Cappuccino, brioche e intelligence n°15: l’attacco israeliano alla flottiglia pacifista: ma perchè?

Come si sa, lunedì 31 maggio, la marina israeliana ha attaccato un convoglio di aiuti umanitari a Gaza, provocando 10 morti e numerosi feriti.
L’attacco, in acque internazionali, ad una nave battente bandiera neutrale è semplicemente un atto di pirateria, punto e basta.
E le giustificazioni date (i pacifisti erano armati, erano amici dei terroristi, li avevamo avvertiti ecc.) non sposterebbero i termini del problema di un millimetro anche se fossero vere e, in buona parte, sono semplicemente risibili.
Detto questo, poniamoci il problema del perchè Israele ha fatto una simile enormità, che si sta trasformando nel più clamoroso boomerang della sua storia. Va da sè: non si è trattato dell’iniziativa dei militari ma che l’accaduto è frutto di decisioni politiche premeditate.  Ed allora perchè?

Un primo ordine di ragioni va cercato, certamente, nella “psicologia da assedio” di cui Israele è prigioniero da sempre e che lo porta a concepire quello del brutale uso della forza come l’unico linguaggio possibile. Si può anche capire che tutto questo sia il frutto delle continue guerre con i vicini arabi prima e dello stillicidio di attentati dopo, ma questo non toglie nè che certi comportamenti costituiscano crimini insopportabili, nè che questa sia una logica suicida ai fini della stessa sopravvivenza di Israele, sempre più isolato nell’opinione pubblica internazionale. Ma questa è solo una condizione psicologica generale insufficiente a rispondere al quesito del perchè lo hanno fatto.

Un secondo ordine di motivazioni va cercato nell’orientamento dell’attuale gruppo dirigente che rappresenta le componenti più di destra della società israeliana e che ha dato prova di una sconcertante rozzezza politica. D’altra parte è almeno dal 2006 che Israele sta inanellando una serie di operazioni militari che sono strettante catastrofi politiche  (come la guerra in Libano e l’operazione “piombo fuso”  dimostrano abbondantemente).
Ma anche questo non risolve il problema, perchè anche chi sbaglia ha una sua razionalità e qui dobbiamo capire –giusto o sbagliato che sia- quale è il disegno politico che sta dietro al fatto. Allo stato attuale delle conoscenze è tutto molto oscuro e possiamo solo azzardare delle ipotesi partendo dai presumibili effetti del raid navale israeliano.
Scontatamente, questo sta sollevando una ondata senza precedenti di spirito anti israeliano in tutto il mondo islamico, compresa, naturalmente, la Turchia che, sin qui, era l’unico alleato di Israele in quel mondo.
La gravità dell’accaduto, l’assenza di ogni cenno di scuse (posto che questo possa servire, dopo un fatto di questa entità), con l’aggravante dell’appartenenza turca alla Nato (che conferisce al comportamento israeliano una nota di particolare arroganza) contribuiscono a creare una situazione esplosiva, per la quale il governo turco, in primo luogo, e quelli siriano ed egiziano subito dopo, sono obbligati a fare qualcosa di concreto, per dare sfogo alle proteste popolari. Pena una impennata di consensi alle opposizioni fondamentaliste più radicali.

Ad essere nei guai è in particolare Erdogan: da un lato deve dar conto alla protesta popolare, dall’altro deve fare i conti con la Nato. Se l’Alleanza non dovesse dare alla Turchia l’appoggio richiesto, dando la sensazione di privilegiare un paese estraneo ad essa rispetto ad un suo membro, la protesta popolare potrebbe esigere il ritiro turco dalla Nato. A quel punto, lo scenario evocato pochi giorni fa dal presidente siriano Bashar al-Asad, di un nuovo Medio Oriente caratterizzato da una coalizione russo-turco-iraniana potrebbe diventare rapidamente realtà. Ma, a questo punto, quale sarebbe l’atteggiamento dei generali turchi, da sempre legati a filo doppio alla Nato? Potremmo escludere un pronunciamento militare che riporti in riga la Turchia, sottraendola al corso filo-iraniano degli ultimi mesi?
E, immaginiamo che una simile eventualità piacerebbe molto a Nethanyau.
Ancora: la protesta anti-Israele potrebbe portare ad una radicalizzazione delle masse arabe in senso fondamentalista e questo spingere i relativi governi a piegarsi in quel senso o, addirittura, provocare nuove rivoluzioni fondamentaliste. Ed anche questo potrebbe non essere sgradito all’attuale governo israeliano. Infatti, non ci vuole molto a capire che il viaggio di Obama in Medio Oriente di un anno fa, con relativi appelli alla collaborazione pacifica fra Islam ed Occidente, avrà preoccupato il governo israeliano più della eventuale bomba atomica iraniana: Israele è abituato a considerare la contrapposizione muro contro muro di Islam ed Occidente come la migliore garanzia della sua sopravvivenza. E se l’Occidente vuol fare la pace con l’Islam, facciamo in modo che l’Islam non voglia fare la pace con l’Occidente.

In tutto questo c’è una razionalità politica (che può anche non piacere, ma non per questo è meno razionale), ma è un gioco d’azzardo molto pericoloso. In primo luogo perchè la situazione attuale è un regalo di dimensioni galattiche all’Iran di Almadinejhad: è evidente che, in una simile situazione, diventa impensabile qualsiasi iniziativa contro l’Iran, pena conseguenze incalcolabili nei rapporti con l’intero mondo islamico, dal Marocco all’Indonesia. In secondo luogo, perchè di fronte ad una iniziativa che mette in primo piano l’aggressività israeliana, l’Iran ha buon gioco a difendersi anche rispetto all’opinione pubblica occidentale.

In terzo luogo, perchè, in questo modo, Teheran diventa un naturale punto di riferimento della rivolta delle masse arabe e segna  punti nella sua scalata alla leadership del mondo islamico, senza neanche dover fare nulla.
Vice versa, Israele avrebbe tutto da guadagnare da una intesa con i paesi arabi (Siria, Egitto ed Arabia Saudita) per isolare l’Iran, la cui bomba atomica forse è puntata contro Tel Aviv, ma sicuramente minaccia anche Ryad, Damasco e il Cairo.
Israele deve convincersi che, per risolvere il problema della sua sicurezza, non c’è alternativa alla pace con i palestinesi (che, ovviamente, devono riconoscere Israele).
Non sono veri amici di Israele quelli che avallano ogni suo errore, aggressione o anche crimine e lo incoraggiano sulla strada di ogni avventura.

Gli interessi storici di Israele passano per la strada di una pace onorevole e soddisfacente anche per i palestinesi.

Aldo Giannuli, 5 giugno ’10

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Aldo Giannuli

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Comments (22)

  • Se dovessimo fare una carellata sulle azioni violente e terroristiche di israele,avremmo il ritratto di uno stato canaglia,che usa il terrorismo di stato ,tentativi di genocidio,azioni in paesi stranieri e ora anche la pirateria.Un paese che faceva affari con il sudafrica quando questo stato era sotto embargo e altre cose.
    Credo che si meritino una lezione politica forte e decisa:usiamo l’embargo.Niente rapporti economici ,isolamento totale, di questo stato.Non avverrà,perchè tutti hanno paura di esser tacciati di antisemitismo e di incappare nelle rivolta dell’industria dell’olocausto.Questa timidezza ,questa paura,questo voler criticare ma piano piano a bassa voce uno stato canaglia come Israele non mi è mai piaciuta.
    Abbiamo massacrato popoli e bombardato città per molto meno,noi occidentali buoni e giusti.
    Credo quindi inevitabile se lo stato sionista continuerà nelle stragi,nelle violenze,nelle provocazioni,che ripartirà una risposta non pacifica da parte dei fondamentalisti.Non so se all’america impantanata nelle guerre dell’asse kabu-baghdad abbia la forza e la voglia di sostenere la difesa dell’alleato psicopatico.Non so se ai generali turchi convenga usare la forza contro un popolo che prenderà una decisione anti nato e ferocemente contro israele.I cambiamenti sono necessari ,talora purtroppo dolorosi.Sta di fatto che ogni movimento di possibili alleanza militari e politiche dell’eurasia o dei paesi arabi ,in ottica anti sionista è per me positiva.
    Israele ha creato tutto questo dal 1948 fino ad oggi,la loro paranoia di essere circondata da nemici è figlia della loro reazione.
    Quindi o cerchiamo con la forza della diplomazia e delle sanzioni economiche di farle abbassare la testa,o il casino che potrebbe esplodere sarebbe l’unica occasione per un cambiamento di posizione dello stato sionista.
    Perchè se le azioni israeliane fossero maturate in ambiente iraniano,hai voglia tu a parlare di diplomazia:tre bombe e l’applauso dei democratici.Mentre per noi accuse di anti-semitismo-semiti son anche gli arabi e non ho nulla contro di loro-e altre nefandezze.
    Chissà come mai!

  • Fin dalla sua nascita, lo stato di Israele ha compiuto atti terroristici contro i palestinesi, cioè da oltre 50 anni!
    E ora si sente sotto assedio, dopo aver aggredito i palestinesi per tutto questo tempo?
    Se queste cose le avesse fatte uno stato arabo, gli USA l’avrebbero già bollato come nemico della democrazia!

  • più che un atto di pirateria, direi come disse Erdogan: “terrorismo di stato”.

    Mi è sembrato di capire che Israele dovesse “ad ogni costo” fermare la Flotilla che forzava il blocco navale, peraltro proclamato da Israele in modo illeggittimo.
    Israele ha quindi dovuto intervenire e ha preferito rischiare l’azzardo militare anzichè arrendersi ed aprire il blocco navale.
    L’alternativa era una azione dei servizi segreti, ma evidentemente i sabotaggi non sono andati tutti a buon fine.

    Dopo aver cercato di giustificare e minimizzare l’accaduto (secondo alcuni testimoni alcuni cadaveri sono stati occultati in mare), Israele ora cercherà di gestire al meglio il “dopo”. Ma non si spaventano di questo, hanno precedenti ben peggiori alle spalle, e poi, in fondo in fondo, nella loro “psicologia da assedio” non si curano di quello che pensano gli altri sul loro conto, anzi ritengono che sia positivo quando si può dare prova di forza e “mostrare un po’ i denti”: come disse l’ex ministro della Difesa Moshe Dayan:
    – Israele deve sempre agire come un cane rabbioso, troppo pericoloso da importunare.

  • mi sembra che le risposte fin qui emerse non si curino molto di capire il tipo di disegno politico e di sua razionalità presente nella azione israeliana e si preoccupino solo di rispondere con l’ennesima valanga di insulti al sionismo senza analizzare l’insieme dei processi. In poche parole Israele teme l’atomica iraniana ed è amareggiata per l’assenza di iniziativa e provvedimenti da parte degli USA e del resto del mondo e sta cercando in modo paradossale di darsi una tattica che faccia precipitare eventi e scelte . Quello che nessuno sa ( ma forse una parte dei servizi segreti si) è quanto può durare l’attuale Iran e se l’opposizione di massa di giovani e donne è sul punto di arrivare a una sorta di spallata finale o sarà schiacciata ( il 12 giugno è la data prevista, una data molto vicina). Nessuno sembra davvero curarsi in Occidente di come far entrare in crisi il regime iraniano prima che possa distruggere Israele ma il problema principale,non dichiarato, è questo.

  • Caro Aldo,

    dici cose banali che peraltro condivido.

    La domanda vera è questa quindi: ma come mai cose così banali ed evidenti non vengono dette?

    Insomma l’attacco non è stato contro un gruppo di pacifisti qualsiasi, ma contro una nave turca e contro cittadini turchi.

    Cittadini di quello stato che qualche settimana fa ha avuto l’ardire di promuovere un accordo con l’Iran e il Brasile.

    Oggi tutti si felicitano del fatto che rispetto all’ultima nave di pacifisti sia stato usato il guanto di velluto.

    Evidentemente la considerazione banale che anche Aldo fa è sfuggita ai più!!

  • Trovo risibile e inescusabile, da parte sua, affermare che Tehran abbia la bomba atomica, e per di più puntata su Tel Aviv e le capitali arabe. Semmai, ad avere un arsenale nucleare è Israele, che ha anche più volte affermato di aver sotto tiro non solo Damasco e Il Cairo, ma anche le capitali europee….
    Inoltre, non pare proprio che della meschina figura dei sionisti debbano preoccuparsene Erdogan o Assad, semmai proprio gli arabbuoni come la mummia mubaracca (la vacca che ride) e i generali turchi filo-gladio(ridimensionati, all’indomani dello scandalo ergenekon che lei ‘dimentica’, screditandone i componenti agli occhi dell’opinione pubblica turca).
    Certo, sconcerta chi si sconcerta, pur vantando posizioni presuntamente critiche-critiche verso l’orfine mondiale attuale, per il mutamento degli equilibri regionali e mondiali.
    Può sconcertare chi crede, da centro-destra-sinistra-estremasinistra, che noi occidentali siamo comunque e sempre i migliori, e che gli islamo-nazionalisti turco-siro-iraniani, alleati coi musi gialli-rossi cinesi e il bruto antidemocratico (e peggio ancora, ‘amico di papi’) Vladimir Vladimirovich, non debbano avere, oggi, il diritto morale di affermrsi sul piano strategico e diplomatico. Ma se ne deve fare una ragione, anche perché gli spregevoli governi iranian-turco difficilmente faranno peggio delle superiori civiltà occidentali. E ciò sarà di notevole sollievo per quei popoli, molto più dello spirito caritatevole ‘razzista’ di qualche anima bella democratica.

    Alessandro

  • e già:l’atomica del cattivaccio-accio-accio dell’iran!Quello il problema per la povera Israele
    E come non tifare per gli studenti della rivoluzione colorata!So bravi ragazzi,mica bestie islamiste anti democratiche.
    Ahahahahhhaa!Bella lì’.
    Ottimo l’intervento di Alessandro che condivido totalmente.
    Le critiche agli anti sionisti,sopratutto quelle che usano giri di parole e presunta cultura, sono segnali della debolezza dei democratici americanizzati.La buttano sulla morale,sull’ignoranza altrui.
    Io vedo uno stato che da oltre sessantanni usa metodi terroristi e canaglieschi,che ha arsenali atomici superiori all’odiata iran,che l’indomani del massacro contro i pacifisti manda un video di pessimo gusto che satireggia sulle morti di questi eroi-mai al livello ovviamente dei difensori della libertà verdi,arancioni,viola e così via.

    Io sono comunista.Il mio compito è quello di comprendere il contesto in cui vivo e chi sono i miei nemici
    Ora in questi tempi non lo sono i fascisti o nazisti-lo sono a livello di memoria storica -ma le democrazie americanizzate e sioniste.Imperialiste,colonialiste,assassine e schifosamente ipocrite.Superare questo modello e puntare sull’eurasia e le nuove forme di potenza mondiale.

  • desidero solo portare dei dati.
    parliamo di morti: nel 72 dopo Cristo si concluse la guerra giudaica tra Roma (diciamo occidente) e Israele. A Israele la guerra costò, a quel tempo, un milione di morti più gli schiavi. Gerusalemme fu distrutta e Giuseppe Flavio (passato all’ultimo momento ai romani) scrisse: “sembra impossibile che qui ci fosse una citta!). E comunque oggi l’occidente non stà facendo nessuna guerra vero?
    Secondo: una leggerezza spaventosa quella dei pacifisti, oppure calcolata ad arte. Come si fa avvicinarsi così a uno stato che è in guerra! Ricordo che per passare dall’Egitto a Isreaele bisognava passare per la Giordania chiedento alla frontiera egiziana che non apponessero il timbro dell’Egitto, altrimenti con quel timbro non si poteva entrare in Egitto. Nè si poteva entrare in Israele con qualsivoglia genere alimentare.
    Ripeto anche su questo blog che i radicali avevano proposto di far entrare Israele nella CEE. La sinistra si scandalizzò.
    Concordo con quello che scrive Davide: o la diplomazia o la guerra.

  • piccolo particolare.
    La guerra giudaica del 72 d.c. si concluse con la conquista da parte dei romani della fortezza di Masada dove i giudei, piuttosto che farsi prendere prigionieri, di uccisero tutti tra loro (rimasero vive 5/6 persone). I romani rimasero stupiti di tanta fierezza.
    Oggi qual’è l’urlo dei soldati israeliani? MASADA! Allora vuol dire che il passato non è proprio così passato.

  • Ci son tutti gli elementi per chiedere un embargo.Lo abbiamo fatto con altri stati,e israele con qualcuno di questi ci ha fatto pure ottimi affari-fregandosene dell’embargo-parlo del sudafrica.
    Il nodo da sciogliere è quello dell’industria dell’olocausto yankee-sionista.Dopodiche le sanzioni diplomatiche son doverosissime.
    Prima che si possa preparare un asse militar politico di potenze estere che possano attaccare militarmente israele.Non che questa azione mi dispiaccia.Eviterei però di dar spazio a questi martiri di professione di attaccarsi a qualsiasi pretesto per ricattare moralmente il mondo.
    Mentre i loro crimini son ampiamente tollerati.
    In ogni caso la difesa di israele,seppure con i distinguo,è attualmente lo spartiacque tra comunisti e democratici americanizzati e compagnia bella

  • per sitoaurora.
    ricordo che nel 1977, parlando di scioperi uno mi disse: “hai studiato dal sindacato?”. Da allora sono una voce fuori del coro. Per la destra sono di sinistra, per la sinistra sono reo di non vedere le cose attraverso le lenti del partito o dell’ideologia.
    E’ chiaro quindi che se la propaganda dice che Israele è cattivo e gli altri sono buoni, questo non mi basta, voglio capire.

  • chiedo scusa se ritorno sul tema ma sono allibito quando leggo chi scrive sono comunista come se questo fosse un motivo sufficiente per
    condurre una critica dell’ ” industria dell’olocausto yankee-sionista”. Ma l’olocausto c’è stato o è solo un ‘industria del turismo e spettacolo israeliano? Non capisco nemmeno su quale fondamento sia lecito ironizzare sulle diverse rivoluzioni ” arancioni” come se fossero ordite da chissà quale imperialismo e non da popoli perseguitati. A chi dice di essere comunista non viene mai in mente che esiste un sistema che si chiama capitalismo di stato che abbraccia la Cina e l’Iran e altro ancora? Il ragionamento per cui il nemico del mio nemico è mio amico lo lascerei a Stalin e a Hitler. La lettura del mondo come lotta tra imperialismo Usa e popoli oppressi non funziona da decenni, c’è uno scontro multipolare tra capitalismi, se qualcuno riuscirà mai a spiegare la funzione ” progressista” dell’Iran, del suo petrolio, dei suoi ayatollah e della sua bomba atomica mi farà un grande servigio ma non credo che esistano spiegazioni plausibili nemmeno dichiarandosi comunisti.

  • allibito da chi non capisce il confine tra un vero crimine-che certamente i nazisti hanno attuato contro a diverse minoranze e formazioni politiche- e l’abuso di questo crimine da parte di certi settori.
    Vi è forse sfuggito qualcosa gentile signor mangano.Potreste documentarvi leggendo il libro L’industria dell’olocausto.Menzognero?Certamente per taluni.E per chi in malafede si ostina a difendere Israele e i sionisti usando la terribile tragedia nazista che ha colpito duramente pure zingari,cattolici polacchi,comunisti,disabili milioni e milioni di civili e soldati sovietici.
    Poi,fate come volete.
    Buonanotte

  • per una volta concordo con israele,pensare di superare un blocco militare senza che intervengano i militari pare davvero ridicolo,
    per giunta se la barca viene assaltata da degli incursori della marina, il buon senso prevede che ci si arrenda all’istante a meno che non si abbiano intenzioni militari (quindi un preparazione militare).
    Insomma la faccenda a me non sembra un boomerang per israle che non nasconde la sua linea offensiva e difensiva,più che altro lo è per il presidente degli stati uniti che si trova in un impiccio difficile da superare dato che ha puntato molto sulla politica con la turchia.

  • Il New York Times di qualche giorno fà cita Amos Gilad (Director of Policy and Political-Military Affairs at the Israel Ministry of Defense) a proposito della politica verso Gaza:””We only have bad solutions, worse solutions and worst solutions”. Traduzione: “abbiamo solo cattive soluzioni, peggiori soluzioni e pessime soluzioni”.
    Insomma Israele ha capito che verso quelli che gli americani chiamano “insurgents” le mezze misure (vedi Iraq e Afghanistan) portano solo alla sconfitta. Dunque: sterminio.
    Del resto l’assenza di soluzioni intermedie può essere dimostrata matematicamente, attraverso un modello, come abbiamo fatto.
    Pensando però che Hamas è alleato con quella che può diventare anch’essa una potenza nucleare, per di più governata da preti, dobbiamo concludere che si preparano tempi duri anche per noi.

  • e allora siccome Hamas si allea con il pericolo nucleare iraniano-da dimostrare,perchè se è per questo anche in iraq vi erano armi di distruzione di massa-cosa facciamo?Meno peggio per tutti!

    La soluzione delle benefiche potenze occidentali,magari sopportata anche dai tanti illustri liberissimi pensatori con un core grande così,sarebbe la richiesta dell’embargo contro uno stato terrorista e canaglia che risponde al nome di Israele.
    Che il pericolo iraniano è tutto da dimostrare,e non chiaramente attraverso organi di stampa democretini e reazionari.
    Cosa sappiamo davvero di quei popoli e cosa ci illudiamo di sapere dall’alto della nostra arroganza di occidentali americanizzati di sinistra?

  • Ho letto l’articolo che condivido e i commenti che condivido in linea di massima.
    Un’osservazione:
    E’ vero che oramai in Israele comanda l’estrema destra. Un estrema destra sempre più rappresentativa di immigrati dell’est Europa, spesso diseredati “mica tanto di origini ebree”.
    Istrale ha bisogno di questi immigrati poveri ed incattiviti per mantenere la tensione alta e per controbattere all’alta natalità degli arabi. Giusto o no?
    L’errore originario risale a 150 anni fa. Il sionismo sta rovinando l’immagine e la vita gli ebrei quasi definitivamente.
    Ma poi gli ebrei sono un popolo o oramai nel terzo millennio, dopo emigrazioni epocali, costituiscono solo una religione? Arthur Koestler da sionista convinto aveva messo in dubbio alcune cose….

    Tornando ad Israele: oramai sta diventando una DITTATURA MILITARE IN STATO D’ASSEDIO.
    SENZA ESERCITO ED INDUSTRIA MILITARE SCOMPARIREBBE.
    MIGLIAIA DI RENITENTI ALLA LEVA STANNO MARCENDO IN GALERA.

  • Portando alle estreme conseguenze il ragionamento di Giannuli, che condivido, se ne dedurrebbe che le prossime settimane (o, al più, i prossimi mesi) sarebbero la miglior finestra di opportunità per Israele per attaccare i siti missilistici e di arricchimento dell’uranio iraniani (dal cielo e dai sottomarini). Infatti:
    1) Bloccherebbe l’arricchimento dell’uranio prima che l’Iran possa utilizzarlo
    2) Aprirebbe la via a un colpo di stato militare in Turchia prima del consolidamento di un’alleanza con l’Iran (e forse con la Siria)
    3) La Striscia di Gaza verrebbe derubricata dalle agende internazionali
    4) The last AND the least, si farebbe dimenticare la strage sulla Mavi Marmara

  • ecco il saggio di Koestler

    # La tredicesima tribù. Storia dei cazari, dal Medioevo all’Olocausto ebraico (The Thirteenth Tribe: The Khazar Empire and Its Heritage, 1976) (Utet, 2003)
    (precedentemente La tredicesima tribù: l’impero dei cazari e la sua eredità, Edizioni di Comunità, 1980)

  • condivido appieno l’articolo e la maggiorparte dei commenti (specie quello di davide in cui parla del nucleare israeliano).

    detto questo volevo segnalare:
    – il documentario “Defamation” di Yoav Shamir http://www.youtube.com/watch?v=9qR1h-H7vNU (è la parte 1 di 9, il resto lo trovate tra i ‘related’)
    – il libro “the Israel lobby” di Mearsheimer e Walt
    che credano siano indicativi delle ragioni che portano gli USA a schierarsi in un modo che, personalmente, trovo ingiustificabile sia da un punto di vista ‘logico’ che strategico (sono fermamente convinto che una condanna dell’attacco da parte degli stati uniti avrebbe significato un’importante vittoria nella loro finora fallimentare, ‘lotta per i cuori e le menti’ dei mediorientali).

  • dipende dagli interessi americani ,che son ancora abbastanza alti,in medioriente.Chiaro che non convenga avere un alleato psicopatico come israele,ma se dovesse servire come testa d’ariete o alleato per l’espansionismo yankee-che non sono i romantici cowboy alla james stewart o clark gable,ma dei cinici calcolatori e ipocriti dispensatori di democrazia-converrebbe all’america affidarsi alla forza di israele ancora per un po’.Giusto il tempo di comprendere se le nuove forze sono nemici dell’asse del male e de li mortacci loro “america-israele” e fino a che punto iran,turchia,”corea del nord”,cina e anche russia possano dar seriamente fastidio.
    Mi sa che la situazione è più complessa di “tre miliardi di asiatici che vogliono vivere come noi” o di “forze nemiche dell’imperialismo sionista americano”
    Ah, i bei tempi di una volta:occidente vs oriente e morta lì

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