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Autore: Aldo Giannuli

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Perchè Berlusconi pensa alle elezioni anticipate.

Perchè Berlusconi pensa alle elezioni anticipate.

Sin qui l’evoluzione dello scontro fra Berlusconi ed i suoi avversari non ha riservato molte sorprese: avevamo previsto a luglio, se la “spallata” in occasione del G8 non fosse andata in porto, sarebbe seguita una furibonda controffensiva berlusconiana fatta di scandali contro i giornali nemici e di purghe contro i sostenitori tiepidi come Fini. Puntualmente è quel che è accaduto. Ma alcune cose sono andate oltre il segno.
In primo luogo l’attacco a Boffo ha compromesso i rapporti con la Chiesa forse irreparabilmente. In Curia non dimenticheranno facilmente un episodio che ha alterato i rapporti interni sulla base di un attacco proveniente da  fuori e su un terreno come quello dell’omosessualità che è un nervo troppo scoperto.
In secondo luogo, l’attacco a Fini sta portando molto vicino ad una scissione del PdL.

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La grande Serracchiani

La grande Serracchiani


Caro Algido,
Serracchiani: chi era Costei? Da dove sorge? Come funziona? Che numero di scarpe porta? Cosa pensa? Pensa?
Algido: illuminami!


un Uomo che non sa!


Caro Amico,

come sarebbe? Non sai chi è Debora Serracchiani? Come è possibile che ti sia sfuggita questa figura centrale del dibattito politico europeo?
Lacuna grave la tua, che cercherò di colmare pur se brevemente.

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lettera aperta ad Adriano Sofri

Sul “Foglio” del 2 settembre Sofri scrive: “ho riletto in questi giorni “L’Armata a cavallo” di Babel. Ha previsto la scomparsa delle api e degli ebrei dal 1924!”.

Caro Adriano,

d’accordo –e preoccupato- per le api, un po’ meno d’accordo –ma pur sempre preoccupato- per gli ebrei. Sin dai primi anni settanta, sono stato un sostenitore del diritto ad esistere di Israele (quando, se non mi inganno, Lotta Continua diceva cose un po’ diverse) e mi ritengo tutt’ora un amico di Israele, ma, sinceramente, mi pare che il rischio maggiore lo stanno correndo i palestinesi, dei quali mi ritengo non meno amico.
Gli insediamenti dei coloni ebrei in Cisgiordania –peggio che un crimine- furono un tragico errore politico (cito un autore che certamente non ami). Il muro lo perpetua.
Conoscendo la tua sensibilità personale ti dedico queste foto di Giorgio Palmera–giovane fotografo di grande talento- che parlano di quel muro.
Non credi che dovremmo fare di più per premere su Israele perchè rinunci a quel muro che disonora un popolo che non lo merita, avendo subito la recinzione nei lager nazisti ed offre solo una momentanea ed illusoria sicurezza?

Tuo Aldo, 9 settembre ’09

Al Jidar: is there anybody out there?

fotografie di GiorgioPalmera, introduzione di Gino Bianchi.

in caso di problemi nella visualizzazione delle foto potete vederle anche qui: foto1, foto2, foto3, foto4

La costruzione del muro nella West Bank ha avuto inizio nel 2002 con lo scopo di prevenire gli attentati kamikaze e quindi garantire sicurezza al popolo israeliano nel proprio territorio.
Ora una barriera di cemento alta nove metri e lunga centinaia di chilometri si pone come uno scudo a dividere due popoli, isolandoli e ostacolando qualsiasi tentativo di dialogo e di confronto. Il mostro d’acciaio, con il suo andamento irregolare, si insinua in città e villaggi senza alcuna logica apparente, taglia in due quartieri e strade facendo sì che unità familiari e sociali vengano separate e isolate, creando enormi disagi e umiliazioni a chi si trova a vivere nelle vicinanze del muro.
Per costruirlo sono state confiscate case e terreni, sono stati rasi al suolo interi quartieri e distrutti ettari di terra coltivata che apparteneva ai contadini palestinesi; sono state create zone isolate completamente circondate dalla barriera, prive di ospedali e servizi costringendo migliaia di persone a vivere un’odissea quotidiana solo per raggiungere il posto di lavoro o la scuola.

Pensare a restrizioni di movimento al giorno d’oggi è piuttosto difficile; ci sembra impossibile che qualcuno possa impedirci di andare al lavoro, a scuola, a fare la spesa, che in qualche modo qualcuno ci possa intrappolare in uno spazio chiuso, dicendoci dove possiamo andare e dove no, cosa possiamo fare e cosa no; non tollereremmo mai che ci venissero poste delle barriere al fare ciò che è un nostro diritto per il semplice motivo di appartenere al genere umano, di poter decidere autonomamente della nostra libertà.
Così non è per le centinaia di migliaia di palestinesi che vivono nella West Bank a ridosso del muro, che lo stato Israeliano ha deciso di costruire a dispetto del parere delle Nazioni Unite e della società civile.
Il muro serve a tenere i terroristi lontano da Israele, così ci hanno detto: ma non ci hanno detto di tutte quelle persone che per questa necessità di sicurezza si sono viste sottrarre la terra e distruggere le case, costrette a fare ore di fila davanti ai check-point solo per andare a lavorare o per farsi visitare in un ospedale che solo due anni fa potevano raggiungere in pochi minuti.

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Smettiamo di odiarlo!

Vogliamo liberarci di Berlusconi? Smettiamo di odiarlo!

1- Avevo chiesto ai lettori antiberlusconiani di questi sito (il 95% del totale, immagino) se fossero disposti a qualsiasi cosa, pur di liberarsi di Berlusconi. Sono arrivate 10 risposte, non moltissime, ma abbastanza per sondare un po’ tutti gli umori presenti. Ringrazio per l’attenzione e vengo alla risposta che avevo promesso.
Siete davvero disposti a tutto  pur di liberarvi di Berlusconi?  Bene: smettete di odiarlo.

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Spigolature d’estate 4:

Spigolature d’estate 4


1- Come previsto la “guerra civile del gossip” infuria. Il conto da pagare sarà salatissimo, ma per il paese, prima ancora che per i contendenti. Forse è arrivato il momento di rifletterci un po’ su e di trovare nuove regole di convivenza.  In primo luogo ci sembra il caso di rifìdefinire le norme sulla privacy stabilendo un po’ più chiaramente cosa possa essere pubblicato e cosa no, anche in relazione al diverso profilo istituzionale dei soggetti: un privato cittadino non è il Presidente della Repubblica o il Ministro degli Esteri ed ha più diritto ad essere tutelato.

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Saluto ad un compagno che ci ha lasciati.

Saluto ad un compagno che ci ha lasciati.


Il 9 settembre 1943 la divisione Hermann Goering si stava ritirando da Bari verso il nord, incalzata dall’avanzata degli Alleati, ma, prima di abbandonare la città, ebbe l’ordine di far saltare gli impianti del porto.
La popolazione del borgo antico insorse rispodendo all’appello del generale Michele Bellomo (peraltro al comando di pochissimi soldati che non si erano sbandati). Quando la situazione stava mettendosi al peggio, ed i tedeschi stavano

Michele Romito
Michele Romito

entrando nel porto, un ragazzino di 15 anni, Michele Romito, si arrampicò sull’arco di San Nicola e lanciò due bombe a mano che incendiarono un camion tedesco. Il passaggio rimase ostruito ed il porto fu salvo.
Fu una insurrezione spontanea popolare, i partiti antifascisti, formati da pochissimo, vi ebbero una parte marginalissima.
Per quell’episodio Bari fu insignita della medaglia d’oro al valor civile.
Michele, che conoscevo benissimo, non si dette mai arie da eroe. Consiglio di vedere nel web l’intervista concessa a Telestreetbari poco prima di morire: è in barese stretto ma c’è la traduzione scritta.
Nelle occasioni commemorative della Resistenza non ricordo di averlo mai visto seduto al tavolo della presidenza dove, peraltro, non mancavano falsi antifascisti e pretesi resistenti.
Fu sempre comunista.
Il 31 agosto scorso è morto poverissimo, come sempre era vissuto.
Non amo parlare della mia città di provenienza, ma era un dovere farlo per salutare una delle più belle figure dell’antifascismo popolare. Un compagno ed un amico.

Aldo Giannuli, 2 settembre ’09

Rivelazioni di Algido Lunnai sui festini di Villa Certosa…

Rivelazioni di Algido Lunnai sui festini di Villa Certosa…


Caro Algido,


non capisco cosa accade. La promessa riscossa del Cavaliere  tarda a venire, anzi inclina a diventar disfatta. Ma cosa fanno Feltri, Ghedini e gli altri? Come lo difendono? A me sembra peggio la difesa dell’attacco.
Inizio a sospettare che Feltri e Ghedini siano agenti  comunisti travestiti.
Sono disorientato, illuminami!


Leopoldo Castiglione delle Stiviere

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una domanda…

Vorrei fare una domanda agli anti berlusconiani che mi leggono (vale a dire  la schiacciante maggioranza di quanti seguono questo sito):

MA DAVVERO SARESTE DISPOSTI A USARE QUALSIASI MEZZO PER SBARAZZARVI DI BERLUSCONI?

Risponderò nel prossimo editoriale.

Aldo Giannuli

Il contrattacco di Berlusconi e la “guerra civile del gossip”.

Il contrattacco di Berlusconi e la “guerra civile del gossip”.


Siamo stati facili profeti prevedendo la controffensiva berlusconiana e la connessa nomina di Feltri al “Giornale”: puntuali come una cambiale sono arrivati gli attacchi personali a De Benedetti, ai direttori di “Repubblica” ed “Avvenire” ecc., poi la querela a “Repubblica” e l’annuncio di quelle ai giornali inglesi e spagnoli, gli attacchi a Fini apertamente trattato come un traditore ecc.
Quel rigo nel quale si dice che la polizia aveva già segnalato Boffo per le sue pretese frequentazioni omosessuali ci fa capire che quella è roba che viene dall’archivio di qualche servizio: la stessa cucina dalla quale arrivano in tavola gli altri piatti.

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