I problemi davanti al M5s: proviamo ad alzare lo sguardo sul campo
Lasciamo per un attimo da parte l’interminabile telenovela della giunta romana, alziamo lo sguardo sul campo da gioco e facciamo il punto.
Lasciamo per un attimo da parte l’interminabile telenovela della giunta romana, alziamo lo sguardo sul campo da gioco e facciamo il punto.
Sono un uomo molto sfortunato: mai nessuno che, a mia insaputa, mi paghi il mutuo, anche una sola rata, mai uno che mi abbia beneficiario di una polizza vita, mai uno che mi metta una busta piena di soldi sotto la fessura della porta… Certe fortune capitano solo agli altri. Ma, bando alle tristezze, e veniamo al merito.
Corriere e Repubblica del 23 (ieri) hanno entrambi dato notizie di un accordo fra M5s, FdI e Lega, che starebbe bollendo in segreto, per il dopo elezioni, finalizzato a formare una maggioranza per il governo, da contrapporre all’asse Pd-Forza Italia. Non so quanto ci sia di vero, ma propendo a credere che si tratti di esagerazioni giornalistiche, magari qualcosa di vero c’è, ma assai meno di quel che si dice.
La storiaccia del Parlamento di Strasburgo ha scatenato nemici vecchi e nuovi del movimento, che si sono esercitati nell’arte del dileggio.
Grande è il disordine sotto il cielo dei 5 stelle, ma la situazione è tutt’altro che eccellente. Dopo un negoziato tenuto rigorosamente nascosto, è stato annunciato che i deputati del M5s sarebbero passati dal gruppo antieuropeista -con l’Ukip e Afd- al gruppo ultraeuropeista dei liberali.
Come abbiamo letto sulla stampa, il 13 gennaio prossimo, il tribunale civile di Roma dovrà decidere su un ricorso presentato dall’avv. Venerando Monello per conto delle senatrici Monica Cirinnà e Stella Bianchi (entrambe del Pd) che solleva la questione della legittimità costituzionale del M5s e, di conseguenza, della sua ammissibilità alle elezioni di ogni ordine e grado.
Sul caso Marra ho già anticipato alcune cose nella trasmissione l’”Aria che tira” di venerdì scorso, ma qui posso articolare meglio quel che penso. Iniziamo dalle responsabilità della Raggi.
Ieri, saputo dalla scomparsa di Dario Fo, ho fatto due chiacchiere con Andrea Picardi per Formiche su Dario e la sua passione per i 5 stelle, ma anche altro. Di seguito vi segnalo volentieri l’intervista. A.G.
L’artista. Il drammaturgo. L’intellettuale. Il politico. Ci sarebbero tante espressioni per raccontare Dario Fo, il premio Nobel per la letteratura scomparso oggi a Milano a novant’anni.
Come si sa, Davide Casaleggio ha deciso di rendere noto l’ultimo video del padre che, in qualche modo, ne costituisce il testamento politico, con il titolo Singularity ispirato allo scritto di Stephen Hawking.
A volte mi sento dire (mi è capitato anche in una trasmissione su La7) “Ma visto che fai queste analisi critiche nei confronti del M5s, perché poi stai dalla loro parte?”