Caso Goracci. La risposta di Paolo Ferrero

Il segretario Paolo Ferrero ha molto prontamente risposto alla mia lettera aperta di ieri.

Caro compagno Giannuli,
non sono d’accordo con quanto sostieni nella tua lettera aperta.

1) La tesi di fondo del tuo ragionamento è: se Goracci è innocente va difeso, se è colpevole le misure assunte sono insufficienti. Il punto è proprio questo: noi non sappiamo se è innocente o colpevole, noi sappiamo che è indagato per alcuni reati e incarcerato per aver operato al fine di far scomparire le prove dei reati per cui è indagato.
In questo contesto noi non possiamo far altro che chiedere che la giustizia faccia il suo corso attraverso un iter processuale ed un pubblico dibattimento come definito dallo stato italiano. Per questo fiducia nella magistratura. Io non ho altri strumenti che mi permettano di far luce sulla vicenda. Se tu pensi esistano altri strumenti, fammeli conoscere, potremo utilmente inserirli nello statuto. Per questo, a norma di statuto la misura adottata è quella della sospensione dal partito.
2) In secondo luogo affermi che i compagni e le compagne del provinciale o del circolo,se gli addebiti sono veri , non potevano non sapere. Da cosa emerge dalle indagini qualcuno sapeva ed era solidale con Goracci e quindi certo non faceva trapelare nulla. Non ho elementi per dire che qualcun altro sapesse. Io stesso sono stato a Gubbio a litigare pesantemente con il gruppo dirigente del circolo che sosteneva Goracci ma in alcun modo è stata mai evidenziata una qualche scorrettezza amministrativa. Ho discusso dei dissensi politici, ho discusso del fatto che Goracci non versasse al partito la quota prevista del suo stipendio di consigliere regionale in palese violazione delle regole del partito, ma non ho mai avuto sentore di illeciti amministrativi. Lo stesso gruppo dirigente provinciale che aveva vari motivi di conflitto con Goracci e con il gruppo dirigente del circolo di Gubbio ha sempre sollevato problemi politici e non ha mai sollevato problemi di correttezza ammi
nistrativa o altro.
3) In terzo luogo non considero possibile porre sullo stesso piano gli arresti degli attivisti no tav per atti messi in atto nel corso di pubbliche manifestazioni a cui ha partecipato il partito ed il sottoscritto personalmente e l’arresto di un sindaco accusato di concussione violenza sessuale, etc. etc.

Per questo non posso che auspicare che la Magistratura faccia il suo lavoro e nel più breve tempo possibile vi sia il processo. In questo percorso, pubblico e codificato nelle norme dello stato di diritto, si potrà vedere con maggior chiarezza se le accuse mosse a Goracci sono vere oppure no.

Paolo Ferrero

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Aldo Giannuli

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Comments (43)

  • La risposta del segretario Ferrero evidenzia un approccio e una superficialità imbarazzanti.
    Io sono un avvocato penalista, Rolando Dubini del Foro di Milano, e quel che scrivo su Goracci non è scritto a caso o con superficialità, visto che io difendo in giudizio penale gli imputati, non è che faccio tutt’altro, io ogni giorno mi occupo di diritto penale. Tanto è vero che quando è stato fatto il testo unico di sicurezza del lavoro l’unico referente di Alberto Burgio e Augusto Rocchi ero io, non altri, e chi ogni anno viene chiamato a relazionare nei convegni con Raffaele Guariniello sono io.
    Ciò premesso, devo dire che mi sorprende la posizione del partito, di quello umbro non parliamone neppure stendiamo un velo pietoso, che la solita guerra tra cordate che sta dilaniando il nostro malconcio partito anche lì ha i suoi riflessi. Ma il comunicato nazionale che esprime fiducia incondizionata nella magistratura mi sembra un pò esagerato e incauto. Potrei usare il facile argomento che nel caso di Battisti tutta questa fiducia nella macchina giudiziaria italiana non è stata proclamata, così pure nel caso del G8. Ma è proprio la lettura attenta e non superficiale  dell’ordinanza che mette in galera compagni e compagne tacciando il prc di essere un’associazione di delinquenti che da un punto di vista penale è ridicola e totalmente infondata, una montatura politico giudiziaria del pd,, che sono del pd pm e gip (magistratura democratica), il sindaco attuale, della corrente di ultradestra Renzi che lo sostiene, e dipendenti comunali tutti del Pd, coloro che hanno denunciato i compagni. Le accuse sono al massimo da tribunale amministrativo regionale, banali irregolarità come ce ne sono a centinaia a Roma, o al comune di Milano. Quando poi all’accusa di aver assunto una persona in modo irregolare, via, siamo seri. Non mi pare che Pisapia o Alemanno siano in galera, eppure sono sicuro che ne troviamo non uno ma forse 100 di loro amici in comune entrati dopo le elezioni. Ma anche la valutazione della irregolarità di quella assunzione è del tutto opinabile, anche da un punto di vista di legittimità.
    Non vedere questo vuol dire, come minimo, essere politicamente ciechi. E un numero crescente di compagni manifesta dubbi sempre più forti sul ponziopilatismo, nella migliore delle ipotesi, del partito, per non dire di compagni ai quali sono sempre stato molto vicino, i quali hanno già sentenziato, tra l’altro pubblicamente nella riunione di ieri dell’area, che secondo lui l’ordinanza sarebbe fondata senza addurre peraltro  alcun argomento valido dal punto di vista del diritto penale (e manco sapeva che tutti gli accusatori sono del PD!!!!), che Orfeo e le altre compagne e compagni sarebbero colpevoli.
    Di seguito troverai alcune considerazioni banali, ma fondamentali, che smentiscono il castello di carte accusatorio. I comunisti si vedono quando è difficile, non quando è facile. I casi Paolini e Libertini dovrebbero insegnare qualcosa, e come diceva Lenin, la cosa grave non è sbagliare, ma continuare a sbagliare.

    La guerra politico giudiziaria del PD di Gubbio contro Goracci e contro il PRC di Gubbio
    Accuse false contro Goracci, e altri amministratori locali comunisti, dettate esclusivamente da odio politico e da una evidente manovra politica di simpatizzanti iscritti e sindaco del PD: la stessa ordinanza di custodia cautelare (piena di vere e proprie affermazioni retoriche assurde e ridicole finalizzate al tentativo di dimostrare l’indimostrabile, ovvero il dolo penale di Orfeo Goracci che NON esiste) in modo imbarazzato affronta il problema dell'”attendibilità dei dichiaranti” dando per acquisito “il fatto che alcuni di costoro si sono detti espressamente simpatizzanti di parti politiche diverse da quelle in cui militano gli indagati”
    Aggiunge l’ordinanza, dando atto in realtà di una vera e propria montatura politico-giudiziaria ordita dal PD fin dal 2009 e condita da molte denunce anonime e firmate, dato che non solo le dichiarazioni accusatorie provengono da avversari politici di Goracci impiegati in comune (e tutti del PD) ma che la loro credibilità viene garantita, secondo l’incredibile castello accusatorio contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare, dalle affermazioni del rivale politico numero uno di Goracci, l’attuale sindaco del Partito democratico di Gubbio Guerrini (!!!):
    “Anche le dichiarazioni rese dal PM dall’attuale Sindaco di Gubbio (Partito Democratico), Guerrini Diego, in carica dal 27/05/2011 forniscono una importante chiave di lettura degli elementi acquisiti e vanno ad avvalorare l’attendibilità di quanto riferito e denunciato dalle persone sentite nel corso dell’indagine.
    Il Guerrini ha riferito che, al momento di presentare la sua candidatura, aveva nettamente avvertito la pressione esercitata nell’ambiente comunale dal “gruppo Goracci”, che – attraverso Maria cristina Ercoli, vera e propria “emanazione” (?sic) di Orfeo Goracci, Marini Cernicchi, Antonella Stocchi, Graziano Capannelli e Lucio Panfili – faceva capire (??? sic) che era necessario schierarsi, essere “con loro o contro di loro”.
    L’ordinanza è addirittura disgustosa laddove afferma “il Goracci definito “il re” lo “zar”: da chi non si sa, perchè l’ordinanza non lo dice, ma con simili elementi un giudice della repubblica italiana mette in galera un imputato in attesa di giudizio (e qui il film di Alberto Sordi torna alla mente in modo molto opportuno).
    http://www.quotidiano.net/file_generali/documenti/PDF/2012/02/tribperugia.pdf

    Una delle denunce che ha dato avvio al procedimento penale contro Goracci è nato da una denuncia di una dipendente comunale, Nadia Minelli, del 2009, che si è pure dimessa in “strana” sintonia con una operazione politica del PD contro l’amministrazione Goracci all’epoca:.
    http://www.comune.gubbio.pg.it/Index.aspx?idnews=12489&idsottosito=30

    La perversione inquisitoria contro Goracci e altri amministratori di Gubbio
    Per poter procedere a spettacolari e potenzialmente prolungati arresti il p.m., col pieno supporto del g.i.p., hanno costruito ad arte il concetto di associazione a delinquere da loro definito “gruppo Goracci”, cercando però, accuratamente e artificiosamente, di evitare di ricondurla alla comune appartenenza al Partito della Rifondazione Comunista onde evitare che la natura politica delle incrimnazione risultasse in maniera troppo smaccata.
    Peraltro i fatti, anche così maldestramente, tendenziosamente e in molti casi falsamente delineati dell’ordinanza di custodia cautelare, non rientrano in alcun modo nella fattispecie di associazione a delinquere, i cui tratti sono rigorosamente delineati dal codice, dalla giurisprudenza e dalla dottrina.
    Qui di seguito una sintesi minima che chiarisce che non c’è nulla nel caso Gubbio che possa definirsi associazione a delinquere, a meno che non si dica che il PRC locale è tale, ma questo il gip lo ha accuratamente evitato e ha inventato di sana pianta il concetto di gruppo Goracci. Si gioca coi conetti giuridic per mettere in galera ingiustamente la gente. E’ una vergogna.
    L’associazione per delinquere è un delitto contro l’ordine pubblico, previsto dall’art. 416 del codice penale italiano. Con l’entrata in vigore della L. 13 settembre 1982 n. 646, i casi di associazione di tipo mafioso (mafia, camorra, n’drangheta, sacra corona unita, etc.) sono disciplinati dall’art. 416 bis c.p.. Il fatto dell’associazione per delinquere comune si realizza “Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti…”.

    I tratti caratteristici di questa fattispecie di reato sono:

    la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente;
    l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame.
    Parte della dottrina e della giurisprudenza richiede altresì l’esistenza di un terzo requisito, vale a dire il fatto che l’associazione sia dotata di una “organizzazione”, anche minima, ma adeguata rispetto al fine da raggiungere. Sul punto però non v’è uniformità di vedute: secondo taluno in dottrina non è necessaria alcuna organizzazione; secondo altri, invece, è indispensabile una struttura ben delineata “gerarchicamente” organizzata. Infine, soprattutto in giurisprudenza, si è sostenuto talvolta che è sufficiente una struttura “rudimentale”.

    dnkronos) – ”Non c’era nessun ‘gruppo Goracci”’, ha detto ancora l’ex primo cittadino di Gubbio arrestato per associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e alla concussione. ”C’erano un gruppo di persone che collaboravano ma quello che facevano non aveva alcuna rilevanza penale”, ha aggiunto. Goracci ha spiegato come ad accusarlo siano in quattro, cinque persone a fronte di tantissime altre che ne elogiano l’operato. L’ex sindaco ha parlato per oltre tre ore stamattina davanti al gip che ha firmato l’ordinanza che lo ha portato dietro le sbarre.
    ”Ha risposto in maniera chiara confermando la legittimita’ del suo operato”, ha detto l’avvocato Franco Libori. Goracci avrebbe ricostruito l’intera ordinanza contestandola punto per punto, ”in maniera totalmente difforme dalla ricostruzione del pm: a nostro avviso – ha detto l’avvocato – lo ha fatto in modo convincente”.
    ”Adesso avremo bisogno di produrre documenti quanto prima”, per questo hanno chiesto la revoca della misura in carcere e la concessione dei domiciliari. Orfeo Goracci, secondo quanto riferito dallo stesso avvocato, sarebbe ”provato ma lucido per chiarire la sua posizione”.
    dnkronos) – ”Non c’era nessun ‘gruppo Goracci”’, ha detto ancora l’ex primo cittadino di Gubbio arrestato per associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e alla concussione. ”C’erano un gruppo di persone che collaboravano ma quello che facevano non aveva alcuna rilevanza penale”, ha aggiunto. Goracci ha spiegato come ad accusarlo siano in quattro, cinque persone a fronte di tantissime altre che ne elogiano l’operato. L’ex sindaco ha parlato per oltre tre ore stamattina davanti al gip che ha firmato l’ordinanza che lo ha portato dietro le sbarre.

    ”Ha risposto in maniera chiara confermando la legittimita’ del suo operato”, ha detto l’avvocato Franco Libori. Goracci avrebbe ricostruito l’intera ordinanza contestandola punto per punto, ”in maniera totalmente difforme dalla ricostruzione del pm: a nostro avviso – ha detto l’avvocato – lo ha fatto in modo convincente”.

    ”Adesso avremo bisogno di produrre documenti quanto prima”, per questo hanno chiesto la revoca della misura in carcere e la concessione dei domiciliari. Orfeo Goracci, secondo quanto riferito dallo stesso avvocato, sarebbe ”provato ma lucido per chiarire la sua posizione”.
    15/02/2012

    http://www.facebook.com/#!/groups/275050559233798/275206109218243/?notif_t=like

  • Ferrero fa il pm, da per buone le tesi del pm e del gip, e ha già pronunciato la sua sentenza senza manco conoscere le carte, pure disponibili e leggibili e senza dire che i testi d’accusa sono del PD di Gubbio, incluso il sindaco attuale dell’area Renzi, e che tra i magistrati che procedono ve ne sono di magistratura democratica, ovvero ancora il PD. La verità diceva Gramsci, è rivoluzionaria, chi non la usa evidentemente è tutt’altro.

  • Caro compagno Ferrero
    ti ringrazio per la cortesia e la rapidità con cui mi hai risposto.
    Il guaio, però, è proprio questo: che nè Tu nè i dirigenti locali del partito sapete dirmi se Goracci e gli altri sono colpevoli o innocenti.
    Goracci è stato deputato, vice presnidente di Regione, oltre che sindaco, se non sappiamo chi è e se ha fatto cose come quelle di cui è accusato è come dire che eleggiamo in Parlamento chiunque abbia una rendita elettorale e poi magari sacopriamo che è un delinquente.
    In secondo luogo, c’era una denuncia del 2009 e, se davvero questo gruppo gestiva le istituzioni in quel modo, non è possibile che la cosa fosse segreta o non si risapesse in paese. Allora, come è possibile che nè gli organi di controllo nè il segretario di federazione abbiano sentito il dovere di precipitarsi a Gubbio e cercaredi capire che stava succedendo? Non dovevamo farci cogliere così impreparati: se lle accuse erano vere il gruppo andava sbattuto fuori prima del’arresto per non coinvolgere il partito. Se non erano vere e si stava preparando una montatura contro dei compagni, bisognava prepararsi a reggere il colpo. Vada per la sospensione, ma se i dirigenti locali accennato a costituirsi parte civile, questo suona sfavorevolmente per i compagni e fa pensare che siano convinti della loro colpevolezza.
    Possiamo fidarci della magistratura? Direi proprio di no. Se si tratta di una montatura, le accuse di violenza sessuale valgono come quelle ai dimostranti no tav: sono false e c’è una azione politica che a questo punto è cpontro di noi. Ho letto l’atto relativo alla custodia cautelare inviatomi da Rolando Dubini e devo dire che non è che mi abbia impressionato molto bene sull’imparzialità dei magistrati.
    Peraltro, se si potrà candidare un’altra volta uno di quei compagni, anche per un organo di partito, non lo voglio sapere dalla magistratura, lo voglio sapere dal Partito perchè magari saranno anche assolti perche il fatto non costituisce reato ma il loro comportamento potrebbe essere moralmente censurabile.
    Devo dire che diversi intervenuti sul mio blog (ed alcuni sono da me conosciuti e stmati come Dubini) sostengono apertamente che Goracci è innocente e si tratta di una manovra di gente del Pd. Io non so come stanno le cose e non mi pronuncio, ma ripeto che non possiamo limitarci a fare gli spettatori: i compagni, se innocenti vanno difesi, se si tratta di delinquenti vanno espulsi come atto politico del partito non per effetto di una sentenza che chissà quando verrà. Ese poi fossero prosciolti fra quattro anni (come è capitato ad altri) che facciamo? Diciamo che la “giustizia ha trionfato”?
    Una volta i comunisti diffidavano molto di quella che era detta “la magistratura di classe”, ora vedo che ne hanno fiducia piena e cieca. Mi chiedo se è canbiata la magistratura o sono cambiati i comunisti.
    In definiticva, a questo punto la frittata è fatta e come che vadaci facciamo una figura da chiodi.
    Non è che tutto sia rassicurante sul modo in cui funziona questo partito.
    Comunque, grazie per la tua cortesia
    Aldo Giannuli

  • non sono d’accordo con aldo. la magistratura in questo paese avrà tanti limiti, ma almeno in questi anni è l’unica che, lottando contro forze avverse di qualsiasi tipo, ha cercato di mantenere la barra dritta della legalità e mi fa specie che se ne parli così male proprio in questi giorni, in cui ricorre l’anniversario di mani pulite.
    andrea

  • io invece concordo in pieno con aldo e sono piuttosto sbigottito dalla risposta di paolo ferrero. ma forse con questa dirigenza non c’è da stupirsi più di niente…come si fa ad avere fiducia in questa magistratura? che condanna compagni ad orologeria e scarcera delinquenti (o proprio non li carcera) con facilità irrisoria? dove sta la giustizia in questo paese? se ferrero per fini elettorali pensa di continuare a correre dietro a giustizialistio vari come di pietro gli conviene farsi da parte, come gli consigliano i compagni di marzabotto (http://prcmarzabotto.wordpress.com/2012/02/11/dimissioni-dal-partito/). ormai nei partiti nessuno sa più niente dell’altro…chi si fa fregare 13 milioni di euro senza accorgersene, chi si tiene gente di cui non sa se ci si può fidare o meno…e voi sareste il frutto del ’68? vergognatevi!
    matteo

  • @aldo: di certo non mi rallegro di certe assoluzioni, ma quelle sono mele marce in un mare di persone che ogni giorno si impegnano per servire lo stato e i cittadini. ferrero fa bene ad avere fiducia nella magistratura, così come condivido la sua politica di questi anni, tra la gente e nelle lotte.

    • tu dici che sono le poche mele marce? Io per una ragione o per l’altra ho contatti stabili con i palazzi di giustizia (dirigevo il collettivo di giurisprrudenza dela mia città, sono stato responsabile della commissione giustizia del Pdup e di Dp della mia federazione, ho collaborato con Md in un putiferio di occasioni, ho fatto cronaca giudiziaria per il QdL, sono stato un sacco di volte perito in giudizi penali….) ti posso dire che la mia impressione è che ad essere poche, molto poche sono le mele buone. Hai idea di come funzionano le sezioni fallimentari o i Tar?

  • sono esterrefatto dall’ingenuità di certe persone. ma davvero credete che la politica di ferrero di questi anni stia servendo a qualcosa? si, forse a perdere altri voti rispetto alle ultime politiche!! aldo ha ragione, come possiamo avere fiducia in un partito che non conosce i propri dirigenti, i propri meccanismi, le proprie luci ed ombre?? ma è possibile che non si capisca come, se dovessero emergere elementi seri contro goracci, avremmo perso anche quell’ultimo briciolo di dignità che ci rimaneva, se mai ne rimaneva? e non mi venite a parlare di magistrati eroi…lo sapete quanto ci vuole per concludere una causa civile in italia? e questa è giustizia? oppure le condizioni dei cie? e rifondazione comunista non sa dire altro che “aspettiamo fiduciosi”? incredibile…

  • Credo che il Sign. Segretario Ferrero non abbia interesse ad alzare troppo la voce sul caso.
    Forse, anche sentite alcune Sue dichiarazioni, pensa ancora di restaurare alcune alleanze politiche con il PD.
    Quindi sorvola. Se ne riparlerà poi…forse.

  • Ordinanza menzognera, non dice che la parente del vicesindaco Maria Cristina Ercoli Non è stata assunta dal comune di Gubbiio, ma da quello di Perugia nel lontano 2002 COME VIGILE URBANO, e poi vi fu il trassferimento a Gubbio. Quindi sono menzogne quelle dell’ordinanza che dice che non aveva la qualifica, e inoltre col passaggio di qualifica ebbe un documentato decurtamento della retribuzione! Ma certo quando la direzione nazionale abbandona ogni visione critica, non chiede ad un proprio penalista di fiducia come stanno le cose, ma improvvisa comunicati dilettantistici e disinformati allora siamo in pieno marasma. Che tristezza abbandonare i compagni vittime di accuse fralse e tendenziose. Mi dicono che il centro del partito vuole addirittura commissariare il circolo di Gubbio, se così fosse questo vorrebbe dire il fascismo nel partito!

  • Non vorrei portare la discussione su altri temi, però quest’ultima vicenda e il relativo comportamento mantenuto dai veritici del partito, mi sembrano l’ennesimo esempio di una incapacità, già emersa in altri casi.
    Quello che mi stupisce è l’incapacità dei vertici di produrre un serio rinnovamento all’interno del partito, un cambiamento di rotta decisivo che sappia indicare un nuovo percorso da intraprendere nel futuro e un nuovo modo di relazionarsi con i cittadini e il corpo elettorale.
    Le future elezioni politiche nazionali sono fin troppo vicene, e il rischio di restare fuori dal parlamento è più che concreto.
    Se ciò dovesse accadere, il futuro del partito sarebbe praticamente già scritto. Bisognerebbe avere il coraggio di mettere in discussione tutto, il prima possibile, farlo dopo, successivamente all’ennesima sconfitta non servirebbe più a nulla.

  • Credo che sia ben evidente quanto difficoltà incontrano gli organismi di un partito nel “conoscere” e “controllare” l’operato di un iscritto assunto a incarichi di amministratore della cosa pubblica. In Umbria sono anni che si parla della questione morale della politica. La magistratura è intervenuta su personaggi appartenenti a più partiti e mai si è potuto vedere e leggere un’analisi politica oggettiva, tecnica, giuridica degli avvenimenti, dell’ordinanze. Nessun politico amministrativo si è rivolto all'”avvocato” del partito. Si è rivolto ad uno studio legale che abbia avuto mani più libere nell’interpretare i fatti. Avvocati di partito dovrebbero lavorare a tempo pieno nel partito ed assistere questo anche nelle “mediazioni” delle “coalizioni”.

  • La magistratura fa parte di questo mondo e di questa società, conosco molti magistrati per bene competenti ed onesti, così come vi sono magistrati che non stimo, ma ciò vale per tutti: avvocati, altri professionisti, lavoratori dipendenti ecc.. Non sono quindi propenso ad un giudizio netto in un senso o nell’altro, sebbene propenda più per una visione “ottimista” seppure con qualche riserva e cautela. Sono altresì convinto che l’unico giudizio, che abbia fondate possibilità di essere corretto, è quello dato sulla base dell’effettiva conoscenza degli atti processuali, ma ciò riguarda ovviamente la c.d. verità processuale e l’operato dei magistrati.
    Altro problema è se il partito debba attendere
    l’esito del giudizio penale (fino alla sentenza definitiva ?) o debba essere in condizione di dare un suo giudizio. Certo non si tratta di fare una sorta di giudizio penale all’interno del partito, ma questo dovrebbe essere in grado di sapere chi sono e che cosa fanno i propri esponenti, che per di più ricoprono incarichi pubblici, e quindi assumere posizioni conseguenti e coerenti.
    Un comportamento potrebbe non avere rilevanza penale, ma non essere eticamente accettabile per il partito, ma per assurdo potrebbe avvenire che un comportamento, che possa essere qualificato come reato, possa non essere incompatibile con il partito, anche se censurabile dallo stesso.

  • maria clara pascolini

    Sto tirando un sospiro di sollievo, sono di Gubbio e i vostri scritti mi riconciliano con quella parte di Rifondazione che non ha dimenticato che vuol dire fare politica: interrogarsi, documentarsi, tenere desta l’attenzione , chiedersi “a chi giova ?” e conservare in mezzo a questo marasma la passione e la chiarezza.Ho per un breve periodo (un anno) partecipato alla prima giunta Goracci come vicesindaco in quota Verdi e non sopporto che nessuno degli articoli su questa vicenda ricordi la discontinuità rispetto al governo PD precedente. Mi capita ogni tanto di mandare qualche commento informativo sulla nostra realtà ai giornali, ma sembra che nessuno voglia ascoltare.Grazie soprattutto a Rolando Dubini: ho capito meglio alcuni movimenti inspiegabili della magistratura.

  • Il discorso si polarizza e questo e’ un male. Sono in totale disaccordo rispetto al giudizio sulla magistratura. Il discorso dei reati ‘politici’, uso impropriamente il termine per capirci, e’ un discorso a parte che attiene all’interpretazione delle leggi e alla funzione istituzionale della magistratura. Ma quando quest’ultima riguarda fattispecie di reati comuni il rispetto per la magistratura e’ doveroso, altrimenti dovremmo prendere fucili e vettovaglie e darci alla macchia. L’analisi che vede una magistratura tutta interna al PD, da un lato denota scarsa conoscenza della realtà umbra, dall’altro una inaccettabile convergenza con le teorie berlusconiane che ritengo profondamente offensiva. Rispetto al ‘difendere gli innocenti’ o al ‘non potevate non sapere’ la discussione va approfondita e sviscerata. Da membro della segreteria provinciale di Perugia, che ha polemizzato tante volte con i compagni Gubbio quante con la dirigenza regionale, vi assicuro che il punto e’ proprio questo. Gubbio, per meriti o limiti, a torto o a ragione,’e’ sempre stata una monade impenetrabile. L’accento isolazionista, orgoglioso, a tratti campanilista dei compagni eugubini e’ sempre stata la loro cifra stilistica e oggi, questa mancanza di relazione, unita alla triste storia del mancato versamento per la diaria regionale, ha creato un solco difficile da colmare e che, almeno per il sottoscritto, non permette di giudicare oggettivamente la situazione. Con il cuore, con la pancia ‘sono con loro e spero sapranno dimostrarsi innocenti, ma la politica e’ un’altra cosa.

    • Io non farei distinzioni fra reati politici e comuni: se l’accusa è infondata e pretestuosa, anche se si tratta di reati comuni è un processo politico
      Distinguerei semmai fra funzione ed autonomia giudiziaria (dato formale) che bisogna rispettare sempre e corporazione giudiziaria (dato materiale) che occorre giudicare in base ai suoi concreti comportamenti che in Italia sono piuttosto rivoltanti a cominciare dalal giustizia civile
      Gli eugubini: questa nota sul loro isolazionismo non mi piace affatto e depone male sia su di loro (chi non ha da nascondere nulla non ha ragione di comportarsi come una monade impenetrabili, ma depone male anche sul partito che tollera “monadi impenetrabili” che non devono esistere.
      Non mi sono ancora fatto una idea precisa del caso, non saprei dire se sono innocenti o no, ma sono sbalordito dal fatto che il partito non sappia dirmi nulla in proposito: ma insomma, quando facciamo le liste (e qui parliamo del vice presidente della regione che è anche stato parlamentare) sappiamo chi stiamo candidando o no? Un partito serio, quando propone un candidato (soprattutto ai massimi livelli istituzionali) garantisce per lui. Qui mi pare di stare nel Psdi che candidava cani e porci purchè portassero voti.
      Forse nel caso di Gubbio si trattava solo di orgoglio campanilista (me lo auguto) ma gli orgai locali e nazionali del partito avevano l’obbligo di vincere quste resistenze, dando le massime garanzie di rispetto delle norme democratiche ma non consentendo un costume da “feudo elettorale”.
      Fra i commenti nel sito di Rifondazione ho visto uno che diceva “bhe se prendevano il 24% dei voti un po’ di clientee dovevano esserci per forza” , altra cosa che mi lascia sbalordito: siamo alla pressunzione di colpevolezza perchè uno prende troppi voti? Sarà anche vero che il mal costume clientelare è molto diffuso, ma una volta i cmunisti aspiravano ad essere un aprtito di massa e prendere voti, in sè, non è una colpa. Insomma: vi spiace andare a Gubbio e parlare con la gente, anche e soprattutto con i non iscritti al partito, e capire che diavolo è successo e farci sapere qualcosa?
      RIpeto: se i comagni sono innocenti (e almeno non colpevoli degli illeciti penali loro contestati) vanno difesi e non possiamo stare alla finestra. Se sono colpevoli allora si che dobbiamo costituirci parte civile.
      Brutta questa cosa del mancato versamento della quota di indennità. Sul piano del costume non mi piace.

  • Apoptosi della sinistra e magistratofilia

    L’involuzione della sinistra sta assumendo forme che ricordano l’apoptosi, il fenomeno biologico della cosiddetta “morte cellulare programmata”. (La cui rilevanza nella patogenesi e terapia del cancro è stata a volte trascurata, altre volte sopravvalutata; ma questa è un’altra storia). Sembra infatti che ciò che resta della sinistra ce la stia mettendo tutta, come in obbedienza a un programma, per autodistruggersi, confluendo nel gruppone dei politicanti, disgustando gli elettori e riducendo a brandelli la propria reputazione.

    Non sono comunista, e non mi spiace che scompaiano teorie politiche che reputo non giuste, né che vengano svergognate consorterie boriose, vuote, e negli ultimi tempi incredibilmente vendute, che si presentano come portatrici “a prescindere” di concezioni “superiori”. Mi spiace però che con l’affondamento o autoaffondamento di questa sinistra vadano a fondo gli ideali di giustizia sociale ai quali tanti hanno creduto, e che la sinistra per un certo periodo e con alcuni uomini ha credibilmente rappresentato. Il dopo saranno i partiti di plastica all’americana. Una possibilità è nascondere ai sabotatori, o ai liquidatori di questo fallimento, qualche pezzo buono, e con esso costruire idee nuove.

    Uno dei concetti da salvare è la diffidenza verso il potere. La diffidenza politica, ”il mezzo di difesa della democrazia che accomuna tutte le persone sensate” secondo Demostene; un grave vizio mentale secondo l’attuale ideologia dell’ottimismo. Oggi, nel capovolgimento generale, vige a sinistra una morbosa magistratofilia. Gli italiani, servi impenitenti, sempre in cerca di un potente al quale affidarsi, ora si aggrappano ai magistrati. I magistrati non possono salvarli, non avendone la forza; e spesso non vogliono affatto farlo, preferendo collaborare con i poteri forti che ci sfruttano, essendo dei cortigiani, dei dignitari di corte portati a servire il Principe per carattere e per convenienza.

    A “sinistra” si osanna una magistratura che appare tanto efficace nel contribuire a costruire, con interventi e omissioni, l’Italia desiderata da quei poteri forti dei quali la sinistra autentica dovrebbe essere avversaria, quanto scarsa nell’assicurare al cittadino comune giustizia e legalità. C’è una corruzione senza mazzette, al servizio di poteri superiori, ben rappresentata dall’attuale governo Monti, che la magistratura sostiene. Un esempio: il recente auspicio su Il Fatto da parte di uno stimabile magistrato progressista, Marco Imperato, che anche da noi si legalizzino le lobbies, uno dei peggiori focolai di corruzione della politica nazionale e internazionale. (Lobby al sole anche da noi? 27 gen 2012).

    Io non ho fiducia nella magistratura, e credo che il suo peso negativo sui destini della nazione sia sottovalutato. Sulla base di esperienze empiriche, ho sviluppato una consapevolezza di tipo politico che non ci si può affidare ciecamente a nessun potere, né a singoli esponenti validi del potere, ma occorre vigilare perché le istituzioni non degenerino. Credo che dovere del cittadino sia non di combattere a priori l’istituzione magistratura, né di leccare i magistrati, ma di controllarne con attenzione il lavoro e i risultati, sine ira ac studio. Ma a criticare la magistratura in Italia sono rimasti solo i disonesti. Finora mi sono consolato raccogliendo qua e là alcune delle dichiarazioni di fiducia nella magistratura che gli indagati o imputati eccellenti spesso esprimono:

    Elogio dei magistrati http://menici60d15.wordpress.com/elogio-dei-magistrati/

    Mi rincuora sentire non il solito furfante che pretende un’impunità ancora maggiore, ma una persona rispettabile e altamente competente come il prof. Giannuli dire cose “di sinistra”, o di buon senso, esprimendo riserve sulla magistratura. Su concetti base come questo, che non esistono giganti buoni né poteri buoni, ma che bisogna fronteggiare i giganti e premere per avere buoni governanti e buoni amministratori, concetti semplici da esporre e ardui da digerire, si possono costruire dalle rovine del vecchio forme politiche nuove che diano corpo a quegli ideali perenni che ancora non sono spenti nel cuore di molti.

  • Ma scusate state incolpando un partito quando l’indagato per tutti quei capi di accusa è il solo ed esclusivo Goracci. Fa bene il partito a costituirsi causa civile perchè ha subito danni di immagine e io che sto tra la gente questa scelta ha colpito in positivo tutti. Da un chiaro segnale su da che parte sta il PRC. E’ un chiaro segnale di limpidità. Aggiungo che a me non interessa solo l’innocenza, dai miei dirigenti auspico che non cadano in queste trappole (se davvero fosse tale). Un dirigente comunista deve essere così limpido e lontano da giri strani che deve avere la certezza di non aver mai problemi con la giustizia (a qualcuno non è chiaro che l’ex sindaco di Gubbio è stato arrestato con 31 capi di accusa). E permettetemi in ultima analisi, l’idea di una macchina del fango, di una manovra del nemico contro il comunista mi ricorda tanto un certo presidente antecedente a Monti.

    • No: troppo comodo: un partito ha la responsabilità morale e politica di quello che fanno i propri rappresentanti nelle istituzioni:
      primo perchè ha li ha proposti agli elettori(e, quindi, in qualche modo garantito per loro
      secondo perchè ha il dovere di sorvegliare l’operato sei suoi uomini nelle istituzioni
      Quindi non ha senso dire: abbiamo fatto della questione morale la nostra bandiera se poi non si ottempera a questi due doveri fondamentali. Se si Tratti di impegni a parole, allora tutti son buoni a chicchierare di questione morale
      Poi che i capi di imputazione siano tre, trentuno o trecentodieci non ha nessuna importanza, la presenzione (giuridica) di innocenza vale allo stesso modo. Dal punto di vista polirico le cose sono diverse ed io vorrei sapere come è andata perchè ancora non l’ho capito e le sentenze non mtivate non mi piacciono nè da parte della magistratura nè da parte dei singoli.
      Macchina del fango: non è che siccome era l’argomento era usato da Berlusconi questo è sempre un pretesto: vediamo di che si tratta.

  • Ci sono istituzioni e istituzioni. Quelle dI garanzia previste dalla nostra costituzione ( riconosciuta unanimemente quale una delle più avanzate da tutti gli Intellettuali progressisti di cui ho memoria ) o le si accettano, contestandole quando, con evidenza, compiono abusi evidenti, oppure si arriva alla negazione di ogni regola condivisa. La qual cosa, nella quale non credo, ha una sua rispettabilità ma, a mio parere, obbliga chi la sostiene ad azioni eclatanti e resistenze anche violente di cui non ho avuto notizia. Dove risiede l’evidenza oggettiva dell’abuso della magistratura in questo caso? E dove risiede la prova ( la speranza e’ dentro i nostri cuori ) che i compagni siano innocenti? Nella loro appartenza alla mia comunità politica. Trovo questo modo di ragionare pericolosissimo. Penso che da questo punto di vista il secolo scorso ci dovrebbe pur aver insegnato qualcosa.

    • La Costituzione formale è un conto e quella materiale un altro, così un conto sono le istituzioni in quanto dati astratti ed un conto è il comportamnento concreto di chi le occupa. Diversamente non capiremmo come mai l’istituzione più importante e delicata del nostro ordinamento democratico , il Parlamento possa in concreto diventare una stalla.
      E questo riguarda anche la magistratura visto che nella Costituzione non è scritto da nessuna parte che i magistrati siano migliori dei parlamentari.
      Io non sostengo affatto che i magistrati umbri stano facendo abusi, ma nemmeno che i compagni accusati siano colpevoli o innocenti: voglio solo capire come stanno le cose.
      Poi magari scopriremo che la verità è sfumata, che i magistrati non stiano abusando ma abbiano avito informazioni sbagliate o che i compagni non hanno fatto reati ma illeciti amministrativi o forse che i compagni sono colpevoli ed i magistrati pure: la vita è sempre piena di sorprese ed io,laicamente, non ho pregiudizi.
      Di abusi della magistratura parla Rolando Dubini, persona che conosco e stimo, ma so che è l’avvocato difensore degli imputati e come tale deve sostenere la loro innocenza. L’atto che ho letto non mi ha entusiasmato, ma aspetto dati di fatto per farmi una idea.

  • Io ho 49 anni non ho mai votato P.c.I e tutte le
    formazioni politiche che sono nate dopo la scomparsa di tale partito.
    Non sono certo un fan del Cavaliere.
    Seguo questo blog da circa 2 anni perchè reputo
    il Prof. Giannulli attraverso i suoi libri e i
    suoi post interessanti e utili per capire almeno
    cosa è successo in Italia negli 40 anni.
    Ho fatto questa premessa per paura di essere frainteso per la piccola provocazione che voglio fare.
    Se B. leggesse questo scambio di vedute tra militanti di questo partito, soprattutto qelle di un tecnico come l’Avv. Rolando Dubini B. potrebbe chiedervi, perchè io non posso dire
    di essere un “Perseguitato Politico” della Magistratura milanese agli ordini degli ex-PCI
    come fate voi con i vostri compagni?
    Non entro nel nello specifico del caso perchè ho
    letto solo un articolo del FattoQuotidiano.
    Mi sembra un modo di valutare la giustizia italiana con due pesi e due misure ed un boomerang politico.

  • Non sapevo che “ci sono istituzioni e istituzioni”: mi sembra un’affermazione simile a quella degli “uguali più uguali degli altri” de La fattoria degli animali. (Io invece penso che anche il popolo andrebbe considerato un’istituzione, e che dovrebbe esercitare informalmente un’attività di controllo tramite la libera formazione dell’opinione pubblica; e poi col voto). Non mi interessa molto il merito del caso in oggetto, sul quale non faccio ipotesi; ma mi pare certo che non ha una robusta spina dorsale un partito che ha bisogno dei magistrati per farsi dire se o quanto suoi importanti dirigenti praticano aberrazioni dell’attività istituzionale come clientelismo, favoritismi, ricatti sessuali e forme di emarginazione dei non graditi, o se e quanto sono vittime di una macchinazione. Questa debolezza vertebrale può spiegare la magistratofilia di alcuni suoi aderenti, pronti a insinuare che contenga i semi di una opposizione violenta la tesi di chi, magari per averlo conosciuto sulla sua pelle, e guardando allo stato dell’amministrazione della giustizia, non ritiene al di sopra di ogni sospetto coloro che occupano l’istituzione più istituzione delle altre.

  • maria clara pascolini

    Perchè non venite a Gubbio a parlare con i militanti della fu Sezione Lenin? Anche la faccenda delle quote non versate da Orfeo Goracci potrebbe esservi chiarita.
    Tutta la vicenda ha delle strane coincidenze: come mai tra tutti quelli che hanno partecipato attivamente ai 10 anni dell’amministrazione Goracci(sì Goracci è stato votato per due mandati da noi eugubini) sono in galera solo quelli che dissentivano in Consiglio Comunale dalle scelte dell’attuale maggioranza? Io non riesco a spiegarmelo: oltre che delinquenti anche cretini tanto da esporsi pubblicamente con manifesti e conferenze stampa come ad esempio sulla vendita del vecchio e storico ospedale della città?

  • Cioè, se ho ben capito, nel mondo di menici, il Grande Partito della Giustizia Fai Da Te si autoprocessa e si autoassolve o si autocondanna? Scommetto che le autoassoluzioni sarebbe di gran lunga più numerose. Ho studiato sicuramente meno di lei ma abbastanza per ricordarmi che 2 dei 3 poteri fondamentali dello stato sono elettivi e quindi, per loro natura, di parte. Il terzo potere esercita sulla base della Carta, regolatrice di tutti i poteri, il controllo, per quanto possibile, terzo, tecnico di controllo. Mi sembra evidente che il non sentirsi rappresentati dai primi due sia quasi un’abitudine nella sua naturalità. Non credere, a priori, nel terzo perché indaga un compagno mi sembra molto discutibile. Mi sembra di poter riaffermare che le istituzioni non sono tutte uguali.

    • anche il potere giudiziario può essere elettivo in democrazia. Comunque esercita le sue funzioni “in nome del popolo”, dunque i suoi atti sono criticabili esattamente come quelli del Parlamento e del governo: le istituzioni (almeno queste) sono eguali da questo punto di vista

  • @Santi. Di estrazione borghese, io tenderei a fidarmi a priori del potere giudiziario. E’ l’evidenza empirica che mi spinge a serie riserve. Lei continua a lisciare i magistrati attribuendo a chi li critica colpe che non hanno: non penso affatto che la magistratura stia perseguitando Goracci. Non capisco che genere di “compagni” sono quelli che insinuano che la critica alla magistratura può degenerare in violenza. Forse compagni “rafanielli”, rossi fuori e bianchi dentro, come cantavano i 99 Posse? E mi fa cascare le braccia che gli eredi morali dei Soviet non sappiano se uno dei loro maggiori politici fa politica coi sistemi di qualche viscido democristiano oppure no, ma lo debbano sapere dalla magistratura, restando in compunta attesa del responso. Lei consideri il suo mondo, dove per risolvere il problema dell’infedeltà dei governanti rispetto al popolo basterebbe renderli non elettivi; un mondo, a proposito di Goracci, come quello del Turco napoletano, dove il guappo, dopo che Totò gli ha fatto saltare un dente con uno schiaffo, attende per reagire la consulenza del dentista, che gli dirà se il molare è buono o cariato.

  • Non mi addentro ulteriormente in disquisizioni istituzionali, il senso di quello che intendo, per come e’ concepito l’ordinamento italiano, mi sembra abbastanza chiaro. In tutti i casi e’ la posizione che abbiamo sempre avuto nel caso degli altri indagati eccellenti: di conseguenza sarebbe paradossale che, giusta o sbagliata che sia, la si cambi perché e’ cambiato il soggetto delle attenzioni della magistratura. L’idea che un partito abbia la presunzione di sapere da solo se i suoi membri abusino o meno del potere che hanno mi risulta sempre più incredibile. Più la sento e più mi sembra che qualche ravanello che si crede tanto rosso, se grattato bene bene mostrerebbe un’anima bruna.

    • Non ci siamo: mendici non sostiene affatto che si debba avere un atteggiamento diverso nei cofronti dei magistrati perchè l’inquisito è rosso e non lo ststengo neanche io: io voglio solo sapere cosa c’è di vero nelle accuse a Goracci. Il partito non deve sostituirsi alla giustizia penale (ci mancherebbe altro) deve prò rispondedre delle sue responsabilità politiche in prima persona, senza aspettare quello che dice la magistratura perchhè ha la responsabilità di aver presentato quella persona agli elettori e perchè avrebbe dovuto sorvegliarla durante l’esercizio del suo mandato.
      Quanto ai magistrati, io non faccio differenze fra Goracci e Berlusconi, e non ho mai messo la mano sul fuoco neppure per le accuse a Berlusconi, salvo verificare, di volta in volta, che diverse di esse erano tutt’altro che immotivate.
      Io giudico la magistratura dai suoi atti: è un mio diritto di cittadino. Non ho ancora elementi per pronunciarmi sul caso di Gubbio sico solo che l’atto che ho letto mi fa storcere il naso nei confronti della magistratura umbra così come alcune difese di Goracci non mi convincono, ma da garantista aspetto elementi più sostanziosi si una cosa e sull’altra.
      I magistrati non sono un potere irrespobsabile: in democrazia non ne esistono.
      Poi un giorno parleremo del funzionamento complessivo della nostra giustizia che è cosa che grida vendetta. Bada: più per la giustizia civile he per quella penale

  • Garantismo,presunzione di innocenza e autonomia della magistratura sono valori fondanti delle posizioni politiche del nostro partito.Temo che il caso riguardante il compagno Goracci e i compagni e le compagne di Gubbio sia molto piu’ complesso di un complotto ordito dalla sezione del pd di Gubbio.Alcuni,nell’ordinanza,puo’ significare che le denunce sono state presentate anche da alttre persone non appartenenti8almeno formalmente) ad alcuna forza politica.
    La presunzione di innocenza vale fino alla definitività della sentenza e,questo valore costituzionale non puo’ certamente essere omesso per il compagno Orfeo Goracci.Ho la sensazione,comunque, che in ogni caso questa vicenda sara’ pesantemente negatva per tutto il partito sia nella beneaugurata ipotesi di una futura assoluzione di Orfeo(perdita del rapporto fiduciario e solidale di una comunita’) ,sia nell’ipotesi di una sua condanna e degli altri compagni che alimenterebbe nell’opinione pubblica il luogo comune del cosi’ fan tutti.Aspettiamo,con serenita’e senza pregiudizi, il dibattimento e le prove che nel nostro sistema processuale devono essere “logiche”.

    • Non ci siamo Marco: la giustizia penale faccia il suo corso ma con l’aspetto politico come la mettiamo? Con che faccia chiederemo il voto agli elettori per le nostre liste ed i nostri candidati se poi, al primo scivolone, tutto quello che sappiamo dire è “E chi lo conosce? Chi sa niente di come ha usato le cariche istituzionali che noi gli abbiamo fatto avere?”. Comlpevole o no Goracci, resta una cosa gravissima: che non sappiamo niente sui nostri compagni e su quel che fanno. Ti pare poco?

  • Ma le persone a cui sta tanto a cuore sapere dal Partito come stavano e stanno le cose perchè si “attivano” solo ora. Non era pertinente chiedere al presidente di un Consiglio Regionale di dire qualcosa in sua discolpa nella sede che presiedeva? Perchè chiedete a Ferrero di sapere oggi? Al tempo dell’avviso di garanzia non era maturo il tempo. E non è vero Professore che molto spesso tutti i Partiti vanno a cercare le Persone che riscuotono consenso e spesso con Valutazioni a “maglie larghe”. Spesso, specie nelle amministrative il Partito accetta autocanditature pur di spuntarla. Quando le cose poi non funzionano si comimncia a disquisire su tutto anche sulla multa presa o su i comportamenti nell’affettività di coppia. Lei Professore dice di non sapere ed è ovvio ma dice anche che non sarebbe un problema scoprire di avere costruito una deliberazione su un atto di una Corte completamente falso. Tutto da chiarire ma nell’ipotesi la posizione ha un’intepretazione ipotetica.

  • L’azione penale è obbligatoria (non vi può essere cioè discrezionalità da parte del giudice e ciò a garanzia dell’indipendenza ed autonomia proprio al fine di evitare/ridurre il pericolo del processo politico) ed “il pubblico ministero esercita l’azione penale quando non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione” (art. 50 c.p.p.), mentre richiede l’archiviazione “se la notizia di reato è infondata” (art. 408 c.p.p.).
    Se la notizia di reato non appare infondata, il P.M. esercita l’azione penale e nel processo vige la presunzione d’innocenza con la conseguenza che sta all’accusa fornire la prova della colpevolezza dell’imputato.
    Perché un processo possa definirsi un processo politico è necessario che sia voluto, organizzato od ispirato dal potere al fine di eliminare, annullare, discreditare l’avversario politico, non è cioè sufficiente il solo elemento che l’accusa sia infondata anche se l’accusato è un uomo politico.
    Storicamente vittime dei processi politici sono gli oppositori del regime al potere e non gli esponenti di tale regime, proprio perché il processo politico è uno strumento caratterizzato dalla finalità perseguita dal potere di eliminare l’avversario politico attraverso un’ azione politica brutale ed antidemocratica mascherata da processo penale, nascondendo cioè che in realtà si tratta di lotta politica del potere per annientare l’opposizione.
    Qualora manchi tale finalità, cioè non si tratti di un processo concretamente, voluto o ispirato dal potere per eliminare l’avversario politico, che gli si oppone, anche se poi l’accusa risulta infondata si tratta solo di un processo sorto sulla base di una accusa infondata.
    Ci andrei quindi con molta cautela nell’ipotizzare processi politici senza elementi concreti, che consentano di ritenere che il processo sia caratterizzato da quella volontà persecutrice dell’ avversario politico, sulla base della sola pretesa insufficienza o scarsa attendibilità degli elementi, su cui si fonda l’ accusa.
    A maggior ragione, come sinistra, eviterei accuratamente di strillare per partito preso al complotto e di uniformarmi così ai comportamenti del potere che, per sfuggire alle proprie responsabilità, si proclama costantemente vittima di processi politici (situazione da teatro dell’assurdo).
    Per marcare questa distinzione si è soliti affermare fiducia nella magistratura.
    Credo però che l’alternativa tra fiducia e sfiducia nella magistratura non sia ben posta.
    Distinguendo tra le questioni che attengono alla funzione giudiziaria e ai gravissimi problemi che attengono all’esercizio concreto della giustizia ( le cui gravi disfunzioni hanno molteplici cause), da un lato, e la magistratura, dall’altro, su quest’ultima si può esprimere un giudizio con riferimento ai singoli concreti comportamenti dei diversi giudici oppure un giudizio complessivo sull’intera magistratura, seppure con le dovute cautele e con i dovuti distinguo.
    Per quanto mi riguarda, con riferimento agli ultimi decenni, il giudizio sulla magistratura non può che essere migliore rispetto al giudizio sul potere esecutivo e su quello legislativo e sulla stessa magistratura, con riguardo ai decenni precedenti (quando cioè la magistratura si è mostrata più rispettosa del potere).
    Detto ciò credo che bisogna nettamente distinguere la vicenda giudiziaria da quella politica e bisogna tenere distinte anche le conseguenti valutazioni.
    L’etica politica opera su un piano diverso rispetto a quello della norma penale: un comportamento potrebbe non avere rilevanza penale, ma non essere eticamente accettabile dal punto di vista politico, ma per assurdo potrebbe avvenire che un comportamento, che possa essere qualificato come reato, possa essere accettabile secondo una determinata ideologia politica (seppure a volte le distinte valutazioni possono intercciarsi).
    Se una leadership politica non trova di meglio da fare che rimettersi al giudizio della magistratura credo che in tal modo venga meno alla propria funzione di leadership.
    Concordo con il Prof Giannuli quando afferma che “Il partito non deve sostituirsi alla giustizia penale (ci mancherebbe altro) deve però rispondere delle sue responsabilità politiche in prima persona, senza aspettare quello che dice la magistratura perchè ha la responsabilità di aver presentato quella persona agli elettori e perchè avrebbe dovuto sorvegliarla durante l’esercizio del suo mandato”.
    Io aggiungo anche perché sul piano dell’etica politica, che è quella che qui interessa, la magistratura non ha alcuna voce in capitolo ed è solo ai cittadini, agli elettori, ai compagni di partito ed al partito quindi che compete il giudizio.
    Non è convincente, come fa Ferrero, trincerarsi dietro la asserita mancanza di strumenti per far luce sulla vicenda: il partito ha la responsabilità politica dei soggetti, che candida, ed a questa non può sottrarsi.
    Non può illudersi di sapere dalla magistratura se quei soggetti possano e debbano essere candidati e possano operare a nome e per conto del partito.
    In caso contrario che diversità vi sarebbe sull’etica politica rispetto alle altre forze politiche ?

  • Voglio solo ricordare che a Bologna al tempo in cui scoppiò il caso Delbono la magistratura stava archiviando tutto perchè…il caso non sussisteva (sic). Ma ormai era troppo il can can e troppi si stavano muovendo per far si che invece si procedesse che alla fine si dovette procedere (o far finta di procedere). Due pesi e due misure quantomeno, ma l’italia è piena di pesi e misure diverse.
    Giuseppe

  • I DOCUMENTI NEL CESTINO, LA G.I.P. E LA P.M.
    Caso Goracci, Ercoli e altri: la vicenda dei documenti buttati nel cestiono, di cui parlano giornali e prima l’ordinanza, è una provocazione di chi ha accusato gli imputati, è inimmaginabile per qualunque persona seria e dotata di raziocinio pensare che con l’ispezione di polizia giudiziaria in corso la Cecili butta nel cestino dei documenti che tra l’altro non avevano alcun rilievo per i procedimento in corso. Proprio l’irrilevanza dei documenti attesta la provocazione da parte di un certo entourage comunale che odiava politicamente e personalmente chi aveva promosso e gestito l’amministrazione Goracci di Gubbio. Un altro punto interessante è la questio del g.i.p. che resòpinge le richieste Goracci-Ercoli di scarcerazione o commutazione degli …attuali arresti in carcere con arresti domiciliari: la dott.ssa Giambertoni ha iniziato la carriera come pubblico ministero, come accusa, e ora quando deve decidere sulle richieste dei p.m. che accusano Goracci-Ercoli e tutti gli altri non esprime la benchè minima critica, quasi che ogni riga scritta dai 2 p.m. sia assolutamente corretta e priva di qualunque eorore, contraddizioone od omissione (e invece questi sono presenti a iosa, il caso del cestiono è solo una delle assurdità dell’accusa). Questo è impossibile, ma la completa mancanza di senso critico deducibile da una attenta lettura dell’ordinanza si spiega vista la comunanza di mentalità accusatoria, e questo pone ancora una volta la questione della separazione delle carriere, che è cosa seria, ora che non c’è più un primo ministro interessato personalmente alla cosa, la questione va ripresa seriamente, anche De Magistris ha detto che non è un tabù. Va pure rilevato che la pm che si occupa del caso è esponente di punta di Unità nella costituzione, la corrente politica di centro sinistra della magistratura.

    ‎”STRANE” COINCIDENZE
    PERCHE’ I PRINCIPALI ACCUSATORI DI GORACCI SONO DEL PD O DI ALTRA PARTE POLITICA DIVERSA E QUI AVVERSA?
    1) Lorenzo Rughi [punto 6 dell’ordinanza di custodia cautelare, pagine 29-32)
    (esponente di punta del PD, uscito sono nel 2011 perchè voleva un partito più forte e dominate a Gubbio) http://www.gubbiopernoi.it/public/rassegna/20/qui%20gubbio%2024%20marzo%20pag%205.pdf

    … 2) Guerrini Diego, attuale sindaco del PD di Gubbio (punto 2 pagine 18 e seguenti dell’ordinanza di custodia cautelare)

    3) Dottor Gabriele Silvestri (punto 4 pagine 24-28 e punto 9 pagine 35-36 dell’ordinanza di custodia cautelare), uomo molto vicino al PD, tanto da essere richiamato come collaboratore, dopo essere andato in pensione, dall’attuale sinfaco del PD Gurrini “La riforma del personale comunale è in dirittura d’arrivo, con la riorganizzazione dei settori e la conseguente rotazione dei dirigenti prospettata dal sindaco Diego Guerrini in campagna elettorale ed annunciata in occasione dell’insediamento. Il piano verrà presentato la prossima settimana. Sta ultimando il lavoro uno staff del quale tira le file il presidente del consiglio comunale. Gianni Pecci, già assessore al personale nel primo mandato di Orfeo Goracci. Tra i pareri raccolti per mettere a punto il riassetto figura anche quello di Gabriele Silvestri, già dirigente di punta con Goracci prima del pensionamento e di una rottura tra i due che ha fatto parecchio rumore“
    http://rassegna.crumbria.it/FastPressMobile/testoarticolo.php?idarticolo=376670&idtiporass=1&idrassegna=3853&Sel_Argomento=0000000000000000&ricerca=no

    4) Franco Bazzurri (punto 5 pagine 28-29 e punto 9 pagine 35-36 dell’ordinanza di custodia cautelare)
    candidato alle elezioni per di Sinistra e Libertà
    http://www.franco-giordano.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/090521gubbio.pdf

    5) L’ing. Pio Baldinelli (punto 9 pagina 35-36)
    già capogruppo consiliare del Comune di Gubbio e “copromotore del Comitato Civico Gubbio per noi per Lupini sindaco di Gubbio”, ossia l’attuale Presidente della Confcommercio locale e dell’associazione “Maggio Eugubino”.
    Si veda anche qui per inquadrare meglio la persona http://www.comune.gubbio.pg.it/Index.aspx?idnews=14049&idsottosito=30

    POSSIBILE CHE NON VI SIA ALCUN DUBBIO SULL’ATTENDIBILITA’ E CRED

    Qui trovere un bel po di verità scomode, di fatti reali, senza conoscere i quali la discussione può anche essere oziosa: http://www.facebook.com/groups/275050559233798/277388175666703/?notif_t=group_activity#!/groups/275050559233798/277423225663198/?notif_t=group_activity

  • Concorro pienamente con l’apologia di Orfeo Goracci presentata dall’avvocato Dubini. Prima di schierarsi e’ sempre meglio cercare di capire la situazione. La vera domanda non e’ se Goracci e’ colpevole o meno delle accuse. Coloro che lo conoscono sanno gia’ la risposta. E coloro che non lo conoscono, dovranno attendere il decorso della vicenda giudiziaria. La vera domanda e’ questa: gli interessi di chi Orfeo Goracci ha contrastato con la sua azione politica, interessi cosi’ forti che per difenderli i suoi nemici non hanno esitato a distruggerlo politicamente e umanamente, forse per sempre? Non so se questa domanda verra’ mai risposta, ma sento che tacere e’ acconsentire e per quanto piccola e insignificante voglio far sentire la mia voce. Vorrei anche lanciare un appello di solidarieta’ se non con il politico, perlomeno con l’uomo in carcere che adesso puo’ ricevere telegrammi e lettere di sostegno al seguente indirizzo: Casa Circondariale di Capanne, Via Pievaiola, Perugia.

  • A me l’inchiesta di Gubbio inizia a puzzare. Mi auguro che i magistrati abbiano in mano qualcosa di più consistente di quello che fino a qui é trapelato in merito all’associazione a delinquere e all’abuso di ufficio. “La Nazione ” giornale che per dieci anni si è caratterizzata per una opposizione faziosa ed interessata alla giunta Goracci pubblica foto dei carabinieri in cui Orfeo Goracci e Anton……ella Stocchi prendono un caffè ad un bar. Dov’è la notizia dello scandalo? È forse un crimine che un ex sindaco e un ex presidente del consiglio comunale prendano un caffè in un locale pubblico? Io sono per colpire in modo inflessibile ogni reato contro la pubblica amministrazione o ancora di più ogni reato di molestie sessuali. Ma qui si sta orchestrando una campagna di linciaggio per demolire preventivamente il buon nome di Goracci e degli altri imputati. Chi ha dato queste foto dei carabinieri a La Nazione? Chi ha interesse ad una condanna extra-processuale degli imputati calpestando in modo così grottesco e clamoroso i diritti della difesa?
    Alfio Nicotra.

  • GARANZIA PER TUTTI: indagati, testimoni, famiglie e cittadini tutti… ma prima ancora RISPETTO

    Ecco qua….il giochino è fatto!! nasce il gruppo facebook pro-goracci e si inizia a gridare al complotto guidato da simpatizzanti di altri partiti, dipendenti comunali, che metterebbero a rischio il loro posto e il loro quieto vivere e delle loro famiglie… spiegatemi a quale pro.

    Poveri illusi, è proprio questo che chi sta dietro tutto questo circo vule. Una guerra tra poveri per distrarci da questioni più grandi che sono in ballo nella nostra regione. E’ il momento di compattarsi non di dividersi. Ma evidentemente se Gubbio è restata al Medio Evo un motivo ci sarà

    La giustizia purtroppo diventa uno strumento di comunicazione nelle mani del potente/i di turno e nulla diventa più credibile, anche laddove sussistono effettivamente dei reati, che di volta in volta sono sminuiti o ingigantiti ad hoc.

    E credetemi qualche peccatuccio c’è

    Credetemi che accusati e testimoni sono parimenti vittime, anche se dei reati dovessero essere dimostrati. Si parla di una sfilata di testimoni eppure i nomi apparsi sui giornali si contano sulle dita di una mano.
    Perchè gli altri nomi non vengono fuori? mentre vengoni sventolati ovunque anche nomi di persone che non sono ne indagati ne testimoni.

    Vi rcordo infine che i testimoni sono cosa ben diversa da chi ha fatto un esposto, una denuncia. Vengono convocati da un PM e non possono certo rifiutarsi (non so se questo è chiaro?). E anche chi fa una denuncia non è che poi fa le indagini e costruisce un accusa.

    Sulla base degli interrogatori e delle indagini è il PM che costruisce l’accusa ed il giudice sulla base di ciò redige l’ordinanza di arresto.

    Infine prego che se esiste ancora qualche giornalista che crede nel suo lavoro, non si pieghi e non si asserva a logiche diverse dall’informazione, senza esasperare i ttoni e senza ubriacarci con indiscrezioni, intercettazioni, finti scoop etc etc.

    Firmato comunque e sempre
    Un grande oppositore POLITICO di Goracci

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