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Sciarra alla Consulta?

Il M5s ha indetto una consultazione on line sull’opportunità di votare la candidata proposta dal Pd, prof. Silvana Sciarra, alla Corte costituzionale. Ricordo che il M5s aveva indicato dei criteri per l’elezione dei magistrati della Consulta, in omaggio ai quali non aveva presentato alcun candidato di partito: i quattro proposti erano tutti esterni al M5s e scelti sulla base del loro valore professionale e scientifico.

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Renzi è il nuovo Scelba?

Da ex sindacalista, che di cariche della polizia ne ha vissute diverse (in particolare nei lontani anni settanta), ho qualche esperienza in materia. Per esperienza so che è piuttosto difficile che un ufficiale di polizia -o un vice questore- si prenda la responsabilità di ordinare una carica a freddo, come quella di avantieri a Roma, se non ha indicazioni in questo senso dal Questore e questi dall’autorità politica.

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La Sandulli alla Corte Costituzionale? Volevo ben dire…

Quando sono iniziati a circolare i nomi della Sciarra e della Sandulli per la Corte Costituzionale, amici del M5s mi hanno chiesto cosa ne pensassi e ne sapessi. Per Silvana Sciarra nessun problema: la conosco personalmente dagli anni settanta, quando era nell’istituto di diritto del Lavoro di Bari (la scuola di Gino Giugni) e ne ho sempre avuto un’ottima considerazione,

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La piazza della Cgil.

Sabato 25 ottobre sono stato alla manifestazione della Cgil contro il Jobs Act. Sono stato indeciso sino all’ultimo se partecipare o meno, ma alla fine mi sono convinto, anche solo per la straordinarietà dell’occasione di vedere una manifestazione sindacale sui temi del lavoro: evento che non avveniva da molto (troppo) tempo. Ero quindi curioso di vedere da vicino e capire chi ci sarebbe stato in piazza. E devo dire che da questo punto di vista la manifestazione di sabato è stata interessante.

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Si può fare il referendum sull’Euro e come?

Come si sa, Grillo ha annunciato la richiesta di un referendum sull’Euro da parte del M5s, con l’intento di recuperare la sovranità monetaria. Ed, ovviamente, si è posto subito il problema di come farlo e del se sia ammissibile. I problemi sono questi:

-una funzione essenziale come quella monetaria non può essere bloccata e, siccome il referendum abrogativo non comporta di per sé il ripristino della situazione quo ante, non sarebbe possibile dar corso ad un eventuale risultato favorevole all’abrogazione, per cui il referendum sarebbe dichiarato inammissibile al 100% delle probabilità;

-in secondo luogo, l’Euro è il risultato di un ponderoso trattato internazionale che è materia esplicitamente esclusa dalle consultazioni referendarie, dall’art. 75 II c. della Costituzione.

La materia è spinosa e merita di essere approfondita. Si può sostenere che il referendum sull’Euro potrebbe essere un referendum “di indirizzo”, per cui l’elettorato dà una indicazione al Parlamento che ha poi l’obbligo di dare esecuzione a quando deciso (magari istituendo nuovamente la lira).

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A proposito del fallimento dei sindaci arancione.

Cari amici, devo dire che, leggere la maggior parte dei commenti al mio pezzo precedente, mi ha molto divertito, per l’assoluta prevedibilità di essi e per le esilaranti arrampicate sugli specchi insaponati. Un blocco possiamo definirlo “complottista”: “anche la Annunziata dice le stesse cose, anche il Giornale, anche Renzi, anche Grillo” “ e potete aggiungerci da ieri anche il “fatto” ed il “Foglio” . Cioè l’universo mondo, salvo i diretti interessati e famigli. Non vi dà nessun sospetto?

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Doria, De Magistris, Pisapia, Marino: ma che disastro che sono questi sindaci “arancione”!

Poco più di tre anni fa, ci fu l’affermazione di una schiera di nuovi sindaci che conquistavano comuni in buona parte amministrati dalle destre, dopo aver battuto nelle primarie i candidati del Pd. E che comuni! Milano, Roma, Napoli, Genova, Cagliari. Spesso erano militanti di Sel o appoggiati da Sel, in qualche caso ex dipietristi come De Magistris. Vittorie che suscitarono molte speranze di una sinistra diversa, meno legata agli apparati e più legata alla società civile, e, perciò stesso, più credibili ed in grado di battere le destre. Fu proprio quella tornata di amministrative che aprì la strada al crollo berlusconiano. A distanza di tre anni il bilancio è desolante.

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Napolitano nel processo sulla trattativa: il tabù infranto.

Come si sa, la Corte d’Assise di Palermo ha deciso di ammettere la testimonianza del Presidente della Repubblica sulla questione della trattativa Stato-Mafia. La cosa sta passando come poco più di una notizia di cronaca un po’ piccante, ma qui la portata è ben altra ed investe proprio gli assetti costituzionali. Per capirci, vale la pena di fare un ragionamento un po’ articolato, che spero avrete la pazienza di seguire.

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