Nella confusione generale del momento, c’è chi parla di un secondo tempo della seconda repubblica, chi accenna, senza spiegare di che si tratti, di una terza repubblica ed altri parlano di “ritorno alla Prima Repubblica” dimostrando di non aver capito niente.
Una serie di sintomi grandi e piccoli indicano come, ormai, il processo di sfaldamento della Seconda Repubblica sia in atto:il disfacimento del Pd, l’atonia del governo Gentiloni, il ritorno degli scandali che “puntano in alto” e che ormai coinvolgono non solo la politica ma anche il giornalismo (e si pensi al penosissimo caso del “Sole 24 ore” le cui azioni ormai valgono carta straccia), ancora una volta i magistrati vengono a far da becchini al sistema e i sondaggi segnalato la caduta rovinosa della fiducia dei cittadini in tutte le istituzioni. La macchina dello stato è in panne con ogni evidenza, e la politica è un motore fuso.
Peppino De Lutiis non era nato storico e, tanto meno, storico dei servizi segreti; all’inizio era un maestro elementare “comandato” all’università (all’epoca esistevano i “comandi” che erano sorta di distacchi) dove si occupava di antropologia, per la precisione di culti religiosi popolari su cui pubblicò anche un libro. A spingerlo verso lo studio dei servizi segreti fu il caso Sifar-De Lorenzo, come mi disse, quando lo incontrai in Commissione Stragi.
Quando “cessarono gli spari”, nell’aprile del 1945, erano già fatti i giochi per la conformazione dei nuovi soggetti che avrebbero occupato la scena politica.
Era una domenica mattina di fine inverno del 2009 e, come ogni seconda domenica del mese, ero a Piazza Diaz per il mercatino del libro, quella volta in compagnia del mio amico Raffaele che mi presentò Tomaso Staiti (già deputato del Msi) suo conoscente, che passava occasionalmente da quelle parti.
Sono confuso.. prima malediciamo i professionisti della politica…causa principe dell’allontanamento dalla politica dai cittadini … gente che è stata in politica per decenni, produttrice di disastri, servi dei poteri forti e allergici alla democrazia….ora me ne si esce con la necessità di avere dei professionisti della politica, gente che conosce i meccanismi istituzionali ecc… Dunque: I politici di professione. No! Allora cittadini impreparati ma onesti, No! Allora mettiamo dei Tecnici superspecializzati, No! sarebbe un altro Monti. Mi permetta una battuta di colore: Ma chi minchia ci dobbiamo mettere al Governo? Vi ricordo che attualmente abbiamo Alfano …al ministero degli esteri …mi vorreste dire che un Di Battista o un Di Maio sarebbero peggio?? …. Mister Giannuli, questa volta mi ha proprio confuso le idee! Al che torniamo al punto di partenza…meglio un incompetente onesto alla Di battista che un incompetente ma “professionista della politica” come quel simpaticone di Alfano!
I ragionamento politici dei vari partiti si basano tutti su un quadro consolidato che vede queste forze politiche, questi poteri finanziari, queste città, questa realtà sociale e così via. E, invece, una fitta serie di cambiamenti sta per precipitare su questo paese in tempi molto vicini.
La maggiore differenza fra la situazione del 1993 e quella attualesta nel contesto internazionale che stava costruendo un nuovo ordine mondiale monopolare, in piena espansione finanziari e con classi dirigenti che godevano di un sufficiente (se non ampio) consenso popolare nel 1993 e che oggi è l’esatto contrario.
1) La lezione non è stata capita.
A distanza di una settimana dal voto referendario, credo sia il caso di distogliere l’attenzione dalle cronache della crisi, per fare una valutazione più ampia e di lungo periodo.
Era una notizia attesa, sia per l’età che per le condizioni di salute: è morto Giuseppe Sacchi, ex partigiano, ex parlamentare del Pci ed importante dirigente della Fiom negli anni sessanta. Il giorno di natale avrebbe compiuto 99 anni, essendo nato nel 1917.
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