Nuovo inquilino, stessi vicini, vecchi problemi. Narendra Modi sullo scacchiere internazionale.

Politica estera e rapporti di confine saranno tra i protagonisti dell’agenda politica di Narendra Modi. Il nuovo Primo Ministro indiano eredita una complessa rete di relazioni spesso tossiche e immobili da anni. Lo scenario è complesso e la sua gestione comporta un difficile equilibrismo tra mantenimento delle promesse elettorali, pressioni interne, interessi nazionali e diplomazia internazionale.

Da New Delhi, Daniele Pagani
Il vicino scomodo per antonomasia è il Pakistan. I rapporti tra le due nazioni non sono mai stati  semplici: quattro guerre in meno di sessant`anni e migliaia di vittime civili in un conflitto mai risolto sulla sovranità territoriale del Kashmir.

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Scandalo Expo: che facciamo contro la corruzione sistemica?

Partiamo da una considerazione: questa volta non c’entra  la giustizia ad orologeria al solito invocata da Berlusconi (chiedo scusa con uno degli interventori per non aver compreso l’ironia della sua affermazione), con disegni di condizionamento del potere politico, come il non toccare gli stipendi dei magistrati. Da questo scandalo chi ha da guadagnare è il M5s e chi ha da perdere più degli altri è il Pd, che potrebbe vedere deluse le sue aspettative di trionfo. E voi credete che la procura milanese possa avere di questi disegni?

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Si sta profilando una frattura strategica nel campo dell’energia

Negli ultimi mesi si sono prodotti una serie di avvenimenti che hanno investito pesantemente il mondo dell’energia:

1- la crisi di Crimea che sta profilando una crisi nella vendita di gas russo alla Ue, con conseguente arresto del progetto South stream e parallela proposta americana di forniture sostitutive

2- forte penetrazione dei cinesi nel mercato mediorientale, dove sono diventati i primi acquirenti del petrolio irakeno

3- destabilizzazione sociale e finanziaria del Venezuela (terzo produttore mondiale

4- inasprimento della crisi libica dove le forniture sono sempre più a rischio

5- crescente tensione fra il Quatar (detentore di fortissime riserve di gas e petrolio) ed Arabia Saudita, che non approva l’appoggio ai Fratelli Musulmani e le pretese egemoniche quatarine sul Golfo

Il tutto mentre prosegue la guerra civile siriana e l’embargo euro-americano contro l’Iran. Una precipitazione di eventi assai insolita, che profila tendenze di medio periodo suscettibili di mutare l’assetto strategico mondiale dell’energia. Ed, ovviamente, non dobbiamo stare a spendere parole sulla centralità dell’energia, sia dal punto di vista economico che politico, nell’ordine mondiale.

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Che succede in Vaticano? Le prime decisioni di Papa Francesco

Vai allo speciale sul mio nuovo libro: “Papa Francesco Fra religione e politica”

Passato il primissimo momento, in cui il nuovo Papa si è presentato al Mondo con una serie di gesti simbolici, siamo arrivati al momento delle prime decisioni concrete. E mi sembra che ce ne siano due da segnalare, mentre si infittiscono i segnali di altre scelte assai prossime. Le due decisioni prese riguardano:

1. la nomina del Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica che è andata al Ministro Generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori, José Rodríguez Carballo, che è stato elevato alla dignità di Arcivescovo

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Il mio nuovo libro: “Papa Francesco Fra religione e politica”

Da alcuni giorni è in libreria il mio nuovo libro. Come sempre, non avendo particolari mezzi per promuoverlo, vi chiedo, se di vostro interesse, di sfogliare il libro e segnalarlo ad amici e persone potenzialmente interessate. Come sempre sul sito sarò felice di rispondere a domande, critiche e riflessioni. Grazie e buona lettura!

Aldo Giannuli

Leggi lo speciale, l’indice, un brano e gli articoli in continuo aggiornamento!

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Il sistema di equazioni a più incognite delle due Americhe

Vai allo speciale sul mio nuovo libro: “Papa Francesco Fra religione e politica”

Un brano tratto dal libro.

E’ sin troppo ovvio che l’America Latina godrà di particolari attenzioni di questo Pontefice e non solo per la sua provenienza geografica, ma anche per la particolare situazione della Chiesa in quel continente: come abbiamo accennato, il “forziere” della cattolicità è da tempo insidiato dalle sette evangeliche.

C’è un singolare doppio movimento da nord a sud e da sud a nord: da nord calano i missionari evangelici, molto ben forniti di dollari, che puntano a soppiantare la secolare egemonia cattolica, ma da sud salgono gli immigrati latinos, che parlano spagnolo e sono cattolici.

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Lo scisma silenzioso della Chiesa Cattolica

Il dibattito sul sistema di governo della Chiesa ha offuscato il tema grande del rapporto della Chiesa con la modernità, e, più in particolare il suo cuore: il grande scisma che si sta consumando fra la Chiesa apparato ed i suoi fedeli. La Chiesa vanta 1.087.790.000 fedeli, ma, che credito dare a questo dato? Sulla carta anche io, in quanto battezzato, farei parte di quel miliardo di appartenenti alla Chiesa, ma chi scrive queste righe non è affatto credente, è ateo, razionalista e materialista. Moltissime persone, dopo il battesimo e gli altri sacramenti, sono diventate atee, agnostiche o anche genericamente teiste o cristiane, ma che non si riconoscono nella Chiesa. Questo accade soprattutto in Europa, ma in buona parte anche nelle due Americhe, per cui quel dato ha un valore essenzialmente anagrafico, ma non corrisponde ad una realtà sociale effettiva. Qualche dato può chiarire meglio il discorso.

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Il significato di un conclave

Ovviamente sappiamo ancora poco dell’andamento del Conclave nelle sue cinque votazioni; qualcosa filtra sempre e, prima o poi, sapremo per grandi linee come è andata, ma non è detto che il quadro sarà nitido prima di qualche settimana o mese. Al momento in cui scriviamo, ci sono solo alcune indiscrezioni che accogliamo con l’inevitabile beneficio di inventario. Ma ripercorriamo le giornate immediatamente precedenti il conclave; stando alle indiscrezioni della stampa, nei primissimi giorni di marzo, durante le “congregazioni” (le assise semi formali dei cardinali che precedono il conclave) si sarebbero formati due schieramenti intorno a due candidature “pesanti”: quella del cardinale brasiliano Pedro Scherer, sostenuto dal partito “curiale” di Bertone e quella contrapposta di Angelo Scola. appoggiato da un partito “anticuriale”. Come candidati di “riserva” o di mediazione ci sarebbero stati gli americani O Malley e Dolan, l’ungherese Erdo, o il franco-Canadese Ouellet. Solo negli ultimissimi giorni (diremmo nelle ultimissime ore) prima dell’inizio del conclave, si sarebbe aggiunto il nome dell’argentino Bergoglio che i bookmaker davano 1 a 41, dunque, fra i meno probabili.

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Scola, Scherer, Ouellet, Erdo? Sai che scelta! Ma, questo passa il Conclave.

Stando alle indiscrezioni della stampa, starebbero prendendo corpo due candidature “pesanti” al Sacro Soglio: quella del cardinale brasiliano Pedro Scherer, sostenuto dal partito “curiale” di Bertone e Sodano (ieri nemici, oggi alleati) e quella contrapposta di Angelo Scola appoggiato da un partito “anticuriale” che assomma buona parte dei nord americani, all’arcivescovo di Vienna Schonborn che assicurerebbe un po’ di voti di tedeschi ed est europei, e diversi italiani. Ma si fanno altri nomi come l’americano O Malley, l’ungherese Erdo. Il franco-Canadese Ouellet. Cosa rende simili tutti questi candidati? Sono tutti di orientamento conservatore.

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Spagna: verso un’altra primavera calda (ma non abbastanza)

Con grande piacere ed interesse, ospito questo nuovo contributo di Steven Forti da Barcellona, che ci permette uno sguardo approfondito sulla Spagna, di cui davvero troppo poco si sa in Italia.

Qualche mese fa scrivendo sulla situazione spagnola mi domandavo se era corretto parlare di un nuovo autunno caldo. (1) Scioperi, manifestazioni e proteste erano effettivamente all’ordine del giorno, però sembrava mancare qualcosa che permettesse un “salto di qualità”, dopo quell’iniziale tsunami dell’occupazione delle piazze del maggio del 2011. (2) La situazione è di continuo attivismo – si pensi che nella sola Madrid vi sono state una media di dieci manifestazioni al giorno nel 2012, il 74% in più rispetto all’anno precedente –, ma anche di una certa impasse, per quanto le condizioni – si sarebbe detto un tempo – erano propizie a uno sbocco “rivoluzionario” o a qualcosa di simile, adatto al tempo storico in cui stiamo vivendo. L’autunno (caldo, ma non troppo) è terminato. E l’inverno quasi. A che punto siamo arrivati e cosa ci aspetta per i prossimi mesi?

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