Allora ci prepariamo ad elezioni a primavera? Non è affatto detto. Il più esplicito è stato Renzi: la legislatura è blindata, il governo no. Insomma c’è vita per la legislatura anche dopo Conte. E infatti già si parla di un governo Draghi.
Qualche riflessione su 10 anni di M5s.
Se il M5s del primo periodo ebbe il merito storico di aver abbattuto il falso bipolarismo Pd-Fi, quello del secondo periodo ha fallito completamente nel tentativo di risanare la politica.
Riflessioni sul voto di domenica 26 maggio.
Infine (sorpresa!) il maggiore incremento elettorale non è quello della Lega ma quel del “Partito dell’astensione” su cui conviene centrare l’attensione.
Una prima valutazione dei risultati delle europee 2019
Il primo dato evidentissimo è che si conferma l’andamento “ciclonico” dei flussi elettorali che si muovono “a valanga”.
Cade, non cade: un governo sull’orlo di una crisi di nervi.
Chi ha detto che la Commedia dell’Arte è finita secoli fa? Mica vero, è sempre attuale.
Siamo alla crisi di Pasqua? Non credo, però…
Dunque una crisi prima delle europee non appare probabile, anche se per evitarla bisognerà fare il doppio salto mortale carpiato. E quindi, per ora niente crisi, ma dopo le europee che si fa?
Ma che gioco sta facendo Salvini?
Salvini si sta dando da fare per sostenere il suo amico Di Maio (in fondo, anche la corda sostiene l’impiccato), ma non è detto che basti...
Elezioni in Sardegna: si delineano le tendenze in vista delle europee.
Se dovessero confermarsi queste tendenze, vorrebbe dire che il Movimento avrebbe fatto un balzo indietro di una decina di anni, tornando al dualismo centro sinistra/centro destra. Bentornati nella seconda repubblica!
La discussione nel M5s sul modello organizzativo.
Direi che conviene prenderla con calma, discutendo con attenzione e profondità sia i motivi delle sconfitte che i possibili rimedi.
Elezioni abruzzesi: prime tendenze in linea con i sondaggi.
Come da previsioni:
-la Lega avanza sensibilmente anche in una regione meridionale come l’Abruzzo, e trascina la coalizione di destra alla vittoria, con Fi che soffre ma è ancora al 9%
-il M5s tracolla dimezzando i suoi voti (dal 40 al 19%) e tornando ai livelli del 2013
-la coalizione di centrosinistra regge, ma soprattutto grazie alle liste minori come Leu e le non poche liste civiche locali.







