Ancora sulle candidature al Quirinale

Un paio degli interventi sul precedente articolo, osservano che non siamo noi a votare e scegliere il Presidente, per cui possiamo solo fare da spettatori o quasi. In generale l’osservazione sarebbe giustissima e non ho niente da obbiettare, ma siamo in un momento molto particolare, in cui una pressione proveniente dalla società civile può anche avere successo. In primo luogo è massicciamente entrata in Parlamento una forza politica che (al di là di tutte le critiche che possiamo muovergli) fa dell’apertura alla società civile la sua bandiera, anzi, si ritiene un pezzo di essa all’interno delle istituzioni. Bene: approfittiamone e vediamo se accolgono qualche nostro suggerimento (chè, di suggerimenti in tutta modestia si tratta e non di altro). In secondo luogo, nella confusione generale non si è ancora delineata una candidatura forte e cristallizzata contro la quale questi suggerimenti andrebbero inesorabilmente ad infrangersi.

In terzo luogo, bisogna dar atto a Bersani che, nonostante tutti gli errori precedenti, si sta comportando bene tenendo la barra ferma sull’intesa con il M5s o nuove elezioni e scartando con decisione ogni ipotesi di inciucio con la destra. A proposito: capisco che l’idea di un governo Pd-Pdl seduca Grillo che così, fra un anno supererebbe il 40%, ma mi pare che stia facendo un gioco troppo scoperto perché possa funzionare, non credo gli faranno questo favore.

Data questa disponibilità di Bersani a discutere con il M5s, si creano le condizioni di una possibile maggioranza su un candidato di comune gradimento. Ed anche Sel potrebbe fare la sua parte in questo contesto. Dunque, l’ipotesi che un consiglio proveniente dalla società civile possa essere accolto non è poi così campata in aria. Ma, anche se essa cadesse nel vuoto, resterebbe comunque il valore politico di una campagna all’insegna del protagonismo dei cittadini. Il che, di questi tempi, non mi pare cosa da poco.

Pertanto il problema è quello di scegliere un nome intorno al quale sostenere una campagna, ma, prima ancora, determinare i criteri attraverso cui sceglierlo.  Riassumendo, proponevo questi criteri:

1. indiscutibile dirittura morale,

2. noto, ma non appartenente al mondo della politica professionale

3. con meno di 80 anni

4. che dia garanzie di imparzialità

5.  di indiscutibile lealtà costituzionale

6. con la necessaria cultura giuridico-costituzionale per svolgere efficacemente il compito affidatogli

Sulla base di queste premesse ho fatto un nome, quello di Raffaele Guariniello. Procuratore aggiunto presso la Procura Generale di Torino, che mi sembra soddisfi tutti i 6 requisiti indicati. Sia chiaro che è solo un nome a titolo di esempio e non so neppure se Guariniello (che non conosco personalmente) apprezzi la mia idea e sia disposto ad offrire il suo nome per questa occasione. Ovviamente, possiamo benissimo cercare altri nomi sulla base di quei criteri (se siamo d’accordo su di essi).

Questo primo “assaggio” mi pare che abbia prodotto –insieme al gradimento per il magistrato torinese- anche altri nomi su cui vale la pena riflettere.

Il più gettonato mi sembra Stefano Rodotà, giurista di fama internazionale. Nulla da dire per i criteri 1, 4, 5 e 6. I problemi riguardano il secondo ed il terzo punto. Sul secondo, si può anche soprassedere anche perché, formalmente, Rodotà non ha ancora 80 anni (li compirà a fine maggio) e, quindi, siamo proprio sulla linea di confine. I problemi più seri riguardano il terzo punto: Rodotà non è solo stato parlamentare, ma anche vice presidente della Camera e presidente del Pds. Non discuto affatto che sia sempre stato un galantuomo di assoluta indipendenza di giudizio ed una sua candidatura a me non starebbe bene ma benissimo. Ma, appunto, non siamo noi a votare e dobbiamo cercare un candidato che trovi una maggioranza possibile. Non c’è dubbio, io credo, che un nome come quello di Rodotà stia bene a Pd e Sel, ho molti dubbi che il nome possa riscuotere il gradimento di Monti e Casini (se non come ultima ratio) ed escludo che possa piacere alla destra. Restano, appunto, i M5s, ai quali non so quanto possa essere gradito un candidato così “interno” alla tradizione Pds-Pd che, per di più, è collaboratore stabile di “Repubblica” (cosa che a me non crea alcun problema, ma che è una delle bestie nere dei “grillini”). Inoltre, Rodotà è un nome che dice molto a quelli come me, ma non so quanto dica agli under 40 che sono il nerbo sia del gruppo parlamentare che dell’elettorato 5s. Ci si può provare, ma ho l’impressione che si tratterebbe di una candidatura molto debole politicamente (senza nulla togliere alla statura del personaggio che gode della mia più incondizionata stima).

Qualche preferenza mi pare che abbia raccolto anche Zagrebelsky, ottimo nome che ha tutti i requisiti richiesti: ex Presidente della Corte Costituzionale, non gli si conoscono precedenti incarichi politici e non credo sia mai stato militante di partito. Potrebbe avere il gradimento di Monti (ma lo vedo un po’ troppo laico per piacere a Casini), escludo piaccia alla destra (altro punto a suo favore dal mio punto di vista). Potrebbe piacere ai grillini con un unico neo: la sua assidua collaborazione a Repubblica che temo lo presenti male ai loro occhi. Ma, se ci muoviamo sul terreno degli ex presidenti della Corte costituzionale ci sarebbe anche un altro nome di tutto rispetto da considerare: Valerio Onida. E’ vero che si è candidato alla carica di sindaco di Milano con il centro sinistra, ma non era il candidato si partito bensì di associazioni e circoli culturali per cui la cosa non dovrebbe dispiacere ai grillini. Forse potrebbe piacere anche al centro.

Altro nome da considerare e per il quale mi sentirei di spendermi a suo sostegno è quello di Salvatore Borsellino che soddisfa tutti i requisiti richiesti (unico problema, non so quanto sarebbe gradito al Pd).

Guido Rossi: ha 82 anni, è stato parlamentare e, soprattutto, è troppo “in odore di finanza” (è stato anche presidente della Consob, incarico, peraltro, assolto impeccabilmente) per piacere al M5s, però potrebbe piacere a Monti.

Anche Imposimato  è stato parlamentare.

Gino Strada, e Barbara Spinelli sono per ragioni diverse troppo polarizzati per essere accettati l’uno dal Pd e l’altra dal M5s, peraltro è lecito nutrire dubbi sulla preparazione giuridica di entrambi.

Il mio amico Nando Dalla Chiesa (ingenerosamente maltrattato da uno degli interventi) è persona degna ma è stato anche lui parlamentare (e sottosegretario).

Di Emma Bonino non parliamone nemmeno: anche se qualche volta ha cercato di contrastare quello stomachevole  personaggio che è Marco Pannella, ne ha condiviso troppe responsabilità e, con i radicali, il conto da saldare è lunghissimo. Auspico semplicemente che scompaiano.

Continuiamo a discuterne, ma, ovviamente ricordiamoci che poi occorrerà anche vedere quale sia la disponibilità dei personaggi di cui stiamo parlando.

Aldo Giannuli

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Comments (27)

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    giammarco giacomini

    Lo so che sul punto 2 sarebbe debole però mi piacerebbe una figura di rottura e che dia un segno forte… tipo Ingroia

  • bella rosa, mi piacerebbero onida o zagrebelzky, nonostante borsellino sarebbe forse il migliore a livello simbolico. ma una cosa è il dire e una cosa è ilfare.e tutto sommato questa elezione del presidente della repubblicacasca a fagiolo: in questo parlamento tripartito, qualcuno dovrà mediare con qualcuno almeno per eleggere il presidente: stando che pd e pdl non mediano (anche grazie a dei magistrati che fanno bene il loro lavoro anzichè condurre la sinistra al macero), sono curioso di sapere con chi medieranno i grillo’s: con qualcuno lo dovranno pur fare, e che lascino eleggere il presidente alla quarta votazione mi sembra improbabile.
    per il resto dopo le recenti dichiarazioni della capogruppo alla camerata, ops, della camera, è già una mezza vittoria che non propongano massimo fini come presidente della repubblica

  • Professore, magari è un po’ OT ma mi ha incuriosito questa presa di posizione netta verso i radicali.
    Esclusi gli attivisti, li considero ormai un partitino di vecchi catarrosi.
    Ciò non toglie che stimo alcune delle prese di posizione (che ho potuto conoscere e approfondire), stimo alcuni “servizi culturali” resi quotidianamente alla collettività e, IMHO, tra Bonino e Pannella (almeno a pancia) avrei salvato Pannella…
    Sono curioso della sua opinione perchè (per mio deficit culturale) è un’esperienza politica molto significativa di cui faccio fatica a mettere a fuoco i tratti anche più macroscopici…

  • ho letto con molto interesse una lettera di Giuliano Amato su repubblica di 2 giorni fa nel quale diceva che lui ha rinunciato a molte delle prebende che devolve in beneficenza e rivendicava con orgoglio (secondo me legittimo) il suo CV. Invito a leggerla.
    Questo per dire che la politica “vecchia” o meglio non grillina non ha espresso solo canaglie. Mi sembra che ci sia un eccesso di nuovismo a tutti i costi.
    Propongo a Giannulli un ragionamento.
    Dal 1992 un grande desiderio di cambiamento ha pervaso la società italiana. Prima erano i leghisti, poi i forzisti, poi i forzaleghisti ora il M5S. Il PD (o i suoi antenati) erano solo simbolo di vecchio, continuismo e consociativismo. Dall’analisi dei flussi almeno il 50% della gente che ha votato M5S viene dalla destra. A parte il veneto, il M5S nel nord (vedi lombardia e parzialmente piemonte) non ha poi così sfondato. Nel centro ha incarnato il crollo delle destre (nel centro italia le destre si sono ridotte ai minimi termini) mentre nel sud ha preso voti al PD.
    In sintesi: argomenti come la partitocrazia, politica (Roma) ladrona, il PD, CGIL e il quotidiano La Repubblica come causa della conservazione e dello sfascio italiano li ho sentiti.
    Da Gelli, Craxi, Berlusconi e Bossi.
    un caso?
    cordialità
    GV

    • Caro Vaschi
      sono d’accordo con Lei sul fatto che la vecchia politica non era abitata solo da canaglie ma ha avuto anche fgior di galantuomini (anche se il mio giudizio sul politico che Lei cita è abbastanza diverso9, però anche le ondate di protesta non sono composte solo da “manipoli di squadriasti che vogliono fare un bivacco del Parlamento”, Anche io avverto umori antiparlamentari non proiprio tranquillizzanti in questa nuova ondata, ma mica c’è solo questo. Tra l’altro le analisi dei flussi elettorale attibuiscono alla destra circa un 25% dei voti grillini, mentre un 40% viene dalla sinistra ed il resto dall’astensione, D’altra parte è e3vidente che M5s ha assorbito quasi tutto l’elettoprato Idv, una bella fetta di quello di Rifondazione e di Sel e, nelle regioni centrali -soprattutto ma non solo- ha morso nell’elettprato Pd. Anche io avverto la possibilità di pericolose sbandate di questo voto di protesta, ma proprio per questo occorre moltiplicare le occasioni di dialogo. Gli anatemi non hanno mai risolto nulla

  • Caro Giannulli
    concordo con lei. Sulle analisi dei flussi ho letto alcuni articoli che però mi sembra che male colgano i numeri dello spoglio elettorale.
    Io penso che il M5S contiene tante cose diverse. Molte persone sono in buona fede (anche se un po’ troppo convinte di avere la vertà in tasca commisurata con una notevole scarsa conoscenza delle cose). Non mi piace nemmeno l’assalto fatto dal PD.
    Penso che si debba andare direttamente ad un governo istituzionale a cui dare la fiducia. Dopo di che il PD porti in parlamento le sue proposte (gli 8 punti, 10, 25, quelli) e sopratutto metta in calendario subito:
    1. legge elettorale
    2. conflitto di interessi
    3. legge sul finanziamento ai partiti e costi politica
    4. anticorruzione
    5. provvedimenti per il lavoro e le famiglie

    E si comincino i lavori: il PD voterà le sue leggi, gli altri decideranno e il PD farà lo stesso.
    Il governo avrà una fiducia iniziale e poi si faccia votare i provvedimenti volta per volta.
    Io penso che sia possibile mettere in piedi un governo senza fare inciuci. Basta mettere lì la legge sul conflitto di interessi e l’anticorruzione. Poi ciascuna forza politica farà quello che meglio ritiene e si vedrà.
    Penso che il PD debba fare un congresso e sopratutto che debba fare SILENZIO. si parla solo nelle isituzioni, mediante comunicati ufficiali o conferenze stampa. E basta trattative sottobanco.
    Le pare una cosa così assurda?
    GV

    PS non sono un estimatore del dottor sottile. Però non mi piace nemmeno questo clima da caccia alle streghe per cui a parte i M5S tutti gli altri sono o imbecilli o corrotti.
    Ciascuno ha le sue idee e si discute e fino ad ora per fare un esempio non mi pare che certe idee economiche del M5S siano tanto facili da attuare.

    PPS: sto rileggendo con piacere il suo libro Uscire dalla Crisi che mi era piaciuto molto. Bello. Come molto bello è quello di Ruffolo e Labini

  • Credo che in Italia abbiamo un serio problema di di “borghesia compradora”, e anche di “quisling”, cioè di una classe dirigente da quattro soldi che si vende il Paese a poteri esteri. Problema aggravato dalla acquiescenza ovina degli italiani. Sarebbe quindi nostro interesse non avere come presidente il solito maggiordomo che favorirà la messa a sacco del Paese. Quelli personalmente integri ma che accettano l’egemonia, culturale prima che politica, dei padroni del mondo, potrebbero essere non meno dannosi di quelli venduti senza vergogna. Pertanto in questo gioco dell’immaginare il Presidente io voterei Imposimato, che, con tutti i limiti che gli si possono trovare, riconosce, e spiega, che poteri forti sovranazionali “condizionano” pesantemente l’Italia. (v. ad es. “La Repubblica delle stragi impunite”).

  • ..Su Zagrebelsky..vero che è stato assiduo collaboratore di Repubblica, ma è entrato in conflitto con Scalfari e la redazione del giornale sulla gestione di Napolitano sia del governo Monti che soprattutto del rapporto con le procure. Sarebbe un nome eccellente.
    Rodotà sembra sia molto gradito a tanti attivisti dei meetup, questi mi sembrano i nomi spendibili per una mediazione.
    Rossi invece è un mome giusto se il Pd decide di eleggere il Presidente solo con Monti. In quel caso ci sono altri nomi, Visco, Draghi ecc..
    Se fanno da soli eleggono Prodi.
    Se decidono di farlo con il Pdl (sarebbero pazzi) D’Alema, Amato o la Finocchiaro.

  • Prof. due spunti per Cappuccino Brioche…

    Sarebbe interessante conoscere il suo punto di vista:

    A) Sull’azienda di Casaleggio ed il suo organigramma

    B) Sulla morte di Chavez

  • ri-contribuisco al nome di zagrebelski come capo dello stato.
    finalmente avremmo un capo dello stato davvero super-partes, non certo sprovveduto anche se ovviamente non avvezzo alle tattiche di corto cabotaggio della politica.
    ma in questo momento, ribadisco, è necessaria una personalità che detti i tempi e le regole in modo millimetrico e non lasci scampo agli scambi e ai traccheggi che hanno caratterizzato gli anni della repubblica italiana.
    si deve ripartire dalla purezza della res-publica, questo ci serve e zagrebelski mi pare la persona adatta.

    saluti

    alberto

    ps.
    necessario un exurcus storico dei radicali, mica che qualche altro cittadino faccia la fine di capezzone…….

  • io ho detto che nel gioco che facciamo mi piacerebbe Zagrebelsky, ma stante la situazione attuale mi sembra un’ipotesi che il Pd non voglia o possa sostenere. Non ultimo il fatto che Napolitano -Dio me ne scampi e liberi- viene dall’area del riformismo di sinistra. Credo così che il Pd sacrificherà il Quirinale per un’intesa sul governo per fare una legge elettorale decente o meno porca di questa.
    Giudico tranchant il giudizio sulla Bonino e non importa che scriva la storia dei radicali, la conosciamo e tra l’altro c’entrerebbe come il cavolo a merenda. D’altronde se devo usare il criterio “purché non siano passati da Repubblica perché a Sua Santità Urlo I° non sta bene”, allora preferisco una donna, con esperienza in Europa, al di sopra di questi bislacchi schieramenti attuali, con specchiate doti di garanzia. Comunque, lo ripeto, per me Zagrebelsky sarebbe uno dei Presidenti più in gamba tra tutti quelli che abbiamo avuto, di gran lunga migliore di quelli che fino a qualche settimana fa, con il Pd sicuro di vincere, si prospettavano. Anzi che dico! sarebbe un ottimo Presidente.
    Un solo dubbio: e se dovendo soddisfare il populismo innovativo la portavoce (sic) alla Camera del M5s s’impunta su Iannone di Casapound, noi che facciamo?

  • professore anche io avrei bisogno di rammentare la storia dei radicali.. devo dire che pero’ se chiudessero radio radicale mi mancherebbe moltissimo Massimo Bordin e sottolineo moltissimo (sebbene molto spesso non mi trovi affatto d’accordo con lui mi piace molto come giornalista – compresa la voce catarrosa)

  • Oggi (06.03.2013) su Repubblica c’e’ un interessante articolo (Destra e sinistra sotto il peso di Edipo) di Massimo Recalcati, psicoanalista lacaniano:

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1TH2ZV

    Nella dinamica padre-figlio punta il dito sia sul padre che non lascia spazio al figlio sia sul figlio che non vuole riconoscere il padre come fonte di vita.

    Fuor di metafora: Renzi voleva “rottamare” indistintamente, senza riconoscere la fatica, quale che sia, di chi prima di lui aveva cercato di fare qualcosa, ed i padri, disconosciuti, hanno puntato i piedi.

    Ora Renzi dice cose piu’ ragionevoli (“per ora faccio il sindaco, faro’ qualcosa se vinco le primarie”).

    Recalcati applica il ragionamneto anche ai sostenitori di Grillo (“padre sessantenne che insulta e che si presenta come adolescente”) volendoli spingere a farsi carico del cambiamento agendo all’interno del contesto del quale, comunque, fanno parte.

    Mi ricordo di aver fatto una osservazione simile qualche settimana fa quando su questo blog, leggendo gli interventi dei sostenitori di Grillo, osservai che sembrava che per loro non era esistito niente prima di loro e che loro si sentivano L’Alba dell’Umanita’.

    Fino a qui siamo nel campo della psicologia sociale.

    Ora invece sarebbe il caso di riflettere sulla Furberia Sociale.

    A Piazza Pulita (La7, lunedi’ scorso) sono stati intervistati degli imprenditori del Nord-Est, grandi estimatori di Grillo.

    Una rapidissima indagine ha appurato che hanno sostenuto la Lega fino a 30 secondi fa ed uno (il dott. Artom) per le politiche del 2013 ha anche tentato di formare una lista che si voleva abbinare al PDL.

    Infatti, sostenendo che Grillo era il migliore, dicevano (solo) le cose che la Lega e Berlusconi dicono da 20 anni: “Lo Stato ci massacra con le tasse” ed hanno aggiunto che vorrebbero delocalizzare all’estero.

    Chissa’ cosa scriverebbe lo psicoanalista Recalcati di questo comportamento.

    A me, povero scribacchino di questo blog, viene in mente solo Crozza: “Siamo il Paese delle Meraviglie.”

  • Oggi alla Direzione del PD D’Alema ha dichiarato che l’accordo col PDL si potrebbe fare se il PDL mettesse B. da parte.

    All’inizio mi e’ sembrata una dichiarazione inutile o a parziale scusante delle dichiarazioni di due giorni fa.

    Poi mi e’ venuta un’idea strana (ma non troppo): stanno cercando di convincere B. (con le buone o con le cattive) di levarsi di mezzo.

    Le dichiarazioni di De Gregorio, personaggio meno pittoresco di quello che sembra, andrebbero in quella direzione.

    Se accadesse, si farebbe un bel governissimo.

    Magari, per evitare di prendersi altri insulti (e perdere tutte le elezioni da qui all’eternita’) farebbero anche cose buone.

    Chi vivra’ vedra’.

  • #caruto. ma di che stiamo parlando? berlusconi senza immunità parlamentare il panettone non se lo mangia in italia, a meno che non voglia passare le feste ar gabbio. in una situazione del genere è impossibile trattare col pdl, nonotrante gli sforzi di dalema. a meno che il pdl non se la senta di sacrificare berlusconi per passare a bersani. ma me li vedo cicchitto e lasantanchè ringraziare il cielo per l’arresto di berlusconi e la depurazione del loro partito…

    io continuo ad avere una vaga speranza per un governo a progetto pd-5 stelle, ma sarebbe ridicolo se bersani riesce a dare al pd un’immagine decente non alleandosi con berlusconi, e poi arriva renzi, si gode della credibilità data dal predecessore e poi fa gli inciuci che sarebbero prevedibili da un soggetto del genere?che beffa. d’altra parte se bersani perde è facile che ci sia una qualche collaborazione tra pd e pdl prima delle elezioni, e questo comporterebbe disfatta e soprattutto scissione del pd. ed è la che vendola potrebbe avere un ruolo, a prescidere da cosa ne pensano gli ingroiani, che sono per scelta politicamente irrilevanti

  • Prof cosa ne pensa di Tina Anselmi??non soddisfa certo i punti 2 e 3 ma gli altri li centra tutti.a me piacerebbe e se non sbaglio fu la proposta di Libera.
    dialoghi e istruisca i 5stelle se può..
    saluti

    • ottimo candidato che lo stesso Grillo propose per la Presidenza in considerazione del suo lavoro di Presidente della commiszsione P2, è donna e questo è un dato in più. Unico serio handicap l’età avanzata

  • @Mauro, Rosario Priore (persona e magistrato stimato e stimabile) è leggerissimamente di Destra…
    In quanto ai nomi: se fossi nei panni di Grillo ne tirerei fuori uno comunemente apprezzato e notoriamente “di sinistra”, così da far spaccare in due il PD. Un bel nome di quelli che non possono piacere ai “berluschini” come Renzi, e quindi al 40% del partito.

  • Caro Giannuli, la dinamica che descrivi mi pare una possibilita’.

    In realta’ cercavo di capire l’accanimento di D’Alema nel rivendicare la genialita’ matura degli inciuci (altra cosa sono le Grosse Koalition in Germania).

    D’Alema era patetico e mi sono chiesto se non c’erano manovre di un qualche genere che potessero spiegare la sua citazione di Gramsci: “Il rifiuto dei compromessi e’ segno di subalternita’ culturale”. Riferendosi a Berlusconi e compagnia mi sembrava come quando un tossico non riesce a smettere e ideologizza la dipendenza.

    C’era poi questo fatto di Renzi che e’ stato convocato dal grande Monti, e li’ ho sentito puzza di altri inciuci.

    In un’ultima analisi io non sottovaluterei la capacita’ di questo gruppo dirigente PD di fare e farsi del male ma continuo a pensare che Bersani sia cosa differente da D’Alema.

    Ne approfitto per consigliare la lettura di un interessante articolo pubblicato su Repubblica il 5 marzo.

    E’ un intervista ad un anzianissimo (e’ nato nel 1984) studioso di internet (si chiama Morozov ed e’ bielorusso) che lavora a Stanford e che dice cose molto interessanti sull’uso di internet.

    Il frame che utilizza ha, secondo me, delle falle logiche ma per quello che puo’ interessare alla discussione italiana di questi giorni puo’ essere di grande aiuto.

    Sintetizzando al massimo, dice che il problema non e’ lo strumento (internet, TV, papiro, trombe) ma l’attivita’ politica: se la fai o non la fai. Ma ci arriva attraverso una disamina sull’uso attuale del marketing digitale e della manipolazione tramite i social network.

    http://www.repubblica.it/politica/2013/03/05/news/morozov_english-53968261/?ref=search

    PS: Tina Anselmi ha serissimi problemi di salute.

  • Ribadisco la mia Proposta sul Costituzionalista Michele Ainis , anche alla Luce dei suoi Criteri. Forse l’unica debolezza sarebbe nella parte prima del punto 2 ( nel senso che non è Straordinariamente noto, anche se comunque non è proprio uno sconosciuto avendo scritto su molte testate nazionali ed avendo fatte parecchie apparizioni in TV). Su tutti gli altri punti mi pare li rimarchi più di ogni altro.

  • Fra tutti i nomi citati è molto interessante quello di Valerio Onida, sia come candidato da proporre sia come chiance di elezione una volta proposta da uno schieramento che in parlamento ha una certa forza. Infatto, come Zagrebelsky si è sempre opposto agli stravolgimenti berlusconiani della Costituzione, ma diversamente da questi è sempre apparso meno radicale. Inoltre, pur difendendo la laicità dello stato, è cattolico, elemento di non poco conto che potrebbe renderlo gradito a una parte del centro. Se fossi nel Pd non esiterei a puntare su di lui, anche se bisogna capire cosa vuol fare il Pd: far eleggere un buon presidente o eleggere uno dei “loro”?

  • c’è un altro criterio, per il colle: che il presidente della repubblica sia gradito agli americani. deve essere un uomo di fiducia.

    In questo, la Bonino supera tutti.

  • sarebbe bello che Aldo ci dicesse che cosa ne pensa di quallo che è successo intorno a Rodotà che avrei apprezzato tantissimo e che purtroppo è stato fatto proprio dal M5S con mossa rovinosa…ma io do del M5S un giudizio molto molto molto più severo del suo

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