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Legge elettorale: e se interpellassimo prima la Corte Costituzionale?

Come si sa, il verdetto della Corte Costituzionale del 2014 non comportò la decadenza del Parlamento appena eletto per il principio della conservazione degli atti e della continuità delle istituzioni. E va bene, però sarebbe stato politicamente opportuno andare a votare al più presto con il sistema residuato dalla sentenza della Corte. E invece, auspice un disinvoltissimo Capo dello Stato, il Parlamento è restato in carica per tutta la legislatura ed ha eletto ben due volte il presidente della Repubblica, fatto una serie di controriforme, fatto ben due leggi elettorali (di cui una dichiarata incostituzionale a sua volta), fatto la riforma costituzionale poi sonoramente bocciata dall’elettorato e dato la fiducia a tre governi.

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Ancora aggiornamenti sulla legge elettorale.

Gli sulla legge elettorale si succedono molto velocemente e c’è il rischio che questo pezzo sia vecchio già al momento di uscire. Ma, in realtà, sono cambiamenti per ora molto limitati che non intaccano la natura dell’operazione che il Pd sta conducendo con l’accordo di Fi ed acquiescenza di M5s e Lega che li lasciano fare. Questa volta è saltata la norma che proclamava come primo eletto il numero uno del listino bloccato, per cui prima saranno eletti tutti i vincitori dell’uninominale , e questo è un evidente toppa su un punto che sarebbe stato facile impallinare dal punto di vista costituzionale.

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La legge elettorale in discussione con l’emendamento Fiano.

La discussione presso la commissione Affari Costituzionali della Camera ha avuto uno sviluppo: il progetto Rosatellum è stato rivisto complessivamente con un maxi emendamento presentato da Fiano per conto del Pd e che avrebbe dovuto rendere la legge elettorale più simile a quella tedesca. In realtà resta una cosa ancora diversa dal Geyerhahan (al massimo parlerei di un Germanicum, un po’ tedesco ed un po’ Italicum). Rispetto al modello tedesco ci sono queste differenze sostanziali:

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Che succederà dopo le elezioni?

Nel confusissimo dibattito sulla legge elettorale sono tutti angosciati dal problema della governabilità, scoprendo che con il modello tedesco nessuno ha la maggioranza, anzi non c’è neppure una coalizione che possa governare e, magari, sognano il ritorno all’Italicum o sistemi consimili. Diversamente saremo condannati all’ingovernabilità o al peggiore degli inciuci.

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Il partito animalista di Berlusconi e Brambilla.

Silvio Berlusconi e la Brembilla hanno annunciato la nascita di un partito animalista che dovrebbe presentarsi per le prossime elezioni. Stando a quanto dichiarato dai due, il nuovo partito punterebbe a raccogliere il consenso del 20% di italiani che hanno un animale in casa. Obiettivo. “portare gli animali in Parlamento” (altri ancora?! Gesù Gesù!!!). Alcune società di sondaggi sostengono che il partito potrebbe attestarsi fra il 5 ed il 20%. E’ credibile?

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Le proposte di nuova legge elettorale: ovvero come ti frego il M5s.

E’ la terza volta in 10 giorni che inizio questo articolo: per due volte, appena l’avevo finito, veniva fuori un’altra proposta che superava la precedente: prima Renzi sembrava andare verso il sistema tedesco, poi si scopriva che, in realtà era una mediazione fra il sistema tedesco ed il Mattarellum ( la Legge Mattarella approvata nel 1993 e che ha avuto vigenza sino al 2002, quando venne introdotto il cosiddetto “Porcellum” cioè Legge Calderoli), poi è venuto fuori il “Rosatellum” (da Rosati) che era un “Mattarellum” peggiorato, poi Berlusconi è tornato al modello tedesco e Renzi ha subito accolto l’idea accantonando il Rosatellum che, però resta come base di discussione per mediare con Berlusconi.

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Chi sarà il Macron italiano?

Girano voci, riprese da giornali come il Foglio, su chi potrebbe essere il Macron italiano in un prossimo futuro ed i nomi più gettonati sono tre: lo scontatissimo Mario Draghi, Minniti e Urbano Cairo. Dire Macron significa dire una cosa: un nuovo partito “liquido” (anzi gassoso) che si presenti come “né di destra né di sinistra”, ma “della Nazione”, raccolto intorno ad un personaggio con simpatie trasversali e che si presenti in rottura delle tradizioni politiche precedenti.

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Andiamo a votare! Sicuro?


Sappiamo tutti perfettamente che la grande maggioranza degli italiani non ne può più di questo Parlamento pieno di inquisiti e di voltagabbana, eletto con una legge incostituzionale e mantenuto in vita da un Presidente non proprio esemplare, autore di leggi di riforma costituzionale sonoramente bocciate dall’elettorato. Ed è giusto che sia così: che un parlamento del genere stia ancora in piedi è un’offesa alla democrazia, al buon senso ed al comune senso del pudore, dunque che si tolga dai piedi prima che può. Però… c’è un però.

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