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Autore: Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Lunnai si schiera: speriamo che vinca Franceschini.

Lunnai si schiera: speriamo che vinca Franceschini.


La nobile battaglia per la leadership del Pd sta entrando nel vivo e non intendiamo sottrarci al dovere di schierarci e dare il nostro contributo. Lo diciamo subito e senza ambiguità: siamo per Franceschini, l’erede diretto e legittimo di Walter Veltroni, che ne porterà a compimento l’opera.
Quando Walter il Grande ne assunse il comando, il Pd era un partito con 229 deputati (con i radicali) e 111 senatori,  al comando di una coalizione con  340 deputati e 148 senatori. Nel giro di pochi mesi, Walter lo portò a  217 deputati e 119 senatori, ma, soprattutto, al comando di una coalizione con il solo Di Pietro per un totale di 246 deputati e 133 senatori: Walter aveva fatto la guerra ai suoi ex alleati  e li aveva sbaragliati tutti! E così era garantita la vittoria piena di Berlusconi.

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La crisi è finita. Quasi. Forse. Si, Però.

La crisi è finita. Quasi. Forse. Si, Però.


Sembra ormai che la crisi sia finita. e la ripresa cominciata. Così si affannano a spiegarci sia la Fed che la Bce segnalando i timidi accenni di ripresa produttiva in Usa, Germania e Francia e i primi rialzi di borsa. Poi il coro degli economisti (quelli stessi che non avevano visto la crisi  sino ad una settimana prima che arrivasse) che assicurano che abbiamo scampato il pericolo di una nuova depressione come nel 1929.
E, dunque, di che ci preoccupiamo? “Il peggio sembra essere passato” come cantava qualcuno.
Poi, però, succede che la borsa di Shangai faccia uno starnuto e, in poche ore l’euforia sparisce e le borse occidentali ricomincino a ballare la rumba.
E così gli economisti ci spiegano che la ripresa c’è, ma è slow. Anzi… cioè.. nella misura in cui… Insomma: è lenta e non è rock .

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Spigolature d’estate.

Spigolature d’estate.


1- Sembrerà strano, ma, per una volta siamo solidali con il Cavaliere. Leggiamo che le trattative fra i cinque figli e la moglie sul suo testamento si sono interrotte perchè è stato impossibile trovare un accordo. Del mancato accordo non può importarcene di meno, ma questo fatto che gli eredi discutano della successione, in presenza del de cuius ancora vivente, ci sembra una cosa da cannibali.
…Quando si dice che i figli “so’ piezze e’core”…

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Tangentopoli e i suoi eredi.

Tangentopoli e i suoi eredi.


Il lungo commento di Francesco Pansera al mio articolo sulla “lettera aperta di Nichi Vendola”, mi stimola ad anticipare una riflessione su “Mani Pulite” ed il suo significato nella storia dell’Italia repubblicana. Era un cosa che avevo in mente per l’autunno prossimo, ma visto che ci siamo, iniziamo a parlarne.

Prima, però, una brevissima nota su Vendola: non escludo nulla e può benissimo darsi che i servizi stiano intervenendo per ragioni connesse al malaffare sanitario e che i guai di Vendola siano solo un effetto collaterale. Tutto può darsi, ma o Vendola ne sa qualcosa di più, ed allora ha il dovere di parlare, o non la sa, ed allora è alla canna del gas.
Fino a quando lui non chiarisce e non emergono elementi concreti, non possiamo consumarci la testa a fare ipotesi. Per ora è solo una boutade di ferragosto che, sinora, non ha avuto nessun seguito salvo un intervento di Bertinotti su L’Altro.

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Spigolature d’estate: Chieti è meglio di Harvard.

Spigolature d’estate: Chieti è meglio di Harvard.


E’ ferragosto e ce la prendiamo un po’ con calma con cose più leggere suggerite dalla lettura di giornali di agosto, più ricchi di gossip che di alta politica (oddìo, anche negli altri mesi non è che ci sia da scialare…)
Classifiche universitarie e di maturità:  ovvero: come si fa a stabilire se Chieti è un centro di eccellenza come Harvard? Come si sa, sul finire di luglio il ministero ha pubblicato la classifica delle università italiane premiando con fondi speciali le 25 più meritevoli. Ne sono seguite polemiche a non finire sui criteri che, in effetti erano tutti da ridere. Uno era quello in base al quale erano premiate le università che facessero il minor ricorso possibile a docenti esterni a contratto.

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Caro Battista, io non dimentico Pasolini…

riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Francesco “Baro” Barilli

Caro Battista, io non dimentico Pasolini


Il 27 luglio, sul Corriere della Sera, Pierluigi Battista ha invitato i suoi lettori a dimenticare il Pasolini di “Io so”. Lo conforto: gli italiani non hanno bisogno di simili inviti, già da soli sono bravi a dimenticare i propri intellettuali. Al massimo ne salvano qualche citazione, buona per fare bella figura in un salotto, e tanto basta. L’invettiva di Pasolini di fronte alle stragi di quegli anni (ne sarebbero seguite altre dopo l’articolo del poeta e dopo la sua morte) costituirebbe secondo Battista “l’espressione del peggiore Pasolini, l’esaltazione meno sorvegliata dei vizi che hanno devastato la fibra etica del ceto intellettuale italiano”. Ma soprattutto, sempre secondo la stessa fonte, nelle parole di Pasolini “la ricerca empirica delle prove, e persino degli indizi, diventava esercizio ingombrante, fatica superflua”.

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La lettera aperta di Nichi Vendola.

La lettera aperta di Nichi Vendola.


Strana iniziativa, questa di Vendola, che ha scritto una lettera aperta al Pm Desirè Di Geronimo, accusandola di prestarsi inconsapevolmente ad  una operazione politica contro di lui e lamentando una serie di  comportamenti che egli ritiene irregolari.
Strana, innanzitutto perchè Vendola non è indagato, ma si comporta come se lo fosse. Considera l’inchiesta, sinora rivolta contro altri indagati, come rivolta contro di sè. Ma, in questo modo, dà la sensazione di “buttare le mani avanti” in vista di un prossimo avviso di garanzia.

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Feltri torna al Giornale

Feltri torna al Giornale


Che dopo il G8 sarebbe scattatala controffensiva berlusconiana è cosa che avevamo detto proprio in questo sito. Ora vengono i primi segnali: il malumore del Presidene del Consiglio verso i suoi ministri, che, come i tuoni lontani annuncino il temporale in arrivo, fa presagire un prossimo rimpasto di governo; poi i mal di pancia nel PdL che fanno prevedere anche lì qualche tempesta con sostituzioni ed azzoppamenti. E, sin qui, siamo al riordino interno di squadra. Ora arriva la notizia della nomina di Vittorio Feltri alla direzione del “Giornale” quel che può significare solo una cosa: che l’house organ di casa Berlusca si appresta a mettere da parte le buone maniere di Giordano e passa all’artiglieria campale pesante.

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Lo scandalo alla Regione Puglia ed altre storie.

Lo scandalo alla Regione Puglia ed altre storie.


Una settimana fa, la Procura della Repubblica di Bari ha ordinato la perquisizione di tutte le sedi di quasi tutti i partiti della sinistra barese (Pd, Sinistra e Libertà, Prc, Socialisti autonomisti e Lista per Emiliano), alla ricerca di documenti relativi alla sanitopoli barese. Si parla di avvisi di garanzia per esponenti politici sia a livello regionale che nazionale, mentre sicuramente uno è stato recapitato alla ex presidente della Asl che si era molto distinta, un anno fa, nel sostegno alla mozione Vendola nel congresso di Rifondazione.

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