Ciao Amedeo.

Ieri è scomparso Amedeo Bertolo, una delle più importanti figure dell’anarchismo italiano e mio amico personale.
Nato nel 1941 aderì giovanissimo al movimento anarchico e divenne subito noto per aver rapito (insieme a due amici)  il vice  console spagnolo a Milano Isu Elias, nel tentativo di salvare la vita ad un antifascista catalano condannato a morte. Il tentativo riuscì nello scopo di salvare la vita al giovane anarchico Jorge Conill Vals. Il processo che ne seguì divenne la tribuna di denuncia delle atrocità del regime franchista e la Corte, riconosciuto  il valore morale dell’azione,  condannò i giovani anarchici ad una pena detentiva assai mite.

bertoloBertolo (nella foto, il secondo da sinistra) divenne una delle figure più note dell’anarchismo milanese e della Federazione Giovanile Anarchica Italiana (Fagi). Nel 1967, dalla fusione della gioventù libertaria di Milano, del gruppo giovanile di azione anarchica di Torino, del gruppo giovanile Bakunin di Brescia e gruppo giovanile anarchico di Vicenza, sorsero i Gruppi Anarchici Federati (Gaf), una delle tre principali organizzazioni anarchiche italiane, insieme alla Fai ed ai Gruppi di Iniziativa Anarchica (Gia). Questa nuova aggregazione assunse una caratterizzazione meno ideologica dell’anarchia , con una analisi più spiccatamente anti marxista del conflitto sociale che risentiva dell’influenza del filone antiburocratico di Bruno Rizzi.

I Gaf furono sicuramente il gruppo culturalmente più vivace del movimento anarchico italiano attraverso l’organizzazione di riuscitissimi convegni, la pubblicazione della rivista “A”, cui si affiancò l’antica testata di “Volontà” la redazione italiana di “Interrogations” la casa editrice l’Antistato. Anche dopo lo scioglimento della federazione, nel 1978, il gruppo milanese di Amedeo Bertolo, Luciano Lanza ecc. continuò un importante lavoro culturale fondando il centro studi Pinelli, la libreria Utopia di Fausta Bizzozzero, la prosecuzione della rivista “A” (diretta da Paolo Finzi) cui si affiancherà “Libertaria” diretta da Luciano Lanza, la casa editrice Eleuthera diretta dallo stesso Bertolo insieme a Rossella Di Leo.

Oltre 40 anni di lavoro culturale che ha sedimentato un immenso lascito di idee cui può attingere anche chi, come me, anarchico non è, ma libertario d’altro indirizzo.

I libertari non piangono i loro compagni che non ci sono più ma, accettando materialisticamente la morte come una tappa naturale ed inevitabile, li salutano con un brindisi: ciao Amedeo, Salud y libertad.

Aldo Giannuli

aldo giannuli, amedeo bertolo, eleuthera, libertaria, morte di amedeo bertolo


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Comments (8)

  • Dall’editrice Eleuthera ho acquistato “L’anarchia selvaggia” di Pierre Clastres, antropologo allievo del famoso Levi – Strauss, un breve libro che ho trovato molto stimolante, come pure il più noto “La società contro lo Stato” dello stesso autore. Clastres va forse considerato l’ultimo grande intellettuale anarchico. La sua tesi di fondo è che le comunità arcaiche rifutavano il potere coercitivo, la disuguaglianza, la gerarchia, al prezzo di vivere in piccoli gruppi separati tra loro, separazione garantita dalla guerra frequente, intermittente ma sempre incombente, che praticavano tra loro; ha sottolnieato i limiti del “materialismo storico” sostenendo che l’avvento della disuguaglianza non può esser stato dovuto all’impulso di migliorare la condizione economica generale…un grande autore pubblicato da una piccola grande casa editrice. Viva gli anarchici!

  • Caro Aldo, mi piace il tuo ricordo di Amedeo. Vorrei farti un piccolo appunto: il rapimento del vice console avvenne in solidarietà con Conill Valls, allora anarchico, che in effetti non venne garottato e che morì, credo, nel 1998. Un saluto e un augurio di buon lavoro, Patrizio

  • Ti invito a correggere quanto scritto sul rapimento del viceconsolo spagnolo. Amedeo non puo’ piu’ replicare. Come hanno già risposto altri, contrariamente a quanto scrivi, quell’azione non fu affatto ingenua e riuscì nello scopo di salvare la vita al giovane anarchico Jorge Conill Vals, condannato a morte per garrota dal regime franchista.
    Qui di seguito riporto due testimonianze dirette di Amedeo Bertolo, raccolte l’una da Paolo Finzi, l’altra da Mimmo Pucciarelli, anche queste pubblicate da “A”-Rivista Anarchica.
    grazie
    Pietro Masiello
    http://www.arivista.org/?nr=058&pag=58_07.htm
    http://www.arivista.org/?nr=374&pag=100.htm

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.