebbero ,maggiore cambiamento sia degli eletti sia della quota dei voti ai singoli partiti.In pratica ,i partiti controllerebbero meno i probabili eletti e la variabilità dei voti espressi a ciascun partito aumenterebbe le possibilità della governabilità o,viceversa, la ricerca sistematica di alleanze. Nulla di anticostituzionale o di bloccato ex ante come sarebbe con i 100 collegi dellItalicum!

  • In effetti è una sentenza problematica. Resta però il fatto che in Italia si costringe ogni volta la C.C. ad intervenire nella riscrittura delle leggi perché i parlamenti non sanno scrivere. E pensare che al giorno d’oggi non c’è nemmeno bisogno di carta e penna basta un tablet con il sistema di videoscrittura e la correzione ortografica automatica.
    Sarebbe bastato fare una riforma della Costituzione leggera che eliminava tout court il Senato, invece di perdere più di due anni in un caos che alla fine ha portato allo storico NO degli italiani. Senza Senato anche una legge elettorale proporzionale con un piccolo sbarramento avrebbe dato probabilmente, ma non lo sapremo mai, una buona governabilità alla Camera senza dover introdurre in Costituzione articoli lunghi 450 parole.

    • Aboliamo la Camera (con vista), il salotto e la cucina, condoniamo la veranda e l’attico, ristrutturiamo il Senato e puntelliamo il Quirinale.

  • Lei è troppo buono perché esclude l’ipotesi che da parte di talune maggioranze ci sia mai stata una “attività esplorativa” dei casi limite che lacune nella Costituzione non ben caratterizzavano.

    Non sarebbe potuta concretizzarsi una “II Repubblica” senza una “deriva interpretativa” idonea a mutare il paradigma istituzionale originario.

    Per quali motivi si delegittimi senza ripensamenti la forma istituzionale originaria “interpretata male” dagli stessi attori politici che hanno aperto la strada a quella odierna è un mistero della propaganda.

  • Per quel che poco che ne capisco ha ragione Giannuli. Una sentenza pasticciata, compromissoria e (inevitabilmente) politicizzata, che cerca di salvare pezzetti dell’Italicum per non sconfessare interamente Renzi e favorire il ravvicinamento con Berlusconi.

    D’altra parte quando il legislatore (esiste ancora? diciamo il governo + il suo codazzo parlamentare) tradisce la propria missione facendo leggine elettorali a colpi di fiducia cassate una dopo l’altra dalla corte costituzionale, questa si trova ad esercitare un potere semilegistativo e quasi semicostituente che non gli spetta e che ne snatura funzioni e prerogative.

    Le istituzioni rispecchiano lo spirito dell’umanità che le gestisce e stanno quindi diventando una parodia. La repubblica si avvia a un inglorioso tramonto.

  • egr.prof,noi, i vecchietti di minghiapititto,non votiamo,e non voteremo a vita,perche non autorizzeremo nessuno,col nostro voto, ,a toglierci l anima.non abbiamo fatto figli,perche non c erano gli asili,comunali,non ci siamo mai ammalati,perche non c è la sanita,non abbiamo studiato perche non c è la scuola,etc etc.non beviamo champagne,perche non consumiamo schifezze,non compriamo dipinti ironici , di salvo lombardo,perche costano troppo,non crediamo alla mafia,se non a quella di stato,non vediamo film di registi e, di attori al servizio del potere e,siamo tornati,all unica ,nostra vera democrazia :la terra,che ci sfama,amorevolmente!

  • Un’aspetto sottaciuto da tante ipocrisie è che la frammentazione politica che tutti sono invitati a temere è uno dei pochi modi “di risulta” per concretizzare quel grado di pluralismo e analisi deliberativa che avrebbe dovuto garantire il rispetto inderogabile dell’art 67Cost.

    Soglie, controsoglie e premi completano quanto iniziato con l’attenuazione “interpretativa” del 67Cost.

    Non di dovrebbe essere una poltrona in più di quelle ricoperte da persone in grado di “contribuire individualmente ed in autonomia” ai processi deliberativi.

  • O. P.
    Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite. Schäuble + Schreiber = Abbiamo trascorso con te anche troppo tempo delle nostre vite.

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