Casalino ed i burocrati del Ministero dell’Economia e Finanze: come leggere quello che sta succedendo.

Come al solito il dibattito politico di questo paese scivola fatalmente nella storiella complottista e banalizza tutto. Sta succedendo ora con la polemica fra i 5 stelle e gli apparati del Ministero del tesoro. Agli inizi dell’avventura di questo governo scrissi che fra le difficoltà con cui esso avrebbe dovuto misurarsi ci sarebbe stata la resistenza degli apparati disomogenei a queste forze politiche.

Non si tratta di nessun complotto di nostalgici del Pd o berlusconiani, ma forti differenze di formazione culturale e psicologia e non avete visto ancora niente, perché siamo solo agli inizi, poi vedrete cosa succederà quando scenderanno in campo la Ragioneria dello Stato, la Corte dei conti e, peggio ancora, la Corte Costituzionale che farà a pezzi l’80% degli sgangherati provvedimenti legislativi di questa maggioranza.

I “burocrati” hanno una loro formazione culturale essenzialmente giuridica ed economica, sanno che le cose vanno fatte in un certo modo, che occorre fare i conti con altre istituzioni, nazionali ed europee. Non dico che applichino sempre con religioso zelo la norma (figuriamoci!) ma che, quando devono disattenderla, lo fanno aggirandola con virtuosismi giuridici, non ignorandola. E comunque entro certi limiti ed avendo un minimo di sintonia con l’autorità politica.

Tutto questo è ignoto a Lega e 5 Stelle, non a caso definiti “barbari”. Non hanno alcuna cultura giuridica ed economica (ma potremmo dire non hanno alcuna cultura tout court), ma quel che è più grave, non gli interessa neppure averla.

Per loro esistono solo due cose: la decisione politica come puro atto di volontà e l’investitura popolare, senza regole e senza limiti (signori sostenitori del maggioritario, che volevate un sistema che stabilisce dalla sera delle elezioni chi ha vinto e comanderà, siete serviti: vi piace?).

Il diritto non esiste se non in funzione delle norme che loro piaceranno, quelle che già esistono (compresa la Costituzione) non li riguardano perché non le hanno fatte loro e dunque non li impegnano. E così non esistono diritti acquisiti, ma solo diritti concessi dal vincitore (vedi la storia delle pensioni), non ci sono norme di diritto del mare da rispettare (vedi la questione immigrati), e se un magistrato osa indagare sulla loro contabilità così poco trasparente, rispondono che i magistrati non sono eletti e loro si, dunque si regolino e non gli facciano perdere la pazienza. Una specie di decisionismo dei poveri, ma molto poveri (per loro Carl Schmitt è l’attaccante del Bayern Monaco).

E questo è grave nel caso della Lega che non ha mai manifestato passioni costituzionali, ma è gravissimo per i 5 stelle che hanno vinto le elezioni sulla scia di un referendum nel quale si erano presentati come difensori della Costituzione. Ma dubitiamo che Di Maio, nella sua semplicità di ragazzo di Pomigliano d’Arco, la abbia mai letta.

E’ come se la bassa servitù avesse preso il potere a Palazzo cacciandone i signori: non hanno cacciato il maggiordomo e l’economo perché non saprebbero come far senza, ma li trattano da servi, perché quello servile è l’unico tipo di rapporto che conoscono e che sanno praticare. Maggiordomo ed economo, per parte loro, sono allibiti, non credono ai loro occhi e non si capiranno mai con questi nuovi potenti che ruttano e mettono i piedi sulla tavola. Parlano lingue troppo diverse.

Ad esempio, non hanno capito il senso della frase di Casalino che ha sollevato questa buriana. Ovviamente, Casalino sapeva perfettamente che le sue parole sarebbero finite sui giornali e non c’è stata nessuna violazione della privacy: se l’addetto stampa del Capo del governo parla con due giornalisti e, per di più, di questioni spiccatamente politiche, è evidente che non si tratta di una comunicazione privata, ma di un messaggio che si vuol far arrivare sui giornali.

Semplicemente, Casalino ha aperto la campagna elettorale dei 5 stelle. Cosciente dell’inapplicabilità del loro ridicolo “contratto di governo, ha buttato le mani avanti: se non abbiamo il reddito di cittadinanza, la flat tax, la riforma della Fornero e un the freddo alla pesca per ogni cittadino, non è perché manchino le risorse e noi abbiamo promesso la luna, ma perché siamo sabotati, non ci fanno governare, è tutta colpa dei burocrati cattivi che non vogliono trovare i soldi necessari e non vogliono perché sono pedine di Renzi e Berlusconi, poi i poteri forti … e via con la solita solfa sui poteri forti.

Intendiamoci: i poteri forti ci sono, i burocrati sono quello che sono e la politica dell’austerità è una sciagura, però, se sei il “governo del cambiamento” sei tu che devi saper trovare le risorse, dei immaginare una politica al livello delle difficoltà presenti e dirigere l’amministrazione, non delegare a questa il trovare le risorse. E il responsabile è il titolare del ministero che, pare, è un membro del governo. Ma Tria è il primo che sabota e rema contro, ci direte. Bene: aprite la crisi di governo e cambiate ministro.

Ma a Casalino (ed al suo dante causa Di Maio) tutto questo non interessa: loro iniziano a sentire il fiato caldo della Lega sul collo, devono recuperare il terreno perso e superare lo scoglio delle europee che, se va male, costa l’osso del collo al giovanotto di Pomigliano. Però, litigare direttamente con la Lega, più di tanto non si può: se si va ad una crisi, le elezioni convengono a Salvini, non ai 5 stelle che, almeno per ora, non hanno una maggioranza di ricambio. Ma non si può nemmeno incassare il nuovo vertice di centro destra senza battere ciglio. Ed allora serve un diversivo, un nuovo nemico che consenta di sparare contro la Lega senza tirare troppo la corda e, nello stesso tempo, alzare la voce sino a coprire quella di Salvini.

Ed ecco la trovata di Casalino che, non a caso, irrita molto un leghista di peso come Giorgetti che capisce dove vogliono andare a parare i suoi “alleati”.

Dite quello che volete, ma nel suo ruolo e nel suo genere Casalino è un genio che si guadagna il suo ingentissimo stipendio alla faccia dei tagli promessi.

Aldo Giannuli

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Comments (12)

  • .. e pensare che nelle favole il grillo impersona la saggezza.
    Per tempo, su queste pagine il Professore ha avvertito su come le cicale hanno passato l’estate dell’opposizione a cantare, piuttosto che a preparasi per governare.
    Per i concerti c’è pur sempre la folk singer Virgin Rays.

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    Tenerone Dolcissimo

    Saggiamente i francesi ogni tanto fanno una rivoluzione e tagliano un po’ di teste di appartenenti alla classe di potere.
    Anche stalin e Mao facevano la stessa cosa e con ottimi risultati.
    Purtroppo agli italiani non entra in testa che un sistema di stato pesante, come quello francese che noi abbiamo adottato, tende ad ingripparsi e, quindi, va lubrificato e il miglior lubrificante è il sangue

  • Mah, tutti quelli che davano del mono neurone a Salvini, se lo sono poi ritrovato al governo.
    Ora il mantra è 5 Stelle ignoranti. E vabbé, loro sono ancora li e alle prossime elezioni se non faranno il pieno, rimarranno comunque nei paraggi.
    Non che si tratti di opinioni sbagliate, ma credo che convenga cambiare tattica. La denigrazione non paga.
    Piuttosto, non c’era stato nella scorsa legislatura un pronunciamento della ragioneria generale di stato che confermava la fattibilità del reddito di cittadinanza?

  • Adesso che si sono alleati colla Lega facendo crollare il suo sogno di una Rifondazione socialdemocratica stile Linke e Mélenchon, Giannuli scopre tutti gli altarini pentastellati in precedenza a malapena accennati.

    Sentir parlare di “nuovi barbari” porta alla mente le migliori esperienze politiche e ideali del XX secolo e scalda cuori inariditi dalla demoplutocrazia. Ancora una volta il trionfo della volontà e l’investitura carismatica si contrappongono all’esangue Zivilisation messa in piedi dai signori dell’oro.

    Negli ultimi decenni il servidorame del capitalismo di rapina ha messo in piedi un apparato normativo di bizantina complessità ed autoreferenzialità, quasi impossibile non dico da smontare ma semplicemente da comprendere, mirato a garantire la sua dittatura sui popoli. Un costrutto che nemmeno risponde a criteri di kelseniana coerenza ordinamentale dato che è in eclatante contrasto con altre fonti del diritto (si pensi ai trattati euristi inconciliabili coll’impostazione lavorista e col capitolo III della costituzione; o alle norme umanitarie che, rendendo impossibile limitare l’invasione extracomunitaria, vanificano ogni garanzia di ordine pubblico e di certezza della pena).

    Scontata la decisione delle forze identarie di (cominciare a) muoversi nella logica dell’eccezione (quella nel cui alveo “la forza della vita reale rompe la crosta di una meccanica irri¬gidita nella ripe¬tizione”) ignorando le scartoffie e riportando il confronto politico a suoi termini reali, quelli dell’interazione fra ideali e interessi concreti, cioè fra volontà di potenza contrapposte (delle quali ogni normativismo è formula, a parole di contemperamento, in realtà di subdola imposizione – come gli stessi marxisti hanno sempre ribadito).

    Ogni diritto è ricapitolazione di un atto fondativo che lo precede. Ogni legalità presuppone una legittimità. La crisi della plutocrazia imposta dal conquistatore transatlantico forza quella dell’ordinamento vigente nella periferia dell’impero.

  • Eh caro professore, la sua è un analisi lucidissima sui piccoli dettagli ( ragioneria dello stato, corte costituzionale ) ma la smania di unirsi all’ Elite che da addosso al governo popolare ( il primo da decenni ad esser sostenuto da partiti che hanno preso più del 50% dei voti ) , non le permette di vedere gli aspetti sostanziosi. Andiamo verso un ventennio duro e buio, le amministrazioni che contano presto non saranno tribunali e ragionerie. Saranno Esercito e Forze dell’ ordine. Non c’ è seduta di Corte Costituzionale che non possa essere interrotta dall’ ingresso di uomini bene armati e disposti a tutto.

    • Spero di non incorrere nelle ire sessiste della Boldrini, ma nell’esercizio delle mie disfunzioni private, almeno una volta, ho sognato di essere interrotto da donne, marescialle, vice-questore, (non le prefette), disposte a tutto.

  • chapeau !!! Le rinnovo il mio plauso per la sua onestà intellettuale nello scrivere questo articolo. I 5stelle purtroppo si stanno rivelando per quello che temevo; cioè un branco di dilettanti allo sbaraglio che hanno avuto l’accortezza di mischiare il vero con il falso e arrivati a governare con la complicità di uno “sgarrupato” Pd, rissoso e autolesionista.

  • Casalino non è il solo a guadagnarsi lo meritatamente stipendio.
    I portavoce del governo francese non sono da meno. Hanno una capacità diabolica di mescolare il vero col falso e di distorcer la realta a fini propagandistici notevole. Servono bene i loro ministri.

  • Avrei solo una domanda: ma a Giannuli ed a chi commenta (questo, come altri post), c’è qualcuno che gli sta minimamente bene?
    Il nichilismo impera in queste pagine. Poi si dice che il PD è autolesionista e rissoso, ma se nessuno va bene, come pare di capire leggendo queste pagine, ne deriva per forza che tutti vanno bene, perchè è certo che qualcuno deve pur governare.
    Il non prendere mai posizione è l’atteggiamento tipico di chi non vuole responsabilità, e si arrocca sull’immaturo (ed anche leggermente opportunista), “tutto va male per colpa di questi incapaci , io non mi faccio fregare e non mi mischio a costoro”. Che se la vedano loro! Se ne sono capaci (ma tanto lo so che non sono capaci).
    Ma si sa: l’Italia è il Paese di 60 milioni di Commissari Tecnici della Nazionale; meglio farci sopra una bella risata…

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