La politica della paura: il modello greco e la strategia della tensione in Italia (1969-1974)
La politica della paura: il modello greco e la strategia della tensione in Italia (1969-1974)
La notte del 20 agosto 1965, una serie di incendi dolosi si svilupparono in tutta Atene. La responsabilità venne addossata ad imprecisati “estremisti di sinistra”. Più tardi sarà chiaro che ben altra era la mano che aveva acceso il cerino.
Il 22 maggio 1963 il deputato della Sinistra Grigori Lambrakis era stato assassinato; ne era seguita un’inchiesta giudiziaria (seguita d un giovanissimo magistrato Christos Sartzetakis) che, partendo da alcuni squadristi locali, si era spinta sempre più in alto, sino a lambire i vertici della Polizia, lo Stato Maggiore dell’esercito e, dietro essi, l’ombra degli ambienti di Corte (chi ne ha voglia, si riveda lo straordinario film di Costa Gavras “Z: l’orgia del potere”).



omicidio colposo nella persona di Gabriele Sandri. Una sentenza indecente.
dai terremotati aquilani, vivo apprezzamento di Obama e congratulazioni degli altri… Anche la temuta scossa di terremoto –in vista della quale erano già stati approntati i piani di trasferimento del G8 a Roma- non c’è stata: l’uomo è fortunato.
esponenti politici dei due poli starebbe pensando di uscire dai rispettivi partiti per dar vita ad una “Lega sud”. Secondo tali voci, interessati all’operazione sarebbero il presidente della regione Campania Antonio Bassolino, quello della Puglia Nichi Vendola, quello della Sicilia Raffaele Lombardo, il sindaco di Bari Michele Emiliano, l’ex sindaco di Lecce e ministro Adriana Poli Bortone, il forzista Gianfranco Micchichè. Peraltro ciascuno intenzionato a fare le scarpe agli altri.