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A proposito di scatole e pizze

Cari lettori, mi scuso per il ritardo nella ripresa delle attività del sito, ma sto lavorando a due libri e ho bisogno ancora di alcuni giorni di impegno. Portate pazienza, continuate a seguire il sito e buona lettura con questo interessante pezzo di Alessandro Curioni! A.G.

Qualcuno potrebbe ricordarsi il mio primo intervento su questo blog. Se cosi non fosse questo è il link. Nessuno però, può sapere quale fu la genesi del post di fine maggio 2016. Come spesso accade a noi italiani, gastronomi innati, buongustai per definizione e ottime forchette, molti dei nostri accordi li concludiamo a tavola.

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La strategia del Cavaliere tornato pericoloso.

I sondaggi (per quel che valgono) dipingono un Pd in caduta libera, un M5s in affanno che perde terreno ed una destra in ripresa, nella quale tutti tre i partiti aumentano per raggiungere un totale del 35%. Però segnalano anche un buon 34% di indecisi, “Non so e non risponde” che corrisponde a quell’area dal cui ventre potrebbe venir fuori un 10.15% di liste nuove o quasi. Comunque, la destra sta pericolosamente avvicinandosi alla soglia del 40% e meno male che nessuno è stato a sentire il M5s che, a dicembre, proponeva di abbassare al 35% la soglia per il premio di coalizione, nell’illusione di essere lui il beneficiario dell’innovazione (qualche mio amico dovrebbe andare a nascondersi e non parlare per almeno un anno, ma pazienza: i conti li facciamo tutti insieme alla fine).

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M5s a un metro dal governo?


Beppe Grillo ha chiesto ai suoi di serrare i ranghi in vista delle politiche, e sin qui siamo perfettamente d’accordo: è naturale che il leader di un movimento chiami all’unità in vista di uno scontro decisivo. Dove sorge qualche perplessità è sulla dichiarazione successiva: siamo a pochi metri dal governo. E’ così? A me può anche far piacere che accada, ma è realistico puntarci? L’unica speranza in questo senso è che la legge elettorale resti quella che è e che il M5s prenda il 40%. Il M5s parte dal 25% delle politiche scorse, dunque dovrebbe di un balzo prendere il 15% in più. In nessuna delle elezioni che ci sono state da allora (europee, regionali, amministrative) il M5s ha mai superato il 30% salvo le amministrative dell’anno scorso, nei ballottaggi di Torino e Roma. Torino ha retto egregiamente alla prova, ma Roma…

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Cosa ci aspetta dopo le politiche?

Premettiamo due cose: realisticamente andremo a votare con il Consultellum e nessuno prenderà il 40% necessario al premio di maggioranza. Voteremo con il Consultellum anche se, forse, potrebbero esserci i tempi, ancorché stretti, per un rabbercio di legge elettorale, perché non c’è maggioranza possibile: Renzi non è più interessato ad un maggioritario –anche se fa finta di credere che potrebbe prendere il 40%- perché sa che corre il serio rischio di arrivare secondo e, se dovesse esserci una nuova scissione, terzo. E non è interessato ad alcun tipo di coalizione (basta vedere come ha trattato Pisapia, Franceschini e Orlando) perché a lui interessa solo trasformare, anche nominalmente, il Pd nel suo partito personale e, siccome proprio scemo non è, ha interesse a gestire questo passaggio con un sistema proporzionale.

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L’elezione di Mattarella nei ricordi di Renzi e… nei miei ricordi personali.

Ho letto in rete un’altra anticipazione del libro di Renzi, per la quale, a far fallire il patto del Nazareno, sarebbe stato un accordo sottobanco fra D’Alema e Berlusconi. Il Cavaliere, incontrando Renzi gli avrebbe confidato di aver ricevuto una telefonata di D’Alema che gli assicurava i voti della minoranza Pd, qualora egli avesse puntato su Giuliano Amato quale suo candidato al Quirinale, cosa su cui il Cavaliere si sarebbe detto d’accordo e Renzi, da quel momento, avrebbe capito di non potersi più fidare dell’uomo con cui aveva stretto il patto del Nazareno. Per la verità Renzi il nome di Amato non lo fa, però le allusioni questo fanno pensare. Renzi aggiunge di non aver avuto nulla contro l’autorevole nome proposto, ma di non poter permettere che l’intero Parlamento fosse scavalcato dall’accordo telefonico fra due notabili e noi tutti sappiamo quale sia la sensibilità di Renzi sul tema ed il suo rispetto per la sovranità del Parlamento.

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A quanto pare Renzi se la sta vedendo brutta…

Con la direzione Pd i giochi congressuali si sono riaperti, con Orlando che rifiuta la tregua ed attacca apertamente e con Franceschini che passa decisamente all’opposizione. Al contrario (stando a quel che dice la stampa), sembra che Emiliano propenda per un accordo con il segretario, in cambio di essere lui a fare le liste per la Puglia. Tuttavia, non crediamo che sia questo il maggiore ostacolo sulla via di Renzi: i suoi oppositori forse non hanno i numeri anche con il passaggio di Francescini e poi, potrebbe esserci il contro passaggio di emiliano. Soprattutto non hanno la determinazione, il coraggio, la tempestività necessari a portare sino in fondo l’operazione. Ma, anche se magari non combineranno nulla, possono efficacemente destabilizzare il partito, incoraggiare ulteriori uscite (e già ne stanno piovendo dappertutto) e pregiudicare la campagna elettorale.

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A quanto pare, l’incontro Salvini Casaleggio non era possibile. Vediamo nel merito.

Diversi commentatori su fb mi hanno accusato di essere di parte nella questione dell’incontro Salvini-Casaleggio (ed uno mi ha addirittura definito un “cialtrone”), Non nego affatto di essere di parte e lo dicevo io stesso all’inizio del pezzo che ha scatenato la bagarre, confermando la mia amicizia per Davide, questo, però non significa che non cerchi di mantenere il minimo necessario di distacco dalla questione e fornivo alcune delle ragioni che mi inducevano a credere alla versione di Davide.

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Cari compagni di art.1-Mdp e di Si auguri di buon lavoro. Però…

Con la recente manifestazione di Art 1 Mdp si è aperto un processo che potrebbe riguardare anche Si e questo sarebbe augurabile, perché non vorrei che alle politiche ci ritrovassimo con due liste, ciascuna con il 2,9% e nessun parlamentare. Poi al Senato, dove la soglia di sbarramento è l’8% credo non ci sia proprio niente altro da fare. Di un soggetto di sinistra in Parlamento c’è bisogno e, quindi, non fate scemenze. Detto questo, devo dire che diverse cose non mi convincono e mi pare non si stia partendo con il piedi giusto.

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