Beccatevi Gentiloni! (ma quanto dura?)

Risultato al 45° del primo tempo: Mattarella 1-Renzi 1. Spieghiamoci: Mattarella ha puntato le sue carte sul prosieguo della legislatura, forte dell’appoggio di mezzo Pd, della voglia di vitalizio di tanti parlamentari, della sua posizione di Presidente e dell’appoggio della Ue, Renzi voleva (e vuole) elezioni subito, forte della sua posizione di segretario del partito di maggioranza relativa, delle pressioni di Lega e M5s, oltre che di metà del suo partito. Dunque?

Mattarella è interessato in primo luogo a far “raffreddare il brodo” del referendum, sperando che già in autunno i rischi di vittoria del M5s calino, magari si mettano le premesse per piazzare il suo fido Franceschini a Palazzo Chigi o alla segreteria del Pd, e si salvi il vertice internazionale previsto per maggio. Mattarella ragiona da politico d’antan che non si rende conto della gravità della situazione.

Al contrario, Renzi, che ha una visione più dinamica della situazione, si rende conto che la situazione di qui all’autunno o al prossimo anno cambierà, ma in peggio (precipitare della crisi bancaria, irritazione dell’elettorato per il mancato scioglimento del Parlamento, consapevolezza che non ci sono margini per regalie elettorali già spese tutte e, semmai, scontro con la Ue che reclama manovre correttive). Renzi si rende conto che quello di Mattarella sia un accanimento terapeutico su un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Per di più, ha un motivo personale: la sommatoria Franceschini-Bersani è già minacciosa, ma se dovessero aggiungersi anche Martina, Cuperlo ed un po’ di gruppi minori, la partita congressuale sarebbe irrimediabilmente persa e non toccherebbe a lui fare le liste. Brutto affare. Non è privo di significato che inizino a circolare sondaggi che annunciano il successo di un “partito di Renzi”, cioè del  risultato di una scissione da destra che raccolga poi Verdini, Alfano eccetera. Minaccia non da poco: Renzi è sicuramente l’uomo più rappresentativo del Pd che non avrebbe che da schierare figure debolissime (Franceschini, Speranza) o le minestre riscaldate (Bersani, Cuperlo). Inoltre, Renzi potrebbe giocare credibilmente la carta del ”partito del Si”, mentre al troncone restante del Pd resterebbe solo raschiare il fondo del barile dei Pd che hanno votato No.

Che Renzi riesca a sondare è tutto da dimostrare ma potrebbe avere un risultato significativo: non certo il 33% pronosticatogli da un sondaggio ruffiano, ma forse un risultato fra il 15 ed il 18%, troppo poco per vincere, ma abbastanza la liquidare il Pd che realisticamente si collocherebbe decisamente sotto quella soglia e resterebbe senza prospettiva alcuna. Renzi è giocatore d’azzardo ed è capacissimo di buttarsi in questa avventura, d’altra parte, lui è sempre stato più forte nell’elettorato che fra gli iscritti. Dunque, una minaccia da non prendere sotto gamba.

Per ora Mattarella è riuscito a segare una rete accantonando il discorso elezioni subito e nominando un Presidente del Consiglio. Renzi ha segnato a sua volta una rete imponendo il fedelissimo Gentiloni (ma esistono più “fedelissimi” di questi tempi? E per quanto ci si può far conto: un trimestre, un mese, una settimana?). L’idea è che Gentiloni si dimetta al momento buono (magari poco dopo la sentenza della Corte costituzionale, magari constando l’impossibilità di un accordo sulla legge elettorale) ma se ci prendesse gusto a Palazzo Chigi e decidesse di mettersi in proprio? Per ora non è nemmeno chiaro se avrà la fiducia. Lui parla di stessa maggioranza precedente, ma esiste ancora quella maggioranza? Forse potrebbe esserci il soccorso di Forza Italia attraverso l’astensione al Senato. Di sicuro non sarebbe un soccorso gratuito e l’ex Cavaliere porrebbe le sue condizioni. E poi, ci sarà un qualche accordicchio sulla legge elettorale? Non lo crediamo.

Ma, tanto, quello della legge elettorale è solo un alibi “presidenziale” per far passare questa manovra. Mi spiego meglio. Il Presidente dice che è assurdo votare senza “armonizzare “ le leggi elettorali di Camera e Senato, il che è una evidente balla perché, se per armonizzazione si intende due leggi che garantiscano –nei limiti del possibile- un risultato omogeneo nei due rami del Parlamento, la cosa non è possibile almeno per due motivi:
a-    perché è diverso il corpo elettorale nei due test, in quanto, al Senato non votano i 18-25enni che non sono pochi e che hanno mostrato una certa compattezza nel referendum

b-    perché, per Costituzione, il sistema elettorale del Senato è su base regionale, dunque, non può esserci un premio nazionale il che, in una situazione tripolare dà molto probabilmente una situazione in cui nessuno è in maggioranza. Esattamente come oggi.

Dunque , è del tutto realistico attendersi un risultato in cui nessuno abbia la maggioranza assoluta dei seggi al Senato (ed anche alla Camera, se dovesse passare un sistema proporzionale) e, pertanto, occorrerà pensare in termini di coalizioni (questo mettiamocelo tutti in testa: è finita l’epoca del bipolarismo). Il che, peraltro è perfettamente nello spirito della Costituzione che, proprio perché basata su un bicameralismo perfetto presupponeva coalizioni e, dunque, un sistema elettorale proporzionale.

Certo si può aspettare la Consulta ma: se l’Italicum viene confermato, questo fa venire i sudori freddi a Mattarella, Berlusconi, Napolitano e compagnia, perché lo spettro di una vittoria con maggioranza assoluta alla Camera (non al Senato) del M5s si farebbe assai concreto, se, invece si andasse ad una sorta di Consultellum Bis saremmo in una situazione in cui siamo già oggi.

Infatti, il Foglio ha avanzato una proposta molto sensata, alla quale, sinceramente, non avevo pensato, che è l’unica capace di farci votare già fra fine febbraio e marzo: approvare una legge elettorale per la Camera (al Senato c’è già) che ricalchi fedelmente il Consultellum approvato dalla Corte Costituzionale con la sua sentenza del 2014. Un sistema sostanzialmente proporzionale, con clausole di sbarramento ed una preferenza. Magari non è il massimo (io preferirei non ci fossero clausole di sbarramento) ma che ha molti vantaggi: è sicuramente costituzionale (essendo stata prodotta da una sentenza della Corte), evita meccanismi distorsivi (che ho sempre avversato) in una fase in cui è imprevedibile la “chimica” finale del risultato, abolisce l’obbrobrio dei parlamentari nominati, ma, soprattutto, è una legge elettorale già bella pronta ed impiegabile.

Se ci fosse l’accordo politico (ma di questo non siamo sicuri) potrebbe essere approvata il 10 giorni (unico problema se si debba procedere alla revisione dei collegi, che potrebbe richiedere un mese o due), dopo di che non ci sarebbero alibi di sorta, anche perché si tratterebbe della stessa normativa prevista per il Senato, salvo le inevitabili differenze derivanti dalla Costituzione. Si immagina che Lega, Fdi, M5s, Fi, Sinistra Italiana e forse qualche gruppo di centro come l’Udc, sarebbero d’accordo. Il pallino starebbe al Pd che, opponendosi, si attribuirebbe l’intera responsabilità di aver bloccato le elezioni e credo che Renzi non ci starebbe, anche perché, a questo punto gli tornerebbe più che comodo.

Dunque, invito il M5s a fare sua la proposta del Foglio, magari predisponendo immediatamente un progetto di legge in questo senso cercando il consenso di tutti gli altri. Se vogliamo votare subito, questa è l’unica strada.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (33)

  • La vittoria del NO non poteva tradursi in nessun modo in proposta di alternativa politica, come molti hanno paventato in questi giorni. Troppo eterogeneo il fronte del NO, troppo residuale la sinistra per sperare di incidere, troppo divisa la destra a cui la Costituzione non fregava nulla e puntava solo alla caduta di Renzi per tornare a contare qualcosa.
    Con il NO si è evitata una riforma nefasta. Questo deve bastare. Per il resto c’è ancora un oceano da attraversare.

    Detto questo, hanno scelto Gentiloni, il tipico grigio democristiano di sinistra, scelto per tranquillizzare i “mercati”. Ricorda molto Rajoy, il mediocre e grigio conservatore spagnolo, e chissà che non sia stato scelto proprio per questo: per essere l’archetipo della mediocrità e di quel potere che, sotto una maschera di tranquillità, lavora alacremente a favore del neoliberismo economico.
    Faranno una legge elettorale costruita apposta per disinnescare i nuovi gruppi di potere che avanzano (leggi M5S). E non durerà poco: far cadere un governo è complicato, non ha una data di scadenza stampata sulla confezione. Nessuno può costringerlo a dimettersi subito dopo aver varato una legge elettorale, se ha l’appoggio del Parlamento. Durerà almeno fino a settembre, ci scommetto i miei ultimi 100 euro in banca.

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      Tenerone Dolcissimo

      La vittoria del NO non poteva tradursi in nessun modo in proposta di alternativa politica, come molti hanno paventato in questi giorni. Troppo eterogeneo il fronte del NO, troppo residuale la sinistra per sperare di incidere, troppo divisa la destra a cui la Costituzione non fregava nulla e puntava solo alla caduta di Renzi per tornare a contare qualcosa.
      ***
      Non comprendo a cosa ti riferisci. A un governo del fronte del NO?
      Se è così hai parzialmente ragione. Parzialmente perché i concetti di destra e sinistra vanno sfumando. Il M5S ne è esempio. Ma su questo non mi soffermo troppo perché discorso difficile e meritevole di trattazione ben ragionata.
      C’e’ un altro e più immediato elemento da considerare e per farlo premetto che io liberale di destra, contrariamente alle tue asserzioni, me ne fotto di Renzi e, invece, ho dovuto faticare sette camicie nelle riunioni del fronte del NO per far capire ad un popolo di sinistra, che a differenza di me sbavava una schiuma rossastra al solo sentire il nome del cazzaron fiorentino, il vero fondamento della deforma che mi portava a battermi senza misericoridia contro di essa, id est il definitivo ed inappellabile asservimento al mostro schifoso della UE, con conseguente confisca dei diritti degli italiani a partire dalla proprieta’ della casa per finire con il posto di lavoro.
      Ciò premesso il fronte del NO ha un compito da svolgere: riformare la costituzione sia per dimostrare che non è vero che il mancato passaggio della schiforma avrebbe bloccato ulteriori modifiche fino al giudizio universale sia SOPRATTUTTO per eliminare i riferimenti alla UE attualmente presenti nella carta ed improvvidamente inseriti nel 2001.
      Già ho lanciato un appello a GIANNULI perché si faccia copromotore di una simile iniziativa. Se ti vuoi e se qualsiasi altro si vuole unire a me in questa richiesta sei ed è il benvenuto.

  • “Forse potrebbe esserci il soccorso di Forza Italia attraverso l’astensione al Senato.”

    Mi pare di ricordare che l’astensione al Senato equivalga a voto contrario: vale anche nel caso di fiducia al Governo?

    Se, invece, si sceglie l’Aventino (assenza dall’Aula al momento del voto) come ha preannunciato il M5S, che succede? Cioe’, per la fiducia al Governo i regolamenti delle due Camere esigono la maggioranza dei presenti o degli aventi diritto? Nel primo caso, l’assenza del M5S sarebbe un aiuto al nuovo governo.

    Per il resto sono d’accordo che Mattarella fara’ di tutto per andare a votare il piu’ tardi possibile, magari alla scadenza della legislatura, e che Renzi viene vissuto come una mina vagante da disinnescare.

  • Rsterebbe da capire perché i 5 stelle dovrebbero aiutare un pd che vuole suicidarsi andando contro il volere di 20 milioni di persone. Meglio che il cappone finisca di cuocersi nel suo brodo e che arrivi finalmente la fine del centrosinistra in Italia.

  • “voglia di vitalizio di tanti parlamentari”. Giannuli, perchè scade in questa propaganda degna del sacro blog di Grillo (e quindi già sufficientemente irradiata da milioni di adepti)?
    Gran parte dei parlamentari della maggioranza è in parlamento da più di una legislatura, e quindi il vitalizio ce l’ha già.
    “Renzi è sempre stato più forte nell’elettorato che fra gli iscritti.”
    affermazione azzardata. L’unico voto generale con Renzi leader era inquinato dalla regalia degli 80 euro e dalla propaganda renziana (copiata da Grillo) della rottamazione. Due carte che ormai non si può più giocare. Ma anche se fosse come dice lei, cosa ci guadagnerebbe con un partito da 18% più forte di un PD da 15%? Con una percentuale simile, garantisce a Grillo il primato assoluto, e con esso la pretesa (fondata o meno che sia, perchè arrivare primi, senza alleati, non serve a niente per governare) di governare.
    “Il Presidente dice che è assurdo votare senza “armonizzare “ le leggi elettorali di Camera e Senato, il che è una evidente balla”
    Anche qui, insiste a scadere nella propaganda degna di un agitprop anzichè a ragionare da politologo. Accusare l’autore del Mattarellum di ignorare che Camera e Senato hanno elettorato e leggi elettorali diverse è ridicolo! E’ evidente che intende avere leggi più simili di quanto lo siano l’ipermaggioritario Italicum e il superproporzionalista Consultellum, che sono ad oggi le leggi in vigore. Andando oltre, che l’Italicum non venga ritoccato dalla Corte mi sembra difficile, visto che uno dei motivi di incostituzionalità del Porcellum era il premio di maggioranza esagerato, premio che comunque veniva dato a coalizioni, e non imponeva ad ogni costo un partito unico con la maggioranza assoluta dei parlamentari (magari partendo dal 20% al primo turno!) come l’Italicum. Comunque a nessuno conviene cambiare la legge elettorale in parlamento, perchè qualsiasi legge verrà votata, Grillo guadagnerebbe milioni di voti veri (quelli del NO non sono tutti suoi, se ne renderà conto prestissimo!) accusando PD e alleati di cambiare legge per paura di perdere.
    Renzi si terrà stretto il Consultellum al senato che è la garanzia che Grillo o prende il 51% da solo (impossibile: milioni di giovani non votano al senato e la distribuzione dei seggi su base regionale in un duello a tre di cui due hanno delle roccaforti elettorali danneggerà per forza il terzo che non le ha), o non potrà mai governare, e alla camera si prenderà quello che sopravviverà ai tagli della Corte.
    A Renzi e Berlusconi basta che Grillo non possa vincere, poi ci penserà Mattarella a perpetuare il Nazareno anche dopo il voto.

    Per Sarchiapone:
    io ho votato NO, NON sono piddino e non voglio andare al voto, e le garantisco che come me la pensano milioni di persone che conoscono la differenza tra un referendum costituzionale e un voto politico. QUindi non si inventi che 20 milioni di persone vogliono il voto. DI sicuro, non volevano una pessima riforma, tutto il resto è appropriazione indebita.

    • Attualmente le due Camere assommano 585 parlamentari al primo incarico (191 senatori e 394 deputati): sul totale dei 945 componenti della XVII Legislatura, rappresentano quasi il 62% degli eletti.
      Se la statistica non è un’opinione, non si può certo definirli uno sparuto drappello, onde è più che legittimo sospettare che sia un fattore che ha un grosso peso nelle valutazioni di molti degli interessati.
      Anche depurato dei 126 M5S (35 senatori e 91 deputati), che per scelta politica del Movimento sono contrari ai vitalizi (o dovrebbero esserlo), ci sono 459 su 819 nuovi eletti, esclusi quindi i 126 M5S, che certamente non sarebbero felici di perdere una così sostanziosa prebenda, da godere vita natural durante (l’unica, tra l’altro, che gode di VERE rivalutazioni!).
      Perciò, non è il caso di fare gli ingenui e gli idealisti fuori luogo: pecunia non olet e non è certo la prima volta (e di sicuro non sarà l’ultima), che accadono queste cose. Forse per qualcuno più coscienzioso, corretto e, magari, già benestante di suo, non sarà un argomento decisivo, ma costoro certamente possono essere definiti una esigua minoranza.
      Quanto poi all’improvviso protagonismo di Mattarella, fino a ieri pupo e ombra del presidente emerito, vero dominus della politica italiana negli ultimi 9 anni, non mi riesce proprio di capire come si può dargli credito di autonomia, decisionismo e vera figura di statista. I suoi sono scrupoli strumentali solo ad un obiettivo: evitare elezioni anticipate e prendere tempo nella speranza che qualcuno tiri fuori dal cappello una legge elettorale che disinneschi davvero il pericolo M5S. E resta da vedere quanto siano davvero farina del suo sacco.

      • Le sfugge il piccolo particolare che arrivare a settembre non dipende solo dai parlamentari, ma soprattutto da Renzi. il giorno che deciderà che bisogna andare al voto prima possibile perchè tirare a campare danneggia solo lui, farà cadere Gentiloni, e Mattarella dovrà sciogliere le camere perchè il PD sarà indisponibile per nuovi governi.
        E quando i leader dei partiti si metteranno a fare le liste dei candidati, i “giovani” che da oggi allo scioglimento delle camere avranno fatto melina contro il volere del partito saranno i primi ad essere depennati.
        QUindi abbiamo un vantaggio incerto (arrivare ad ogni costo a settembre, ma non dipende solo da loro) contro uno svantaggio certo (non essere ricandidati). CHi sceglierebbe la prima opzione, secondo lei?

  • Chi conosce il nome del ministro degli esteri di Cluouseax? E della monopolista di aringhe? E Elisambetta m’betta m’betta??
    Riuscite ad immaginarvi Lavrov dopo Putin? No, per lo stesso motivo per cui Gromiko non ci ha pensato neppure per errore a succedere a Bresnev.
    Se non erro il segretario di Stato non è tra i primi tre in ordine di successione al Presidente.
    In tutto questo c’è una logica. La politica estera degli Stati sovrani la fanno i leader e ne rispondono in prima persona. In quei sistemi il ministro degli esteri è un esecutore, certamente capace, ma pur sempre un esecutore.
    In Italia invece avviene che al primo ministro gli succeda il suo ministro degli esteri.
    E’ inevitabile chiedersi se durante il governo Renzi abbiamo avuto una politica estera debole e scarsamente rappresentativa degli interessi dell’Italia, ovvero dove, nel senso di extra Italia, sono state decise le politiche italiane.
    E’ lecito chiedersi se tra Renzi, il suo ministro degli esteri e la struttura ministeriale della Farnesina vi sia stata sintonia.
    Un albero si giudica dai frutti, e questo vale anche per il ministro degli esteri Gentiloni, i cui risultati in grado di invertire la tendenza internazionale che ci vede recessivi, sopratutto nelle aree dove dovremmo dire la nostra, non pare essere stata invertita.
    Ora Gentiloni ha pure a disposizione le strutture della Presidenza del Consiglio, ma se il buon giorno si vede dal mattino .. e dal suo sponsor occulto .. Palazzo Chigi resterà sede vacante.
    Gentiloni sottoscriverà di tutto e di più per fare gli interessi dei soliti che si arricchiscono in danno dell’Italia.
    Il neo presidente durante la permanenza alla Farnesina ha imparato il proverbio “dagli amici mi guardi Dio, dai nemici mi guardo io” ?
    Temo proprio di no.
    Una scelta politica peggiore non poteva essere fatta. Non credo proprio che Trump si accorgerà della politica di Gentiloni. Noi italiani invece si.

    • “La politica estera degli Stati sovrani la fanno i leader e ne rispondono in prima persona. In quei sistemi il ministro degli esteri è un esecutore, certamente capace, ma pur sempre un esecutore.”
      ________________________________
      Impeccabile, ma in tempi di outsourcing e sostenibilità ambientale gli antichi ministri degli esteri divengono fattorini di esternalizzazioni, riutilizzabili come domestici tuttofare.

      • E’ facile che qualcosa possa essermi sfuggita.
        Gorbaciov aveva Shevardnaze, poi primo ministro in Georgia.
        Eltzin aveva Primakov e prima ancora uno impronunciabile.
        C’è anche il caso di Illary Clinton.
        Il salto però non sembra portare bene.

  • Caro prof.,
    non sono d’accordo su Mattarella, che da scialba figura di passaparola hai inopinatamente promosso ad una specie di Cavour in sedicesimo.
    L’altro giorno, tornando a casa in macchina, ero sintonizzato su Radio Radicale (non amo affatto i radicali di oggi, ma se dovesse sparire la loro frequenza ne sarei dispiaciuto): così ho avuto modo di ascoltare per intero il minicongresso PD del dopo referendum.
    Matteo Renzi è arrivato con un ritardo di oltre tre ore (senza alcun motivo come poi si è capito), ha tenuto il discorsetto già fatto davanti ad innumerevoli telecamere, neppure un accenno di discussione se non sull’esito del referendum, per lo meno per condividere con i suoi compagni di partito (Ha!Ha!Ha!), quanto sarebbe andato dire a Mattarella, dove subito dopo si è recato a rassegnare le dimissioni. Al termine dell’intervento, c’è stato solo il flebile lamento di un PDino, subito zittito dal moderatore (“non c’è tempo, non c’è tempo, e poi meglio rimandare ogni discussione al prossimo congresso, da tenere dopo la pronuncia della Consulta, così avremo le idee più chiare”), saluti e via subito dall’aula per evitare altri interventi di sprovveduti. Il tutto è durato si e no una ventina di minuti.
    Caro Aldo, Renzi ha la situazione (e il partito) in pugno, altro che Mattarella! Probabilmente hai ragione: sta rischiando un azzardo, ma non è in bluff. Diciamo che ha in mano un buon tris d’assi e se lo sta giocando convinto che nessuno ha un punto maggiore. E penso che abbia proprio ragione; come hai sottolineato tu stesso, Gentiloni è una controfigura, non ha alcun peso per aspirare a sostituirlo ed è meglio per lui che neppure ci pensi.
    Perciò è uno dei suoi tre assi; un’altro asso è il 40% di “SI” che ha raccolto al referendum (ci stiamo per caso dimenticando che erano “SI” al suo governo e non al quesito referendario?). Terzo asso, la mancanza di una alternativa credibile, e la paura fottuta che l’establishment ha di un governo M5S. Diamo a Cesare (ed a Matteuccio), quello che è di Cesare.

    • Una nota di colore, poco importante ma che evidenzia una volta di più la propensione alla mistificazione del nostro eroe.
      All’inizio dell’intervento, ci ha tenuto a precisare ad uso e consumo dei gonzi e dei giornalisti di regime che il Congresso del PD stava andando in streaming, mica come certe altre forze politiche che dicono, dicono, e poi…
      Ma il discorsetto era recitato a memoria e quella non era che l’ennesime replica, in più contava sul fatto che non ci sarebbero stati interventi tali da metterlo in imbarazzo, come in effetti è stato.

  • Se non sono possibili risultati “identici” è certamente possibile avere leggi elettorali tra loro più omogenee di quelle vigenti (Fino al 1993 lo scarto camera-senato era dell’1-2% circa) https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_1987

    Temo non aiuti stiracchiare il riferimento all’omogeneità ribadito da Mattarella in quanto da ricondurre obbligatoriamente al contesto dell’ibrido italicum-consultellum nei confronti del quale si è individuato il problema di disomogeneità (situazione prevedibile in quanto l’entrata in vigore dell’italicum poteva ma non è stata vincolata al risultato referendario).

    PS: ll divieto di mandato imperativo dovrebbe essere meglio espresso da “coalizioni variabili” ed un esecutivo con funzioni complementari e subordinate alle decisioni delle maggioranze parlamentari. Naturalmente ciò presuppone la necessaria “solidarietà politica” dell’art 2 Cost. che risulta generalmente disatteso senza vergogna.

  • Leggo per caso e vi propongo una valorizzazione del no basata su un punto di vista tanto alternativo quanto stimolante: “per tornare in carreggiata l’Italia ha bisogno di riavere governi deboli e una valuta debole”. L’unico modo per salvare l’UE sarebbe restituire al Paese la lira (o valuta equivalente), ma soprattutto abbandonare il miope e culturicida progetto delle élites liberiste di agganciare a tutti i costi il sudeuropa alla mentalità e all’economia teutoniche. Ecco l’articolo:

    https://www.welt.de/politik/ausland/article160171316/Reformstau-Bloedsinn-Italien-funktioniert-besser-ohne.html

  • Professore buongiorno,

    glisso sul “clone di Renzi” (M. Travaglio, intervista televisiva del 04/12/16 ore 23:50 circa, così non la possono querelare…) perché sarebbe come sparare sulla croce rossa. Aggiungo, soltanto, che nonostante la mossa sia scontata, ormai di scontato non c’è nulla in questo agone politico e la situazione, come bene evidenzi, è assai più magmatica di quanto possa apparire a prima vista: pertanto, come in ogni partita a scacchi che si rispetti, nonostante le prime due mosse siano più o meno le stesse, penso che ne vedremo delle belle nei prossimi mesi, anche perché i giocatori non sono né Karpov, né Kasparov.

    Domanda secca: quante probabilità ci sono che il M5S ascolti il tuo consiglio, faccia la mossa più semplice che porterebbe subito al voto anche, e soprattutto, a scapito del suo vantaggio immediato (avere probabilmente la maggioranza da solo alla camera)? Da loro, infatti, dipende molto il decorso di questa crisi, perché di crisi si tratta in questa versione “invernale” di governo balneare. E una mossa di questo tipo non solo li renderebbe credibili (perché coerenti a quanto affermano da anni) e, per usare una categoria in voga, “diversi da tutti gli altri” (perché apparentemente disinteressati all’utile immediato) ma, come giustamente noti, costringerebbe gli altri che parlano di voto a parole e di cadrega nei fatti a fare i conti con i loro elettori. Parto pessimista… ma spero tanto di sbagliarmi!

    Un caro saluto.

    Paolo

    • Caro Paolo, purtroppo tra il dire e il fare ….
      Certo non è affatto sicuro che il M5S esca davvero vincitore ad elezioni tenute nell’immediatezza. E’ anche possibile che si produca una situazione parecchio scomoda per il Movimento, specialmente con le attuali regole elettorali, costretto a governare avendo contro l’opposizione acerrima del Senato. A meno di improbabili apparentamenti che, ammesso che siano possibili, rischierebbero di essere la sua tomba.
      Ma, come bene auspichi, così non si può andare avanti: meglio quindi una fine spaventosa, che uno spavento senza fine.
      Si faccia ciò che si deve fare, e accada ciò che può.
      Un saluto.

  • Prof. Lei invita il M5* a fare questo, a proporre quello, ma se non fa una telefonatina a Grillo, convincendolo, non succederà nulla. E’ lui il boss. Gli altri sono avatar.

    In M5* stanno sentendo il profumo del governo, e voglion andare a elezioni subito con la legge “Acerbo” Italicum perché i sondaggi li danno vincenti al ballottaggio. Ingenui. Non succederà. Nei momenti decisivi la maggioranza degli italiani sta sempre coi conservatori. Figuriamoci se addomesticata da una tempesta di propaganda terroristica anti M5* Non sia mai che si andasse a elezioni, vincerebbe il cazzaro.

    Peraltro, M5 deve essere coerente: si era opposto alla approvazione legge Acerbo Italicum, si deve opporre anche ora. Il NO al referendum è stato un NO anche alla legge Acerbo Italicum.

  • Questa volta sono assolutamente d’accordo con Mattarella e in disaccordo con lei, professore. Il problema di avere delle leggi elettorali armonizzate non vuol dire avere leggi elettorali che producano lo stesso risultato, ma leggi elettorali che producano risultati compatibili. Se abbiamo due leggi elettorali proporzionali, anche se le proporzioni sono leggermente diverse, i risultati sono lo stesso compatibili. Basta che si facciano delle alleanze che funzionino in entrambi i rami del parlamento.

    Se invece abbiamo una legge elettorale maggioritaria su un ramo e una legge proporzionale nell’altro ramo si ottiene una situazione in cui il partito vincente con la legge maggioritaria deve per forza fare il governo. E per far questo deve fare alleanze nell’altro ramo in modo di avere la maggioranza anche lì. Insomma è simile alla situazione precedente, ma siamo inchiodati ad avere quel partito nel governo. Poi c’è la situazione di due leggi elettorali maggioritarie, ma disegnate in modo che lo stesso partito vinca in entrambi i rami del parlamento. Poi le percentuali possono essere diverse. E possono essere diverse anche le percentuali degli altri partiti. Ma se lo stesso partito ha la maggioranza alla Camera E al Senato evidentemente non avrebbe difficoltà a fare in governo. E poi c’e la situazione in cui ci sono due leggi maggioritarie con due partiti differenti che potenzialmente possono vincere entrambi. Qui evidentemente al governo devono essere entrambi. E se i due partiti si odiano (Comunisti e Fascisti tanto tempo fa, M5S e FI o M5S e PD ora) il governo diventa impossibile.

    Quindi ci sono situazioni in cui le leggi elettorali tra i due rami del parlamento possono essere armonizzate o no. La situazione in cui ci troviamo adesso è con una legge elettorale maggioritaria alla Camera e una proporzionale al Senato. Se vince il M5S alla Camera, cosa più che probabile, il M5S deve fare il nuovo governo. Non ci sono vie d’uscita. Il problema è che il M5S non avrebbe la maggioranza al Senato. Quindi sarebbe costretto a fare alleanze. Ma fino ad adesso il M5S ha sempre mostrato di non essere disponibile a fare alcuna alleanza. Lo ha detto, ribadito. Ha espulso i parlamentari che si erano mostrati possibilisti. Una chiusura totale. In una situazione in cui il M5S avesse la Camera, ma non il Senato questo costituirebbe un evidente problema. O il M5S ingoierebbe il rospo di accettare di fare alleanze con qualche partito. Chi sa, magari la Lega di Salvini o Fratelli d’Italia? Oppure dovremmo tornare a elezioni anticipate. E questa volta il M5S prenderebbe una sonora batosta. Ma tutti noi avremmo perso 6 preziosissimi mesi. Mi sembra che anche per il M5S avere due leggi armonizzate sia la cosa migliore. Se vince, vince e se perde perde. E in ogni caso possiamo andare avanti con un altro governo.

    Ma ora ho una domanda personale, se ha letto tutto questo.
    Lei è una persona di sinistra. È anche un grande esperto di sistemi elettorali. È anche un sostenitore dei sistemi proporzionali e delle alleanze tra partiti e punti di vista differenti. È poi un sostenitore (a volte giustamente critico) del M5S. Ma il M5S vede l’idea di fare alleanze come il fumo negli occhi. Grillo ha sempre detto che il M5S governerà quando avrà il 51%. Non trova una contraddizione in questa sua posizione? Non la spaventa quello che potrebbe fare il M5S con la maggioranza assoluta?

  • Qual è la prospettiva di politica economica di questo governo?
    O decide di affrontare i problemi strutturali … cosa ben difficile … altrimenti non avrebbero chiamato Gentiloni, oppure …
    Veniamo all’oppure.
    Gentiloni è il fiduciario della linea teutonica, che io preferisco chiamare anseatica, ovvero delle aringhe.
    Nella migliore delle ipotesi non aumenterà i sacrifici, lascerà le cose più o meno come stanno, vivacchierà in parlamento e sopratutto non darà fastidio alla cancellierona: campa cavallo, che l’erba degli speculatori cresce col debito pubblico improduttivo in un ciclo economico medievale.
    Nella peggiore ci saranno regalata fideisticamente altra austerità, altri salassi, altre buchi della cintura da stringere. Insomma una ricetta fallimentare che non ha prodotto nulla di buono e della quale c’è quasi la sicurezza che nulla di buono produrrà e della quale non si conoscono i tempi. Insomma un salto nell’austerithy … dove vorrei buttare loro.
    Si porrà il problema dove tagliare. Semplice ! Sanità e Miur.
    Questo governo potrebbe servirci l’indigesto antipasto greco, su invito della Germania.
    Bisogna essere obnubilati per pensare di fare buoni affari con i politici tedeschi, i quali ci vedono e ci giudicano per luoghi comuni. Pensare che la Germania voglia fare l’Europa politica unita è una pura idiozia: essa pensa solo a se stessa con schemi politici ottocenteschi, dove si mira la pagliuzza negli occhi altrui e si tace delle travi nei propri.
    Quale e cosa sia il loro rigore economico lo si è visto con la Grecia …
    Prima ci si sgancia da quella gente, meglio è !
    *****
    VFNCL la cancellierona, il suo ministro strozza imprese italiane, l’euro e Clusò, per non dire dei politici italiani che tanto hanno permesso.

  • Totoministri 1^ puntata.

    Dopo gli assestamenti interni alla maggioranza di governo, si delinea la nuova squadra ministeriale capitanata da Gentiloni.

    1. Economia: Donald Duck, perchè di dollari se ne intende.
    2. interni: Joker. Conosce il mestiere.
    3. esteri: Cetto la qualunque, affinchè dica un paio di fatevi i … vostri.
    4. difesa: riconferma della Pinotta.
    5.Miur: Gianna. Non si sa chi sia, ma è buona per far tandem.
    6 infrastrutture: il direttore dell’anas tedesco .. tanto per risparmaiare.
    7. Sanità: Dracula. Una garanzia!
    8. Beni culturali. Si può richiamare in servizio Attila o Napoleone.
    9. Giustizia: Corona
    10. sottosviluppo economico: direttamente frau cancellierona.
    11.lavoro: l’indimenticabile Forneroooooooo !
    12.ambiente: Mr. J. noto trafficante internazionale di rifiuti
    13. Fantozzi ha fatto sapere di rinunciare al ministero dei rapporti col parlamento. Casella vuota. Ad interim alla frau.
    14. Agricoltura: Poldo Sbaffini.

  • Clamoroso a Palazzo Chigi

    La Banda dei soliti ignoti è penetrata nottetempo nelle segrete della sede del Governo e ha portato via tutte le fotocopiatrici, tranne una.
    Nel trambusto e ne è derivato un impiegato ha trasmesso al Quirinale invece della vera lista dei ministri, quella fotocopiata del vecchio governo, che Mattarella ha velocemente sbianchettato un po’.
    Le opposizioni hanno annunciato interrogazioni alle Camere su quale regia occulta ci sia dietro lo strano furto.
    La magistratura indaga. Nessuna pista è esclusa.
    Renzi dal canto suo ha fatto sapere di essere allergico alla carta da fotocopie.
    Si attende una presa di posizione da parte di Gentiloni, nuovo titolare di Palazzo Chigi.
    Dal Quirinale hanno fatto sapere che non sono solito commentare fatti del genere.

  • Renzi dice: i grillini vogliono tenersi il vitalizio (fonte: post su facebook o twitter recentissimo facilmente trovabile sul Fatto Quotidiano)
    Viola, piddino con blog sul Fatto dice: perche non si dimettono? Vogliono forse il vitalizio?

    Nelle prossime settimane mi ci brucio la mano ne sentirai altre simili. e questo vuol dire una semplice cosa:
    sanno già con certezza che Gentiloni (messo li da loro) ha il compito di traghettarli fino al 15 Settembre prossimo quando matureranno il vitalizio dopo 4 anni e mezzo di legislatura.

    Ora arrivo al dunque:

    Mancano 9 Mesi e 3 giorni al 15 settembre, ciò significa che non hanno la minima intenzione di tenersi la legge che uscirà “costituzionalizzata” dalla consulta, ovvero l’italicum trasformato in consultellum-bis, solo fra 3 Mesi ma anzi:
    incominceranno un nuovo iter per creare da capo una legge tutta nuova, cosi da superare il 15 settembre e poi dover attendere l’ennesimo varo della consulta che richiederà altri sei mesi.

    Risultato: Ci portano a fine legislatura nel 2018

    Per rimarcare cosa intendo: Fiano(pd) e Fratoianni(sel) si sono appena scagliati contro la Grillo (M5s ma non parente) dicendole entrambi:
    Ma come non avete voluto l’italicum e adesso invece di partecipare in aula preferite utilizzare la legge che uscira dalla consulta?
    Che a casa mia significa:
    non abbiamo intenzione di utilizzare la legge uscita dalla consulta perche ce ne costruiremo una nuova che ci calzi a pennello e vi penalizzi e intanto becchiamo il vitalizio e facendo passare un anno e mezzo “ripuliamo” la faccia a Renzi per le elezioni primavera 2018

      • Visto l’epocale precedente (pur non essendo in common law) che succederebbe alle prossime leggi elettorali “sospettate” di incostituzionalità che avranno già determinato i propri effetti sulla composizione delle Camere?

        Certo che se la Consulta considerasse l’Italicum sostanzialmente “proporzionale e ragionevole” non ci sarebbe tale “rischio”, ma non è questo il punto giacché il “precedente” della 1/2014 sembra evidenziare un vulnus.

        Questo aspetto inquietante della sentenza 1/2014 non mi risulta sia stato discusso da chiunque ci si aspetterebbe in grado di farlo: dovrei desumere sia infondato ma non posso farlo certo “interpretando il silenzio”.

  • Premesso che a noi italiani è andata meglio che agli americani, almeno noi abbiamo un governo tecnicamente legittimo, in America invece è in corso un putsch sostenuto dalla CIA, che si è inventata le prove del coinvolgimento russo nella elezione di Trump(la stessa CIA che in 69 anni ha sovvertito una quarantina di governi) per invalidare le elezioni.

    Sono convinto che il Presidente della Repubblica, in realtà non sia gran ché preoccupato della legge elettorale, quella in un modo o nell’altro verrà prodotta.
    Credo che al Presidente interessi di più avere un governo che metta in sicurezza il sistema bancario(probabilmente una battaglia contro i mulini a vento), che faccia i selfies al G7, che prepari il picnic della Libia e via dicendo.
    Mi sa che questo governo durerà almeno fino ai primi del ’18, giusto per festeggiare il centenario della fine della prima guerra mondiale.

  • Illustri frequentatori,
    come saprete, tra le fonti di notizie di questo blog c’è l’ACME NEWS.
    Ieri durante la diretta precedente il giuramento è avvenuto un fatto insolito che meriterebbe il condizionale.
    Sembra, e sottolineo sembra, che la ACME NEWS si stata hackerata dalla Rai.
    Infatti il telecronista ad un certo punto ha detto che la Merkel si sarebbe congratulata per la velocità con cui è stata risolta la crisi.
    Traccia di questa notizia non sono riuscito a reperire, neppure attraverso un’agenzia di stampa tedesca. Saro stato io poco provetto?
    Delle due l’una: o la fonte è la ACME NEW, oppure la Merkel è intervenuta.
    La gravità della prima ipotesi non ha bisogno di commenti.
    La seconda sarebbe ancora più pesante.
    Frau M. è un capo di governo e non di stato che dovrebbe imparare a farsi gli affari di casa sua.
    Vota in Italia? No !
    Allor, c’ wuà acchiann?

  • Riguardo la durata di Gentiloni, quanto farebbe comodo un appoggio da parte di Berlusconi? (abbastanza direi)
    Questa scalata a mediaset da parte di vivendi ha un po’ tempi sospetti..
    In fin dei conti, il cavaliere potrebbe giovare di un intervento statale per sbarrare la strada a Bollore.. magari il prezzo per questo intervento sono un paio di voti?

  • Ho letto commenti veramente senza senso… Ragazzi Gentiloni è solo un fantoccio! L’Italia non ha più speranza è solo un paese alla deriva. Non c’è un polito all’altezza di quest’incarico secondo me questo è il problema principale che abbiamo!!
    Sono solo tutti legati alla poltrona e nessuno ha amor di patria.

    Passo e chiudo!

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