L’Austria ed il passaporto ai sudtirolesi: boutade o episodio grave?

Nel panorama mediatico italiano una notizia che non ha avuto la rilevanza che meritava è la volontà dell’appena insediato Governo Austriaco del giovane Kurz di voler dare cittadinanza a tutti i cittadini sudtirolesi. Dopo la tiepida, per non dire “bollita”, risposta del Ministro degli Esteri Angelino Alfano che dichiarava la delicatezza della questione, il Governo austriaco ha poi fatto un passo indietro e smorzato i toni, parlando di cooperazione con il Governo Italiano.

Di pochissimo conto, sicuramente la provocazione è servita anche, e soprattutto, a scopo di consenso interno, ma non ci sarebbe da stupirsi se tra un anno e mezzo ci trovassimo di fronte al fatto compiuto dei sudtirolesi che si vedono recapitarsi per posta la lettera dove gli veniva annunciata la cittadinanza austriaca.


È per questo che la notizia non andava trascurata di così buon grado, di pari passo ai secessionismi, sembra andare ritrovandosi una dimensione imperiale delle ex nazioni che si consideravano tali. Gran Bretagna in primis, dopo la decisione di uscire dall’Unione Europea potrà tornare alle sue origini di cerniera tra il vecchio continente e il nuovo, le Americhe – gli USA in particolare – ma non solo, cerniera anche tra le regioni dell’ex Commonwealth britannico.

In seconda posizione troviamo sicuramente la Francia, che con l’insediamento del nuovo presidente Macron ha anch’essa ricordato di essere stata in precedenza una potenza coloniale. La dimostrazione è il rinato attivismo del novo presidente, dopo la disastrosa presidenza Hollande, che ha subito capito l’importanza della politica estera francese soprattutto nell’ex orticello di casa della francafrique. In questo senso va il sostegno al G5 del Sahel – fortemente voluto dal presidente Macron – che vedrà l’invio di un contingente militare (italo-francese) con compiti d’addestramento delle forze anti-terrorismo del contingente del G5.
Non è da meno, il tentativo chiaramente imperiale espresso dal nuovo Presidente Austriaco Kurz, che nel tentativo di un dividi et impera, cerca di minare l’integrità di uno Stato che risulta suo alleato, ma a cui, in fin dei conti, non è mai andato giu. Come non è mai andato giù agli austriaci l’esito della prima guerra mondiale che li vede perdere quasi sette ottavi del loro impero, compresi pezzi di Stato in lingua, e tradizione, tipicamente austriaca: il Sudtirolo. La strategia è appunto quella di fomentare il revanscismo pro-austriaco, nell’attuale contesto altamente favorevole dopo che è stato aperto il vaso di pandora facendo scoppiare i risentimenti nel vecchio continente: Catalani, Scozzesi, Corsi, Veneti, e chi più ne ha più ne metta.

La tattica austriaca è sempre la stessa, come accadde per la guerra in Jugoslavia, dove furono i primi (assieme agli Ungheresi) a riconoscere l’indipendenza Slovena e Croata, fomentando la guerra che poi insanguinerà i Balcani e potendo tornare ad avere maggiore influenza, soprattutto economica, sulle vecchie zone che un tempo possedeva. Certo, la situazione lì era ben diversa e incancrenita da tempo. Ma non dimentichiamoci che nei primi anni del dopoguerra vari gruppi separatisti anche nel Sudtirolo infiammarono la zona con attentati e violenze, con larga approvazione della popolazione che arrivava a non servire nei ristoranti la clientela di lingua italiana.

D’altronde il nome che ancora reca la nazione austriaca è: Österreich, che tradotto letteralmente significa “Impero Orientale”. Si può capire perciò che i tentavi neo-imperiali austriaci di revanscismo e stimolo dell’anima di lingua tedesca del Sudtirolo minano in prima persona il nostro Stato nazionale, costringendoci ad una reazione che non può e non deve essere solo accennata, ma concreta. Soprattutto perché se il Sudtirolo dovesse staccarsi dal nostro paese per tornare austriaco, non sarebbe più volontà di indipendenza, ma annessione. Cosa che rappresenta un significato geopolitico ben diverso e che va fermato in ogni modo.

Andrea Muratore

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Ivan Giovi

Ivan Giovi

Ivan Giovi, classe 1994, laureato in Economia e Management alla Statale di Milano e Laureando magistrale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Economia e politiche del settore pubblico. Laureato in triennale con una tesi di politica economica sul Divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia; collabora con il sito di Aldo Giannuli dal luglio 2017.

Comments (33)

  • Non dimenticherei il ruolo che hanno avuto i Servizi italiani nell’esacerbare la questione sudtirolese, vera e propria prova generale della successiva strategia della tensione.

  • ACME NEWS
    Fallita l’Inedita alleanza tra la neutrale Svizzera e la neutralizzata Austria in funzione anti italiana.
    Il Ministro Italiano dell’economia ha finalmente preso posizione di fronte all’ipotesi ventilata dal neo eletto Cancelliere austriaco, Kurt Bass, di dare la cittadinanza ai Sud Tritolesi.
    Da via XX Settembre hanno fatto sapere che per ogni passaporto regalato ai sud Tritolesi il tesoro austrico doveva accollarsi anche la quota di debito nazionale pro capite.
    Fatti due conti, Vienna ha fatto una controproposta a Roma, ovvero di regalargli, a costo zero, un certo numero di nord africani, imposti dalle quote UE.
    Intanto a Roma, nel ministero degli esteri, si sta studiando una ipotesi per cambiare i confini dell’Italia.
    Che razza di alleati ci troviamo: uno peggio dell’altro !!

  • Mi ricordo che una volta c’era un uomo che a Roma credeva di essere erede politico degli antichi romani … fascio littorio, Urbe, figli della lupa, vespasiano …ma poi finì male.
    Lo stesso in Francia: un bassotto che se la tirava come nessun altro, perchè cannoneggiava ogni cosa che gli capitasse a tiro. Detto tra noi, era un ladro di argenteria.
    Che gente !!

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    Venceslao di Spilimbergo

    Buonasera Esimio signor Muratore
    Concordo con buona parte del suo interessante articolo: la Repubblica Federale Austriaca, nostro avversario storico alla pari della Repubblica Francese, sia per ragioni di politica interna (accentuate in seguito dei risultati delle ultime elezioni) sia per ragioni di carattere geopolitico, sta tentando per l’ennesima volta dal 1919 di riappropiarsi (seppur indirettamente) della sua ex provincia del “Mitteltirol”. Siffatta intenzione non ci dovrebbe stupire, come non dovrebbe suscitare sconclusionate ed esagerate reazioni emotive : è nell’ordine delle cose che un Paese cerchi, nel limite delle proprie capacità, di salvaguardare e se possibile espandere i propri interessi nazionali… tanto più se al centro dei suoi desideri può riscontrare una terra verso cui avverte un forte legame di carattere culturale (se non addirittura ideologico) e molteplici appettiti, tanto militari (chi controlla l’Alto Adige controlla la via di accesso al Nord Italia) quanto economici (la Provincia di Bolzano diverrà particolarmente interessante sotto questo aspetto una volta che sarà completata la linea ferroviaria ad alta velocità sotto il passo del Brennero). La rapidità dell’azione (giuridcamente simbolica, ma oltremodo significativa) effettuata da Vienna la possiamo spiegare sia come strumento politico che il giovane Cancelliere ha impiegato per placare il suo potente alleato di Governo (attenzione: il partito FPO non è Nazionalsocialista, come qualche giornalista ignorante lo ha descritto in Italia… è semplicemente una forza politica Nazionalista, con sfumature Liberali in campo economico), sia come accorta mossa tattica: il signor Kurz ha approfittato (in maniera encomiabile) delle debolezza tanto formale (fine legislatura) quanto sostanziale del nostro Esecutivo… che infatti non è riuscito a rispondere adeguatamente al gesto di “Ballhausplatz”. Inutile sottolineare che l’Austria, molto probabilmente, non abbia agito “autarchicamente”, a cagione delle sue ridotte dimensioni geopolitiche; come già avvenuto nel passato (per esempio negli Anni 60), anche in questa occasione Vienna avrà goduto del sostegno (indirettamente) di qualche altro Paese… interessato non per forza alla “questione Tirolese”, quanto piuttosto al rafforzamento dei rapporti con la Nazione Danubiana. Tolta dalla lista la Germania, sia perchè avente problemi interni che difficilmente le permetterebbero di imbarcarsi in una simile avventura, sia perchè non più in buoni rapporti con la “Hofburg”, è mia opinione che i maggiori sospettati siano da ricercare nell’Est Europa, tra i Paesi del cosiddetto “Visegrad”… Nazioni con cui siamo ahimé in difficoltà diplomatiche, tanto per la questione apertissima dei migranti, tanto per il nostro auspicio (da loro avversato; in particolare dalla Polonia) di migliorare la necessaria convivenza con Mosca… a dispetto della Repubblica Austriaca, che si sta da tempo avvicinando sempre più ad Esse sia per una teorica (!) vicinanza culturale sia per più concrete ragioni geopolitiche. Interessante il passo indietro compiuto dal Cancelliere: o spinto in tal senso dall’intervento di qualche Governo straniero (?) o frutto di una sua libera scelta (volta a contenere l’alleato di coalizione), indubbiamente questa sua ultima mossa ha contribuito a smorzare gli animi Italici (che si stavano ingenuamente surriscaldando oltre il dovuto). Pur non temendo che tutta questa vicenda possa rafforzare il fronte secessionista in Sud Tirolo (presente ma invero molto contenuto… della serie: “non si abbandona la vacca che da buon latte”) è comunque doveroso da parte nostra continuare a tenere sott’occhio la situazione affinché non degeneri involontariamente. Da parte nostra (mia e delle altre genti del Friuli- Venezia Giulia) continueremo a svolgere il nostro compito di “sentinelle della Patria”, nei limiti delle nostre capacità.
    La saluto augurandole ogni bene, una buona serata e un felice anno nuovo

    • @Venceslao di Spilimbergo
      … come non ringraziare per le risate i fondamentalisti Tritolesi, che dopo aver sbraitato contro l’Italia, fonte di tutti i loro mali, percepiscono i vitalizi pagati dalla Repubblica Italiana ??

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        Venceslao di Spilimbergo

        Buonasera Esimio signor Gaz
        La ringrazio per il commento che ha cortesemente offerto al mio scritto del 03 Gennaio scorso. Sono abbastanza d’accordo con Lei: indubbiamente la maggior parte della classe dirigente Alto Atesina/ Sud Tirolese ha troppi interessi, di natura soprattutto economica, per accettare di separarsi dall’Italia e intraprendere un serio progetto secessionista (il discorso cambia per gli estremisti ideologizzati, naturalmente). Quello che però rende, a mio personale parere, ancora più improbabile una separazione di Bolzano da Roma sono gli interessi, sia di carattere giuridico sia di carattere fiscale, che le popolazioni di quella terra hanno creato e valorizzato sin dagli anni 70; dubito fortemente che gli Alto Atesini/ Sud Tirolesi siano disposti a perdere tutti i vantaggi che sono riusciti (encomiabilmente!) a conseguire nel corso degli ultimi decenni… tanto più se appare certo sin da ora come non li riotterrebbero presso la Repubblica Federale Austriaca, ovvero presso lo Stato cui graviterebbero se uscissero dall’Italia. Paradossalmente si potrebbe affermare che lo “Stivale” ha proprio nelle genti Germaniche di quelle vallate i più fidati (in quanto interessati) alleati contro le ambizioni di “Ballhausplatz”… come già a suo tempo avevano compreso quelle due “vecchie volpi” di Moro e Andreotti.
        Ringraziandola nuovamente, la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

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        Venceslao di Spilimbergo

        Buonasera Esimio signor Mirko G. S.
        La ringrazio per il tempo che ha voluto cortesemente concedere al mio scritto di due giorni fa. Prendo atto del suo legittimo punto di vista… spero però non me ne vorrà se non lo posso condividere; ripeto e ribadisco quanto da me affermato nel precedente intervento: è mio convincimento che quello compiuto dal Cancelliere Kurz sia stato, in maniera alquanto evidente, “un passo indietro” rispetto alla posizione poco prima esposta… e come una “ritirata” è stato inteso anche dai “mezzi di informazione e opinione” Austriaci. Naturalmente non sussistono prove e/o testimonianze tali da far intendere che questo ripensamento da parte del Governo di Vienna non sia altro che una momentanea mossa tattica, a prescindere se presa in totale autonomia o indirettamente consigliata da qualche altro attore geopolitico (sicuramente non l’Italia)… questo però non ha impedito di riportare un poco di calma in una platea politica che si stava ingenuamente innervosendo più di quanto la presente questione meritasse. Si potrebbe addirittura dire che, politicamente ragionando, la “inversione di marcia” di “Ballhausplatz”(col conseguente smorzamento degli Italici animi) potrebbe costituire un potenziale svantaggio per la Nazione Danubiana e invece un potenziale vantaggio per la “Penisola”; il tutto a patto che Roma sappia approfittare della situazione. Vedremo come la faccenda si svilupperà nei prossimi mesi.
        Ringraziandola nuovamente per la disponibilità dimostrata, la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

  • Una annessione prevede varie cosette da parte del Paese che annette, tra le quali:
    1) l’occupazione militare del territorio;
    2) l’imposizione del sistema giudiziario e delle forze di pubblica sicurezza;
    3) il passaggio delle amministrazioni pubbliche in capo ai Ministeri del Paese occupante, secondo competenza;
    eccetera, eccetera.
    In più, nel caso in esame, fare carta straccia di svariati Trattati internazionali e, non ultimo, delle regole dell’Europa, organismo sovranazionale al quale aderiamo entrambi.
    Ciò detto, mi sembra questo un perfetto paradigma della pochezza e della miseria dei politici e dei governanti odierni; non solo quelli italiani, quindi. E non mi pare il caso di consolarsi con l’agletto del “Mal comune, mezzo gaudio”.
    Forse dovremmo davvero augurarci una III Guerra mondiale, o almeno europea, se si crede che solo miserie, fame, paura e morte fanno venir fuori il meglio dell’uomo e fanno emergere le persone eccezionali dal fango della mediocrità.

    • “In più, nel caso in esame, fare carta straccia di svariati Trattati internazionali e, non ultimo, delle regole dell’Europa, organismo sovranazionale al quale aderiamo entrambi.” Non gliene frega niente, Catalogna docet.

      • Si è visto come è finita.
        Peujemont è andato avanti al grido “se avanzo, seguitemi”, ma quando si è voltato si è accorto che non c’era nessuno. Sic transit gloria Catalana.

  • ACME NEWS
    Aspro dibattito in seno al Bundesrat austriaco tra maggioranza e opposizione.
    Il neo cancelliere Kurz ha reclamato per vie diplomatiche presso il Governo Italiano il rimpatrio dell’alpino Oetzi, meglio noto come Uomo del Similaun, sulla scorta della recente concessione allo stesso di un passaporto austriaco.

  • ACME NEWS
    Supergenialata di Trump. Il Presidentissimo degli Stati Uniti, in crisi nei sondaggi di gradimento per via del Russiagate, su suggerimento dello zio del Segretario di Stato, Rex Tillerson, starebbe valutando l’opportunità di concedere a Kim-un il passaporto a stelle e strisce. Il gesto, oltre che a favorire la distensione tra Corea del Nord e Estados Unidos, sottoporrebbe alla legge americana il dittatore coreano. Il Procuratore Wayne Scottfield si sarebbe dichiarato d’accordo e pronto ad incriminare Kim-un per lancio ostile e abusivo di missili. Dall’Italia l’on Salvini, con un’intervista al Corrire, ha tuonato contro lo strapotere dei giudici e si dichiarato pronto a prendere il posto di Kim-un in caso di arresto. A Washington valutano con prudenza la situazione, per non irritare gli alleati europei.

    • ACME NEWS
      Berlusconi ha annunciato in diretta dalle sue reti televisive di appoggiare il progetto di Salvini.
      In tal senso gli ha messo a disposizione il suo jet personale, con a bordo champagne-on ice e telefono satellitare.
      Si vocifera che nel cockpic dell’Executive ci sia la nipote di Al Sisi ai comandi.

  • ACME NEWS
    Nel crescendo di tensioni tra Austria e Italia, nonostante l’intervenuta firma della liberatoria ONU, la Svizzera si è formalmente schierata contro l’Italia, malgrado la sua ultra secolare neutralità internazionale. Infatti il governo di Berna, in solidarietà con Vienna, ha regalato all’Italia il Canton Ticino e i Grigioni italiani con gli italofoni che vi abitano, eredità delle guerre dei Lanzichenecchi e di religione.
    A Roma il governo Gentiloni teme di urtare la suscettibilità della Svizzera con un atto unilaterale di inclusione.

  • L’imperialismo di un Paese di otto milioni di anime? Mah…

    Di vero c’è che, man mano che l’impero statunitense consuma la sua parabola di decadenza e l’affermazione di movimenti identitari apre crepe nella soffocante political correctness imposta dal pensiero unico, si intravedono i primi baluginii di un ritorno alle politiche nazionali. In questo contesto rientra il cauto tentativo del nuovo governo austriaco di proteggere identità e interessi dei suoi cittadini sotto occupazione italiana.

    Eh già, perché il Sudtirol è Paese austriaco per razza, lingua, tradizioni e geografia, strappato alla patria manu militari avverso ogni consenso della popolazione locale. Ci si aspetterebbe che il comunista (?) democratico Giannuli, ardente sostenitore del principio di autodeterminazione, ne appoggiasse le rivendicazioni indipendentiste. Ehhhhhh… le cose non sono così semplici.

    I demokratici solitamente intrattengono un rapporto complesso colla propria religione e Giannuli non fa eccezione. La volontà del popolo è sacra finché vuole quel che vogliono loro. Se sgarra la fonte del sacro è rapidamente dislocata in capo a qualche altro feticcio. Ad esempio, se il popolo italiano non vuole accollarsi l’invasione extracomunitaria, il Manitù demokratico sarà subitamente (e sdegnosamente) soppiantato da quello umanista e antirazzista. Allo stesso modo, quando la logica democratica è invocata da uomini arii e da forze di destra (anziché da negri e sinistrati), si riscopre senza imbarazzo l’intangibilità delle frontiere nazionali.

    I concetti pratici sono scongiuri evocatori, corpora mystica, icone, logoi dell’immagine proiettati a manipolare fasci polimorfi di associazioni mentali e inclinazioni dello spirito. L’ideologo è un moderno negromante proiettato a plasmarne il potenziale identitario.

    PS: La traduzione di Österreich è marca orientale, non impero.

    • @Lorenzo
      E Ostmark come si traduce?
      Hitler e Mussolini ci provarono con le opzioni, ma si sa, il tedesco era famelico … anche con gli alleati.
      De Gasperi e Gruber segnarono un’altra tappa …
      P.s. Non sarà che per i Tritolesi del sud l’autonomia è solo una questione di soldi e privilegi? a me il dubbio viene.

      • — Non sarà che per i Tritolesi del sud l’autonomia è solo una questione di soldi e privilegi?

        Probabilmente oggi è così. 70 anni di benessere e consumismo non hanno lasciato altro, e infatti tutto va a rotoli. Ma io ho risposto a Giannuli che faceva un discorso diverso.

  • ACME NEWS
    Austria. Sorprendente risultato del sondaggio sull’annessione dell’Austria all’Italia. Il 74% dei campionati sarebbe favorevole a passare sotto il tricolore, a condizione che lo statuto speciale sia esteso all’intera Austria.
    Importante è anche il destino riservato alla Sardegna, secondo i sondaggisti d’Oltralpe: l’Isola potrebbe tranquillamente diventare il Cantone marittimo della Svizzera.
    Da Bruxelles non si sono sollevate voci contrarie.
    Il presidente della Commissione, l’olandese Van der Bier, intervistato dopo un’abbondante libagione, ha dichiarato che le istituzioni europee non hanno competenza sul problema. Dal canto suo ha aggiunto di non sapere dove si trovino le regioni interessate.

  • Importante è anche il destino riservato alla Sardegna, secondo i sondaggisti d’Oltralpe: l’Isola potrebbe tranquillamente diventare il Cantone marittimo della Svizzera.(Gaz)

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    A Gaaazzz….ahahha…lascià sta l’argomento…che mi rivengono le risateee…che io la storia della Sardegna annessa alla Svizzera la ho seguita sin dall’inizio essendo sardo e vivendo in sardegna…conosco anche i promotori (di vista…nel senso che ho seguito alcuni loro dibattiti )…il bello che nel Cantone tedesco hanno fatto un sondaggio su un campione di 4000 mila persone…e i tedescacci/svizzeri…al 70 % hanno dato una risposta positiva. E da allora non si son fermati: delegazioni sia dalla Sardegna che dalla Svizzera…(anche a livello regionale…la confindustria sarda con quella svizzera )…si è mosso tutto un meccanismo ..inutile dire che questo connubio Sardo/Svizzero non so se mi fa ridere (siamo completamente diversi da loro…come il giorno con la notte…e non vedo ove possa essere la possibile compatibilità reciproca ) o piangere…o tutte e due le cose insieme: sta di fatto che ci sono allocchi che la stanno prendendo sul serio.
    https://it-it.facebook.com/cantonmarittimo

    Le pecorelle sarde con le mucche svizzere…..mah….

    Diversa cosa è la Catalogna…ci son delle affinita linguistiche e culturali notevoli per ragioni storiche…nella zona di Alghero non parlano il sardo ma il catalano vero e proprio..e comunque tra sardegna e spagna in generale ci son molte affinità …ovunque in Sardegna c’è per questioni storiche l’Imprinting della Spagna…(anche nei cognomi..) ..

    ma gli svizzeri proprio…..ahahahh…..
    comunque che da quando è saltata questa cosa del Canton Marittimo ne hanno parlato in diversi giornali del mondo (alcuni in senso divertito non serio ) e son state fatte sia trasmissioni televisive in Svizzera che in Sardegna….una cosa di buono ha prodotto: sono aumentati notevolmente i turisti svizzeri…….;-)…..evidentemente non tutte le scemenze (perché di boutade si tratta..) vengono per nuocere.

    • il blog Canton Marittimo
      https://cantonmarittimo.jimdo.com/

      Ne hanno parlato in tutto il mondo anche la BBC…non capisco perché una cazzata del genere (perché di cazzata geopolitica si tratta )…abbia suscitato l’interesse a far trafiletti (più che articoli veri e propri ) sui giornali di mezzo mondo dagli Stati Uniti alla Russia al Giappone…oltreché in Nord Europa…
      https://cantonmarittimo.jimdo.com/rassegna-stampa/continua-rassegna-stampa/

      Detto questo: in Sardegna secondo uno studio della facoltà di Economia di Sassari se non erro…quasi il 50 % è per l’indipendenza o una fortissima autonomia o in un modo o in un altro……però son tutti gruppuscoli separati o inclusi nelle formazioni politiche tradizionali….e stranamente (e qui casca l’asino…) la stragrande maggioranza di loro son per l’indipendenza ma per restare nell’Europa e nel sistema euro…equivale a dire che…le pecore ragionane meglio di loro. Povera Sardenga nazione indipendente e in mano a scemi del genere….

    • Inutile dire che tra indipendentisti sardi (di vario genere ) e la Lega Nord …e comunque le varie anime indipendentiste lombarde e venete…da anni ci sono stretti contatti. La differenza e che comunque una buona percentuale di sardi vogliono l’indipendenza non per ragioni economiche….ma perché non si sentono e non si son mai sentiti Italiani…non so se siano le medesime ragioni dei cosiddetti Padani….
      In sintesi: se a certi sardi indipendentisti (non tutti ) gli prospetti un peggioramento delle condizioni economiche a fronte della totale indipendenza dall’Italia..ti risponde: ok…mi sta bene. Non si sentono e non vogliono essere italiani.

      Quali saranno le ragioni dei Tirolesi?? etniche e culturali o economiche ?

      • @Paolo
        Caro Paolo,
        tu hai assistito alla nascita in questo blog dell’ACME NEWS.
        Sai come vanno interpretati dispacci della stessa. L’ho spiegato a suo tempo.
        Quasi mai in senso letterale. Il più delle volte il significato autentico è celato, ma non impossibile da enucleare. Ogni tanto mi rendo pure conto che io me la suono e io me la canto .. succede.
        Se li chiamo Tritolesi e non Tirolesi una ragione ci sarà, e non certo per disgrafia. Più chiara di così l’ACME NEWS non può essere !!
        Avendo fatto il frullato di Ticino, sud Tritolo, Napolione e amaris in fundo Cantone Marittimo non mi è sembrato di aver espresso un pensiero tanto diverso dal tuo.
        L’austriacotto, più che invocare gli austriacanti, ha fatto un Schuhplattler.

      • Ovviamente qui tutti tifano per la Catalogna …(io no: a chi vuole rompere l’unità…un carro armato sotto il sedere a “limite” dopo il dialogo se non ci sono alternative….va benissimo: cosi gli passa la voglia….)

        Qualsiasi sia la ragione dell’indipendentismo…non è che dopo secoli di percorso insieme (caso Spagna )…ci si sveglia e a destra e a manca si incomincia a pretendere la secessione…ma cosi non regge nulla (vanno risolti i problemi ed ascoltate le istanze…ma niente indipendentismi ). La verità è che c’è qualche pezzo di establishement apolide che ha interesse e voglia di creare altri assetti…e forse funge meglio ai fini del dominio lo sfasciare i Paesi come son oggi…creando una frammentazione a loro favorevole…ma ve lo immaginate l’Italia separata in 3 o più parti ? che dovrebbero suppongo…organizzarsi un loro Parlamento, esercito, polizia, servizi segreti , ambasciate etc etc…ma che cazzata è??? vanno represse le istanze seccessioniste (anche quando ci son motivi validi..ma quando si è fatto un percorso che dura da tanto tempo cioè secoli o almeno più di un secolo…e nooo…discorso diverso è per l’area ex Urss… ) o con le buone o con le cattive….
        Idem la Spagna..il Regno Unito…il Belgio…l’Europa frammentata in micro nazioni…no no…c’è qualcosa che non va….su questo fuoco qualcuno o più di uno ci soffiano….

        • c’è qualcosa che non va….su questo fuoco qualcuno o più di uno ci soffiano….
          Cui prodest ?
          Ragioniamo caso per caso.
          Applichiamo gli stessi criteri in retrospettiva alla storia recente dell’Italia.
          P.s. Sulla Sardegna credo di aver qui una sola volta, a proposito del gasdotto dall’Algeria. Non ci sono mai stato. Sono attento però alle vicende sarde per quanto mi è possibile.

      • @Paolo
        Impressiona l’attenzione rivolta al problema dai media esteri.
        Poche settimane fa la stampa danese si è scatenata all’unisono contro alcune imprese italiane che avevano vinto un grosso appalto e che avevano problemi giudiziari (in primo grado) in Italia.
        Non mi risulta che i danesi si siano imbufaliti contro un cartello (vietatissimo) di industrie elettriche … che per 17 anni ha tenuto artificiosamente più alto il prezzo dell’energia, anche in Danimarca.
        Ma la storia è vecchia.
        La “negazione di Dio eretta a sistema di governo” riferita al Regno di Napoli è dell’interessatissimo Gladstone, al quale però andava ricordato che la sua Londra appena nel 1848 aveva avuto un’epidemia di peste, o che dire del Paradiso abitato da diavoli?
        DEnigrare/diffamare è un espediante per abbassare il livello dell’offerta per un bene che vale di più … e che interessa, altrimenti la cosa non farebbe neppure notizia.

      • @Gaz
        Sai come vanno interpretati dispacci della stessa. L’ho spiegato a suo tempo.
        Quasi mai in senso letterale. Il più delle volte il significato autentico è celato, ma non impossibile da enucleare.z(Gaz )

        —-
        —-
        Ma certo che lo ho capito…(che tu non intendi in senso letterale..) …io lo ho preso al volo perché volevo far passare il messaggio..che da una cosiddetta “boutade” …poi alcuni cercano di far sul serio (quelli del Canton Marittimo Svizzero/Sardo…che mi fa ridere pure la dicitura..scherzando scherzando stanno cercando di far “sul serio” cioè di far una formazione politica indipendentista per l’indipendenza prima della Sardegna e poi una sorta di unione con la Svizzera …che è una cosa che non sta ne in celo ne in terra…) una delegazione è addirittura stata ricevuta nel parlamento di uno dei cantoni svizzeri…e son stati applauditi …poi è venuta una delegazione svizzera e son stati ricevuti se non erro dalla Regione sede istituzionale e presentati dall’Associazione Canton Marittimo…poi non capisco perché una scempiaggine partorita in un bar tra tedeschi e sardi …che hanno suggerito di far un blog e di proporre un qualcosa tipo annessione con la Svizzera…non capisco perché questa cosa qui nel giro di due mesi sia stata scritta ovunque..con 4 trasmissioni televisive e diverse radiofoniche …più un articolo di ricercatori della London School of Economics …come se la “cosa” volessero pomparla e farla crescere . Quando parlo di Allocchi ovviamente mi riferisco ai sardi che ci credono o che la vogliono portare avanti…(e pare che a molti in Svizzera la cosa non dispiaccia…)

        Sul Tirolo …potrebbe essere che gli Austriaci ci “provino” per vedere cosa succede…nella peggior della ipotesi la passano come boutade…o fraintendimento. Però a me sta voglia che c’e in tutta Europa di secessioni serie e per scherzo ..mi lascia perplesso e preoccupa un po…perché si sta creando una situazione di malumore e disagio conseguenza di come è stata fatta l’UE che invece che unire sta dividendo…e su quei malumori soffiandoci un po sopra (magari certi untori alla Soros..perché fondi Soros alla Catalogna per “la rivoluzione” pare che ne siano arrivati…) poi magari diventano una cosa seria. Il Baluardo contro le macro area Frankenstein del tipo UE /euro …costruite come pilastri per una mondializzazione a conduzione elitaria da un elite apolide malvagia ipercapitalista sono le Identità Nazionali…e il ritorno ad esse …non la frammentazione in miriadi di micro nazioni…le micro nazioni sono l’altra faccia della cattiva medaglia delle Macro Aree super stato come il progetto degli Stati Uniti d’Europa…entrambi fungono per i loro scopi. Almeno questa è l’idea che mi son fatto..magari sbagliata ..puo darsi. Se qualcuna riesce ad ottenere l’indipendenza o in Italia o all’estero…poi potrebbe incominciare un effetto a catena …con la dissoluzioni dei Paesi che conosciamo o lo stravolgimento. Che sia la Padania..parte di essa…il Tirolo…la Sardegna…la Sicilia o altro.
        Buon Anno
        ps: magari è una mia impressione…però ho la vaga sensazione che su questi desideri di “indipendenza” ci soffino alcuni….e che si stia creando piano piano il “terreno fertile” perché magari in futuro diventi un incendio…..

        • … poi non capisco perché una scempiaggine partorita in un bar tra tedeschi e sardi …che hanno suggerito di far un blog e di proporre un qualcosa tipo annessione con la Svizzera…non capisco perché questa cosa qui nel giro di due mesi sia stata scritta ovunque..con 4 trasmissioni televisive e diverse radiofoniche …più un articolo di ricercatori della London School of Economics …come se la “cosa” volessero pomparla e farla crescere . (Paolo)

          E ti pareva che dalle parti del Tamigi si fossero lasciati scappare l’occasione ?!
          … Tavolara … Seborga …

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