L’inarrestabile decadenza del (ex) Cavaliere.

Brutto affare non sapersi ritirare in tempo dalle scene. Si possono avere i medici e le cure migliori del mondo, ma prima o poi, arriva il processo di decadimento fisico e psichico. A qualcuno questo accade in età molto tarda. A qualche altro già prima dei settanta, magari lo si può rallentare, ma una volta iniziato procede implacabile e gli ottanta anni, per molti, sono una soglia on cui questo è probabile che accada. Ed allora è importante capire quando arriva il momento di farsi da parte prima di dare uno spettacolo penoso.

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Governo: cosa rischia Salvini.

La sentenza di Palermo non è affatto la fine della seconda repubblica (che è già morta il 4 dicembre 2016 mentre non è ancora nata la terza), e non è nemmeno la “lapide” su Berlusconi che era già in decadenza irreversibile da tempo, come le votazioni del 4 marzo hanno certificato. Ma può sbloccare la crisi di governo spianando la strada ad un governo Lega-M5s? Ragioniamo ci su.

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Governo: cosa farà Mattarella?

Un paio di settimane fa mi capitò di osservare, nel corso di un paio di occasioni Tv, che l’ipotesi di un governo del Presidente (o simili) non aveva probabilità alcuna di successo, a meno che non si producesse un evento imprevedibile e drammatico che rendesse impraticabili elezioni anticipare a breve termine. E feci l’esempio dell’esplodere di una grave crisi bancaria, di un attentato jhiadista in Italia o di un terremoto, eventi per i quali sarebbe apparso folle andare a votare e tenere il paese senza governo ancora per molti mesi durante una simile emergenza. Ora l’evento imprevedibile e drammatico si è verificato: la crisi siriana con il brusco peggioramento della situazione internazionale. I missili volano e noi non abbiamo un governo nella pienezza dei suoi poteri.

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Il nodo delle pensioni

Da diverso tempo ormai il tema delle pensioni è in primo piano sulla scena politica nostrana: è stato tema di campagna elettorale di uno dei principali vincitori (Lega), è una riforma che torna a chiederci nuovamente il FMI nella persona di Christine Lagarde; ma soprattutto è un tema di fondamentale importanza visto la transizione demografica che stiamo attraversando. Opinionisti, politici, tecnici e presunti tali si sono sbizzarriti a dare versioni, fornire dati e a presentare punti di vista “inoppugnabili” a mezzi stampa, radiofonico e televisivo. Ma cosa c’è di vero in tutto questo? La realtà è che il tema è stato grandemente strumentalizzato, per fini politici e decisamente economici.

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Il M5s ed il sottoscritto: scusate, scendo a questa fermata.

Il M5s ha tre meriti storici che nessuno può negare: aver abbattuto il falso bipolarismo Fi-Pd, aver posto in termini politici e non solo giornalistici il tema della casta ed aver impedito che la protesta che stava montando sfociasse in movimenti di estrema destra come Alba Dorata o il Front National. Per queste ragioni non sono affatto pentito di aver costeggiato ed appoggiato il M5s –pur senza mai entrare a farne parte- dal 2013 ad oggi.

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La strategia di Renzi.

La linea scelta dal Pd di dichiararsi all’Opposizione quando ancora non ci sia nessun governo (come dire “Ci opponiamo a prescindere”) può sembrare priva di senso, ma un senso lo ha, magari molto rischioso ma non per questo irrazionale. Ovviamente il regista è l’intramontabile segretario che ha fatto finta di dimettersi, Matteo Renzi.

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