L’India e la corsa al dominio dell’Oceano Indiano

Come sempre, ma non per questo in maniera formale, ringrazio Daniele Pagani per i suoi validi ed interessanti contributi dall’India. In questo pezzo Daniele analizza lo scenario per il controllo dell’Oceano Indiano, un confronto-scontro tra indiani e cinesi con moltissimi aspetti interessanti e da monitorare con attenzione. Buona lettura!

Da New Delhi, Daniele Pagani

Grazie alla sua posizione, l’India è uno dei principali attori della corsa al dominio strategico dell’Oceano Indiano. La penisola del Subcontinente si sviluppa in profondità, venendosi a trovare circa a metà strada tra i due punti di passaggio obbligato delle rotte oceaniche verso l’Asia: il Canale di Suez e lo Stretto di Malacca.

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Per un dibattito sulla riforma della Giustizia

Nicola Colaianni è un mio vecchissimo amico (ci conosciamo da poco meno di mezzo secolo), è stato valentissimo magistrato sino alla fine degli anni novanta, ed ha militato in Md quando questa fu l’ala progressista della magistratura italiana. E’ stato parlamentare del Pds autore della relazione conclusiva dell’XI legislatura in Commissione Stragi. E’ docente di diritto ecclesiastico.

Mi manda questa lettera aperta che vi propongo. Praticamente siamo d’accordo su tutto ed è molto importante che questo venga detto da una persona con questa biografia, e considero questo pezzo come l’apertura del dibattito sulla riforma della giustizia in questo blog. Siamo largamente d’accordo, direi su quasi tutto, salvo il punto dell’Anm. So che il diritto di associazione è garantito tanto dalla Costituzione quanto dalle norme internazionali e mi rendo conto che una proibizione così drastuca sarebbe uno “sbrego” costituzionale (per quanto, come ricorda lo stesso Colaianni nel suo pezzo, i magistrati, in ragione del loro delicato ruolo, suniscono delle limitazioni come quella di iscriversi a partiti) e la cosa mi pesa, ma la degenerazione è tale che serve un provvedimento, anche solo temporaneo, che segni una reazione secca. D’altra parte, se vogliamo sciogliere le correnti non possiamo mantenere l’associazione nella quale si sono formate.

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La “trattativa Stato-mafia” tra ricerca storica, inchieste e dibattito pubblico

Nei giorni scorsi, come vi avevo segnalato, si è tenuto l’importante incontro “La trattativa Stato-mafia nella Storia d’Italia”, promosso dall’Associazione Lapsus dell’Università degli Studi di Milano. La serata è stata molto interessante ed ha fornito diversi spunti di approfondimento. Nel segnalarvi la pagina del sito dedicata all’evento, dove potete trovare anche molti materiali per approfondire, vi propongo l’articolo che Ciro Dovizio di Lapsus, ma anche collaboratore della mia cattedra di Storia del Mondo Contemporaneo, ha scritto per l’occasione. Buona lettura!

Di Ciro Dovizio, Associazione Lapsus.

Intorno al procedimento giudiziario in corso a Palermo sulla trattativa Stato-mafia infuria un dibattito dai toni accesissimi. Le opinioni formulate sull’argomento si sprecano, anche se il circuito mediatico ha presto polarizzato le posizioni in campo contrapponendo da un lato i sostenitori della Procura e dell’impianto accusatorio che sorregge il processo, dall’altro coloro che hanno assunto posizioni critiche rispetto al quadro esplicativo delineato dai pm.

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La trattativa Stato-mafia e la storia d’Italia

Molto volentieri segnalo questa iniziativa dell’Associazione Lapsus, che si terrà giovedì 5 giugno alle 20.45. Per correttezza e per evitare incomprensioni avvenute di recente, specifico che non sarò tra i relatori della serata, ma vi parteciperò come uditore per l’interesse dell’incontro.

Giovedì 5 giugno 2014
Ore 20.45, sala incontri
Centro Culturale Il Pertini
Piazza Confalonieri 3
Cinisello Balsamo, MI

La trattativa Stato-mafia e la storia d’Italia

Cosa accadde nella Sicilia dei primi anni ’90? Che significato assume la “trattativa Stato-mafia” nella storia d’Italia? Proviamo a discuterne presentando l’ultimo libro di Salvatore Lupo e Giovanni Fiandaca “La mafia non ha vinto” (Laterza, 2014): un’occasione per dare modo ad autorevoli osservatori di confrontarsi su una fase complessa e travagliata della nostra storia recente.

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Elezioni europee 2014: crescono soltanto l’astensione e il pd come coalizione dominante. Subito all’ordine del giorno l’opposizione di sinistra.

Come sempre volentieri ospito il contributo di Franco Astengo, caro amico ed intellettuale mai pigro e domo, di cui segnalo anche il blog. Buona lettura!

All’interno di un quadro europeo molto complesso e anche preoccupante, in particolare ma non solo nel risultato francese, il voto del 25 Maggio ripropone, naturalmente in termini diversi dal passato, un “caso italiano”. In precedenza a entrare nel merito di alcune, ancora parzialissime considerazioni politiche, sarà bene però cimentarsi con i numeri: non con le percentuali ma con le ben più significative cifre assolute.

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Come cambiano i conflitti e gli equilibri nel mondo del post bipolarismo?

Venerdì 16 maggio scorso Alessandro Colombo, uno dei più autorevole docenti della Facoltà di Scienze Politiche di Milano, dove insegno, ha tenuto una interessante lezione per il laboratorio “Crisi e conflitti nel ‘900” promosso dall’Associazione Lapsus alla Statale di Milano. Vi segnalo il video della lezione invitandovi a prendervi un’oretta di tempo per vederlo: “Dalle “vecchie guerre” alla guerra “asimmetrica”: come cambiano i conflitti e gli equilibri nel mondo del post bipolarismo”? Buona visione!

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Un’idea sostenibile di libertà: dieci giorni per salvare la Scighera

Molto volentieri pubblico e invito a sostenere l’appello che il circolo Arci Scighera ha lanciato per recuperare fondi per la sua sopravvivenza. Sono stato ospite del circolo diverse volte qui a Milano e penso rappresenti un luogo prezioso per la cultura libertaria della città, da rilanciare e da sostenere, per non ritrovarsi “l’ennesimo spazio vuoto”, come dicono i promotori dell’appello sul sito de La Scighera.

Il programma dei dieci giorni.

Per sostenere il crowd founding clicca qui.

Dall’8 al 18 maggio tanti artisti amici, affini, vicini o interni alla Scighera hanno deciso di dare il loro contributo regalandoci una settimana di programmazione il cui ricavato sarà interamente destinato a rimettere in sesto le nostre pericolanti finanze.

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India: chi sono e quali possibilità hanno gli sfidanti di Narendra Modi?

Nuovo appuntamento con Daniele Pagani dall’India che ci porta alla scoperta dei candidati concorrenti di Modi alle elezioni. Come sempre un ringraziamento a Daniele per le sue corrispondenze e buona lettura!

di Daniele Pagani

Nonostante la martellante campagna mediatica abbia fatto sembrare Narendra Modi l’unico giocatore in campo, il leader del Barathiya Janata Party (Bjp) non è il solo a concorrere per la carica di Primo Ministro. A livello nazionale i suoi principali sfidanti sono due: Rahul Gandhi, vicepresidente dello storico Indian National Congress (Inc), e Arvind Kejriwal, leader del giovane Aam Admi Party (Aap), un outsider consolidatosi tra le fila del movimento anticorruzione di Anna Hazare.

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Come avvenne la “fine dell’Italia” nel XVI secolo

Volentieri pubblico questo studio di Umberto Baldocchi, insegnante di storia e filosofia e redattore di “Economia democratica”, con cui mi scuso per il ritardo con cui propongo il suo interessante pezzo. Buona lettura!

Secondo lo storico, Simonde de Sismondi, l’autore di un libro straordinario sulla storia delle repubbliche medioevali italiane pubblicato all’inizio del 1800 (una vera “Bibbia civile “ degli Italiani secondo Francesco De Sanctis), l’ Italia che aveva dato vita al Rinascimento e alla modernità dell’ Europa, era deceduta in una data ben precisa, esattamente il 27 aprile 1532. E’ però stupefacente sapere come avvenne il trapasso. Le parole di Sismondi, per quanto qui riportate in un italiano ottocentesco, sono chiarissime. 

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Gli abusi delle forze di polizia e la “civilizzazione della guerra”

Con grande piacere, interesse e gratitudine, vi propongo oggi l’articolo di Salvatore Palidda, Professore associato di Sociologia presso l’Università di Genova, in risposta al mio di alcuni giorni fa dedicato agli abusi delle forze di polizia. Buona lettura!

Caro Aldo
Permettimi di commentare il tuo testo “Ma perché la polizia non riesce a comportarsi in modo civile?” che condivido negli intenti ma non in toto nell’analisi per punti che proponi.

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