Passa al contenuto principale

Quirinale: no ad un Napolitano ter.

Nonostante non ci sia mai da essere sicuri di certe cose, non penso che, magari dopo una ventitreesima votazione caos, si giunga a rieleggere l’eterno re Giorgio. A tutto c’è un limite. Quando parlo di “Napolitano ter” parlo di un Capo dello Stato in continuità con l’uscente. Ma che caratteristiche dovrebbe avere il Presidente ideale? Diamoci dei criteri.

Il Foglio commentava il recente discorso di Napolitano lodandone lo spirito “rottamatore” della Costituzione vigente. E, lodi a parte, aveva ragione: Napolitano ha svolto una critica acuminata della struttura dello Stato disegnata dalla Carta costituzionale, prospettandone con chiarezza la necessità di sostituirla. Non che non si possa criticare l’attuale Carta, o proporre di cambiarla, ma spetta proprio al Capo dello Stato farlo?

Continua a leggere

Totoquirinale: ma Prodi in Russia che ci è andato a fare?

Il toto Quirinale impazza e vengono fuori i nomi più strampalati: Pinotti, Lanzillotta, Piano, Muti… intendiamoci: Muti è un grandissimo direttore d’orchestra che ammiro moltissimo, ma cosa c’entra con il Quirinale? Ed, infatti, essendo una persona seria, ha smentito lui stesso questa candidatura. E’ probabile che questi nomi siano in parte frutto di autocandidature o, più modestamente, di tentativi di guadagnare un lampo di celebrità, ed in parte frutto del “metodo Gentiloni”: far circolare una raffica di nomi da mandare allo sbaraglio, per coprire il nome del vero candidato da tirare fuori dopo aver fatto cadere gli altri.

Continua a leggere

Podemos: fenomeno internazionale?

Martedì 8 dicembre all’Universidade Nova de Lisboa si è tenuto un seminario sul linguaggio politico di Pablo Iglesias. Lo stesso giorno è uscito in Italia “Podemos, la sinistra spagnola oltre la sinistra”, un libro dei giornalisti Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena. Semplice casualità? Certo. Ma questi due fatti dimostrano una cosa: Podemos non è solo un fenomeno spagnolo, ma sta diventando un fenomeno di interesse internazionale.

Continua a leggere

Il Pd e lo scandalo romano.

Con le dimissioni di Rita Cutini, la giunta Marino perde il suo quinto assessore. Per la verità, questa uscita non c’entra con  lo scandalo “Carminati”, quanto con la rivolta di Tor Sapienza che non avrebbe saputo prevenire e gestire. Ma fa lo stesso: è l’ennesima conferma dello stato miserando della giunta che, paradossalmente, resiste allo scioglimento, dopo l’ininterrotta serie di fallimenti di questo anno e mezzo, proprio in virtù di quello scandalo, dato che dimettersi suonerebbe come una ammissione di responsabilità.

Continua a leggere

Fine del progetto Southstream: il conto lo paga Renzi?

Ancora il 15 novembre, la Mogherini (fa un certo effetto pensare che sia la “lady Pesc” della Ue) dichiarava di ritenere strategico il progetto di Southstream per la sicurezza energetica del continente, Ed altrettanto aveva detto Renzi qualche giorno prima. Dopo neppure due settimane, il progetto è saltato: prima è stata l’Eni a chiamarsi fuori, dopo la stessa Gazprom. Requiem per un gasdotto. Cosa ha determinato questo collasso?

Continua a leggere

#MafiaCapitale: le dimensioni del malaffare.

Lo scandalo “Carminati” (come, per ora, possiamo chiamarlo) è appena alle prime mosse e il più deve ancora venir fuori. Diversi elementi promettono che possa diventare uno degli scandali memorabili della storia nazionale (come quello della Banca Romana o di Tangentopoli), ma per ora, più che altro, abbiamo solo indizi che vanno in questo senso. Conviene restare prudentemente con i piedi per terra e valutare quello che c’è (e che non è poco) e ricordandoci sempre che siamo solo agli inizi.

Continua a leggere