Articoli in “appalto” e candidature

Leggo sul supplemento settimanale del “Corriere della Sera” (“Sette”) una inchiesta di Mauro Suttora sul Movimento 5 stelle nel quale dice delle sue riunioni durante le quali

<< non si parla mai di politica…Per quello ci sono i post quotidiani di Grillo sul suo portale nazionale. Scritti a volte da lui …o appaltati ad altri: il polemista Massimo Fini, l’anarchico Ascanio Celestini, l’economista della “decrescita felice” Maurizio Pallante, l’esperto di servizi segreti Aldo Giannuli, il prof universitario di matematica torinese Beppe Scienza>>

A parte il fatto che il mio mestiere non è quello di “esperto di servizi segreti” ma di storico che scrive di diversi temi fra cui l’intellicence, apprendo di essere un appaltante di Grillo, che neppure conosco, come non conosco personalmente neppure Casaleggio o qualche esponente del movimento (personalmente non ho mai incontrato neppure Mattia Calise che è studente della mia facoltà e consigliere comunale della mia città). Vorrei precisare che, in vita mia, non ho mai ricevuto (e tantomeno li avrei accettati)  “appalti” di questo genere. Non so se lo abbia mai fatto Suttora, io no.
Può anche darsi che in un qualche riunione dei 5 stelle qualcuno mi abbia citato chissà a quale proposito, ma non capisco perché Suttora, che è giornalista serio e sa perfettamente come trovarmi, abbia scritto questa sciocchezza senza neppure sentirmi. Va bene: poco male e non me la prendo anche perché, pur essendo critico per diversi aspetti del M5s  cui non appartengo a nessun titolo, non trovo disonorevole l’accostamento in sé.

Peraltro, siamo in periodo pre elettorale e voci e fesserie ne vanno in giro in quantità industriali. A proposito: se doveste giungervi qualche voce di mie candidature magari nelle liste più improbabili, non credeteci nemmeno per un secondo. Sinora mi sono giunte otto proposte di candidatura sia alle politiche che alle regionali, fatte a titolo personale o da componenti di partiti o di partiti in quanto tali, e non pensate solo a quelli più scontati di sinistra, ma persino di una lista di centro che sollecitava il mio ruolo di “apprezzato tecnico” (non so bene di cosa: ho risposto che “tecnico” il mittente poteva dirlo a sua sorella, io sono un militante politico da 45 anni).

A tutti ho risposto alla stessa maniera, ringraziando cortesemente per l’onore fattomi, tuttavia dichiarandomi indisponibile perché:

a- non sono mai stato candidato a niente (neppure nelle elezioni universitarie) provando profondo fastidio per una campagna elettorale nella quale dovrei sollecitare un voto per la mia persona. Essendo rimasto “vergine” sinora,  non mi sembra sia il caso di iniziare a 60 anni

b- che in questo momento non trovo alcuna lista in cui riconoscermi, haimè, neppure a costo di molti compromessi

c- che, nell’ipotesi -più o meno improbabile- di una mia elezione questo comporterebbe la rinuncia all’insegnamento ed un impegno a tempo pieno che mi impedirebbe di scrivere; ma sia l’insegnamento che la scrittura sono cose che mi interessano molto più che partecipare a sedute parlamentari o (peggio) di consigli regionali che nel 95% dei casi sono di una noia mortale (ricordo con sconforto molte sedute delle Commissioni Stragi e Mitrokhin cui assistetti come consulente).

Dunque, se qualcuno vi annuncia una mia probabile candidatura in questo o quel partito vi autorizzo a ridergli in faccia e dirgli che non sa quello che sta dicendo.

Questo non toglie che, se una qualsiasi lista di sinistra (ho detto “di sinistra”…) mi chiedesse un parere per la formazione del programma o per qualche dibattito in campagna elettorale, sarei disponibile come ho sempre fatto, a titolo di militanza: non ho bisogno di incentivi di nessun genere per farlo.

Detto questo, veniamo qualche considerazione di ordine più generale. Una volta erano i partiti a scegliere gli indipendenti e le liste erano loro espressione naturale; adesso un gruppo di amici, cui manca il quarto per fare uno scopone, fa una lista e sceglie i partiti che devono aderirvi. Poi paga qualche improbabile ditta di sondaggi per farsi dire che ha un potenziale elettorale del 3,65% e presenta lista e sondaggi in un teatro semivuoto dove 11 persone assistono sonnecchiando all’improbabile evento (vi ricorda nulla?). Trovo la cosa di una comicità irresistibile: a desta si inventano partiti improbabilissimi Fede e Magdi “Cristiano” Allam, Giannino e Paolo Guzzanti. A sinistra l’attività è meno frenetica, ma ripete comunque l’errore di formare liste che nascono dal nulla e che aspirano a trasformarsi in forza politica ma solo dopo le elezioni. I partiti non si fanno così. E tantomeno questo può riuscire cercando candidati per strada  “come capita, capita”. Così si fa una Armata Brancaleone, non un partito.

Aver criminalizzato la forma partito, anzicché  riformarla, eliminando le incrostazioni tangentizie, burocratiche e carrieriste, ha avuto come risultato di eliminare il presupposto della rappresentanza, lasciando in piedi un ceto politico di burocrati, tangentisti e carrieristi. Come dire: abbiamo buttato via il bambino per tenerci l’acqua sporca.

Cento di questi capolavori!

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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