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Il sussulto dell’Italia dimenticata

Poco dopo l’annuncio dell’esito dell’impietosa disfatta nella corsa al collegio uninominale di Acerra, nel quale il leader pentastellato Luigi Di Maio lo ha sopravanzato di oltre 40 punti, Vittorio Sgarbi si è scagliato contro gli elettori che lo avevano clamorosamente bocciato riferendosi alla regione della periferia napoletana come a “un territorio di disperati che danno i voti a un personaggetto, a uno che non sa neanche guidare”, attratti da promesse assistenzialistiche.

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Qualche previsione elettorale…

Ormai ci siamo e per fortuna. Questa orrenda campagna elettorale sta per finire, dunque, azzardo qualche previsione sui possibili risultati che, in buona parte, immagino diversi dai sondaggi. Quando a 15 giorni dal voto c’è ancora un 35% di indecisi può succedere di tutto e ogni previsione non può che essere assai aleatoria, per cui mi perdonerete se mi manterrò un po’ sul generico, con fasce di oscillazione relativamente ampie, giusto quel che basta a vedere le tendenze di massima e magari prevedere qualche possibile sorpresa caso per caso.

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La crisi del M5s non è nello scandalo rimborsi ma nel programma.

L’altro giorno, per strada sono stato fermato da uno sconosciuto, probabile sostenitore del Pd, a giudicare da quel che ha detto, che, con fare arrogante mi ha chiesto: “quanto costerà elettoralmente queste scandalo ai suoi amici dei 5 stelle? Vogliono fare i puri, ma rubano come tutti” proseguendo poi su questo tono. Non l’ho degnato di una risposta e gli ho girato le spalle.

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Mai vista una campagna elettorale più indecente.

Avevo 16 anni quando seguii consapevolmente la campagna elettorale delle politiche, era il 1968. Dunque, quest’anno ”festeggio” (si fa per dire) il cinquantesimo della mia partecipazione politica. Da allora ho visto 13 campagne elettorali politiche, 8 europee e 10 regionali, ebbene debbo dire che una campagna elettorale così ripugnante, sciatta, volgare, sguaiata, offensiva come questa non l’avevo ancora vista e non abbiamo visto tutto, siamo all’inizio. Offensiva soprattutto dell’intelligenza degli elettori.

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Elezioni: come stabilire chi avrà vinto e chi avrà perso: vediamo i numeri.

Ferme restanti le premesse di metodo dell’articolo precedente, veniamo alla determinazione delle soglie. Ovviamente incideranno anche il numero dei seggi ottenuti grazie al gioco dei collegi uninominali, la posizione in graduatoria e l’eventuale successo o insuccesso del partner dei coalizione o “a scavalco” (ad esempio Pd-Forza Italia o Lega-M5s) ma è evidente che la premessa sta già nella percentuale di partito: se Fi dovesse superare il 20% sarebbe in ottima posizione tanto per una vittoria della sua attuale coalizione, quanto per una alleanza con il Pd; oppure se la Lega dovesse andare sotto il 14% sarebbe molto difficile fare coalizione con il M5s che dovrebbe prendere una percentuale superiore al 32% e molti collegi uninominali), ma gli equilibri compressivi li vedremo il 4 marzo sera, qui limitiamoci al calcolo delle soglie dei singoli partiti.

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Elezioni: come stabilire chi avrà vinto e chi avrà perso: una premessa.

Come ormai di consueto faremo il “gioco delle asticelle”: fissando per ogni partito le soglie al di sopra o al di sotto delle quali si può parlare di vittoria, di sconfitta o di “fascia grigia”. Questa volta cerchiamo di rendere più preciso il gioco con una premessa: fissare alcuni parametri iniziali come il bacino potenziale, poi la fascia di oscillazione sulla base dei sondaggi (ad oggi, ovviamente), l’aspettativa del rispettivo elettorato, poi l’obiettivo elettorale del partito, infine quelli politici del partito.

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