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Autore: Aldo Giannuli

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giovedì 10 dicembre: “Il grande vecchio”

10 dicembre 2009, ore 17
Milano, Facoltà di Scienze politiche, v. Conservatorio 7

presentazione del libro:

“IL GRANDE VECCHIO”

Piazza Fontana e la strategia della tensione.

Ne discuteranno i professori:

Roberto Chiarini

Aldo Giannuli

Paolo Mieli

Nicola Tranfaglia

martedì 1 dicembre: 1969-2009: Piazza Fontana: la strage è di Stato!

martedì 1 dicembre alle 20,45
Spazio Guicciardini,
via M. Melloni 3, l’incontro

1969-2009: Piazza Fontana: la strage è di Stato!

Interverranno:
Mauro Decortes, Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa
Saverio Ferrari, Osservatorio democratico sulle nuove destre
Aldo Giannuli, ex-consulente della Commissione stragi
Piero Scaramucci, giornalista
Federico Sinicato, avvocato dei familiari delle vittime di piazza Fontana e di piazza della Loggia

Coordina Lorenza Ghidini, Radio popolare

Giovedì 3 dicembre: giornata in memoria della strage di piazza Fontana

Giovedì 3 dicembre
Casa della Cultura di Milano, via Borgogna 3, Milano MM1 S. Babila

Giornata in memoria della strage di piazza Fontana

ore 17,00: proiezione del documentario:

La forza della democrazia.

di Stajano, Fini, Campigotti

a seguire

presentazione del libro:

Una storia quasi soltanto mia.

di Licia Pinelli e Piero Scaramucci
Feltrinelli

intervengono
Dario Fo, Carlo Ghezzi, Marino Livolsi, Bruno Manghi, Elena Paciotti, Franca Rame, Onorio Rosati, Piero Scaramucci, Carlo Smuraglia, Ferrucio Capelli, Aldo Giannuli

saranno presenti le figlie Claudia e Silvia Pinelli

casadellacultura.it

12 dicembre 1969: dalla bomba di Piazza Fontana alla stagione delle stragi

Sabato 12 dicembre 2009 ore 17,00
Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana, via F.lli Bandiera 19 – Imola

GRUPPO STUDI SOCIALI “Errico Malatesta”
Presenta

12 DICEMBRE 1969:

DALLA BOMBA DI PIAZZA FONTANA ALLA STAGIONE DELLE STRAGI


Intervengono:
Luciano Lanza, giornalista, responsabile della rivista Libertaria, autore di “Bombe e segreti. Piazza Fontana: una strage senza colpevoli”

Aldo Giannuli, ricercatore di Storia all’Università di Milano, consulente della Commissione Stragi e di numerose procure, autore di “Bombe a inchiostro. Luci e ombre della Controinformazione tra il ’68 e gli anni di piombo”

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21 novembre, a Cinisello Balsamo

Sabato 21 novembre ’09 la sezione dell’A.N.P.I. di Cinisello Balsamo , organizza, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, un’iniziativa pubblica in occasione del 40° anniversario della strage di Piazza Fontana.
Un momento di riflessione a tanti anni  da quella terribile strage, con l’intento di ricordare, ma soprattutto di osservare da un punto di vista storico i tragici accadimenti legati alla  strategia della tensione e alle stragi che per anni hanno insanguinato il nostro Paese determinando una svolta nel modo di fare politica e di percepire le istituzioni. Un approfondimento storico che abbia anche la capacità di parlare al presente, analizzando i livelli di conoscenza e di percezione diffusi nella società civile, in particolare nelle nuove generazioni.

La privacy è uguale per tutti? Un problema politico.

La privacy è uguale per tutti? Un problema politico.

Qualche giorno fa ho partecipato ad un dibattito in materia di privacy ed è insorta la questione relativa ai dati sensibili da tutelare. La legge, in verità, è un po’ indefinita e lascia margini interpretativi un po’ elastici. In particolare il problema riguardava quello dei dati relativi alla salute personale. Ovviamente, il legislatore considera questa materia come coperta dall’obbligo di riservatezza e riguardante la stretta sfera personale. Ma è sempre così?

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Tutto va ben, madama la Marchesa…

La crisi è finita: tutto va ben, madama la Marchesa…

Quelli che –come me- sono “diversamente giovani”, ricorderanno una divertente canzoncina (credo degli anni cinquanta) “Tutto va ben madama la marchesa…”: rispondendo al telefono, un compitissimo maggiordomo rassicurava la sua padrona che al castello andava tutto bene, molto bene, a parte un piccolissimo incidente, la morte del cavallo. Alla successiva domanda della signora, il domestico spiegava che la morte era avvenuta per asfissia durante l’incendio delle scuderie, ma, a parte questo, andava tutto a gonfie vele. Preoccupata la dama chiedeva come mai si fossero incendiate le scuderie sentendosi rispondere che l’incendio si era propagato dal castello in fiamme, ma, a parte questo, “tutto va ben madama la marchesa”. Ma come era accaduto l’incendio del castello? Perchè i vecchi mobili avevano preso fuoco da uno dei ceri accanto al catafalco del signor Marchese che si era suicidato il giorno avanti. Ma “a parte questo, tutto va ben, madama la Marchesa”…

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Ci mancava Marrazzo.

Ci mancava Marrazzo.

Nei giorni scorsi le prime pagine di tutti i giornali erano saldamente occupate dal “caso Marrazzo”, un nuovo scandalo a luci rosse: decisamente questo paese non sta perdendo occasione di esser poco serio. E’ arrivato il momento di dire che delle avventure sessuali dei nostri politici –che si chiamino Marrazzo, Boffo, Berlusconi o come vi pare- non ce ne può fregare di meno e che i giornali la piantino di deliziarci con queste storie che, una volta, erano biada per i giornaletti scandalistici per domestiche e camionisti (con tutto il rispetto per queste due categorie).
Mentre i giornali dedicavano paginate intere a questo futilissimo episodio, passava in cavalleria un’altra cosa di ben altro peso: lo strano viaggio di Berlusconi in Russia.

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Ma davvero qualcuno vuole uccidere Berlusconi?

Ma davvero qualcuno vuole uccidere Berlusconi?
Forse si, ma non quelli che dicono.

Da una settimana “Il Giornale” ha iniziato a martellare sul tema della campagna di odio della sinistra che preluderebbe ad un attentato al Cavaliere. La cosa è iniziata con un pisquano qualsiasi, presentato come “un dirigente del Pd” (segretario di un circolo di paese) ed è proseguita con una generica segnalazione dei servizi sul pericolo di un attentato da parte di qualche esaltato per arrivare, ieri, alla notizia che in ben 11.000 siti si rintraccerebbero progetti omicidi del genere.
C’è da prendere la cosa sul serio?

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L’armata del Cavaliere nero: 2. I populisti.

L’armata del Cavaliere nero:
2. I populisti.

Vedo che il precedente pezzo è stato letto all’insegna di un crescente pessimismo: quasi un invito a rassegnarsi all’impossibilità  di cambiare questo paese. Non è così, per lo meno, non è quel che penso, anzi sono convinto che il blocco avversario sia tutt’altro che privo di debolezze e destinato a durare in eterno.  Il Cavaliere non è un Samurai imbattibile e il suo blocco non è più invincibile di lui. Ma di questo parleremo più avanti. Per ora stiamo solo “passando in rassegna” la sua armata.

Come si sa, per i greci la democrazia aveva la sua forma degenerativa della demagogia, identificata come prevalere delle istanze più basse del popolo incolto. La democrazia, al contrario, era fondata sul principio di responsabilità politica cui il popolo doveva essere educato. Polibio definì “oclocrazia” il governo della feccia priva di cultura e senso della polis.

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